Una strana campagna elettorale di Eugenio Orso

Mi scrive Mario, commentando in Pauperclass il mio post Astensionismo o sabotaggio con il voto? del 4 febbraio ultimo scorso:

Condivido tutto, questi discorsi girano eccome tra le persone. Grillo prenderà una valanga di voti.   Scritto da: Mario | 09/02/2013

Voglio rispondere a Mario con un nuovo post.

Caro Mario, può essere che tu abbia ragione e vedremo fino a che punto l’avrai. Voti a valanga per Grillo, smentendo i sondaggi e sbugiardando sondaggisti e giornalisti prezzolati? La drammatica realtà sociale prevarrà, almeno questa volta, sullo Spettacolo elettorale offerto dal sistema? Ma siamo sicuri che Grillo con i suoi, se ci sarà la grande sorpresa, sarà in grado di affrontare le asprezze del presente e di “salvare” il paese?

Vedremo come andrà, ma intanto voglio fare alcune considerazioni spicciole in proposito, a tuo beneficio e a vantaggio di tutti (o almeno lo spero).

Avendo attenzione alle piccole cose quotidiane si capisce che questa campagna elettorale (vergognosa e pilotatissima) non è come le precedenti. Negli scorsi anni, in occasione delle campagne elettorali politiche e amministrative, trovavo la cassetta delle lettere sotto casa piena di (inutilissime) pubblicità elettorali. Quando ero ragazzo, negli anni sessanta e settanta, volendo andare un po’ più indietro nel tempo, i comizi elettorali, a diretto contatto con la gente si sprecavano, e c’erano addirittura moltissimi comizi di quartiere, con il palco allestito da volontari, nelle piccole e nelle grandi realtà urbane. Negli spazi di affissione, per settimane prima del voto, si notava una gran dovizia di manifesti di partiti, partitini e cartelli elettorali. Ti trovavi persino militanti e simpatizzanti che volantinavano gratuitamente, a ogni angolo di strada.

In questi giorni, per contro, nella cassetta delle lettere sotto casa trovo soltanto numerose pubblicità di supermarket e negozi che stanno affogando, a causa della contrazione dei consumi e dell’immiserimento di massa. Nessuna fastidiosa pubblicità elettorale, soltanto fastidiosi appelli al consumo. Neanche l’ombra di simboli e logo di partiti e delle foto dei loro capi, o delle facce delle loro macchiette (leggi candidati). Neppure un “santino” con il candidato di turno, per quanto designato da lor signorotti per sottrarlo al gioco, in qualche misura pur sempre incerto, delle libere preferenze. Anche gli spazi di affissione, almeno dalle mie parti, sono ancora semivuoti a due settimane dal voto. Vivo e lavoro nella Venezia Giulia, passo parecchio tempo a Trieste, pur risiedendo fuori dalla città capoluogo, e constato queste cose. Non so se la situazione è completamente diversa in Toscana, o in Liguria, ma qualcosa mi dice che anche là è più o meno così.

E’ solo perché lo Spettacolo (buon, vecchio Debord quanto ci manchi con le tue analisi e le tue geniali intuizioni!) ha fagocitato tutto e la campagna si fa in televisione, comodamente seduti nelle poltrone dei talk-show, senza correre rischi, o con twitter, o su facebook, con qualche “comizio indoor” partecipato da gruppi di accoliti? Non credo, o almeno non è solo per questo, perché in tal caso non si tratta di semplici cartoline di saluti sostituite dalle e-mail e dagli sms e non si tratta di un’evoluzione del “dibattito politico”, indotta dall’uso e l’abuso di vecchie e nuove tecnologie.

Da parte del sistema, e dei suoi sgherri, c’è una preoccupazione abbastanza seria, ma non rivelata o rivelata soltanto in parte: Che non si possa tirare la corda oltre un certo limite, pena l’implosione del sistema stesso? Che i volti dei politici, la posta elettorale e i manifesti ovunque con le facce (di merda) di Bersani, di Monti e di altri simili ottengano l’effetto opposto a quello sperato? Che sia meglio limitare, in concreto, il contatto con “la gente”, per non rischiare e avere delle brutte sorprese?

Il lettore di Pauperclass di nome Mario potrebbe aver ragione, perché il “sentiment” popolare, oggi, è difficile da valutare e può riservarci clamorose sorprese, a urne aperte e spoglio ultimato. Del resto, qualche giorno fa un furbetto minore del sistema politico, tale Pino Pisicchio ex dc che sta nel cs con Tabacci, ha dichiarato senza mezzi termini: «Percepisco tra la gente un non-detto che inquieta e mi fa pensare che il risultato di Grillo potrebbe essere superiore a quello finora testato».

