Luridume pidiino, topi di fogna cgil e sinistra bastarda (di Anatolio Anatoli e il compagno pollpot)

Ecco un post aggressivo, tratto da un altro blog. Nel post si descrivono i compiti che i dominanti neocapitalistici hanno assegnato, in Italia, alla sinistra neoliberale e agli ex comunisti che ne fanno parte. Vale la pena di leggerlo, perché le conclusioni alle quali giungono Anatolio Anatoli e il compagno pollpot sono molto simili alle mie, e a quelle di molti altri blogger antisistema.

http://waterclosed.myblog.it/archive/2013/01/18/luridume-pidiino-topi-di-fogna-cgil-e-sinistra-bastarda-di-a.html

 

Luridume pidiino, topi di fogna cgil e sinistra bastarda

                          (di Anatolio Anatoli e il compagno pollpot)

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Ecco il luridume che ha tradito i lavoratori e questo paese, con le bandiere della vergogna

Se ci fossero oggi, in Italia, forze clandestine rivoluzionarie praticanti la lotta armata, il loro primo obiettivo sarebbe quello di “liberare il campo” dal luridume pidiino, dai topi di fogna cgil e dalla sinistra bastarda. L’affermazione è forte, ma semplice da comprendere, e si sposa in pieno con la razionalità rivoluzionaria antisistema più elementare, ereditata dalle forze marxiste-massimaliste e anticapitaliste novecentesche.

Per avere qualche minima speranza di successo, siffatte forze rivoluzionarie, violente e non politicamente corrette (per ora, purtroppo, solo ipotizzabili), dovrebbero in prima battuta “fare pulizia” nel paese, eliminando le peggiori quinte colonne del nemico che sparano alle spalle dei rivoluzionari e dei patrioti (due qualità che nel nostro caso storico praticamente coincidono).

Sappiamo che in questi ultimi venti anni il pds-ds-pd, con l’ulivo, la cgil e in generale la sinistra neoliberista (che comprende gli ex comunisti), hanno reso possibile l’asservimento completo dell’Italia al grande capitale finanziario privato, hanno supportato l’unione europoide nella distruzione della sovranità nazionale e accettato la moneta unica privata. E’ semplice comprendere, se non si è idiotizzati sinistroidi, bestiame elettorale da primarie o figli di puttana in aperta mala fede, che sono proprio queste forze ascare ad aver dato il maggior contributo nel trasformare il paese in un possedimento delle Aristocrazie finanziarie, fonte di buoni affari (privatizzazioni, liberalizzazioni, abbattimento della spesa pubblica e svendita del patrimonio collettivo) e di lavoro sempre più raro e a basso costo. Dopo il grande bang di tangentopoli/ mani pulite che ha messo l’Italia alla mercé di un neocapitalismo stragista, la sinistra leccaculo e scendiletto della nuova classe dominante finanziaria ha “diviso” il governo del paese con Berlusconi – tutto sommato meno peggiore dei sinstri – e ha avviato le controriforme contro le classi subalterne (pensioni, lavoro destabilizzato e temporaneo, eccetera), contribuendo a disintegrarle culturalmente e come forza sociale. Pur lavorando contro le classi subalterne, al servizio del capitale finanziario, hanno sempre abilmente finto di rappresentarne gli interessi. Così i ds, così la cgil, così l’ulivo e così oggi il pd. I suddetti traditori del paese e leccapiedi dei nuovi dominanti mondialisti, agendo sul piano politico e su quello sindacale, hanno permesso e agevolato un ventennio di nefandezze contro la popolazione e i lavoratori italiani. I comunisti rivoluzionari di un tempo li avrebbero giustamente attaccati e eliminati, armi alla mano, senza alcuna pietà, facendo pulizia in vista di una rinascita rivoluzionaria.

Alla luce delle semplici considerazioni fin qui fatte, che rappresentano altrettante evidenze, è chiaro che stiamo parlando di un nemico interno insidioso, anzi, del nemico politico e sindacale interno più insidioso in assoluto. Monti viene dopo, se non altro perché è stata proprio la presenza in forze dei mercenari della sinistra neoliberista che ha permesso l’insediamento di Monti in questo paese (oltre alla viltà di un Berlusconi) e il distruttivo governo in nome e per conto delle élite finanziarie per tredici, lunghi e decisivi mesi. Non dimentichiamoci che lo stesso basita del boia Monti, Giorgio Napolitano, è l’espressione istituzionale “più alta” dalla sinistra serva del capitale finanziario e anche costui, a suo tempo, ha rinnegato il comunismo.

