Il Quisling, Il nostro agente all’Avana e il Proconsole di Eugenio Orso

Mentre l’attacco globalista all’Italia si intensificava fino allo sfondamento finale del fronte, e Berlusconi se ne stava nell’ultima ridotta prima di essere costretto a cedere, c’è stata qualche blanda manifestazione, degli Indignati italiani, della Fiom, addirittura dell’amebico Pd.

Perché queste cose inutili? Si capirà qualcosa soltanto quando sarà troppo tardi per reagire? O forse mai? O forse è comodo fare queste cose tanto per mondarsi la coscienza e dire “qualcosa, seppure di blando e inefficace, abbiamo fatto anche noi”?

Il potere globalista è confortato dal fatto che l’unica, debole e confusa protesta testimoniale è quella degli Indignati di ogni ordine e grado … e che soprattutto è pacifica, democratica.

Queste manifestazioni, con volantini, striscioni srotolati, stanchi slogan, palloncini colorati e bambini sulle spalle sono quanto meno inutili – perché non ottengono alcun effetto concreto, se non dannose perché allontanano nel tempo la prospettiva di una vera lotta politica e sociale.

Intanto il Nemico Principale continua a massacrarci, a portare a compimento i suoi piani per saccheggiare l’Italia dopo averla posta sotto ferreo controllo.

 “Il nostro agente all’Avana”, Giorgio Napolitano, al servizio a tempo pieno della classe globale, nomina in fretta e furia Mario Monti, “dipendente” di alto profilo dei globalisti destinato a diventare Il futuro Quisling, senatore a vita della repubblica, mentre l’ultimo ma non ultimo del terzetto, peggiore degli altri due, a nome Mario Draghi, invia gli ordini dalla sua postazione esterna, cioè direttamente dal vertice di quella organizzazione criminale globalista che è la BCE.

L’unico accenno di resistenza, per quanto insufficiente, confuso e largamente inconsapevole – prima del cedimento completo del fronte italiano, è stato quello del tanto vituperato e demonizzato Blocco Nero, a Roma il 15 ottobre u.s., che ha cercato di trasformare il corteo di pecorelle belanti degli Indignati, destinate alla tosatura o al macello, in una carica di tori Miura che è più problematico condurre al macello senza correre rischi.

L’Italia, paese commissariato fin dalle vicende dell’intervento NATO in Libia, è oggi un paese sconfitto e completamente occupato dai collaborazionisti del Nemico Principale (la Global class finanziaria deterritorializzata), i quali governeranno la penisola autoritariamente dopo il golpe per suo conto.

Le elezioni sono state rinviate sine die, a dimostrazione che dopo la sconfitta c’è stato il golpe, e che le consultazioni popolari – vitali per la democrazia, come si è fatto astutamente  credere fino ad ora, si devono evitare a qualsiasi costo, quando in gioco ci sono gli interessi della classe dominante e scelte politico-strategiche che incideranno sul futuro di intero paese.

Qualche spiritoso ha detto, a tale riguardo, che non si invitano i tacchini al pranzo di Natale … quindi niente elezioni, perché se i dominanti vogliono la democrazia può funzionare ad intermittenza.

La politica estera nazionale, fin dall’intervento NATO in Libia che ha obbligatoriamente coinvolto anche l’italietta berlusconiana, è stata affidata alla NATO e agli USA.

L’attacco finale all’Italia – paese europeo “indisciplinato” con Berlusconi al governo, ma soprattutto non ancora del tutto uniformato al modello neocapitalistico ultraliberista, è stato condotto dall’esterno e dall’interno, profittando di ogni occasione, utilizzando a tale scopo (1) governanti di paesi europei asserviti ai nuovi dominanti capitalistici (Merkel, Sarkozy che sorridono ambiguamente davanti alle telecamere, Cameron che parla contro l’Italia alla camera dei comuni britannica), (2) gli organi della mondializzazione (BCE, FMI, Commissione europide, eccetera), ed ultima, ma non ultima, (3) la Speculazione finanziaria vero motore dei Mercati e vero volto degli Investitori, nonché i collaborazionisti locali, le quinte colonne interne che dai grandi speculatori dipendono.

