L’unionismo, l’euro e la germania euronazista di Eugenio Orso

Le dichiarazioni sprezzanti di politici e ministri tedeschi di diversi partiti, dirette contro il popolo italiano prima ancora che contro politici nazionali vecchi e nuovi, ci riportano indietro di decenni, ai tempi della seconda guerra mondiale e dell’armistizio, tempi in cui i crucchi indossavano le divise nere delle SS e consideravano gli italiani un popolo di vili e di traditori, non risparmiandogli violenze indiscriminate e stragi di massa. Oggi, invece, gli è sufficiente aspettare che moriamo di disoccupazione e deindustrializzazione, cioè di euro.

Ammettiamo pure che non c’è mai stato amore e concordia fra molti popoli d’Europa e i tedeschi, i quali hanno rappresentato un grave problema per il vecchio continente fin dalla prima guerra mondiale, per non parlare della seconda da loro stessi scatenata. Sono i tedeschi che hanno contribuito, con Hitler e il nazismo, a dare il colpo di grazia a quello che per secoli era stato il vero e il solo “centro del mondo”, cioè la cara, vecchia e tormentata Europa, che è dovuta sottostare, dopo l’immane disastro bellico scatenato dai tedesco-nazisti, alla divisione del mondo in blocchi e poi, dopo la fine dell’Urss, all’egemonia americana, fino all’affermazione completa dell’egemonia mercatistico-globalista che vorrebbe controllare il pianeta. In questi anni, in perfetta linea con la volontà di potenza mercatista delle élite finanziarie internazionalizzate, i tedeschi hanno contribuito attivamente alla distruzione delle economie e dei sistemi di protezione sociale nei paesi europei meridionali e mediterranei, producendo gravissimi danni a tutti noi e compromettendo irreparabilmente il nostro futuro. Dopo la ricostruzione postbellica della Germania e la riunificazione, pagata con denaro sonante dai paesi Europei occidentali, i crucchi irredimibili hanno indossato le divise euronaziste e hanno ripreso ad attaccare, per sottometterci e depredarci. Il “veicolo” che gli euronazisti utilizzano contro di noi non è un nuovo modello di panzer, ma bensì la moneta unica, da qualcuno definita in passato supermarco, alla cui persistenza siamo costretti a sacrificare tutto, anche il futuro. Attraverso l’euro e i trattati rigoristico-unionisti (trattato di stabilità fiscale, patto di bilancio o fiscal compact) i tedeschi sono in grado di mantenere la camicia di forza che ci imprigiona e di tenere sotto tiro i paesi meridionali, eliminando la sgradita concorrenza manifatturiera come nel caso italiano. Dobbiamo chiederci, a questo punto: possono amare gli italiani, o i greci e gli spagnoli, un popolo arrogante, sopraffattore e saccheggiatore delle altrui risorse, che contribuisce a radere al suolo le loro economie e le loro società? E’ logico, quindi, che i tedeschi siano malvisti e temuti in Europa, come lo erano ai tempi del primo nazismo che marciava trionfale verso la guerra. Al bombardamento di Guernica dell’aprile 1937 si è sostituito il bombardamento dello spead con il bund, senza dover alzare in volo una nuova legione condor, senza dover rischiare perdite e abbattimenti. I nuovi nazisti, con il suffisso euro davanti, a differenza dei primi sono degli autentici vigliacchi, ancor più avvoltoi, avventandosi sui più deboli per trarne vantaggi industriali e commerciali, spolpandone le carcasse senza ritegno. Abbiamo compreso, ormai, che i tedeschi euronazisti rappresentano per noi nemici mortali, dal capoccia socialdemocratico Peer Steinbrueck che taccia Grillo e Berlusconi di essere dei pagliacci (insultando così i milioni di italiani che li hanno sostenuti), al ministro Scheuble che paragona terroristicamente la situazione italiana a quella greca, lanciandoci di fatto un ultimatum: o un direttorio europoide in Italia – un governo che piace a lui e agli investitori onnipotenti, come quello ellenico collaborazionista di Samaras – o si scatenerà l’inferno nella penisola. Il disprezzo tedesco verso l’Italia è tale che Steinbrueck ci ha insultato durante la visita in germania del tremebondo Napolitano, da sempre loro “amico”. Agli euronazisti Steinbrueck e Scheuble per bombardarci non serviranno gli Junker 88 pilotati da tedeschi o da collaborazionisti, perché ci penseranno i mercati a ridurci a mal partito se non ci adegueremo ai diktat.

E’ questa la tanto decantata ”amicizia” fra i popoli europei? E’ questa la prospettiva che porta agli “stati uniti d’Europa”? Ebbene, se le elezioni politiche italiane con esito populista contageranno altri paesi europei, come mostrano di temere anzitutto i tedeschi, forse riusciremo tutti insieme – italiani, greci, spagnoli, portoghesi e altri popoli fratelli che saranno i benvenuti – a liberarci dal gioco dell’euro, dalla costrizione unionista, dal dominio delle élite finanziarie e dei loro collaboratori euronazisti, come gli arroganti Steinbrueck e Scheuble, che rispettivamente ci insultano e ci minacciano.  

L’ultimo eurocentrico

Eugenio Orso

L’unionismo, l’euro e la germania euronazista di Eugenio Orsoultima modifica: 2013-02-28T12:27:00+01:00da derosse
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2 pensieri su “L’unionismo, l’euro e la germania euronazista di Eugenio Orso

  1. Ringrazio Leonardo

    Le pulsioni “populiste”, antireuro e antitedesche stanno dilagando, fin tanto che romperanno gli argini, perché c’è un limite fisico e psicologico – come da tempo vado scrivendo – alla compressione dei dominati e dei popoli soggetti, e questo limite, se continuano de-emancipazione e impoverimento, prima o poi sarà raggiunto.
    Non a caso la germania (e non soltanto la merkel) ha una paura matta, dopo il voto politico italiano, per ciò che potrà accadere nell’Europa meridionale (e non soltanto in Italia, che potrebbe fungere da “apripista” con m5s)…
    Ho appreso che anche in germania, recentemente, si è costituito un partito “populista” e antieuro, ostile agli europei meridionali (cioè a noi!), che si presenterà alle prossime elezioni.

    Saluti

    Eugenio Orso

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