Le vittime predestinate, l’invidia e il massacro sociale di Eugenio Orso

La Marcegaglia, rampolla di una famiglia di sfruttatori, corrotti e imbroglioni, più elegantemente definiti imprenditori, ha nuovamente insultato i lavoratori, sostenendo che il sindacato tutela assenteisti e ladri, e sottintendendo che dopo l’abolizione, o la neutralizzazione, dell’articolo 18 ci sarà mano libera per licenziare, per fare “piazza pulita” nelle aziende e creare altre centinaia di migliaia di disoccupati cronici.

Secondo Emma Marcegaglia, le multinazionali non verranno in Italia, regalandoci a piene mani investimenti e lavoro (è il loro scopo!), «finché non si è in grado di licenziare un fannullone».

Questo è ciò che vuole la vampira di Viale dell’Astronomia, perché le vittime designate per il massacro devono preventivamente essere criminalizzate, onde giustificare il massacro che è in arrivo e farne cadere la responsabilità interamente sulle loro spalle.

Le parole inequivocabili della Marcegaglia si combinano con la debole reazione dei sindacati collaborazionisti, disposti a qualsiasi compromesso pur di “restare a galla”, e si armonizzano con la “fermezza” dimostrata della ministra Fornero, che ha il compito di demolire integralmente le tutele dei lavoratori ed è disposta, per raggiungere l’obbiettivo in tempi brevi, ad andare avanti anche senza accordi con le parti sociali.

E’ chiaro che tali dichiarazioni annunciano un bagno di sangue senza precedenti per i dipendenti privati ed anche per quelli pubblici.

Libertà di licenziamento, eccezion fatta per i licenziamenti discriminatori in ossequio alle inutili “libertà” liberaldemocratiche (con le quali non si mangia), riforma peggiorativa o abolizione della cassa integrazione, per privare di ogni sostegno economico i licenziati, mantenimento ed estensione della precarietà sono gli obbiettivi non soltanto della Marcegaglia, ma anche della ministra Fornero e di Mario Monti, che devono rendere conto del loro operato al grande capitale finanziario, al servizio del quale operano.

Le vittime predestinate forse intuiscono di non avere più alcuna difesa, davanti al Libero Mercato che avanza, preda come sono del Salva-Italia e del Cresci-Italia di Monti, abbandonate al loro destino da tutti i cartelli elettorali e dai sindacati organici al sistema.

Il giubilo del giullare deforme Renato Brunetta e la sadica soddisfazione di Maurizio Sacconi, che hanno assicurato l’appoggio del PdL nella riforma del cosiddetto mercato del lavoro, è una prova che siamo giunti al rush finale.

A loro serve ancora un piccolo sforzo, senza incontrare particolari contrasti sindacali o opposizioni politiche (tutti sono stati preventivamente “comprati” dai padroni di Monti), e per i decenni a venire il volto del paese cambierà completamente, naturalmente in peggio: un tempo si sarebbe parlato di “brasilianizzazione” della società, con masse crescenti di poveri e poverissimi, disoccupati cronici, giovani senza futuro, tutti privi di assistenza e tutela, e un dieci per cento di benestanti e ricchi.

Questo è il risultato finale che si vuole ottenere su un piano sociale, al di là delle disgustose dichiarazioni propagandistiche con le quali si vorrebbe far credere che la finalità sono quelle di dare opportunità ai giovani e di favorire, con una maggiore flessibilità, un aumento generalizzato delle retribuzioni, per non parlare poi delle dichiarazioni menzognere di Napolitano, che agita la carota dell’afflusso di investimenti stranieri in Italia, a pioggia in conseguenza della “riforma” del lavoro.

Non ci sono organizzazioni politiche e sindacali, oggi, che fanno anche soltanto parzialmente gli interessi dei lavoratori dipendenti, ma anzi, tutti parteciperanno, in modo diretto (Monti, Fornero, Marcegaglia, eccetera) o vigliaccamente indiretto (Bonanni, Camusso, Pd, centristi, PdL, eccetera) al massacro che è alle porte.

Nel momento in cui Bonanni dichiara che l’articolo 18 antilicenziamenti, ultima frontiera dell’attacco al lavoro ed ultimo baluardo per milioni di lavoratori, necessita di un’ampia manutenzione, e la Camusso dichiara di non voler abbandonare il tavolo delle trattative, nonostante il governo tiri dritto per la sua strada, si comprende che costoro aspettano l’occasione buona per abbandonare i lavoratori al loro destino, ma senza scoprirsi troppo.

