L’ex tastierista dei Distretto 51 e l’incapace-disabile circonvenuto di Eugenio Orso

 

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Roberto  Maroni e Umberto Bossi: Orgoglio o Vergogna padana?

La notte dell'”Orgoglio Leghista”, da taluni definita ironicamente psicodramma, mi ricorda molto le manifestazioni demenziali ammesse e spesso incoraggiate dal sistema, come le grottesche parate a sfondo carnascialesco in occasione delle giornate d””Orgoglio Gay”, dei cosiddetti Gay Pride.

L’abbondanza di scope, simbolo di pulizia in quel di Bergamo e l’accoglienza un po’ fredda riservata a Bossi non più segretario testimoniano lo sconcerto del sedicente popolo leghista–padano, che lo piglia direttamente nel culo due volte: una volta dalla famiglia Bossi e cerchisti che s’ingrassavano a sue spese, un’altra volta dai globalisti che lasciando libere molte procure di agire contemporaneamente contro la Lega con sospetto tempismo vogliono spianare tutti gli ostacoli davanti al macellaio sociale Monti, blanda opposizione leghista ivi compresa. 

Il popolo leghista dell’immaginaria padania (esiste soltanto la Valle Padana, come sanno benissimo i geografi) è stato turlupinato a lungo da un Bossi in cerca di notorietà e affermazione personale, già tesserato PCI(!) e accompagnato dal fido ex tastierista dei Distretto 51 ex marxista-leninista ed ex demoproletario, Bobo Maroni, e Bossi e il suo giovane scudiero – che compaiono nella bella foto invecchiati e male in arnese, durante la recita dell'”Orgoglio Leghista” – sono pienamente riusciti nel loro intento.

Ma, come sappiamo, anche le fiabe più belle sono destinate a finire, soprattutto se arriva un potente governo dell’occupatore (nella fattispecie, quello di Monti – Napolitano) che ti relega all’opposizione nel parlamento di Roma Ladrona (do you remember?), e non pago di ciò, decide di lasciar libera la magistratura inquirente per colpire veri o presunti avversari che potrebbero dargli un po’ di fastidio, rallentando l’esecuzione dei piani che i Potenti hanno in serbo per l’intero paese, padania compresa. 

 

In passato, quando la Lega era all’apogeo e al governo, quando godeva di un grande e crescente consenso nel settentrione tanto che si pensava che avrebbe “fatto le scarpe” al PdL, destinato a diventare partito del sud, ho scritto cose che in seguito si sono rivelate corrette, fondate, o addirittura in qualche caso profetiche, ho capito cos’era veramente la Lega, ho analizzato il fenomeno e cercato di prevedere gli sviluppi futuri.

I miei scritti, giudicati ferocemente anti–leghisti, offensivi nei confronti dei sedicenti “ceti produttivi” del nord, in certi casi tacciati di essere un prodotto “radical-chic”, hanno suscitato molte critiche ingiustificate, scatenato attacchi proditorii contro la mia Augusta Persona (un po’ di ironia non guasta mai) e la mia incessante opera di analisi e denuncia, in quanto blogger e nel contempo sociologo-economista.

Alcune prove di quanto affermo sono rintracciabili negli archivi del mio blog personale, Pauper Class, altre hanno viaggiato in rete e alcune sono state stampate su quotidiani e giornali alternativi.

Il tradimento degli “ideali leghisti”, dal federalismo fiscale e demaniale fino alla secessione del nord, erano già impliciti nelle premesse, e soltanto una minoranza di furbi in malafede supportata da una grande maggioranza di idioti e idiotizzati, politici e sociali, poteva ignorarlo.

La Lega era comunque nata dentro il sistema, la sua ascesa era avvenuta nel sistema, i veri obiettivi di Bossi, del suo giovane scudiero Maroni e dei futuri componenti dell’entourage, corrotto e debosciato, che oggi rischia di saltare erano di conquistare il potere “romano” ed ivi stabilirsi, standovi ottimamente come topi nel formaggio.

Pur avendo capito cos’era la lega in tempi “non sospetti” ed essendo stato sommamente acuto e preveggente, la mia innata modestia (un po’ di ironia non guasta mai) m’impone ora di non vantarmi di ciò, considerato che dalla seconda metà del 2011 la Lega non è più Il Problema, ed è, semmai, declassata al rango di problema secondario, in confronto a ciò che ora ci opprime e ci minaccia nei fondamenti stessi della nostra esistenza, come popolo – italiano e non padano! – e come persone.

