Napolitano pro-TAV blindato a Torino evita gli amministratori della Val di Susa di Eugenio Orso

Parecchi bimbi delle elementari, strumentalizzati dal potere che tiene in pugno un’Italia alla frutta, hanno cantato l’Inno di Mameli per Napolitano in visita a Torino.

Peccato che Piazza Castello era blindata e la popolazione torinese, ed in generale tutti i piemontesi, non hanno potuto salutare il “nostro” amato presidente, così come sono riusciti a fare i sardi, o anche meglio.

Napolitano, superprotetto e allietato dalle voci degli infanti, ha dato un’ennesima prova di coraggio, rifiutando l’incontro con sindaci e amministratori della Val di Susa, perché le decisioni sulla TAV Torino-Lione non gli competono e lui, da coraggioso patriota e difensore della legalità costituzionale qual è, in coerenza con la natura del suo mandato preferisce non entrare nel merito di contrasti politici, togliendosi così dalle peste, sgusciando come un’anguilla ed evitando qualche grattacapo.

Come se la questione TAV non fosse diventata, ormai, una questione nazionale, di ordine generale, che interessa tutto il paese e che va ben oltre l’opportunità (dubbia) della realizzazione della famigerata opera per lo scorrimento di merci e passeggeri nello spazio globalizzato, con annessa devastazione del territorio delle valli che attraversa, perchè investe la stessa sostanza della democrazia, che funziona sempre di più ad intermittenza secondo i comodi del potere effettivo.

Essendo Napolitano ossequioso, ma in privato, senza farsi troppo scoprire, nei confronti di questo potere effettivo ed onninvasivo (lo stesso che lo tiene al potere) perché ingerire in certe delicate questioni?

Meglio mostrarsi Super Partes, non incontrare nessuno e lavarsi le mani come Ponzio Pilato, tanto le ruspe continueranno a devastare il territorio e gli sgherri del sistema (poliziotti, carabinieri, “pecorelle” varie) a bastonare la popolazione dei comuni resistenti.

Però Napolitano, vecchio migliorista che facendo carriera ha “migliorato” solo la sua posizione personale, non può esimersi, in merito alla questione TAV, da un minaccioso richiamo, rivolto con tutta evidenza contro le popolazioni della Val di Susa che resistono alla devastazione e alla brutalità della polizia, al “principio di legalità”, al rispetto della legge e delle forze poste a presidio dello Stato democratico, sprizzando liberaldemocrazia e conformismo politico da tutti i pori ed escludendo tassativamente violenze, intolleranze e intimidazioni (senza precisare quali e da parte di chi), bollate come comportamenti inammissibili.

Sono ammissibili, caro e coraggioso presidente superprotetto nelle città blindate che visiti, le bastonature poliziesche, le irruzioni dei tuoi miliziani in tranquilli bar di paese, per terrorizzare la popolazione, ed infine, il fatto che i valligiani, considerati minoranza, non abbiano alcuna voce in capitolo sul loro futuro?

E peccato che i valligiani, gente comune trovatasi senza colpa nel mezzo delle vie di scorrimento della merce capitalistica e dei profitti, non sono gay o lesbiche, perché altrimenti, in quanto minoranza, questo sistema gli avrebbe riconosciuto una qualche tutela, un qualche diritto!

E’ questa la tua splendida democrazia liberale, Napolitano?

 

Napolitano pro-TAV blindato a Torino evita gli amministratori della Val di Susa di Eugenio Orsoultima modifica: 2012-03-06T12:41:00+01:00da derosse
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