Populista siempre! di Eugenio Orso

Seguiremos adelante/ como junto a ti seguimos
y con Fidel te decimos:/!Hasta siempre, Comandante!

(Continueremo ad avanzare/ come se fossimo ancor con te/
e con Fidel ti diciamo:/ Sia per sempre, Comandante!)

Hasta siempre Comandante

Bene. Sicuramente la muraglia ha iniziato a cedere, a sgretolarsi. Ma in parlamento circonderanno il movimento delle cinque stelle (nonostante i 110 deputati e gli oltre 50 senatori), gli tenderanno trappole, agiteranno lusinghe corrompitrici, proporranno inciuci per sostenere traballanti governi, mentre nel paese faranno partire insidiosissime  controffensive, appoggiati dallo spread, dall’unione europoide e dai politici del nord Europa, dalla stampa internazionale generatrice di paure collettive, affossatrice di politici, partiti e partitelli. Gli sponsor internazionali di Monti e Bersani non se ne staranno tranquilli a guardare un popolo sottomesso che risorge, con un primo sussulto di ribellione e dignità politica. Questa mattina in rete si legge, a caratteri cubitali sulla home dell’ANSA, “Borse nel panico, spread prende il volo”. I lacchè politico-mediatici dell’occupatore del paese cercheranno di terrorizzare gli italiani, aiutati dai poteri esterni che li manovrano. Standosene comodamente seduti nella ridotta televisiva che è saldamente nelle loro mani, agiteranno davanti agli occhi di una popolazione arrabbiata, ma confusa e ancora impaurita, lo spettro della poverissima Grecia. Minacceranno piaghe bibliche se non si rientrerà nei recinti, votando obbligatoriamente per loro. Così lo stragista sociale Mario Monti, super trombato in questa tornata elettorale, così la mignatta Bersani in preda al panico nel postvoto, così tutti gli altri compari.

La situazione dovrà precipitare ancora e la liberazione non è poi così imminente, come afferma Beppe Grillo davanti ad una piazza in preda all’entusiasmo, che finalmente intravede, nel tunnel della crisi, la luce di una speranza. Sappiamo che i bastardi che hanno divorato il nostro futuro non si arrenderanno così facilmente. Difficilmente una semplice risata li seppellirà, anche se si può giustificare un Grillo che urla queste cose, intimando la resa del palazzo per cercare di risolvere senza spargimenti di sangue. Ma loro si mostreranno disposti a tutto, anche a regnare, per conto terzi, nell’interesse dell’Aristocrazia finanziaria dominante, sulle macerie del paese.

Tuttavia, la buona affermazione elettorale del Populismo apre una porta alla possibilità di cambiamento e suona la sveglia per centinaia di migliaia d’addormentati, che fino a ieri sonnecchiavano nell’inedia politica e nella più cupa rassegnazione. Il Populismo finalmente in piazza contro la liberaldemocrazia marcescente, mascherata da sistema dei partiti, e il nuovo capitalismo finanziarizzato! Qualcosa sembra muoversi, infine, anche in un paese che è rimasto immobile fin troppo a lungo, mentre distruggevano il welfare, soggiogavano il lavoro e demolivano o svendevano la struttura produttiva nazionale. Ma cos’è veramente, in una dimensione storica, il Populismo, espressione che i servi mediatici e politici del sistema usano in senso spregiativo, per demonizzare chiunque si oppone all’esproprio neocapitalistico della sovranità nazionale e alla strage sociale neoliberista?

Se Populismo significa l’esaltazione dei valori popolari, in contrapposto al dominio materiale e culturale delle élite, l’espressione originale è russa e fa riferimento a un movimento ottocentesco di popolo nelle campagne di un grande paese ancora semi-feudale, un movimento appoggiato da gruppi intellettuali. Manifestazioni simili si sono avute, a cavallo fra ottocento e novecento, nell’America del partito populista e in altre parti del mondo. L’obiettivo dei temuti populisti era l’applicazione di politiche socialisticheggianti per il miglioramento delle condizioni di vita delle masse dominate, soprattutto nelle campagne, allora ancora prevalenti rispetto agli ambienti urbani. Dunque il Populismo, correttamente inteso su un piano storico, non è una parolaccia, non è poi quella cosa così terribile, quella minaccia incombente – concentrato di comunismo, di stalinismo, di fascismo, di castrismo, di antidemocrazia, di demagogia e chi più ne ha e più ne metta – come fanno credere propagandisticamente i liberal-liberisti al potere, nel loro zibaldone ideologico e delegittimante, finalizzato a stroncare qualsivoglia opposizione di massa. Nella realtà politica e sociale dell’Italia di oggi, è accusato di Populismo chiunque si oppone alle politiche neoliberiste imposte dai mercati, e subisce la stessa accusa chi, pur timidamente e opportunisticamente, standosene all’interno del sistema, mette in discussione l’assolutismo neocapitalistico, che si fa di finanza sovrana, di antisocialità imposta, di ritualità liberaldemocratica svuotata di ogni sostanza, di svalutazione del lavoro umano. Antitetici alla società industriale di allora, i populisti russi delle comunità rurali intendevano riaffermare i valori popolari, ridando dignità e rivendicando una più equa distribuzione del prodotto a vantaggio delle immense masse contadine. Oggi ci sono i disoccupati, i cassaintegrati, i lavoratori poveri, i pensionati, i ceti medi rovinati dalla globalizzazione, dall’euro e dai programmi economici neoliberisti. E’ a loro che si rivolge la “predicazione” Neopopulista di Grillo, supportato da Casaleggio. E’ più di un teatro popolare, quello dell’ex comico genovese, perché si tratta di un nuovo modo per diffondere idee proto-rivoluzionarie, politicamente scorrette e quindi antagoniste, che hanno viaggiato rapidamente in rete, prima della definitiva irruzione del movimento cinque stelle nelle piazze italiane. Se i populisti russi ottocenteschi hanno giustiziato nel 1881 lo zar Alessandro II, cercando di scardinare il sistema, Grillo e i suoi sono determinati a seguire una via più morbida. Monti, Bersani e i loro accoliti (giornalisti e accademici compresi) avranno salva la vita se si arrenderanno, andandosene tutti fin che sono in tempo. Ma quando si alzerà lo spread e la speculazione finanziaria ci bombarderà per ritorsione, difendendo i valvassini Monti e Bersani, allora sempre più italiani avranno problemi a pagare le bollette, a fare benzina, a riscaldare le case, a far fronte agli espropri di equitalia, a comprare il cibo, e da una situazione sempre più drammatica non potranno che nascere drammi.  

Non siamo ancora immersi nelle correnti di un processo rivoluzionario, ma le acque sono state finalmente smosse, i potenti lacchè delle élite finanziarie internazionali ricevono un colpo elettorale, e il Nuovo Populismo prende corpo, precisa le sue posizioni e chiarisce i rapporti di forza nel paese vero, fuori dalla trappola di una realtà mediaticamente virtualizzata. Com’è già accaduto nella storia, si aspetterà con impaziente speranza il sol dell’avvenir, ma si dovrà attraversare l’incerta notte della repressione, nella caparbia sopravvivenza di un sistema di potere nemico. Perciò, nonostante i rischi latenti e i drammi futuri che fin d’ora possiamo dare per scontati, mi sento di gridare con forza, aggiungendo la mia voce al coro: Populista siempre!      

Populista siempre! di Eugenio Orsoultima modifica: 2013-02-26T12:39:00+01:00da derosse
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