Un’ultima considerazione, derivante dalla (mia) esperienza personale spicciola e quotidiana. Fino a tre settimane fa (o forse quattro, non ricordo bene), nell’atrio monumentale della stazione ferroviaria di Trieste campeggiavano due grandi manifesti con la faccia di Bersani. Il suddetto, dai manifesti, guardava dritto nella linea degli occhi i pendolari che attraversavano l’atrio, preoccupati per il lavoro, per i costi insopportabili della vita, per lo stesso trasporto ferroviario regionale che è sempre più inefficiente e carente. Ebbene, a un certo punto i manifesti in questione sono scomparsi, sostituiti dalle solite pubblicità commerciali, che abbondano soprattutto in tempi di crisi. Perché? Semplicemente perché era scaduto il tempo di affissione e non c’è stato rinnovo? Forse non è questo il motivo, avendo loro infinite risorse e potendo pagare pubblicità costosissime, dalle pagine dei grandi quotidiani agli invii per posta, a milioni di elettori, di materiale elettorale vario. Forse hanno capito che la faccia di merda di un Bersani che ti guarda dritto negli occhi, mentre passi assillato dal rischio della cassa integrazione, dalle bollette esose da pagare, dalla paura di non avere i soldi per riparare l’auto, senza poterla più cambiare, suona come uno sberleffo, addirittura un insulto e ottiene l’effetto diametralmente opposto a quello desiderato. A qualcuno poteva venire in mente di chiedere, al Bersani che lo guardava addirittura sfidandolo (oltre il danno anche le beffe?), come si fa a incrementare la spesa sociale per lenire le sofferenze della popolazione se hanno docilmente introdotto in costituzione, per ordine dell’unione europoide e della Germania, il pareggio di bilancio. In questa drammatica situazione sociale, il faccione da schiaffi di un Bersani ben truccato e incravattato, che si appresta a governare con Monti replicando le politiche europidi e ultraliberiste, può essere percepito come una provocazione insopportabile da chi subisce i rigori del presente e poi dovrebbe anche andare alle urne, con le orecchie basse, votando contro il proprio personale interesse e il futuro dei propri figli.

Una strana campagna elettorale di Eugenio Orsoultima modifica: 2013-02-11T12:01:00+01:00da derosse
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5 pensieri su “Una strana campagna elettorale di Eugenio Orso

  1. Io personalmente, da astensionista sono andato progressivamente verso l’idea di votate per M5S, non per una totale condivisione della proposta “grillesca” ma con la speranza che succeda quello che scrive Mario.
    La possibilitá per i grillini di fare é senza dubbio zavorrata dalla situazione reale, dai vincoli gia costituzionalizzati e dai rapporti di forza esistenti….ma se l’esito elettorale fosse quello auspicato da Mario, di sicuro la situazione sarebbe radicalmente modificata.
    Non possiamo essere certi neanche del fatto che dopo essere stati eletti, i grillini non si vendano….ma come dice lo stesso Grillo, meglio un salto nel buio, piuttosto che pd o pdl con mr bce a fare da supervisore, dei quali gia conosciamo le intenzioni….

    Ciao

  2. Per alek

    Leggo oggi che le clamorose dimissioni del papa (le prime dopo quasi seicento anni), assieme ad altri eventi di forte impatto mediatico come San Remo (programmato fino a sabato prossimo), potrebbero comportare una sorta di black-out sulla campagna elettorale per diversi giorni. Ne uscirebbero penalizzati sia Grillo, che però punta sui comizi nelle piazze e sulle comunicazioni in rete, non tanto sul mezzo televisivo, e Berlusconi, che deve rimontare ancora assicurandosi i voti di una parte degli indecisi (stimabili in almeno cinque milioni).

    Se così sarà veramente, Grillo ne uscirà in qualche modo danneggiato perché rallenterà la conquista di nuovi voti a favore di m5s. Ma forse, complici i contatti diretti in piazza e la rete Grillo e Casaleggio riusciranno a superare gli ostacoli, anche se le dimissioni del papa + San Remo catalizzeranno fatalmente l’attenzione delle neoplebi italiane.

    Mi sembra ovvio che l’apparato ideologico-massmediatico, privilegiando le dimissioni papali e il festival, farà passare per giorni in secondo piano la campagna elettorale, “stemperando gli animi” e favorendo in tal modo sia Monti sia Bersani. Come se non bastasse, c’è stato il clamoroso arresto di Orsi, presidente di finmeccanica, e anche questo evento, sfruttato mediaticamente, può servire per spostare l’attenzione dalle elezioni ad altro.

    Saluti

    Eugenio Orso

  3. Berlusconi sicuramente, il suo é sempre un evento televisivo, basti pensare al contratto con gli italiani. Quello di Grillo è invece una specie di ‘adunata di popolo’ che trova se mai nei media una cassa di risonanza, penso al vday, alle elezioni in Sicilia ed ai comizi con 5’000 10’000 persone che si stanno svolgendo in questi giorni. Non mi é chiara la situazione nelle fabbriche tra gli operai, ma negli uffici del nord ovest, tra i quadri e gli impiegati del privato, il grillismo dilaga incontrastato.

  4. Io da sempre ho rivolto il mio interesse negli ambienti della sinistra
    Forse per motivi sentimentali, forse perché sono troppi anni che si limitano a delegare, in qualche caso per motivi clientelari…ma sono proprio gli elettori di sel, prc, ci,
    dove trovo maggior resistenza ad ammettere che i partiti della “sinistra moderata progressista europeista” sono complici del potere che determina la situazione nella quale ci troviamo…anche persone che reputo giuste, oneste, per bene, spesso concludono il discorso con um ” io ancora spero che la soluzione venga dal pd”
    Ancora tantissimi sono concentrati solo sull’antiberlusconismo…
    Il livello al quale siamo ridotti, in termini di condizionamento, é veramente triste…

    Io peró sono un gran cacacazzi….e parlo con tutti e cerco di motivare le mie riflessioni…
    Per ora é l’unica cosa che posso fare…

  5. Per Mario e alek

    Rispondo ad entrambi con il mio ultimo post: La forza del grillismo, il silenzio degli operai e il popolo di sinistra truffato, pubblicato oggi (14 febbraio).

    Saluti

    Eugenio Orso

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