Vermi leghisti ed altra immondizia di Eugenio Orso

In questo inizio di millennio i vermi della putrefazione pullulano.

Si sta disgregando il vecchio ordine sociale, e con esso il modo storico di produzione del capitalismo del secondo millennio, e un nuovo ordine sociale aderente al nuovo capitalismo finanziarizzato fra capolino fra le macerie.

Questo è il momento del caos, dell’instabilità, dell’incertezza angosciante sul piano collettivo ed anche su quello individuale.

Ma è anche il momento in cui la putrefazione delle vecchie strutture sociali e del vecchio capitalismo produce i suoi vermi, come un cadavere in decomposizione a cielo aperto.

In questo ordine di idee, per quanto la cosa possa sembrare a taluni sgradevole o almeno “politicamente non corretta”, bisogna inquadrare il problema leghista-separatista, che potrà affliggere l’Italia nel prossimo futuro.

Quando parliamo di Lega non dobbiamo mai dimenticare che siamo di fronte ad un partito del tutto interno – come abbiamo avuto modo di constatare da molti anni a questa parte, all’indebolito sistema politico liberaldemocratico, prono davanti al feticcio globalista dell’Euro e addirittura parte del governo dell’Italia, e non certo davanti ad una forza “illibata”, antagonista ed alternativa.

I nepotismi, il degrado, la corruzione e la meschina piccolezza che riscontriamo ogni giorno in relazione agli altri partiti sistemici, di governo ed opposizione, riguardano in toto anche la Lega, e sarebbe fin troppo scontato richiamare alcuni episodi di corruzione che hanno interessato esponenti leghisti (quello che vendeva a caro prezzo permessi di soggiorno falsi agli immigrati, ad esempio) o i privilegi e i dodicimila euro mensili assicurati alla Trota di Bossi, un ritardato mentale generato dal caporione padano prima dell’ictus e suo probabile successore, anche contro la volontà dei “popoli padani”.

Dopo essersi ben sistemato con il pedofilo-mafioso di Arcore al governo, dopo aver tenuto per le palle lo stesso imponendogli (e imponendo a questo disgraziato paese) il costoso federalismo propagandistico-fiscale, dopo aver avallato le politiche socialmente più criminali e distruttive e votato leggi ad personam per salvarlo dalle conseguenze penali e civili delle sue azioni, Bossi Boccastorta, sempre più arrogante, insultante ed odioso, rilancia per l’ultima mano da quel di Venezia, in un “o la va o la spacca” determinato dal calo di consensi, la secessione padana per referendum.

In conclusione della tre giorni dal Monviso a Venezia, con tanto di grottesco battesimo rituale utilizzando l’acqua del grande fiume (il Po), questo è stato l’ennesimo “regalo” di Bossi ad un paese che sta affondando anche per colpa sua.

Le cosiddette forze dell’ordine che dipendono dal leghista Maroni agli interni hanno persino represso con l’uso della violenza una sacrosanta (ed autorizzata!) manifestazione di giovani anti-leghisti, e il ministro della repubblica Maroni le ha ringraziate, perché “hanno dato una lezione a questi delinquenti”, mentre quello che formalmente è un altro ministro della repubblica, Bossi Boccastorta, si è accodato al suo complice Berlusconi, che di recente ha definito l’Italia un paese di merda (pur governandolo lui da anni), parlando di “schifo di paese” e sostenendo che si sta perdendo la democrazia, che è tornato il fascismo sotto altri nomi … e perciò ci vuole la secessione.

Ma i nuovi nomi del (presunto) fascismo non potrebbero essere leghismo e berlusconismo?

Chi ha retto il governo del paese in questi ultimi anni, e chi ha mantenuto in piedi ad ogni prezzo Berlusconi, con i suoi guai giudiziari da scansare a qualsiasi costo?

Chi ha chinato il capo davanti alle imposizioni degli organismi europei (ed internazionali) globalisti, per regalarci la finanziaria assassina di Tremonti, di dimensioni catastrofiche, che massacrerà buona parte del paese?

E chi è, dunque, il responsabile di una situazione tanto degradata che spingerebbe il nord alla secessione?

Bossi stesso, in prima persona, attorniato dalla sua combriccola di farabutti, vigliacchi e imbroglioni politici, più nota come il “cerchio magico”.

Appare chiaro che le sparate veneziane dell’anziano caporione regionalista-separatista colpito da ictus altro scopo non hanno che quello di imbonire i suoi “bruti padani”, con l’ennesima balla, che questa volta, però, è anche quella più pericolosa.

Stiamo arrivando al dunque?

Il sistema politico liberaldemocratico italiano, in cui la costituzione formale è sempre più inapplicata, calpestata, aggirata a beneficio di una costituzione materiale imposta dai globalisti, sta per collassare su sé stesso e su di noi?

A differenza di quanti credono che quelle di Bossi siano sempre e soltanto balle alle quali mai seguiranno i fatti, e che quindi si tratta di sparate innocue, per quanto spiacevoli e censurabili, io credo che con lo scollamento progressivo della società italiana, le iniquità crescenti, l’illegalità, la corruzione e la prevaricazione che stanno raggiungendo picchi storici, potrebbe innescarsi un rapido processo dissolutivo, in cui le “sparate” bossiane non saranno più soltanto tali, ad uso e consumo di un elettorato feroce, bastardo, ignorante, egoista e razzista, ma potrebbero trasformarsi in una cupa profezia, che i tempi a venire s’incaricheranno, purtroppo, di confermare.

Perciò, anche se ciò che ha detto Bossi a Venezia può sembrare normale in un sistema degradato e “rotto a tutte le esperienze” di corruzione e di malaffare come quello italiano, un ministro di una repubblica unitaria che invoca la secessione dovrebbe essere non soltanto destituito, ma anche arrestato, assieme ai suoi complici, e il suo cartello elettorale messo fuorilegge.

Ciò potrebbe accadere alla presenza di uno stato e un governo autorevoli e veramente indipendenti, ma visto che stati e governi sono simulacri nelle mani della classe globale, che impone le manovre finanziarie e gli espropri di risorse, ed in particolare lo è il governo italiano, guidato da Berlusconi, un cialtrone e imbroglione politico della fatta di Umberto Bossi può e potrà spingersi fino a proclamare il referendum per la separazione della “padania” dall’Italia, restandosene comodamente seduto su una poltrona ministeriale in quella che lui stesso ha definito “Roma ladrona”.

Siamo all’assurdo?

Peggio, perché questi sono gli effetti della decomposizione sistemica in uno stadio ormai avanzato, anzi, questi sono gli autentici vermi della putrefazione.

Vermi leghisti ed altra immondizia di Eugenio Orsoultima modifica: 2011-09-19T17:49:00+02:00da derosse
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