NON VOTATE! NON ANDATE ALLE URNE!

NON VOTATE! NON ANDATE ALLE URNE!

 

Si avvicina la scadenza del voto amministrativo che riguarderà una parte significativa del paese.

L’Italia da molti mesi è un paese occupato dai globalisti senza l’uso dello strumento militare.

Vige la Dittatura indiretta della classe globale (indiretta, attraverso i Monti e i Napolitano) e le elezioni politiche sono state sospese sine die.

Il presidente della repubblica e quello del consiglio sono sicari e servi dell’occupatore del paese.

Si stanno velocemente raggiungendo livelli di impoverimento e di disoccupazione funzionali soltanto all’esproprio neocapitalistico in atto e alla riduzione di gran parte della popolazione a neoplebe, a massa-pauper da impiegare a basso costo nella produzione o da espellere/ emarginare dal lavoro e dalla società: questo è il vero intento, secondo “le consegne” ricevute, dell’arrogante genocida Monti e del vile rinnegato Napolitano che lo ha nominato e lo supporta in ogni modo possibile.

Le comparse politiche liberaldemocratiche, nel frattempo, oltre ad abbassare la testa votando i “provvedimenti” di questo governo (Alfano, Bersani, Casini), o a fingere un’opposizione parlamentare (Bossi, Maroni), ammessa purché inefficace, continuano il loro squallido gioco delle parti (destra e sinistra), e scesi di livello, ridotti a fare gli utili valletti del governo in carica, si affrontano teatralmente sul terreno delle elezioni amministrative locali, oppure si mascherano nascondendosi dietro le “liste civiche” proliferate per cercare di riacquistare la verginità.

Ma le imminenti elezioni amministrative, locali e parziali, in alcun modo possono investire la dimensione politico-strategica, saldamente nelle mani dei poteri più alti ed esterni, né possono in alcun modo cambiare le politiche anti-italiane ed anti-popolari, impoverenti, di saccheggio, applicate per conto terzi dal duo Monti-Napolitano.

Per questo le elezioni amministrative sono oggi ammesse e non sospese, per questo, a differenza delle politiche, si possono ancora fare.

Inoltre, queste elezioni dalle quali non potrà derivare alcun mutamento di rotta nell’azione del governo, autonomizzato completamente rispetto alla cosiddetta legittimazione popolare attraverso il voto, servono per riprodurre grottescamente il falso confronto destra/sinistra della politica minore e sottomessa (tutta al servizio della classe globale dominante) e per riprodurre il rito elettorale ad un livello più basso, non nazionale e non politico, in tal caso completamente privo di “rischi” per l’occupante del paese.

Perciò, CHIUNQUE SI OPPONE A QUESTO STATO DI COSE, CHIUNQUE VUOLE LA LIBERAZIONE DEL PAESE DALL’OCCUPATORE E LA GIUSTA PUNIZIONE PER I SUOI SERVI, CHIUNQUE STA CERCANDO UNA VIA PER OPPORSI AL NEMICO E COMBATTERLO, SA O DOVREBBE SAPERE CHE UN PRIMO, PER QUANTO TIMIDO PASSO DA COMPIERE, TOTALMENTE PRIVO DI RISCHI, E’ QUELLO DI NON PARTECIPARE, DI NON RENDERSI COMPLICI, NON SOLO DI NON VOTARE PER ALCUNO LASCIANDO BIANCA LA SCHEDA, MA DI NON ANDARE FISICAMENTE ALLE URNE, la qual cosa si può fare facilmente, non comporta pericoli e, senza aspettarsi grandi risultati da una crescita significativa della non partecipazione al voto, costituisce una forma di delegittimazione di questo sistema, transitato dalla liberaldemocrazia a suffragio universale (per quanto truffaldina e manipolata) alla Dittatura indiretta globalista, in cui si riduce all’osso il “rischio elettorale”.

ANDARE A VOTARE E METTERE NELL’URNA LA SCHEDA BIANCA O NULLA NON SERVE PROPRIO A NIENTE, ANZI, FA IL LORO GIOCO, PERCHE’ LORO STRUMENTALIZZANO IN PRIMO LUOGO LA PARTECIPAZIONE AL VOTO, INDIPENDENTEMENTE DA COSA SI VOTA, che non è troppo importante per i decisori, visto che si tratta di amministrative e dato che i cartelli elettorali liberaldemocratici, ancorché mascherati da liste civiche o simili, sono tutti sottomessi dal sistema di potere globalista.

