Monti e il pd sono molto peggio del pdl con la lega di Eugenio Orso & Anatolio Anatoli

Le prove che Monti, i suoi accoliti cattoultraliberisti europoidi + la sinistra-lacchè neoliberale e proeuro sono molto peggiori, più menzogneri, più pericolosi e più vigliacchi di Berlusconi e della lega ormai si sprecano. Si tratta di mera evidenza, e ogni cosa, in questa fase finale della campagna elettorale-truffa, sembra mostrarlo con inesorabile chiarezza. Anzi, in certi momenti ci pare quasi che Berlusconi, al confronto di questi (pavidi) tagliagole, sguinzagliati dalla finanza internazionale e dall’unione europide, rappresenti il bene del paese e voglia effettivamente salvarlo! Il che è tutto dire …

1)    Gli interessi del pd non possono non aver avuto un peso rilevante nella sconcertante gestione di mps. Mps è la banca del pd, quindi ciò che ha fatto, con ricadute negative per tutto il paese, l’ha fatto direttamente o indirettamente in combutta con quel cartello elettorale. Ciò dovrebbe risultare chiaro persino agli ospiti “disturbati” dei vari centri d’igiene  mentale sparsi per l’Italia. Ma purtroppo non è così, perché nei sondaggi che un po’ rilevano le tendenze elettorali e un po’ orientano il voto, il pd ha ancora un trenta per cento di “gradimento” dopo il boom artefatto delle primarie, mentre uno come Monti, che potrebbe rappresentare a malapena l’uno per cento più ricco della popolazione italiana, “attrae” un elettore su sei o su sette.

 

2)    In Lombardia le inchieste riguardano non solo la “banda Formigoni”, ma anche, per grandi numeri, la minoranza pidiina in consiglio regionale. Quindi non ci sono solo i consiglieri di pdl e lega ad aver usato le risorse per scopi personali, ma anche quelli del pd che si vanta propagandisticamente delle sue “liste pulite” e della “moralità” dei suoi amministratori. Che poi i sinistri indagati per peculato siano solo una ventina contro i sessantadue della maggioranza non significa molto, perché capita che lì sinistroidi neoliberali e affini siano in netta minoranza.

 

3)    La contesa fra Monti e pd è finta, e si capisce bene leggendo fra le righe le dichiarazioni “critiche” di Monti nei confronti del pd. Mentre il Quisling delle aristocrazie finanziarie che si appresta a tornare al governo in un modo o nell’altro, esclude tassativamente una futura alleanza con il pdl, con il pd è molto più morbido, nonostante non lesini critiche elettoralistiche ad effetto anche “a sinistra”, perché sa bene che dovranno governare insieme nella prossima legislatura, come è già scritto e stabilito.

 

4)    L’attacco a Ingroia da parte della Boccassini, cogliendo l’occasione che l’ex pm candidato rc, idv, verdi e arancioni ha osato paragonarsi a Giovanni Falcone è in buona parte strumentale, non certo finalizzato a difendere la memoria del povero Falcone. Questo attacco mira a mettere in cattiva luce Ingroia, danneggiandolo elettoralmente e favorendo per questa via il pd, o meglio il sel che porta voti al pd. Anche in tal caso il sistema, a mezzo dichiarazioni di un membro della magistratura, interviene in favore della banda pidiina (e vendoliana) al servizio della finanza sovrana nel lager unionista-europide.

 

5)    La difesa strenua con menzogne nei talk-show televisivi e altrove, da parte di entrambe le componenti del partito unico neocapitalistico – Monti e pd – dell’unione euopoide che ci imprigiona, dell’euro che ci strangola e della germania che ci vessa (in attesa di banchettare sul nostro cadavere), costituisce una prova lampante di quanto si è affermato all’inizio dell’articolo, e cioè che Monti + pd sono molto peggio del pdl con la lega. Monti e pd lavorano entrambi per prostrare definitivamente l’Italia e renderla vendibile, con una grande svendita finale di ciò che resta degli apparati produttivi e dei beni ancora in mano pubblica. Sono sostanzialmente dei rinnegati e dei collaborazionisti delle forze d’occupazione finanziario-globaliste che ci tengono in pugno, e a queste assicurano, in cambio di una parte del bottino, la loro fattiva collaborazione.

