La lettera globale di Eugenio Orso

In letteratura ci sono racconti e romanzi che riguardano le missive scritte da qualche personaggio di fantasia, lettere che contengono segreti più o meno imbarazzanti, e narrano di storie individuali o di veri e propri drammi esistenziali.

Dalla lettera rubata di Edgar Allan Poe del 1845 alla più romantica lettera di una sconosciuta di Stefan Zweig del 1922, tanto per ricordarne un paio di molto celebri.

Ma ci sono missive che non sono il frutto della fantasia di scrittori, romanzieri e autori di novelle, e che hanno un rilievo politico, economico e sociale importante – in certi casi devastante, per molti milioni di uomini.

Questo è il caso della lettera “riservata” pubblicata oggi, giovedì 29 settembre 2011, dal Corriere della Sera in primo piano a pagina 3, scritta da Jean-Claude Trichet, attuale presidente della BCE, e dal futuro presidente della stessa Mario Draghi.

La lettera è di data 5 agosto del corrente anno, è rivolta al governo italiano, e non è di certo una lettera rubata e ritrovata in seguito in un luogo ovvio e visibile, o scritta da emeriti sconosciuti.

Anzi, il fatto che il Corriere l’abbia pubblicata integralmente (a quanto sembra), rivela che qualcuno ha voluto che se ne divulgasse il contenuto, in un momento critico, con la tendenza a diventare drammatico, della storia d’Italia, e di grande difficoltà per buona parte dell’Europa.

Siamo alla svolta storica che imporrà il completo dominio della Global class sull’Europa, attraverso gli organismi sopranazionali appositi – BCE, Unione Europea, Commissione, che hanno la stessa funzione ad un livello continentale, in linea di massima, dei più “antichi” FMI e Banca Mondiale.

Trichet e Draghi non sono altro che mercenari-agenti della nuova classe dominante, che attraverso l’euro e il debito degli stati plasma l’Europa sulla base dei suoi interessi privati, opposti rispetto a quelli della stragrande maggioranza della popolazione e contrari a qualsiasi forma di Etica.

In questa lettera, da qualcuno definita senza mezzi termini un diktat, i due proconsoli europei degli alti livelli globalisti, che poi sono quelli che decidono le sorti dei popoli del continente, mettono al riparo i grandi capitali e l’evasione fiscale (soprattutto quella espressa dagli stessi grandi capitali), e impongono misure anti-sociali, chiamate ironicamente “riforme”, che se attuate integralmente massacrerebbero i quattro quinti della popolazione italiana.

Il primo gruppo di misure, al punto 1, riguarda il feticcio ultra-liberista della “crescita” economica, che deve essere spinta ai massimi livelli, costi quel che costi.

Ed ecco che l’aumento della concorrenza, soprattutto nei servizi, e il “ridisegno” dei sistemi fiscali e regolatori al solo fine della competitività delle imprese diventano assolutamente prioritari su qualsiasi altra esigenza.

Per ottenere tale risultato, attraverso le spietate contro-riforme proposte dai due pericolosi criminali sociali globalisti Trichet e Draghi – in confronto ai quali chi ha architettato l’11 settembre fa la figura di una mammoletta, è necessario liberalizzare tutti i servizi pubblici locali (dall’acqua ai trasporti urbani) svendendoli ai vampiri del capitale privato, Marcegaglia e soci compresi, liberalizzare le professioni, in modo che siano fuori controllo e libere di esplicare effetti negativi per la collettività, distruggere il contratto collettivo nazionale di lavoro (e con esso le garanzie residue per i lavoratori stabili) privilegiando i livelli di contrattazione in cui il lavoratore è più debole ed esposto ad ogni sorta di ricatto, e imporre la libertà di licenziamento indiscriminato per flessibilizzare definitivamente il fattore-lavoro (con la diffusione dei lavoratori-schiavi dopo le abbondanti iniezioni di precarietà lavorativa nel sistema).

Il secondo gruppo di misure da imporre all’Italia, secondo la terribile visione globalista del mondo e il progetto demiurgico della classe globale, riguarda invece “la sostenibilità delle finanze pubbliche”, come è scritto chiaro nella missiva.