Anche i politici sostenitori dell’esecutivo Monti invocano la “manutenzione” dell’articolo antilicenziamenti ammessa dai sindacati gialli, infatti, Bersani in persona ha dichiarato che «se c’è da fare manutenzione all’articolo 18, facciamola».

Nonostante gli stragisti sociali e i loro complici abbiano già praticamente vinto, e la realizzazione della “riforma” del mercato del lavoro è solo questione di tempo, l’attacco propagandistico ai lavoratori, ai subalterni, ai poveri, combina la criminalizzazione preventiva delle vittime, che diventano tutte fannulloni, assenteisti e ladri, con la riprovazione davanti all’invidia sociale, perché ribellarsi davanti ai privilegi ingiusti, denunciare gli squilibri sociali, rifiutare il dominio incontrastato di sfruttatori (impresari, imprenditori decotti e disposti a tutto), parassiti (politici, sindacalisti gialli) e delinquenti (criminalità organizzata, agenzie di rating, “istituzioni” finanziarie e investitori), significherebbe invidiare gli altri, le loro fortune, il loro successo, ed assumere, quindi, comportamenti riprovevoli, moralmente censurabili, tipici di chi non ha autostima e capacità proprie.

L’opposto dell’invidia in tal caso non sarebbe tanto una benefica autostima, quanto la mitica coesione sociale, evocata dai valletti della classe globale che temono moti popolari destabilizzanti, e che nel concreto significherebbe, per le vittime, accettare con rassegnazione il massacro in arrivo, senza reagire o permettersi di far sentire la loro voce.

Il gioco è chiaro, perché non basta definire i lavoratori dipendenti, privati e pubblici, fannulloni, assenteisti e ladri, ma per colpevolizzarli oltre ogni limite, predisponendo il loro massacro, se osano rivendicare diritti come in passato e un trattamento non disumano, devono essere fatti passare per meschini che invidiano i “meritevoli” e i più fortunati.

Marcegaglia, Monti, Fornero, Marchionne sono sulla stessa linea, ed i Bonanni e le Camusso, che alla fine saranno disposti a qualsiasi compromesso per “riformare” il mercato del lavoro, rendendolo mercato degli schiavi, i Bersani, i Brunetta e i Sacconi, che alla fine appoggeranno in parlamento la “riforma”, in compagnia di una miriade di intellettuali-servi e di giornalisti-pennivendoli seguono a ruota.

Le vittime predestinate, l’invidia e il massacro sociale di Eugenio Orsoultima modifica: 2012-02-23T10:48:00+01:00da derosse
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3 pensieri su “Le vittime predestinate, l’invidia e il massacro sociale di Eugenio Orso

  1. Grazie Marco, il fatto è che le manipolazioni antropologico-culturali, l’idiotizzazione dei subalterni, la diffusione dei “precetti” neoliberisti a livello di massa, la criminalizzazione del lavoro e del dissenso sociale, hanno preparato il terreno per l’attacco finale alla sovranità degli stati e al “modello sociale europeo”, che secondo le ultime dichiarazioni dell’abbietto Draghi è ormai insostenibile. Non a caso lo stragista sociale Draghi ha parlato pubblicamente. Ciò annuncia il rush finale e la distruzione del futuro di molti paesi, in Europa, a partire dall’Italia.

    Saluti

    Eugenio Orso

  2. Pienamente solidali a tutti i vostri scritti pubblicati. La necessità di un coordinamento fra “resistenti” alla globalizzazione e al mondialismo è quantomai impellente ora che le evidenze del progetto sono talmente allarmanti da essere recepite anche dagli osservatori piu’ sonnolenti e politicamente corretti. La situazione è instabile e favolosamente epocale; ma grave, se non si riuscirà a convogliare in senso positivo il fermento in atto.

    Cordialmente
    HELMUT LEFTBUSTER

    http://aristocraziaduracruxiana.wordpress.com/2012/03/19/che-cosa-gliene-puo-fregare-a-chi-viene-dal-deserto-di-parchi-naturali-e-di-tutela-del-verde/

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