 

6)    Tutti i principali potentati esterni all’Italia, i subpoteri istituzionali (Napolitano), economici, bancari e la stragrande maggioranza dell’apparato ideologico-massmediatico e accademico italiano sostengono, nei fatti, sia il Quisling Monti sia la palude pidiina, o meglio, l’intesa di governo già pianificata ma non interamente rivelata fra le due principali componenti del partito unico neocapitalistico. L’approvazione entusiastica di George Soros, che anticipa così il dopo-elezioni in Italia, ne costituisce una prova lampante. Se a differenza degli altri cartelli elettorali liberaldemocratici il simbolo del pd non è personalizzato con l’indicazione di un nome, potrebbe starci bene a questo punto, per ovviare all’inconveniente, il nome di Soros, che lo appoggia dall’Olimpo finanziario benedicendo la (scontata) intesa con Monti.

Come non sentirsi dalla parte di personaggi senz’altro discutibili, ma nella fattispecie sinceri, quali Fabrizio Cicchitto, o Renato Brunetta, o ancora Matteo Salvini, quando attaccano senza risparmio il pd di Bersani, Mario Monti, o denunciano i  piani per svendere le imprese italiane e il patrimonio del paese?

Fabrizio Cicchitto (in origine della sinistra socialista e oggi capogruppo alla camera del pdl) ha definito le minacce di Bersani contro chi avrebbe osato avvicinare il pd a mps “il ruggito del topo”, dimenticandosi però di aggiungere, l’indelicato capogruppo pidiellino, un doveroso “senza offesa per i topi”. Renato Brunetta, del quale tutti conosciamo le gesta nelle vesti di ministro, ha osato persino attaccare il superprotetto Monti (appoggiato da tutti i potentati sopranazionali, da goldman sachs alla nato) sostenendo che i suoi recenti tour in Europa servono non al paese ma alla sua personale legittimazione politica (e quindi alla sua campagna elettorale), rivelando in tal modo conflitto di interessi e scorrettezza istituzionale. Brunetta pungola (provocatoriamente) Napolitano per far cessare l’intollerabile ricatto di Monti, che minaccia nuovi bombardamenti di spread sul paese, orchestrati dai suoi mandanti, nel caso in cui il paese non voterà per lui. Perfetto. Ma non per questo Brunetta riesce a riabilitarsi completamente ai nostri occhi. Matteo Salvini, giovine esponente della lega, va in televisione a dire che c’è un piano preordinato per svendere la struttura produttiva nazionale, ma non chiarisce come si dovrebbe che in questo piano hanno e avranno una parte fondamentale Monti con il suo centro e Bersani con il pd.

Qualcosa dicono, i predetti, e oggettivamente dicono la verità giungendo ai limiti del “politicamente corretto”, ma non hanno il coraggio di varcare una certa soglia. Lo troveranno, nell’ultima fase della campagna elettorale, per cercare di contrastare i disegni globalisti, che prevedono un Bersani vincitore che fa rientrare Monti al governo, o almeno ne continua pedissequo le politiche? Chi lo sa … Per ora, ci limitiamo ad osservare che il peggio non è mai morto, ed anzi si avvia a spuntarla nelle politiche, perché Monti e il pd sono peggio, molto peggio di Berlusconi, del pdl e della lega.

A questo punto, se le masse idiotizzate andranno in massa (appunto) alle urne, truffate e sbeffeggiate per l’ennesima volta, sarà meglio che votino per i minori fra i mali, e cioè per Berlusconi + lega o in alternativa per le liste di Grillo, facendo così collassare in termini di consensi il partito neocapitalistico più turpe e socialmente assassino, che sappiamo fin troppo bene da chi è rappresentato, in Italia.

In fede

Eugenio Orso & Anatolio Anatoli

Monti e il pd sono molto peggio del pdl con la lega di Eugenio Orso & Anatolio Anatoliultima modifica: 2013-01-31T17:11:00+01:00da derosse
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