Ora gli Assassini stanno esagerando (versione estesa del 18 febbraio) di Eugenio Orso

Come dimostra la Grecia, spinta sull’orlo del baratro dagli usurai che controllano l’Unione Europea, la BCE e il FMI, come dimostra l’Italia, in cui un governo fantoccio vuole azzerare rapidamente le conquiste del lavoro anche senza un’intesa con le pur condiscendenti “parti sociali”, come dimostra l’”interesse” per il Portogallo, da ridurre assieme all’Italia nelle stesse condizioni della Grecia, gli Assassini, forti del fatto che non ci sono estese rivolte popolari e minacce reali al loro potere, stanno superando sé stessi, ed ora stanno esagerando.

Mai come oggi hanno giocato allo scoperto, senza neppure il bisogno di fingere astutamente, di nascondere e di temperare le loro azioni criminali, rivolte direttamente contro i popoli europei.

Altri 325 milioni di euro imposti alla Grecia come “risparmio”, attraverso il taglio delle pensioni e degli assegni alle famiglie con almeno quattro figli, non sono sopportabili.

Il fatto è che la Grecia non serve più all’élite di speculatori e cravattari che manovrano i vari Monti, Merkel, Schauble, e quindi può fallire dopo il massacro, senza che in ciò vi sia traccia, non dico di “fratellanza” fra i popoli europei, che non c’è mai stata, o di un progetto europeo comune, che è soltanto un’atroce presa in giro, ma di un fondo residuale di umanità.

Gli obbiettivi, stabiliti dal grande capitale finanziario (cioè dalla Global class) devono essere raggiunti in tempi brevi, se necessario senza ricorrere a mediazioni con le nazioni e i popoli assoggettati, e per questo le seconde schiere, a partire da quelle politiche, più esposte mediaticamente, possono anche essere sostituite quando non si mostrano in grado di eseguire gli ordini con la dovuta solerzia e con determinazione.

La sostituzione degli addetti politici ai vertici di stati e governi, in particolare, oggi avviene per le vie brevi, senza più bisogno di fingere il pieno rispetto della “legalità democratica”, e di attendere che si compia il rito delle elezioni.

Negli ultimi mesi, il “socialista” greco di terza generazione Papandreou, che aveva osato indire un referendum popolare per approvare le “misure” imposte alla Grecia dal Grande Cravattaro Globalista, è stato rapidamente sostituito dal “tecnico” Papademos, al vertice del FMI al discusso Strauss-Kahn colpito da uno scandalo sessuale nel maggio 2011, orchestrato ad arte in quel di New York, è subentrata la scialba Lagarde, all’”irregolare” Berlusconi (prono ma non troppo), costretto a dimettersi in forza di ricatto, di sopraggiunto isolamento e di paura, è succeduto l’affidabile iperliberista professor Monti.

Gli Assassini, da intendersi qui come i neodominanti della classe globale, potranno sacrificare i loro “addetti” politici ai vertici degli stati, o quelli a capo delle istituzioni sopranazionali, ma anche se cambieranno le seconde schiere, il leitmotiv non cambierà, le politiche applicate saranno sempre quelle corrispondenti alle strategie da loro decise, e così i tempi di attuazione delle manovre governative e delle controriforme.

Un capitalismo dai lineamenti curiosamente neofeudali, al quale serve sempre di meno la finzione liberaldemocratica per reggersi, consolida la sua presa sull’Europa e sull’occidente.

Ad esempio, la sintesi del programma che Monti, neodesignato valvassino in Italia, deve obbligatoriamente sviluppare nei dettagli e applicare integralmente in tempi brevi, senza curarsi degli effetti sul sistema produttivo del paese e sulla sua società, è contenuta nella lettera del 5 agosto 2011 del vertice BCE (documento “segreto” dell’uscente Trichet e dell’entrante Draghi) indirizzata all’allora esecutivo Berlusconi, poco propenso ad obbedire fino in fondo al comando neocapitalistico esterno.

Per esautorare Berlusconi non sono servite le elezioni, con la finzione dei programmi alternativi presentati da schieramenti politici in lizza, e tutto ciò va oltre l’evidenza.

