Non si può uscire dall’euro di Eugenio Orso

Riprendo con un paio di giorni di anticipo dopo la pausa estiva presentando un mio scritto del 4 di agosto. L’oggetto è sempre la situazione economica, politica e sociale dell’Italia e le prospettive di breve periodo.

 

Buona lettura

 

EugenioOrso

 

Non si può uscire dall’euro

«Impensabile» – questo ha detto Draghi con riferimento alla possibilità dell’uscita di alcuni paesi dall’euro, quando millantava che la BCE è intenzionata a combattere la speculazione finanziaria e ad intervenire concretamente sugli spread.

Le popolazioni di Grecia, Spagna, Italia e Portogallo sono condannate, perciò, a un’eterna schiavitù, se le dichiarazioni di Draghi – puntualmente smentite subito dopo dai vertici della Bundesbank – hanno avuto soltanto lo scopo di prolungare l’agonia dei paesi europei mediterranei dentro l’euro, per continuare, in futuro, a tenerli sotto scacco e saccheggiarli.

Draghi ha mentito sapendo di mentire, quando ha lasciato credere, con meno di trenta parole, che la volontà della BCE è quella di intervenire, acquistando “illimitatamente” (ed automaticamente?) i titoli dei paesi in affanno e ha paventato, come ciliegina sulla torta, la licenza bancaria al cosiddetto fondo salva-stati.

Poi è seguito il balletto delle dichiarazioni e controdichiarazioni, fino a che Draghi stesso, lucido e freddo stragista di massa che riporta direttamente alle Aristocrazie finanziarie globali, ha “gelato i mercati”, mantenendo invariati i tassi e facendo retromarcia sulla supposta volontà di agire “illimitatamente” della BCE.

Intanto, visto che la crisi continua e si prospettano ancora due o tre anni di questa orribile vita, con attacchi speculativi periodici dei mercati ai paesi più deboli, detenuti nella prigione UEM, Mario Monti, assieme ai suoi complici sub-dominanti nazionali e sopranazionali (fra i quali Draghi), prepara l’amara sorpresa di un Memorandum per l’Italia, onde poter accedere al salvataggio-ricatto europide.

“Memorandum” è una parola magica eurounionista che significa distruzione della sanità e dell’istruzione pubbliche, milioni di disoccupati di lungo periodo e svendita (a prezzi da saldo) degli assets produttivi strategici ancora in mano pubblica.

E’ questo l’equivalente europide dei famigerati piani di aggiustamento strutturale che FMI e BM per anni hanno imposto ai paesi del terzo mondo, obbligandoli ad “aprirsi al mercato” e a creare occasioni lucrose per i grandi capitali, onde poter accedere ai finanziamenti e (illudersi di poter) ripianare i debiti.

Adesso tocca ad una parte dell’Europa, sotto ricatto o addirittura occupata non militarmente, provare quanto è bello il libero mercato e la pseudosocietà che si porta dietro (la società di mercato, appunto, priva di etica e di senso).

E’ arrivato il momento, per le forze neocapitalistiche deterritorializzate, di aggredire i centri di “benessere” di massa in occidente, iniziando dai più deboli ed esposti (fra i quali l’Italia) e stabilendo definitivamente la loro legge, espropriativa e di mercato.

L’Italia esattamente come la Grecia, condannata ad un interminabile “percorso di guerra”, e forse preceduta su questa strada dalla Spagna che boccheggia?

Anche se Monti, dopo il vertice europoide di fine giugno, ha dichiarato pubblicamente che l’Italia non avrebbe avuto bisogno dei (famigerati) salvataggi europei, si profila per la penisola un Memorandum in salsa greca ed una “cura da cavallo” neoliberista spacciata per salvataggio.

Alcuni mesi fa, durante una visita In Inghilterra, pur sapendo che la G.B non partecipa alla moneta unica, in relazione all’unità europide Monti ha detto a Cameron “abbiamo un progetto”, e c’è da credergli.

Si può pensare ad un piano preordinato, studiato a tavolino, un piano che ha come attori visibili lo stesso Monti, il Draghi che esterna – per dare un’illusoria “boccata d’ossigeno” ad Italia e Spagna, facendo calare per qualche giorno lo spread – e che poi si rimangia le sue parole, e sullo sfondo, naturalmente, l’Aristocrazia finanziaria dominante che controlla i due stragisti di massa al suo servizio e “capitalizza” (non solo finanziariamente, ma anche politicamente) gli effetti delle loro azioni o inazioni, e delle loro dichiarazioni mendaci.

Sia Monti sia Draghi, quindi, hanno mentito sapendo di mentire, il primo rivolto in primo luogo all’Italia, e il secondo a più ampio raggio.

Draghi sapeva bene, quando dichiarava il falso, che la BCE non sarebbe intervenuta come una vera banca centrale (sia pure di un superstato a moneta unica) perché non lo è, come invece è il gruppo della Federal Riserve americana, e Monti sapeva già, da tempo se non da sempre, che un Memorandum era in caldo anche per l’Italia.