In verità, la penetrazione ventennale del capitale finanziario in Italia e delle logiche assolutistiche neoliberiste – per il completo controllo della penisola – ha fatto perno molto più sulla sinistra neoliberale, lacchè della dittatura del mercato e cane da guardia del controllo eurounionista, che sul Berlusconi anticomunista di destra e sul cosiddetto berlusconismo (+ la lega). Berlusconi è sempre stato giudicato inaffidabile e ha rappresentato una sorta di intruso, la cui comparsa in politica ha sconvolto non poco i piani di dominio delle élite neocapitaliste. “Fortunatamente” c’era la docile, servilissima e fedele sinistra neoliberista, costituitasi subito dopo la liquidazione del pci, a contenere Berlusconi e a evitare – alle élite dominanti, esterne all’Italia – sorprese indesiderate e deviazioni dal percorso stabilito, fatto di moneta privata, privatizzazioni, massacro sociale, cessione della sovranità “a potenze straniere” e ridimensionamento della struttura produttiva nazionale.

Pur essendo i migliori servi del grande capitale dominante, questi figli di madre sifilitica e puttana, pagliacci mediatici, kapò di campo di concentramento, buffoni sindacali e mercenari politici – da D’Alema a Bersani, da Bertinotti a Vendola, da Cofferati a Camusso – sono espertissimi nell’inganno di massa, cioè nel fingere di rappresentare tutti coloro la cui pelle hanno venduto ai loro padroni internazionali. Senza scrupolo alcuno questa nuova specie di sciacalli ha banchettato sul cadavere del paese mantenendo centri di potere e tessere, privilegi parlamentari e sindacali, e una presa sulle masse pauperizzate e idiotizzate sorprendentemente forte, addirittura “invidiabile”. La loro maggiore abilità – cioè l’inganno e la manipolazione di massa, esercitata con la vigliaccheria di chi nasconde le proprie vere intenzioni – si è mantenuta e accresciuta nel tempo, e oggi ha a sua completa disposizione svariati strumenti, dai sondaggi ai media, dall’illusione delle primarie, per simulare partecipazione popolare, agli scioperi fasulli in campo sindacale, che ottengono effetti opposti a quelli conclamati. Sostenuti all’esterno dagli organi di dominio europide dalle grandi banche d’affari internazionali e dalle maggiori piazze finanziarie, la loro presa sulla società italiana, o su ciò che ne rimane, sembra perciò saldissima, e i loro ”zoccoli duri” di consenso difficili da intaccare, anche davanti all’evidenza dell’impoverimento del paese e del massacro sociale, al quale gli sciacalli neoliberali di sinistra partecipano fattivamente da un paio di decenni, dopo aver buttato nel cesso comunismo, giustizia sociale e tradizioni di lotta (anche armata).

Gli sciacalli anti-italiani della sinistra neoliberale, che comprende a pieno titolo pressoché tutti gli ex comunisti, in campagna elettorale stanno fingendo di competere con un Monti entrato in politica per “rivoluzionare” il paese anche da quel punto di vista – secondo gli ordini ricevuti dalle piazze finanziarie di Londra, Francoforte e New York – mentre trattano già per il dopo-elezioni e la composizione di un governo in condominio con il centro euromontiano. Tutto è quindi pianificato, con qualche (piccola) zona d’ombra e d’incertezza derivante dalla presenza di Berlusconi e in minor misura di Grillo. Se alcuni ex comunisti non sono compresi nelle liste elettorali di Bersani e Vendola, ma nel listone unico che ha come immagine pubblicitaria Ingroia, inciuci si prevedono anche a quel riguardo, con “patti di desistenza” per il voto utile al gruppo più numeroso di farabutti della sinistra, o in forma diversa, nonostante Ingroia neghi tutto con candore. I risultati elettorali, a oltre un mese dal voto, sono già abbastanza sicuri, e si prevede che la sinistra neoliberale, con tutti o quasi i traditori del comunismo (da Bersani a Vendola e, forse, a Ferrero e Diliberto) costituirà maggioranza di governo con il centro di Monti. Un governo totalmente privo di autonomia politica, perché la politica monetaria la fa la Bce, quella economica e finanziaria la decidono unione europoide e Fmi, mentre la politica estera e la difesa spettano alla Nato (e agli USA). Un governo frutto di elezioni inutili, fondate sull’imbroglio di massa, nel quale la sinistra lacchè e gli ex comunisti sguatteri del neocapitalismo sono maestri. Monti da solo non potrebbe farcela, nonostante il grado di imbecillismo raggiunto da gran parte della popolazione italiana, posta sotto ricatto continuo e destinata al più completo massacro sociale, perché quasi del tutto inerte. Ci vogliono, per raggiungere questo scopo, i professionisti-mercenari esperti dell’inganno, i vili leccapiedi sinistri del capitale finanziario. Il disegno dei loro padroni, guidati delle Aristocrazie finanziarie cui compete la decisione strategica, è di farli marciare separati dal boia-tagliagole prediletto Mario Monti (e dalle sue disgustose comparse politiche Casini e Fini), per poi colpire uniti questo paese e l’intero popolo italiano, facendoli convergere dopo le elezioni in un’unica maggioranza a sostegno del nuovo esecutivo. Se tutto andrà per il verso desiderato dai grandi decisori della finanza globale – come purtroppo è possibile con una probabilità superiore all’80%– per l’Italia sarà finita, e questo diventerà un territorio completamente “normalizzato” dal neocapitalismo e dalle istituzioni finanziarie internazionali.

