EUROPA, COLONIA DI GERMANIA di Giulietto Chiesa

Prima di pubblicare su questo blog il mio I Rivoluzionari e le masse, pubblico un istruttivo post di Giulietto Chiesa, riguardante la Germania e l’eurounionismo.

Dopo aver fatto autocritica per aver dato qualche credito, in passato, alla Germania e ai tedeschi, Giulietto Chiesa (quindi non un imbecille qualunque) rivela di pensarla come me, sulla Bundesrepublik e sui crucchi in generale, su tutti i crucchi, nessuno escluso, al di là delle distinzioni di facciata fra democristiani e socialdemocratici.

La politica tedesca, nei confronti del resto d’Europa, è una sola.

La Germania vuole un’Europa (che esclude la Russia) interamente schiava dei suoi appetiti, come ci rivela l’ex inviato a Mosca della RAI.

E’ chiaro che la Germania è, nei fatti, tributaria dei Mercati&Investitori ed è un nostro mortale nemico.

Al di là del conclusioni che trae il forbito e (comunque) moderato Giulietto Chiesa, ricordo che questa estate, con l’arrivo della piena stagione turistica, i crucchi caleranno numerosi e baldanzosi per le vacanze verso quei paesi dell’Europa meridionale e mediterranea che loro stessi contribuiscono a massacrare.

Caleranno con le tasche gonfie di quegli euromarchi che per noi costituiscono una prigione e la tomba di tutte le nostre speranze.

In Grecia, in Spagna, in Italia è bene che la popolazione faccia sentire ai torturatori crucchi di altri popoli tutto l’”amore” che nutriamo per loro.

Ci sono tanti modi per farlo efficacemente, pensandoci un po’ sopra, e nessuno di questi è stoltamente pacifico, politicamente corretto, inefficace come un buffetto sulla guancia.

L’impatto sarebbe fortissimo, l’allarme dei “poteri forti” pure, e meglio di ogni altra cosa, a livello internazionazionale, svelerebbe l’inganno dell’unione europoide a guida tedesca, prigione dei popoli peggiore di quella di zarista memoria.

 

Buona lettura

 

Eugenio Orso

 

Link: http://www.lavocedellevoci.it/grandifirme1.php?id=217

 

EUROPA, COLONIA DI GERMANIA

di Giulietto Chiesa[ 05/06/2012]

 

Devo fare un’autocritica. Fino a qualche giorno fa ero convinto che la Germania fosse in pieno dibattito politico interno, lacerata dal dilemma se aiutare il resto dell’Europa a uscire dalla crisi, o farsi i fatti propri. Adesso so che non e’ così. Non c’e’ alcun dilemma. La Germania e’ unita nella sua ferma determinazione di essere la guida dell’Europa. Non un primus inter pares, ma un primus punto e basta. E questo consente di vedere molte cose sotto un’altra prospettiva.

Ma prima di tutto devo spiegare che la mia conversione e’ avvenuta non sulla via di Damasco ma su quella di Lussemburgo, dopo aver ascoltato in rapida successione tedeschi e lussemburghesi (che e’ come dire tedeschi e tedeschi al quadrato) ribadire che l’Europa che abbiamo e’ questa; che di altre Europe non c’e’ bisogno, e che altre Europe non sono all’orizzonte e non ci saranno. Il tutto e’ avvenuto nella sede dell’Unione Europea di Lussemburgo, in un convegno che e’ stato aperto da due prolusioni – per la verità di tutt’altro tenore – i cui autori erano Mikhail Gorbaciov e Michel Rocard. I due anziani oratori hanno portato duplici valutazioni critiche dell’assetto mondiale ed europeo.

Ma e’ stato un prologo che non ha avuto seguito. Dopo di loro e’ arrivata la commissaria della nuova internazionale brussellese, Viviane Reding, che ha messo tutti i puntini sulle i, rispondendo, fredda come il diamante, a Gorbaciov (che aveva osato parlare di coinvolgere la Russia) che l’Europa va dall’Atlantico (inclusa la sponda occidentale, s’intende), fino alla frontiera ucraina. Non un centimetro più in là.

A Rocard – che aveva osato invitare a smettere di pensare che il mercato sia in grado di autoregolarsi e che gli equilibri che esso raggiunge siano automaticamente quelli giusti – la Reding ha risposto ribadendo che la costruzione europea non prevede l’uscita dai dogmi della nuova internazionale del denaro. Al più – ha detto – si potrà concedere qualche ritocco della costruzione istituzionale europea, del tipo che il Presidente della Commissione dovrebbe essere anche, simultaneamente, il Presidente del Consiglio; del tipo che sarà il Parlamento Europeo a eleggere la Commissione Europea; del tipo che il Parlamento Europeo dovrà essere il detentore dell’iniziativa legislativa.