 

PERCIO’, NON VOTATE, NON ANDATE ALLE URNE, DISERTATE, NON PARTECIPATE AL RITO SISTEMICO CHE NON CAMBIA LE COSE RENDONDOVI IN QUALCHE MODO CORRESPONSABILI. 

 

 

Trieste, 3 maggio 2012

 

 

                                                            Eugenio Orso

NON VOTATE! NON ANDATE ALLE URNE!ultima modifica: 2012-05-03T10:21:00+02:00da derosse
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6 pensieri su “NON VOTATE! NON ANDATE ALLE URNE!

  1. Concordo in tutto.
    NON votare è un dovere morale, è l’unico atto a disposizione di un cittadino onesto per CRITICARE e prendere distanza dalla classe politica e dirigente di questa repubblica delle banane.
    NON votare significa (anche) non alimentare i partiti politici con l’illegittimo finanziamento pubblico.

    NON votare!

  2. Per Pedro

    Non solo NON votare/ Non andare alle urne è ciò che è stato scritto, ma è anche un “colpo ai sondaggi”, oggi più importanti del voto o sostitutivi delle stesso per quanto riguarda le politiche, perché – manipolazioni a parte dei sondaggisti succubi del “committente” – si riduce la partecipazione, e di conseguenza quello che loro vendono come un consenso di massa al sistema.

    Saluti

    Eugenio Orso

  3. Non sono molto d’accordo. Condivido le ragioni ma non la soluzione. Non sposta nulla e non la nota nessuno. Meno delle schede nulle o bianche. E’ un fatto che chi non vota è votato. Esiste sempre un male minore, e per poco che sia io credo sia meglio influenzare in positivo che rimanere al traino di chi ci malgoverna. Sarò retrò ma non vedo alternative. Stare a guardare non mi soddisfa.

  4. Purtroppo la frase “se non vai a votare c’è qualcun altro che lo fa al tuo posto, e decide per te” è la banalità che si usa per giustificare il voto, e per far sentire il dovere di partecipare al rito.
    L’opposizione alla democrazia (liberldemocrazia, eccetera, si chiami come si vuole), a questo punto deve essere totale.
    La non partecipazione, il tenersi fisicamente lontani dalle urne – ripeto ancora una volta – non può essere strumentalizzata dai “sondaggisti” per millantare un consenso popolare al sistema.
    Schede bianche e nulle implicano la partecipazione, che è una trappola.
    Non ci sono mali minori, dentro il sistema, e le schede bianche e nulle non hanno alcun peso, in positivo, essendo strumentalizzabili per mostrare il successo, una volta di più, del rito sistemico.

    Saluti

    Eugenio Orso

  5. Credo anch’io che la mia sia stata una banalità, ciò nonostante rappresenta il mio pensiero allo stato. Mi si permetta di dire, però, come anche non andare a votare non sia una grande novità, tutt’altro. Pur tralasciando il fatto che il 90% delle persone che non votano lo fanno per qualunquismo e menefreghismo, non certo per scelta anti-sistema, nelle democrazie più antiche, come GB e USA, vota il 40%-60% degli aventi diritto, eppure le cose non sono cambiate, anzi.
    Nell’ambito del sistema non sono molte le armi in nostro possesso. Una delle poche, per quanto spuntata, è il voto, che può essere anche di protesta se vi sono soggetti che la incarnano (si veda il nostrano 5 stelle). Ovvio che anche il miglior “Grillo”, come ben sappiamo, ha i suoi scheletri nell’armadio. Ma meglio questo, tanto per dirla alla “Billi”, che una Le Pen, o l’Alba tragica greca.
    Sono d’accordo sul fatto che la lotta dovrebbe essere rivolta contro il sistema globale attuale, emanazione della Classe dominante, ma per ora non vedo strumenti e sufficiente supporto popolare ad un tale disegno. La rivoluzione durevole può essere solo il frutto di una consapevolezza diversa della maggioranza della popolazione (almeno il 50%+1). E da questo siamo ancora molto lontani. Occorre -per ora- abbozzare, e fare i conti con le risorse (e le consapevolezze) di cui si dispone. Non si può non vedere quanto sia il mero interesse personale, l’avidità diffusa, a farla da padrone. Ricordo il famoso film “Una poltrona per due”, che faceva balenare una grande verità: quanti degli sfruttati attuali, se si trovassero come per magia al posto di un ricco razziatore sistemico, si comporterebbero diversamente? Ma questo è un lungo discorso. Saluti.