A questo punto, mentre lo spread va in altalena, sfondando periodicamente la soglia critica dei cinquecento punti, l’apparato ideologico-massmediatico nostrano (strumento fondamentale nelle mani dei globalisti) inizia a starnazzare contro il “pericolo populista” e antieuropeista, se si andrà ad elezioni, e non si fa scrupolo di denunciare preventivamente i cattivi che alimenteranno future tensioni sociali.

I messaggi che gli squallidi addetti ai media di regime, lustrascarpe delle Aristocrazie globali, lanciano a ciò che rimane della vecchia “opinione pubblica” sono chiari e scontati, di “mobilitazione” pro-euro e contro il populismo antidemocratico.

Questi messaggi sono: la democrazia contro il populismo, la coesione sociale contro le tensioni sociali incontrollate, l’intangibilità dell’euro e dell’unione europide, l’inevitabilità delle politiche neoliberiste, la (supposta) razionalità del libero mercato, che fa il paio con l’idolatrata democrazia, contro “i movimenti di pancia” delle popolazioni che subiscono gli eventi.

Del resto, si paventano rinvii della scadenza elettorale o dell’elezione del nuovo presidente della repubblica, nel solco della dittatura indiretta della classe globale applicata all’Italia, che impone governi e programmi, e per mantenere l’utile rinnegato Napolitano dove si trova ancora per un po’, nell’attesa che lo sostituisca uno sguattero affidabile del grande capitale finanziario, quale potrebbe essere Mario Monti.

A questo punto, però, si pone un piccolo problema, per i servi nostrani della catena di comando globalista: i cartelli elettorali-truffa che votano in parlamento – e perciò approvano e legittimano formalmente – le manovre montiane, sapendo a priori che non si possono esprime programmi politici alternativi se si è soggetti ad un Memorandum vincolante, in caso di elezioni potrebbero subire dei danni notevoli, a partire dal “cocco” dei dominanti neoliberisti (al quale si vuole dare la maggioranza dei seggi), ossia l’infame Pd della mignatta Bersani.

Questo è il piccolo problema – di pura tenuta sistemica e non di salvezza per il paese – che si pongono giornalisti, grandi firme dei maggiori quotidiani e in generale la feccia massmediatico-collaborazionista serva del nostro Nemico principale.

Naturalmente questo problemino se lo pongono anche Napolitano e i suoi politici di supporto …

Dando per scontato, come ha affermato il bieco criminale Mario Draghi, che è «impensabile» uscire dall’euro, sapendo bene che il futuro Memorandum per l’Italia farà scomparire qualsiasi autonomia residua, nel definire programmi politici nazionali, ecco che si pone con insistenza la necessità, nel caso di elezioni politiche effettive entro la prima metà del 2013, di assicurare la vittoria ai cartelli elettorali “gialli” (l’immondizia Pd in testa), evitando qualsiasi sorpresa non gradita alla razza padrona globalista.

Del resto, uno spergiuro e un traditore del paese come Giorgio Napolitano – la più sporca figura di politico dall’unità d’Italia a oggi – ha avvertito che futuri governi non dovranno disfare quello che il suo complice Monti ha fatto.

Se non vi saranno rinvii artificiosi del momento elettorale nazionale, con motivazioni speciose (e sicuramente in odor di anticostituzionalità), si tratterà di approvare in parlamento una legge elettorale ad hoc, essenzialmente per ottenere i seguenti risultati:

 

1) Favorire la vittoria dei cartelli elettorali servi dei globalisti e dell’unione europide – soprattutto della cloaca Pd, dell’UdC fedelissima di Monti e della sinistra neoliberista in generale – con ampio margine di seggi almeno alla camera. Pd e sinistra ascara del grande capitale finanziario dovranno essere, secondo i piani globalisti per l’Italia, i prosecutori dell’”opera” di Monti e i garanti che le controriforme finora approvate non saranno disfatte. Come ha scritto di recente qualcuno – e precisamente Marco Della Luna, in Elezioni anticipate: un’abile mossa. Far votare il popolo prima che si inferocisca – è necessario poter contare su di un parlamento fantoccio, in luogo dell’attuale “parlamento zombie”, che voti le misure per reprimere possibili, future proteste popolari. Se nel futuro parlamento i “fedelissimi” dei globalisti godranno di una solida maggioranza, che farà perno quasi sicuramente sul Pd, si potrà sbandierare ai quattro venti il consenso popolare, per far passare sia nuove controriforme governative, a completamento dell’opera demolitrice di Monti, sia provvedimenti repressivi di ordine pubblico.

 

2) Danneggiare e ridimensionare in termini di seggi le forze giudicate “non conformi”, demonizzate dalla stampa disinformatrice e menzognera perché populiste, antieuro, ancora legate (orrore!) alla sovranità nazionale, o comunque non in linea con il nuovo spirito della dittatura indiretta globalista applicata all’Italia. Certo che i falsi populisti (ad esempio un Berlusconi redivivo in versione pro-lira, ma controllato e pilotato dall’alto) e gli antipolitici all’”acqua di rose” (M5S e Grillo, finora incapaci di esprimere un programma politico coerente) possono far comodo, per fingere che esistono alternative in quello che potrà essere il futuro momento elettorale, ma in situazioni eccezionali, di forte impoverimento, di grave crisi sociale, potrebbero prendere il sopravvento, interferendo con i piani globalisti stabiliti per l’Italia. Meglio, allora, “una buona legge elettorale” (completamente truffaldina e mirata), come richiesto con insistenza da Napolitano, per scongiurare simili fastidi. Ma il rinvio delle elezioni, nel caso le incertezze siano troppe, resta sempre una possibilità.

