Berlusconi, l’euro e i paladini della moneta unica di Eugenio Orso

Molta la carne al fuoco, negli ultimi giorni.

Gli eventi sembrano precipitare rapidamente, e fra un po’ la carne al fuoco sarà proprio quella degli italiani.

Berlusconi non rinuncia a fare il riottoso, davanti ai soliti poteri forti che ne osservano le mosse e lo tengono sotto tiro (per sostituirlo con una loro marionetta più disciplinata), e dinanzi ad una platea di imprenditori, in occasione degli stati generali del commercio estero all’Eur, ci è ricascato, facendoci sapere (come se non lo sapessimo già) che è in corso un attacco all’euro perché si tratta di una moneta che non ha convinto nessuno.

Il Cavaliere rincara la dose – in un disperato tentativo di rimontare la china del consenso, sostenendo che l’euro è la strana moneta di un gruppo di paesi (l’Europa dell’Unione Monetaria) che però non dispone di un vero stato, di un governo comune e di una banca come si deve, di riferimento e di garanzia.

Argomentazioni, quelle di Berlusconi, superficiali e meramente propagandistico-elettorali – come pare evidente conoscendolo, ma che suscitano scandalo perché violano quello che diventa il tabù dei tabù: la partecipazione a tutti i costi dell’Italia, anche davanti all’evidenza del massacro sociale, all’Europa maligna dell’euro e la completa soggezione alla dominazione globalista.

Attaccato da più parti per ciò che ha dichiarato pubblicamente, il Cavaliere in bilico privo di coraggio ha fatto subito marcia indietro, sostenendo che le sue dichiarazioni sono state come il solito mal interpretate, e che l’euro è la nostra bandiera.

In effetti, i difensori dell’euro santificato – la cui introduzione nella circolazione effettiva lo stesso Berlusconi ha permesso e avallato, nella politica ufficiale sono numerosi come le mosche su un corpo putrefatto, e nessuna “voce fuori del coro” è a lungo tollerata.

Perciò, le marce indietro sono inevitabili, se si ha poca dignità personale, se non si hanno solidi ideali, ma soltanto secondi fini, e si vuole semplicemente continuare a mantenere il proprio posto “al sole”.

Lo spettacolo che offre il regime liberaldemocratico, in un momento topico per il paese, è scopertamente disgustoso, a partire dallo stesso Berlusconi della critica improvvisata all’euro, fino ad arrivare agli esponenti “dell’opposizione” parlamentare che sostiene l’euro, e persino ad ex presidenti della repubblica, presumibilmente rincoglioniti, ma comunque dediti alla propaganda per conto della classe globale trionfante.

L’euro non si tocca, L’Europa monetaria è intangibile, e a loro non ci si può ribellare, anche se stanno falcidiando come mitragliatici di grosso calibro interi popoli europei, perché questa è la voluntas dei, cioè la volontà degli dei globali che gli officianti della politica nazionale e ufficiale – tutti, senza eccezione alcuna, servono diligentemente.

Infatti, la peggior burocrazia politica pidiina pronta a mettersi al servizio dei globalisti ha approfittato della ghiotta occasione ed è insorta contro Berlusconi, tacciandolo di irresponsabilità (la supponente ed inutile Anna Finocchiaro), accusandolo di far danni (che Berlusconi fa regolarmente, ma in tal caso soprattutto, secondo Stefano Fassina), od anche, come ci informa l’Ansa, intimandogli un “giù le mani” dal prezioso euro (lo strisciate Enrico Letta, nipotino di Gianni, diversamente schierato rispetto al potente zione).

Persino Ciampi, vuotissimo e retorico presidente della repubblica prima di Napolitano, ex di Bankitalia al quale Mario Draghi telefona “affettuosamente”, lancia il suo monito per difendere la moneta unica, che poi è la solita minaccia di guai ben peggiori per l’Italia in assenza dell’euro.

Segno che alla vecchia politica della carota e del bastone i globalisti hanno sostituito quella dell’alternativa fra un bastone ed un’altro ancor più grosso e nodoso, che può calare sulle nostre schiene in ogni momento.

L’euro diventa almeno quanto il Libero Mercato “mistero della fede”, nella propaganda di questi sciagurati servi della Global class (pidiini o nonagenari ex presidenti che siano), e dopo di lui o senza di lui ci toccherà il diluvio …

Volendo restare scherzosamente su un piano mistico-religioso – ma non troppo celiando, data la serrata propaganda pro-euro e pro-mercato di questi giorni per plebi credulone e sanfediste, i due dogmi intangibili della fede ultraliberista in Europa si stanno trasformando, per tutti noi, nelle due bestie, uscite dal mare e dalla terra, delle Apocalissi di Giovanni.

Tutto questo in molti cominciano ad intuirlo, dopo un lungo sonno idiotizzante a base di “Unione Europea e euro”, “sfide del Libero Mercato”, “rischi ma anche opportunità”, “attrezzarsi per affrontare la competizione globale”, priorità da dare alla “Crescita”, “flessibilità del mercato del lavoro”, eccetera, eccetera.

Ma purtroppo, come ha detto Hegel, non tutto ciò che e noto (o dovrebbe ormai esserlo) è anche conosciuto, e l’inizio di un risveglio non significa il raggiungimento della piena consapevolezza.

Idiotizzazione e flessibilizzazione dei popoli, finanza e moneta, sono la trimurti del Nuovo Capitalismo, e i suoi officianti lo sanno, o almeno lo intuiscono.

Quindi il maligno euro va difeso ad ogni costo, i soldi devono essere erogati alle banche ed alle istituzioni finanziarie, e la popolazione deve essere narcotizzata, resa “flessibile” per un lavoro sempre più schiavo, e trasformata in un branco (gestibile) di idioti sociali.

Tornando all’Italia ed al suo miserabile regime liberaldemocratico, mentre i pidiini attaccano Berlusconi, colpevole di aver messo in discussione, sia pur blandamente e solo a parole, San Euro, l’amministrazione federale americana, per bocca di Barack Obama, pungola ipocritamente l’Europa (dopo che gli USA ci hanno scaricato una buona parte del peso della crisi addosso) ad intervenire il più velocemente possibile per risolvere i suoi guai, la Cina globalista non è d’accordo sugli interventi per sostenere l’eurozona (che affondi pure l’Europa!), lo spread dei BTP decennali con il Bund torna ad alzarsi, e con lui la spesa per interessi dello stato italiano.

In una recente simulazione della Cgia di Mestre si dimostra che se i licenziamenti selvaggi per motivi di crisi economica (contemplati nella lettera d’intenti di Berlusconi ai potentati globalisti europidi) fossero stati possibili fin dall’inizio della crisi globale, il tasso di disoccupazione sarebbe aumentato esponenzialmente, mantenendosi stabilmente a due cifre, ma il nemico giurato dei lavoratori Maurizio Sacconi, ministro del lavoro e del welfare, difende i licenziamenti selvaggi ignorando lo Statuto dei Lavoratori, e diffonde la solita favoletta che così facendo si vogliono creare le condizioni per la crescita delle imprese … e dell’occupazione!

Perciò, il vero problema non è che l’euro non ha convinto nessuno (“caro” Berlusconi, che poi ti rimangi ciò che dici!), ma è che la moneta unica rivela oggi la sua vera funzione, e cioè quella di strumento di dominazione e di esproprio neocapitalistico, riducendo all’impotenza stati, popoli e nazioni.

Berlusconi, l’euro e i paladini della moneta unica di Eugenio Orsoultima modifica: 2011-10-30T10:05:46+01:00da derosse
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