Il luridume etico, genetico e sociale pidiino, i topi di fogna della cgil e i sinistri bastardi sono ormai a un passo dal far ottenere la vittoria definitiva ai padroni che li tengono al guinzaglio. Come lanzichenecchi privi di scrupoli e di dignità pregustano già il bottino concessogli nel grande saccheggio finale del paese.

Prepariamoci.

 

Anatolio Anatoli

Il compagno pollpot

 

Luridume pidiino, topi di fogna cgil e sinistra bastarda (di Anatolio Anatoli e il compagno pollpot)ultima modifica: 2013-01-18T17:18:00+01:00da derosse
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6 pensieri su “Luridume pidiino, topi di fogna cgil e sinistra bastarda (di Anatolio Anatoli e il compagno pollpot)

  1. Dunque…astensionismo ?
    Oppure cerchiamo di promuvere qualche azione di contrasto ?… e quale ?
    Io quando posso vi leggo….alla ricerca di uno spiraglio…ma forse…devo cominciare a preparare la valigia…
    Ciao

  2. …Berlusconi è sempre stato giudicato inaffidabile e ha rappresentato una sorta di intruso, la cui comparsa in politica ha sconvolto non poco i piani di dominio delle élite neocapitaliste…
    Di questo dubito un tantino. Credo che facesse e faccia parte dell’arredamento voluto proprio dagli architetti del Più grande crimine ben
    descritto da Barnard.

  3. Per alek

    E dove vai, se tutto l’occidente o quasi è ormai “normalizzato”? Quello che sta accadendo in Italia potrà accadere, un giorno non troppo lontano, anche in Francia … Spiragli oggi non ce ne sono, almeno in apparenza. Se esistono forze rivoluzionarie, queste sono in uno stato embrionale e ancora non si mostrano. Inutile porgere a chi legge, ed è in buona fede, false speranze o creare illusioni smentite dalle dure contingenze del momento storico. Meglio dire la verità, per quanto cruda. Non trovi?

    Per totò

    “Profeta” Barnard a parte, mi vedo costretto a ripetere che Berlusconi, nei primi novanta, ha costituito una sorpresa – e, in qualche misura, un imprevisto non del tutto gradito – per i dominanti globali che avevano già deciso un percorso neoliberista di svendite per l’italia. Dopo aver lasciato liberi “i cani” della magistratura di scorrazzare, fino alle estreme conseguenze, dopo aver distrutto i vecchi partiti di massa (DC, PSI e MSI) per ricostituire un “quadro politico” in linea con i loro disegni, si aspettavano la vittoria di un docile cartello elettorale che potesse fare i loro interessi (privatizzazioni, attacco al lavoro, demolizione dello stato sociale, eccetera), costituito dagli gli apostati del comunismo (allora pds, non troppo toccati da tangentopoli), resti della dc e del psi. Da lì è partito il processo di demolizione completa della sovranità nazionale. Ma l’apparazione di Berlusconi in politica (che faceva, bene inteso, i suoi interessi personali) ha scompaginato le carte in tavola, ritardando l’applicazione integrale e definitiva dei piani neocapitalistici riguardanti il futuro dell’Italia. Questo non lo affermo soltanto io, ma, ben prima di me, lo hanno compreso e scritto pensatori del calibro di Costanzo Preve e Gianfranco La Grassa. Non a caso lo stragista sociale Monti è arrivato nel 2011, e non negli anni novanta. Se non ci fosse stato Berlusconi (+ lega + apostati del msi) il processo di “normalizzazione” neocapitalistica dell’Italia sarebbe stato più rapido. Rilfetti su queste mie semplici considerazioni.

    Saluti

    Eugenio Orso

  4. La quantità di aggettivi e insulti contenuti nel post di Anatolio non è ancora sufficiente per il lerciume pidiino. Se il politicamente corretto non consente di chiamare le cose con il loro nome (imponendo veri e propri tabù), per combatterlo è necessario fare l’opposto, cioè chiamare le cose con il loro nome. Quindi, se l’oro è oro, la merda non può che essere merda, e ciò deve essere detto in modo chiaro.

    Saluti

    Eugenio Orso

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