Gli Assassini (la classe globale) e i loro squallidi, vili servi (Merkel, Schauble, Monti, Napolitano, Draghi, eccetera) sanno di poter continuare imperterriti, ed anzi, di poter accelerare il massacro sociale, perché non c’è sufficiente reazione popolare, non vi è ancora sufficiente violenza per le strade, i loro palazzi sono integri e non preda degli incendi, come dovrebbe essere, ma soprattutto nessuno li minaccia nelle tre sole cose che a loro (e ai loro vili servi) veramente interessano: la pelle, gli averi e i privilegi.

Non correndo alcun rischio, possono permettersi qualsiasi nefandezza, senza neppure diluire nel tempo le controriforme.

Perciò, i tagli sanguinosi alla spesa pubblica, che hanno fin da subito drammatiche conseguenze sociali, i tagli all’occupazione (non solo nel settore pubblico, perché la disoccupazione, come è noto, dilaga) e, nello specifico, quelli alle pensioni, si possono fare da un momento all’altro, anche senza agitare la carota illusoria (come si continua a fare pateticamente in Italia, ma ancora per poco) di un’improbabile “Crescita” neocapitalistica, che significa soltanto crescita dei valori finanziari creati con il nostro sangue.

Le uniche cose che cresceranno, oltre ai grandi patrimoni privati, sono povertà, schiavitù e disumanità: questa è L’Europa dell’Unione e dell’euro, questo è il Mercato, questa è la Globalizzazione economica e questa è la Liberaldemocrazia, anzi, la democrazia nell’unica forma oggi conosciuta, che garantisce i fittizi “diritti umani” e le “libertà economiche”, calpestando i diritti naturali degli uomini.

Una democrazia specchietto per le allodole, che può essere sospesa sine die in ogni momento, senza conseguenze di rilievo per il potere.

Come “impiegati di concetto” al servizio della morte, e come stragisti recidivi, Merkel, Monti, Draghi, Schauble (falco europeista al servizio della grande finanza) e lo stesso Sarközy, che pure è un poco cretino e va completamente a rimorchio delle banche francesi, stanno svolgendo con una certa solerzia il loro compito, e quindi la Grecia ridotta alla fame, sistemata a dovere, neutralizzata per non creare grossi fastidi al “sistema finanziario” destabilizzandolo, non è più il primo pensiero, e forse neppure il secondo: messo a sacco il paese, messe al riparo le banche che hanno sbolognato una parte significativa dei bond ellenici posseduti, lo stato greco può anche fallire e il popolo morire.

Stessa sorte toccherà ad Italia e Portogallo, prossimi candidati al massacro.

E dopo i paesi dell’area mediterranea, l’attacco si sposterà più a nord e saranno aggrediti anche i “capisaldi” dell’Unione Europea Monetaria.

Finanza, ricatto (debito pubblico come pretesto, shock economico), e saccheggio finale sono le parole chiave per comprendere l’attuale situazione europea.

Ma ora gli Assassini stanno esagerando, e diventa fin troppo chiaro anche agli stessi idiotizzati/ narcotizzati/ flessibilizzati (i quali reggono il sistema impedendo rivolte violente ed un possibile innesco rivoluzionario, le sole cose che potrebbero renderci un barlume di speranza), che l’unico risultato concreto di questo processo sarà un massacro generale, in termini occupazionali, produttivi, sociali, dal quale l’Europa non potrà più riprendersi.

Presi dall’entusiasmo, convinti di avere il controllo totale e di poter agire anche in futuro senza alcuna opposizione rilevante, ormai certi di essere al sicuro, gli Assassini e i loro servi stanno esagerando, sembrano non avere più limiti, nella loro azione criminale, come non li ha questo capitalismo.

Gli Assassini si sono convinti di poterci ridurre alla fame nel breve periodo, senza rischi, amplificando e velocizzando quegli shock economici che sono strumento di dominio.

Ma forse proprio da questa accelerazione del massacro, e dal sanguinoso esempio del caso greco che fa da “apripista”, potrà nascere una nuova consapevolezza della situazione fra le popolazioni europee, e la disperazione montante, la sopraggiunta consapevolezza di non avere, dentro questo sistema criminale, dentro le screditate istituzioni (liberal)democratiche, sotto il tallone dell’euro e del Mercato globale, alcuna chance di salvezza, potrebbe ricompattare interi popoli ed indurli a seguire la via della reazione violenta, utile per riattivare processi che si credevano ormai impossibili, “superati” dalla storia, retaggio di un passato che non ritornerà, come quello rivoluzionario.