Poco importa, a questo punto, se l’ex tastierista dei Distretto 51 succederà all’incapace-disabile circonvenuto, già fondatore del movimento-partito, perchè, a quanto sembra, i giochi ormai sono fatti, e a meno si sorprese la Lega fra un po’ non conterà più nulla, oppure nelle mani di Maroni, ridimensionata nelle amministrative, si ridurrà in parlamento a votare qualsiasi porcata dell’esecutivo di Monti – Napolitano, abbassando la testa come tutti gli altri cartelli elettorali.

Comunque sia, godiamoci l’agonia e le convulsioni di questa camarilla di farabutti, bossiani e non, cerchisti e non, familisti amorali e non, figli e non figli del fondatore, sindacalisti padani e segretari provinciali, sperando che l’agonia non sia breve e che i suddetti soffrano a lungo.

 

L’ex tastierista dei Distretto 51 e l’incapace-disabile circonvenuto di Eugenio Orsoultima modifica: 2012-04-11T16:06:00+02:00da derosse
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4 pensieri su “L’ex tastierista dei Distretto 51 e l’incapace-disabile circonvenuto di Eugenio Orso

  1. Dalla foto: è incredibile come la mancanza di potere possa avvizzire in brevissimo tempo questi mediocri, manco Dorian Gray … Se si potesse vivere di soddisfazioni …
    Il vero potere (che la Lega e nessuno detiene veramente in Italia, a livello parlamentare almeno) accumula faldoni nei propri armadi e poi li rispolvera opportunamente. Anche l’altra timida opposizione, SEL, vede Vendola pesantemente sotto attacco; offensive (quelle contro la Lega e SEL) che rimpingueranno i magri bacini elettorali dei PD(L) o, se non altro, provvederanno a non prosciugarli alle prossime amministrative: temevano, infatti, la disfatta. E’ un massacro, altro che tintinnare di sciabole!

    PS: non cada nei facili turpiloqui.

  2. Hai ragione Vlad, con la doverosa precisazione che l’astuto Vendola (non presente in parlamento, per ora, ma immerso nel sottopotere locale politico-amministrativo) rappresenta una forma “degenerata” di comunismo del terzo millennio, che io definisco “comunismo individualistico postsovietico” completamente rifluito negli immaginari capitalistici.
    Infatti, qualche tempo fa, quando Monti ha iniziato la sua opera di massacro sociale, anzichè riconoscere la sostanza criminale del suo governo e delle sue controriforme, il furbo Vendola per trarsi d’impaccio ha dichiarato che Monti è “spiazzante” per la sinistra … solo “spiazzante”?
    Vendola sa bene, anche se ovviamente non lo dichiara davanti ai microfoni, che la priorità per lui e il suo cartello elettorale è rientrare in parlamento, e sa che i suoi voti andranno a Bersani, con il quale si guarda bene di rompere definitivamente.
    Vendola non costituisce una concreta minaccia per il potere vigente (e per Monti che lo esercita per conto terzi), perchè il suddetto fa interamente parte del sistema e della rappresentazione scenico-politica liberaldemocratica, che continua e continuerà anche in futuro, nonostante la “sospensione” delle elezioni politiche e la loro sostituzione con i sondaggi.

    Saluti

    Eugenio Orso

  3. La gioia per lo spettacolo del tramonto del caravanserraglio leghista attenua la tristezza per la mancanza, per ora, di una valida alternativa credibile al potere globalista.
    La traversata nel deserto si preannuncia lunga.

    Roberto Aureli

  4. Per Roberto Aureli

    Ovviamente condivido la gioia (e lo si capisce leggendo ciò che ho scritto), ma il problema è proprio il governo di occupazione dell’Italia, che ci risucchia completamente nel sistema di potere globalista.
    Sconcertante è la passività sociale e politica di una grande parte della popolazione italiana, ed è drammatica e decisiva (in negativo) l’assenza di minoranze consapevoli e organizzate, per quanto sparute, in grado di guidare un futuro processo rivoluzionario.

    Saluti

    Eugenio Orso

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