  6. Per Maurizio Sabbadini

    Per quanto riguarda le elezioni, quali rito sistemico liberaldemocratico che riproduce servitù e non libertà, che è manipolazione e non libera volizione, ho già scritto quanto dovevo scrivere.
    La democrazia (questa democrazia concretamente esistente, perchè le altre forme, come la tanto invocata democrazia diretta, sono soltanto illusorie), o se si vuole la liberaldemocrazia, è un compendio sul piano politico del neocapitalismo, ma oggi non serve più come nello scorso secolo per controllare e orientare le masse, anzi, può provocare problemi all’Aristocrazia globale e ai suoi sub-dominanti nazionali nel gestire il sistema, e perciò si tenta di applicare la nuova forma di governo rappresentata dalla Dittatura indiretta globalista.
    Il pacifismo, poi, essendo uno strumento di controllo della popolazione nelle mani delle élite (e una forma di violenza simbolica esercitata sugli agenti sociali, debitamente manipolati, con la loro complicità), è la tomba della vera lotta, una strada per evitare lo sviluppo di un vero conflitto verticale dominati-dominanti.

    Per quanto riguarda lotta e Rivoluzione, non credo che l'”intelletto attivo” della trasformazione storica possano essere le masse-pauper idiotizzate che si stanno rapidamente formando e che costituiranno la futura classe povera, nei casi più gravi di impoverimento economico e culturale paragonabili al più a nuove plebi sanfediste.
    A tale proposito, per chiarire le idee, riporto alcuni passi dal saggio che sto scrivendo, centrati proprio su questi temi.

    Sulla Rivoluzione, brevemente:
    «Per Rivoluzione qui si intende una tappa fondamentale, un momento topico del lungo processo di Liberazione ed Emancipazione umana per il raggiungimento dell’autocoscienza, che supera l’ordine precedente ed instaura un nuovo ordine politico e sociale, prodotto dalle inevitabili trasformazioni culturali che caratterizzano il corso storico e dalla stessa lotta dei rivoluzionari.
    L’effettivo momento di passaggio da un vecchio ad un nuovo modo storico di produzione può essere rappresentato, o almeno accelerato, dalla Rivoluzione, un fenomeno per sua natura tridimensionale, contrapposto all’unidimensionalità insurrezionale alimentata dalla sola rabbia dei dominati, perché (A) dotato della necessaria profondità storica (il periodo di “incubazione” può durare decenni, o secoli), (B) guidato da una visione politica e sociale alternativa a quella ancora dominante, (C) animato dalla coscienza e dalla determinazione dei rivoluzionari, vero “intelletto attivo e storicamente trasformativo”, quando riescono ad incanalare positivamente in termini politici, sulla via del cambiamento e della trasformazione economico-sociale, la rabbia montante, l’odio che nasce dall’iniquità sistemica, la forza degli oppressi e delle masse soggette al potere vigente.»

    Sugli agenti della Rivoluzione (I Rivoluzionari, e non le masse-pauper idiotizzate, nel nostro caso storico):
    «I Rivoluzionari quali agenti principali del cambiamento, dell’Emancipazione e della Liberazione, e classi dominate da liberare, sono però due forze diverse e distinte, che non devono essere confuse o sovrapposte, e lo sono in modo particolare nel nostro caso storico, a questo livello di coscienza e di potenza del Nuovo Capitalismo.»
    «I Rivoluzionari e la classe dominata (nel nostro caso, la Pauper class che si sta rapidamente formando) sono due forze ben distinte, due “curve” che provengono da direzioni diverse, e il “punto di tangenza” decisivo fra i due può verificarsi soltanto in particolari condizioni storiche, quando l’azione dei Rivoluzionari ha successo, il potere si indebolisce, e i tempi diventano maturi per tentare l’assalto ai palazzi in cui si annida.»

    I Rivoluzionari, e soltanto loro, saranno il soggetto attivo del cambiamento, una élite che si contrapporrà alla élite dominante (Aristocrazia globale) nella Guerra Sociale di Liberazione, mentre le masse-pauper potranno rappresentare, al più, una massa di manovra necessaria nella lotta.

    Saluti

    Eugenio Orso

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