Ma poi e’ cominciata l’offensiva tedesca. A tutto campo. Nel senso che destra conservatrice e socialdemocrazia sono apparse davvero le due ali destre della attuale Germania. E i calibri che hanno parlato non erano quelli dei fucili a pallini.
Per Theo Weigel, ex ministro delle finanze, non c’e’ nessuna crisi dell’euro. Semmai c’e’ una crisi del debito, ma l’euro e’ sano come un pesce. Per Karsten Voigt (altro socialdemocratico) la Germania ha il compito di rieducare l’Europa alla stabilità, perchè erogare denaro in attesa di modifiche strutturali nei comportamenti degli europei indisciplinati significa attendere per sempre modifiche strutturali che non arriveranno mai. Per Lothar Ruehl (ex segretario di Stato e professore all’Università di Colonia) la Germania non potrà mai accettare, a termini di Costituzione, una riduzione della propria sovranità nazionale su questioni di bilancio e di gestione della propria politica economica e sociale. Che e’ come affermare che noi dobbiamo modificare la nostra Costituzione (per esempio introducendo il pareggio in bilancio, cosa che abbiamo fatto), mentre loro hanno una Costituzione che vale di più della nostra.

Ed e’ toccato sempre a Lothar Ruehl il compito – che ha svolto con grande entusiasmo – di spiegare al folto uditorio che gremiva il palazzo che la Germania già soffre di una sotto-rappresentazione in Europa e che chiederle di riformare radicalmente le istituzioni europee in un senso più prossimo ai criteri della proporzionalità (una testa un voto) sarebbe considerato inaccettabile per i paesi maggiori (Germania, Francia, Inghilterra) e dunque e’ una idea che deve rimanere fuori dalla discussione.

Gli altri oratori tedeschi si sono divisi i compiti di dichiarare – confesso la mia ulteriore sorpresa – che il ruolo della Nato non sarà ridimensionato in alcun caso; che e’ inutile crearsi fastidi nei confronti della riva sud del Mediterraneo, visto che – come ha spiegato il banchiere Horst Mahr – nessun privato investirà un solo centesimo là dove si fanno le rivoluzioni.

E altrettanto sciocco sarebbe pensare di gettare in quei gorghi denaro pubblico, perchè sarebbero comunque i contribuenti già oberati dai debiti a dover pagare le perdite.

Dunque, tirando le somme, la Germania pensa all’Europa come a una sua colonia. Quanto al resto del mondo l’atteggiamento, paradossalmente, sembra quello di una specie di impossibile, austera autarchia, a base di esportazione di Mercedes, Volkswagen, Bmw. C’e’ da chiedersi in che mondo viva questa Germania, che non si sa se sia quella dei tedeschi, come popolazione, o quella di una classe politica e imprenditoriale che non e’ più capace di leggere nemmeno il proprio paese, non parliamo dell’Europa e caliamo una coltre di silenziosa pietà sul resto del mondo. Perchè basterebbe porre alla signora Merkel una domanda: si e’ chiesta, Angela, come la Germania, e l’Europa, potrà reggere di fronte a una Cina che presto avrà, da sola, il 20% della produzione industriale mondiale?

Ecco forse perchè arrivano i Piraten a sconvolgere il quadro, come e’ arrivata Syriza in Grecia, come Marine Le Pen e Me’lenchon in Francia, come Beppe Grillo in Italia. E come e’ già accaduto in Finlandia, in Olanda, in Irlanda. Il patto sociale europeo viene bombardato ogni giorno dalle portaerei della finanza mondiale; i ceti medi affondano in una inattesa proletarizzazione, i partiti tradizionali che si erano assunti il ruolo di garantire l’equilibrio, si rivelano invisibili o si arrendono al più forte, che li ha già comprati.

Il terremoto e’ già cominciato e i proprietari universali sembrano ignorarlo. Poichè non possono non averlo sentito, anche loro, non resta che una conclusione: che si preparano a gestire uno scontro violento e prolungato, a colpi di bastone. Si preparano a fare scorrere del sangue.

EUROPA, COLONIA DI GERMANIA di Giulietto Chiesaultima modifica: 2012-06-27T14:11:33+02:00da derosse
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