I paracadutisti, lanciati poco prima della conclusione delle operazioni militari contro di noi, erano ispettori del FMI e della BCE incaricati di spulciare i conti pubblici …

L’intervento NATO, con o senza bombe intelligenti, non è stato necessario, quindi, perché sono state scelte altre strade, forse più subdole, ma alla lunga altrettanto sanguinose, per raggiungere l’obbiettivo …

Si è trasformato un paese solvibile e la terza potenza manifatturiera d’Europa, pur con un rilevante volume di debito pubblico, in uno staterello prossimo al temuto default che mette a rischio la sopravvivenza di quello strumento di morte che è l’euro, a dimostrazione che nell’economia finanziaria dominante c’è ben poco di razionale, di impersonale, di “automatico”, ma tutto è politico, irrazionale, soggetto agli appetiti e alle voglie della classe dominante neocapitalistica.

Dopo l’ultimo, massiccio attacco che ha operato lo sfondamento definitivo del fronte, il locale Batista, cioè Berlusconi, sta lasciando il palazzo non senza mettere la golden share sul Quisling Monti (forse per limitare i danni personali e patrimoniali e “salvarsi la vita”) e fra un po’ – non è da escludere, se ne scapperà da qualche altra parte, nel mondo.

Ma qui non c’è un novello Fidel pronto a far trionfare la rivoluzione, dopo l’abbandono di Batista-Berlusconi …

Il Quisling (Mario Monti), “Il nostro agente all’Avana” (Giorgio Napolitano) e il Proconsole (Draghi), con l’appoggio dei mercenari politici (liberal)democratici locali disposti a vendersi al Potere Globalista (PdL, Pd, SEL, eccetera), ci massacreranno e devasteranno l’intero paese, da nord a sud, lasciando soltanto le macerie alle generazioni future.

Le piccole tacche della politica ufficiale degradata – Bersani, Alfano, Vendola, eccetera, squittiscono impotenti davanti allo spietato Potere della Global class e sicuramente faranno professione di fede, abbassando il capo davanti al direttorio voluto da Mercati & Investitori, accettando le peggiori controriforme del Quisling Monti, agevolate da “Il nostro uomo agente all’Avana” Napolitano e avallate dal Proconsole Draghi , che invierà non pochi “suggerimenti” ai suoi compari per massacrare le “classi subalterne” ed estrarre quante più risorse possibile dalla penisola.

Fine della contrattazione nazionale per rinnovare i contratti di lavoro, o svuotamento della stessa, innalzamento dell’età pensionabile prima fino a 67 anni e poi (perché no?) fino ai 70, intangibilità dei grandi capitali finanziari e maggior tolleranza per l’evasione fiscale, stretta sugli enti locali per costringerli a vendere ai privati tutte le loro partecipazioni in società che gestiscono servizi privatizzabili (quanti posti di lavoro in meno?), trattamento degli statali come è avvenuto in Grecia, patrimoniale sì, ma sulla prima casa, e/o sui conti correnti e i depositi bancari e postali dei poveretti, per ridurli ancor di più alla fame.

Se Berlusconi è oggi accusato di aver fatto odiare agli italiani l’Europa (non quella vera, ma quella finanziario-monetaria dei globalisti), è improbabile che un nuovo “amore” scoppierà dopo le sanguinose controriforme del Quisling, supportato da “Il nostro agente all’Avana” e dal Proconsole.

E allora, a che servirà manifestare “pacificamente” in queste condizioni? Si manifesterà anche per richiedere le elezioni politiche, che occupatori e collaborazionisti non concedono? A che servirà se le manifestazioni saranno come quelle del passato?

Il pacifismo strumentale (una sorta di ghandismo senza Ghandi destoricizzato e usato propagandisticamente), il culto insano della democrazia liberale e l’idiotizzazione di massa sono strumenti dominazione neocapitalistici, e come tali i nuovi resistenti dovranno provvedere a distruggerli.

Se non ci sarà una lotta dura e diffusa in questo paese occupato, una nuova resistenza clandestina, state pure certi che dello stato sociale non rimarrà neppure l’ombra e la crisi la pagheranno interamente i lavoratori resi schiavi … altro che inutili presidi pacifisti e “politicamente corretti”!

Ah, quasi dimenticavo! Nel bel romanzo di Greene del ’58, dal titolo “Il nostro agente all’Avana”, il protagonista scherzava col fuoco e inviava false notizie ai servizi segreti britannici, Vidkun Quisling, che reggeva la Norvegia occupata per conto di Hitler è stato giustiziato nell’ottobre del 1945, Proconsole della Gallia Cisalpina è stato quel Giulio Cesare assassinato a colpi di pugnale durante le idi di marzo del 44 a.C. Almeno questo sarà di buon auspicio?

 

Il Quisling, Il nostro agente all’Avana e il Proconsole di Eugenio Orsoultima modifica: 2011-11-11T13:04:00+01:00da derosse
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