In tal caso, non si fa alcuna menzione all’equità del sistema fiscale, alla necessità di combattere concretamente l’evasione fiscale, e all’imposizione di una patrimoniale sui grandi patrimoni, ma si punta direttamente sui tagli di spesa.

Il pareggio di bilancio dovrà essere ottenuto nel 2013 attraverso due grandi contro-riforme, penalizzanti fino alla tortura per milioni di italiani, che però assicurerebbero tagli consistenti alla spesa pubblica.

Si vuole colpire al cuore il sistema pensionistico, a partire dalle pensioni di anzianità, nonché l’elemento femminile, “ottenendo dei risparmi già nel 2012”.

Si punta, nei tagli draconiani ed indiscriminati previsti per la spesa pubblica, ad una riduzione dei costi relativi all’impiego pubblico, agendo sul turnover e prospettando una soluzione “greca”, cioè riducendo gli stipendi (peraltro già congelati, nella penisola) ai dipendenti pubblici.

Se nella sciagurata visione ultra-liberista l’Italia può essere concepita come un’azienda (l’Azienda Italia, con una brutta espressione cara a pagliacci simil-liberisti come Berlusconi), anche qui, esattamente come accade nel privato preso a modello, gli effetti della crisi si devono scaricare sulla parte più debole, cioè sui lavoratori dipendenti, mantenendo a qualsiasi prezzo sociale ed umano i ritmi di crescita dei profitti e soprattutto quelli della creazione finanziaria, azionaria e borsistica del valore.

Non sfugge la particolare vigliaccheria dei mercenari-assassini Trichet e Draghi, considerando la sostanza anti-Etica ed anti-sociale di queste misure e i danni che produrranno nell’esistenza quotidiana di decine di milioni di italiani, ma si tratta di contro-riforme comunque in linea con i grandi interessi privati della Global class, che intende “normalizzare” rapidamente l’Europa.

Tutto ciò rientra perfettamente nelle logiche e nelle dinamiche del Nuovo Capitalismo Finanziarizzato del terzo millennio, e la lettera globale dei due proconsoli europei non potrebbe avere contenuti diversi.

Se il mondo deve essere trasformato integralmente in grande campo di concentramento dei popoli, al servizio degli sfruttamenti neocapitalistici più selvaggi ed abbietti, tanto vale agire in fretta sui paesi (ex)ricchi, per “liberare risorse” a vantaggio della grande speculazione, per far capire chi comanda – oggi è sufficiente l’uso abbondante del bastone, in quanto la carota non serve più – e per piegare le residue resistenze politiche e sociali all’interno dei singoli stati nazionali, già abbondantemente indeboliti.

I pagliacci di governo e quelli dell’opposizione ufficiale, in Italia, obbediranno sempre agli ordini dei Veri Padroni, fino a massacrare il loro popolo, dal quale vivono sempre più separati grazie ai privilegi concessigli, in quanto utili sub-dominanti che al livello più basso devono realizzare le contro-riforme e gli espropri, mentre la popolazione, o almeno quella parte che è ancora sana e minimamente consapevole, sembra non reagire, o se accenna ad una reazione lo fa in modo blando e totalmente inefficace, attraverso organizzazioni (sindacali, politiche) comunque interne al sistema e compromesse con il potere dominate.

Prepariamoci al peggio, quindi, conservando almeno la speranza che il peggio, la miseria, lo sfruttamento, le nuove forme di schiavitù e la spietata tirannia dei globalisti, inneschino una reazione generalizzata degna di questo nome, riattivando in pieno, nel corpo sociale attualmente “in sonno”, i sacrosanti e salvifici meccanismi dell’Odio e della Vendetta Sociale, disumanizzando nella lotta che non potrà non essere violenta un nemico spietato e inumano, che vuole ridurci in completa schiavitù oppure sterminarci tutti, se ne avrà la convenienza.

La lettera globale di Eugenio Orsoultima modifica: 2011-09-29T12:16:00+02:00da derosse
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