Tredicesime tagliate? E’ quasi certo di Eugenio Orso

Taglieranno sicuramente le tredicesime a dipendenti pubblici e pensionati, nonostante un governo che fa lo gnorri ed il più fedele ed importante servitore politico dei globalisti, il pidiino Pier Luigi Bersani, che spergiura davanti ai microfoni il contrario.

La notizia allarmistica è trapelata all’improvviso per “preparare” la cosiddetta opinione pubblica a questa misura devastante?

Oppure è soltanto uno scherzetto, senza esiti concreti, fatto ai commercianti e alle loro organizzazioni, Confesercenti e Confcommercio, che già piangono il morto ipotizzando, a Natale, almeno otto miliardi di spesa per consumi in meno?

Ma noi sappiamo bene che la palude sinistroide, popolata da leccapiedi del capitale finanziario, ha il compito di mentire e imbrogliare le vittime del massacro sociale (in parte significativa loro elettori!!!!), e così sarà anche in tale circostanza, a partire dal capoccia Bersani – che dichiara ai media abitualmente il falso, come nel caso scottante ed attuale del taglio delle tredicesime in Italia – fino ad arrivare all’ultima piccola tacca della burocrazia Pd-CGIL.

Perciò, possiamo già stare sicuri che il taglio draconiano e sanguinoso si farà – se ci saranno i “tempi tecnici” entro l’anno in corso – essenzialmente per i seguenti, buoni motivi:

 

1) I contenuti espliciti della lettera del 5 agosto 2011 di Trichet-Draghi (BCE) all’allora esecutivo Berlusconi, che annunciava proprio il programma applicato dal Quisling Monti, con il sostegno dell’ambiguo intercettato Napolitano. Il mendace Bersani – che forse sarà il futuro presidente del consiglio dopo Monti, in perfetta continuità di programma con l’attuale direttorio – non a caso smentisce con un “ma non scherziamo …”, e questo è il miglior segnale che il taglio secco di retribuzioni pubbliche e pensioni ci sarà. Infatti, nella lettera-diktat-programma dell’onnipotente banca privata europoide – che ha stabilito tassativamente il programma di governo per l’Italia – si legge chiaramente, al punto 2 e alla lettera a: “il Governo dovrebbe valutare una riduzione significativa dei costi del pubblico impiego, rafforzando le regole per il turnover (il ricambio, ndr) e, se necessario, riducendo gli stipendi.” Questa riduzione secca dei costi generati dal pubblico impiego (come da missiva) si combina con la volontà montiano-governativa di sopprimere (oltre) 500.000 mila posti di lavoro nel settore pubblico di qua al 2014, o poco oltre. La lettera in questione – che non mi stancherò mai di citare, fin tanto che non ne arriverà un’altra dalla BCE … – contiene in sintesi il programma di Monti e quello futuro del possibile “governo eletto”, che potrà essere di larghe intese (tutti nel calderone), guidato ancora da Monti oppure, con buone probabilità, dal mentitore-imbroglione Bersani. Come Monti, anche Bersani, se e quando arriverà all’agognata presidenza del consiglio, dovrà provvedere a ridurre i costi generati dall’impiego pubblico, riducendoli al lumicino assieme alle paghe degli statali. Pensiero unico e programma unico caratterizzano le forze politiche italiane maggioritarie, sia dell’ex centro destra sia dell’ex centro sinistra.

 

 

2) La misura del taglio delle retribuzioni ai dipendenti pubblici è stata adottata anche in Grecia, paese pilota dell’esperimento-massacro neoliberale e neoliberista, e recentemente in Spagna, dalla squallida marionetta destrorsa Rajoy. Sembra che questo sia un passaggio neoliberista obbligato sia per ridurre all’osso il settore pubblico e la spesa sia per indebolire ulteriormente gli stati nazionali e sottometterli ancor di più al sopranazionale rappresentato, nel caso specifico dell’Europa, da UEM e BCE.

 

3) Ulteriore spinta a questa manovra assassina la dà l’impennata dello spread di questi giorni per l’Italia (ed ancor di più per la Spagna), nonché l’outlook negativo di Moody’s sui titoli tedeschi, tenendo conto che per la Germania questo è un semplice “avvertimento” – outlook negativo, precisano gli stessi avvoltoi di Moody’s, non significa ancora declassamento dei titoli – tanto che il governo crucco ha dichiarato, sprezzante, di non essere preoccupato della cosa al punto di dover rinunciare alle ferie. Il vero target della centrale globalista Moody’s, rendendo pubblico l’outlook negativo sui titoli tedeschi e di paesi nordeuropei satelliti, resta sempre l’Europa mediterranea, cioè la Spagna e l’Italia da piegare completamente e saccheggiare. E sono proprio questi due paesi a farne veramente le spese, nell’immediato, non la Germania in odor di declassamento, o il suo satellite lussemburghese. Anzi, si può dire che “casualmente” la combinazione nefasta spread in impennata e outlook negativo sui titoli crucchi danno un ulteriore spinta ed accelerazione agli espropri montiani in Italia, perchè nel panico indotto dall’azione speculativa dei “Mercati&Investitori” possono passare più facilmente le Spending review ed altre manovre eccezionali in Italia, e in Spagna potrebbe portare a rimpiazzare velocemente il burattino-servo dell’unione europide Rajoy, oggetto della rabbia degli spagnoli e quindi già sputtanato, con un “Monti spagnolo”, come annunciano i media iberici. Se le cose andranno così, in Italia si procederà al rapido taglio, o congelamento, delle tredicesime di statali e pensionati, e magari si approfitterà per raddoppiare con un prelievo forzoso sui conti correnti in stile Giuliano Amato (luglio 1992, prelievo forzoso del sei per mille dai conti correnti bancari, a fronte, guarda caso, di drammatiche esigenze finanziarie), mentre in Spagna si imporrà un esecutivo non eletto, un vero e proprio direttorio, simile a quello di Monti, che risponderà direttamente alle Aristocrazie globali finanziarie e sarà guidato da una bieca figura di “Monti spagnolo”.