Soltanto i rigori ai quali stiamo andando incontro potranno riattivare, in nuove forme, combattività di massa, coscienza sociale e spirito d’indipendenza nazionale.

Disoccupazione a vita, insufficienze gravi di reddito, esclusione dai benefici e dai consumi, difficoltà ad approvvigionarsi quotidianamente del cibo per la mera sopravvivenza, sono drammi che si vivono direttamente sulla propria pelle, e che non possono essere “mediati”, nascosti, edulcorati dalla televisione generalista e dai media di sistema.

Anche se riprenderanno le ondate migratorie verso il nord dell’Europa, per cercare un’occasione di vita decente dove ancora l’attacco finale globalista non è stato sferrato, queste non potranno risolvere il problema, ma soltanto rinviarne per un po’ la risoluzione.

Ora gli Assassini stanno esagerando, nel massacrare la Grecia abbandonata al suo destino dopo il saccheggio (non vi sarà il “sostegno” finanziario dell’Europa), e nel pianificare a stretto giro di posta il compimento del saccheggio di altri paesi, come l’Italia e il Portogallo, ma tutto ciò potrà essere utile per riattivare i meccanismi, positivi e salvifici, dell’Odio di Classe, della Vendetta e della Guerra Sociale.

Non più la lotta di classe otto-novecentesca, neutralizzata progressivamente dall’economicizzazione del conflitto (fino a renderlo del tutto interno al capitalismo, in un ottica socialdemocratica), ma un nuovo conflitto verticale più sanguinoso in procinto di scoppiare, aggravandosi rapidamente la situazione.

Un conflitto verticale che non farà prigionieri e che è bene chiamare fin d’ora Guerra Sociale di Liberazione.

Un conflitto che consentirà di riappropriarsi di un bene prezioso ed insostituibile, per poter uscire dal tunnel: la sovranità nazionale, politica e monetaria.

Non sarà una guerra civile come quelle del passato, perché loro (gli Assassini, la classe globale con i suoi servi) non appartengono alle nostre società civili, non sono legati alla nazione, alle sue tradizioni, ed hanno reciso definitivamente i legami con le popolazioni e con i territori che controllano.

Altra strada non c’è e non ci sarà, perché non si potrà tornare in modo pacifico alla stagione del welfare, al neokeynesianesimo, alla promozione sociale, che hanno caratterizzato la fase finale del capitalismo del secondo millennio, per assenza totale, al di là delle dichiarazioni ufficiali di certi governi e amministrazioni che lasciano il tempo che trovano, finalizzate come sono a mantenere il consenso, di una precisa volontà politica in tal senso.

Del resto, è ormai chiaro che le amministrazioni federali americane (la precedente e l’attuale), nonché i governi dell’Europa unionista, fin dall’esplosione della crisi indotta dai subprime, hanno operato per salvare le banche e non le società e i popoli, senza sognarsi di limitare l’autonomia e la superiorità di cui godono Mercati & Investitori, mettendole concretamente in discussione.

Inoltre, l’”economia sociale di mercato”, il “capitalismo compassionevole”, la “responsabilità sociale dell’impresa”, inventati dai galoppini della classe globale (sedicenti esperti di economia, giornalisti, centri studi di sindacati e di altre organizzazioni) e diffusi abbondantemente dai media, non rappresentano reali correttivi all’ultraliberismo, al mercato selvaggio, alla superiorità della finanza sulla produzione e sul sociale, ma soltanto baggianate, prese in giro per i gonzi, vuoti slogan propagandistici che servono per nascondere la realtà di questo capitalismo.

Si conteranno i morti, alla fine della Guerra Sociale di Liberazione, a decine o a centinaia di migliaia?

Forse, perché non moriranno soltanto gli Assassini dominanti e i loro valletti, nella liberazione dei paesi dal giogo globalista, ma anche molti di noi.

Tanto peggio, tanto meglio, se non resterà altro per liberarsi dalla stretta mortale del Nuovo Capitalismo.

Almeno in ciò possiamo ancora sperare.

Ora gli Assassini stanno esagerando (versione estesa del 18 febbraio) di Eugenio Orsoultima modifica: 2012-02-20T11:11:09+01:00da derosse
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