Comunismo individualistico post sovietico di Stefano D’Andrea

 

 

Comunismo individualistico post sovietico

stefano.dandreaon June 16, 2011 Leave a Comment

di Stefano D’Andrea

Comunismo individualistico.* Contraddizione in termini. Non resistenza o sforzo di rinascita bensì Residuo 

Materiale da scarto. Epilogo di sconfitta. Fondo di depressione. Morale fanciullesca:

giusto il debito, giusto il consumo; giusta la pubblicità, giusta talvolta la guerra di aggressione. Ma per un mondo più buono giusto libero e pulito

Continuità nominale. Discontinuità assoluta. Salto della quaglia. Mutamento antropologico.

Inversione della scala di valori. Soluzione di comodo. Gioco per bambini. Pensiero critico dell’adattato.

Ipocrisia. Contraddizione in termini. Nulla

*Comunismo individualistico post sovietico è formula della quale sono debitore a Eugenio Orso

http://www.appelloalpopolo.it/?p=3818

 

Mio commento:

Ringrazio Stefano D’Andrea per la citazione.

Se posso brevemente precisare, le nuove forme assunte dal comunismo, dopo il collasso sovietico e l’avvento del neoliberismo finanziarizzato globalista, sono essenzialmente tre, che espongo di seguito in un ordine cronologico:

1) Il “comunismo individualistico” postsovietico (quello al quale fa riferimento D’Andrea), in Italia rappresentato dal SEL di Vendola, o almeno da significative componenti di questa formazione politica, che trova la sua origine nel “crepuscolo bertinottiano” di rifondazione. Il comunismo qui definito individualistico, con un’espressione dal vago sapore aporetico, non è certo nato quando è iniziata la deriva bertinottiana di RC, conclusasi con una disfatta elettorale, ma ha la sua genesi negli anni ottanta (particolarmente verso la fine del decennio), in seguito alle trasformazioni capitalistiche e sociali che hanno iniziato a palesarsi in quegli anni. Si tratta, in tal caso, di partiti politici effettivi, di linee politiche, e del tramonto del vero antagonismo politico e sociale. Gli immaginari di supporto di queste formazioni sono da considerarsi interni al capitalismo contemporaneo. La questione dell’affermazione dei diritti delle minoranze, con il poeta Nicola Vendola che dichiara di appartenere a ben due minoranze – gay e cattolica, mette in ombra le grandi questioni sociali e politiche che toccano nella carne viva la maggioranza. Il gay pride in sostituzione dei grandi scioperi generali (forma di lotta peraltro insufficiente) che possono bloccare un intero paese?

2) Il “comunismo moltitudinario” di matrice negriana (Antonio Negri), che è prevalentemente letterario e grande-narrativo, molto adatto a stimolare gli immaginari nei campus universitari. Nasce dallo sviluppo della trilogia negriana (Negri-Hardt) dell’Impero, delle Moltitudini e di Comune. La globalizzazione, come prospettiva di lungo periodo, è vista come una cosa buona, perché le moltitudini (che Negri evita accuratamente di indagare sul piano dell’analisi sociologica …), una volta sconfitto l’Impero (che non è l’impero americano) instaureranno la “democrazia globale” e ci regaleranno, nell’afflato grande-narrativo negriano, la “fine della storia”. La cosa che più si è avvicinata alle moltitudini negriane, in questi ultimi due decenni, è il movimento no-global, oggi in ritirata. Questo comunismo letterario postsovietico sembra però non avere riflessi nella concreta realtà politica e sociale.

3) Il Comunismo Comunitario, del quale il vero padre, in Italia, è Costanzo Preve (leggere il suo Elogio del comunitarismo come riprova). Su questa forma di comunismo, postsovietica e postmarxista, qui non mi dilungo – perché il discorso richiederebbe un intero saggio – ma personalmente penso che nel medio-lungo periodo sia l’unica forma “buona”, positiva di nuovo comunismo possibile. Chiarisco soltanto che la base è quella della costruzione di un nuovo modo di produzione comunitario, fondato su una concezione della comunità non organicistica né di tipo autoritario o tradizionale.

Sono molto lieto che si inizi a dibattere su questi temi, a partire dalla deriva del cosiddetto comunismo individualistico postsovietico, perché mai come ora è necessario tentare di dare una risposta alla domanda: “quali sono le vere alternative al Nuovo Capitalismo contemporaneo (e alla liberaldemocrazia) già oggi effettivamente praticabili o almeno suscettibili di un positivo sviluppo futuro?”

Eugenio Orso

 

Comunismo individualistico post sovietico di Stefano D’Andreaultima modifica: 2011-06-20T14:57:00+02:00da derosse
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