 

4) Delle linee di politica economica e finanziaria strategica stabilite nella citata lettera BCE del 5 agosto 20112, alcune sono già state impostate da Monti in questi mesi frenetici di controriforme e manovre finanziarie. Ad esempio, al punto 1 e alla lettera a si dice che “È necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala.A questo ci pensa il DDL 3396 del 6 luglio 2012, più noto come Spending review, con l’articolo 4, non a caso relativo alla “Riduzione delle spese, messa in liquidazione e privatizzazione di società pubbliche”, per distruggere altri posti di lavoro ed evitare le temute “distorsioni del mercato”. Altro esempio è quello della “riforma” del mercato del lavoro e della “flessibilità in uscita”, di cui alla lettera c del punto 1 della missiva: “Dovrebbe essere adottata una accurata revisione delle norme che regolano l’assunzione e il licenziamento dei dipendenti”, con un occhio di particolare riguardo, aggiungo io, per i licenziamenti. La manomissione della norma antilicenziamenti del vecchio Statuto dei lavoratori, di cui all’articolo 18 dello stesso, prova che Monti ha eseguito questo ordine BCE, almeno parzialmente e in prima battuta. Non parliamo poi delle manovre sulle pensioni, una delle prime cure del direttorio Monti per soddisfare il comando europide di cui al punto 2 e alla lettera a della missiva: “È possibile intervenire ulteriormente nel sistema pensionistico, rendendo più rigorosi i criteri di idoneità per le pensioni di anzianità e riportando l’età del ritiro delle donne nel settore privato rapidamente in linea con quella stabilita per il settore pubblico, così ottenendo dei risparmi già nel 2012. Resta in piedi, invece, la (robusta) riduzione di stipendi nel settore pubblico chiesta a suo tempo dalla BCE, e possiamo star certi che Monti eseguirà l’ordine, oppure provvederà qualcun altro – forse lo stesso Bersani? – dopo di lui.

 

Questa breve disamina della questione taglio o non taglio, congelamento o non congelamento, delle tredicesime di impiegati pubblici e pensionati – negata con forza dal mentitore Bersani, e sulla quale il governo ha fatto lo gnorri – dovrebbe far comprendere anche ai più “ottimisti” che il taglio, o il congelamento, si farà se ve ne sarà il tempo e sarà inevitabile mantenendo in piedi l’euro, l’unione europide e gli esecutivi al servizio della classe globale dominante.

Tredicesime tagliate? E’ quasi certo di Eugenio Orsoultima modifica: 2012-07-26T12:04:00+02:00da derosse
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4 pensieri su “Tredicesime tagliate? E’ quasi certo di Eugenio Orso

  1. Un’analisi che condivido in pieno,…l’altro giorno nello studio del mio medico di base ho avuto dei colloqui “politici” con gli altri assistiti,bene tutti concordavamo proprio sul fatto che taglieranno le tredicesime,le pensioni,la sanità poi,non ne parliamo,e che infine metteranno mani nei conti-correnti…le persone perbene e che soffrono hanno una sensibilità politica notevole, sono informate,posseggono una discreta proprietà di linguaggio e di sintesi…il dramma sociale si stà evidenziando in modo esponenenziale….ti mando un saluto,caro Orso.

    Danko

  2. concordo in pieno con la tua analisi,caro orso…l’altro giorno,nello studio del mio medico di base,parlavamo proprio di queste cose con gli altri “assistiti” i quali concordavano con me che il peggio deve ancora venire…un saluto

    danko

  3. come ebbe a dire il grande regista Monicelli,unica soluzione sara’ la rivoluzione,come sara’ e quali forme inedite prendera’ e’ impossibile concepirlo ora

  4. Per Danko

    Per quanto ci può essere parziale consapevolezza che il direttorio Monti sta facendo l’interesse del nostro nemico di classe – almeno fra coloro che non sono completamente idiotizzati – non c’è, però, alcuna reazione. Anzi, non ci sono, questa volta, neppure le reazioni frammentarie (con divisioni per territorio e categoria) che hanno accolto, qualche mese fa, l’aumento delle accise sulla benzina (Forza d’Urto in Sicilia) e le farsesche liberalizzazioni montiane (tassinari a Roma). C’è il vuoto, che si accompagna alla rassegnazione più evidente.
    Questo è il punto dolente, perchè il sistema è ancora ben saldo e funziona benissimo …

    Per mirco

    La Rivoluzione è fuor di dubbio la sola salvezza, oggi, ma, purtroppo, Draghi è riuscito “a salvare l’euro” (con una semplice dichiarazione di 27 parole, contestata dalla Bundesbank, e la cosa mi puzza di sceneggiata …) e non è in previsione nel breve (in agosto/ settembre), a meno di eventi eccezionali e imponderabili, un benefico collasso dell’euro e della cosiddetta “eurozona”, sola circostanza che potrebbe innescare reazioni di tipo rivoluzionario, almeno in alcuni paesi dell’Europa meridionale, rimettendo in moto la storia.

    Saluti a tutti

    Eugenio Orso

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