 

In estrema sintesi, la scelta fra elezioni anticipate o elezioni a scadenza naturale della legislatura, o la scelta fra elezioni e rinvio del momento elettorale, la stessa legge elettorale, in Italia dipendono esclusivamente dalle convenienze dell’Aristocrazia finanziaria globale (e dei suoi sub-dominanti politici).

Sul piano sociale, il nemico sub-dominante interno – governo direttoriale, cartelli elettorali e sindacati “gialli”, associazioni cosiddette padronali, apparato ideologico-massmediatico ed accademico, eccetera – teme il manifestarsi e il diffondersi della protesta e della (necessaria e benedetta) controviolenza di chi subisce la bestiale violenza sistemica, neoliberista ed europide.

Tutti i peggiori i servi-leccapiedi del grande capitale finanziario presenti in Italia (non solo Monti, Napolitano, Bersani e Casini – Alfano quasinon esiste) stanno oggi sul “chi vive”.

I pennivendoli ben prezzolati del regime, dal canto loro, scrivono articoli su articoli “per la democrazia”, contro il populismo e contro quelli che definiscono ipocritamente i “movimenti di pancia” della popolazione.

Si arriva al punto che personaggi relativamente innocui come un Grillo, o addirittura un Di Pietro (presente in parlamento ed ex ministro!), possono essere additati come un pericolo immanente, per l’Europa, per l’Italia e per la democrazia!

La tensione, secondo questi pseudogiornalisti ed analisti comprati, sembra destinata ad aumentare nei prossimi mesi, con il manifestarsi degli effetti, sul corpo sociale, delle controriforme montiane e l’aumento vertiginoso di disoccupazione e sotto-occupazione.

I suddetti, in tal modo, riconoscono quello che è il vero effetto delle finanziarie/ spending review di Monti, ma che sarebbe loro compito nascondere con cura: liquidare in fretta il paese e sottometterlo completamente, dopo averlo prostrato in modo che non si riprenda, all’ordine neoliberista globale.

Sanno che l’atteso “sviluppo” in alcun modo riguarderà l’Italia (né la Spagna, né tanto meno la Grecia …), il manifatturiero, i redditi delle popolazioni, i posti di lavoro, e si concretizzerà esclusivamente in maggiori guadagni per la speculazione finanziaria.

Ci si può chiedere, visto che il nemico gioca, ormai, quasi allo scoperto, se arriverà il momento in cui si comprenderà che il solo scopo del direttorio europide-globalista di Monti – e dei governi che seguiranno – è quello di svendere i beni residui del paese (facile immaginare chi potrà essere l’acquirente) e di trasformare la popolazione, a prezzo di sofferenze inenarrabili, in docile forza-lavoro, dequalificata e a basso costo, disposta anche ad emigrare pur di sopravvivere.

Purtroppo c’è da dubitarne, osservando le reazioni, quasi inesistenti o soltanto sporadiche e frammentarie, degli italiani messi sotto pressione fin nella vita quotidiana.

Per la completa realizzazione di questo piano genocida deve essere «impensabile», per forza di cose, l’uscita dall’euro, come ha ammonito non a caso, davanti ai microfoni, lo stragista europide Mario Draghi.

In questo senso, e solo in questo, Napolitano, Monti, Bersani e molti altri infami sub-dominati politici, “lavorano per salvare il paese”.

Fino alla primavera del 2013 (se mai ci arriveremo … vivi) c’è soltanto una speranza: che sia la vile ed opportunista Germania ad uscire dall’euro, facendo crollare questo infernale castello di carte, perché i crucchi hanno già ottenuto sufficienti vantaggi, nella loro nicchia di privilegio in Europa, hanno già potuto far pagare ai paesi più deboli i costi elevati del loro mantenimento (sono loro i veri parassiti), e possono fin d’ora temere, nel periodo medio-lungo, di fare la fine che oggi le Aristocrazie dominanti globali riservano – con la piena complicità del governo e di tutto lo stramaledetto “popolo” tedesco – ai paesi meridionali e mediterranei.

Dopo la primavera del 2013 potrà essere troppo tardi, e non potremo più uscire dalla trappola mortale dell’euro, se non espulsi dopo essere stati disossati, oppure con la Rivoluzione o la guerra.

 

Non si può uscire dall’euro di Eugenio Orsoultima modifica: 2012-08-20T10:26:00+02:00da derosse
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2 pensieri su “Non si può uscire dall’euro di Eugenio Orso

  1. Molto bello il blog… però aspetto nuovi post, è da troppo tempo che non ci sono aggiornamenti. Vabbè, intanto mi sono iscritto ai feed RSS, continuo a seguirvi!

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