La giraffa del cavaliere e il ladro d’automobili di Eugenio Orso

Non solo la sinistra non si lava, ma ruba pure le macchine, e poi vorrebbe avere anche il sindaco, proprio in quella Milano che è feudo ed ultima trincea del cavaliere!

Ne abbiamo sentite “di ogni”, in questa miserabile campagna elettorale, ben di più e ben di peggio che dalle puttane di Berlusconi che comunicavano fra loro con il telefonino, regolarmente intercettate.

Dopo la sinistra sporcacciona che non si lava – almeno quanto alcune puttane-escort ospiti di Berlusconi che puzzavano sotto le ascelle, sembrerebbe – sbucano anche i ladri per complicarci la vita … ma non di biciclette, come quelli in bianco e nero della più classica iconografia cinematografica neorealista del dopoguerra [bei tempi, in confronto ad oggi!], ma quelli delle automobili dei poveri milanesi.

Non si vuole qui difendere ad ogni costo il malcapitato Pisapia, che in tempi lontani è stato vicino alla romantica ed idealistica organizzazione Prima Linea in lotta con un capitalismo fortissimo, rivelatosi poi così forte da essere imbattibile, al punto tale che il “ribelle” Pisapia è stato costretto ad entrare mogio mogio nel sistema e a diventare, come triste e disincantato epilogo della vicenda, candidato per la poltrona di sindaco meneghino.

Avrà un bel da fare, la nostra ex testa calda, con questi precedenti per attrarre il voto moderato, prudente e centrista.

Certo che il Pisapia – pover cit! – non può essere colpevolizzato e sputtanato in questo modo, in televisione e senza diritto di replica, da una come la Moratti per un’innocente ragazzata, risalente all’ormai lontanissimo 1980 “quando portavamo i calzoncini corti e giocavamo con la P38”.

E quindi andiamo a vedere, brevemente ma senza sconti, perché la sgraziata giraffa berluscones che con la sua amministrazione ha devastato ampiamente la pur bella Milano, data la sua provenienza ed i suoi precedenti non ha il diritto di coprire di escrementi con attacchi personali mirati, nella miglior tradizione berlusconiana, un Pisapia che oggi, finalmente, sembra aver messo la testa a posto.

Nata come Letizia Brichetto Arnaboldi e coniugata Moratti, la nostra giraffa dello zoo berluscones resterà negli annali della politica italiana per una riforma della scuola del 2003 non certo brillante [chi se la ricorda?], all’epoca oggetto di estese contestazioni da parte degli studenti, delle famiglie e degli insegnanti ed abolita in seguito dal governo Prodi.

Letizia, ospite in tenera età del Collegio delle Fanciulle al quale deve la sua prima educazione, è la rampolla di una potente e ricca famiglia di “agenti di cambio”, attiva fin dall’Ottocento nel campo dei prodotti assicurativi, tanto che lei stessa, una volta raggiunta la maggiore età si è impegnata in questo settore crematistico-speculativo, fondando società ed entrando, come ogni brava rampolla di famiglia ricca, nei consigli di amministrazione.

Fra le tante cariche ricoperte, assicurategli da quel Berlusconi Re di Milano che la manovra come un burattino – a riprova vedi chi ispira le bassezze della campagna elettorale e il vero mandante delle accuse al pover cit Pisapia – spicca quella di presidente RAI negli anni novanta, mandato assolto nel tentativo tipicamente aziendal-berlusconiano di rendere la RAI “complementare” a Fininvest, e cioè di sottomettere il destino futuro del servizio pubblico a certi, ben individuabili interessi privati …

La nostra giraffa politicamente moderata, come farebbe ogni brava rampolla di una famiglia della “razza padrona”, ha spaziato in altri campi, ed è stata per un periodo nel potente gruppo Carlyle, che oltre alla ristorazione si è ben occupato di armi, di strumenti di morte e devastazione, con conseguenti acquisizioni nel settore degli armamenti e ricche forniture al Pentagono, un celebre gruppo capitalistico [mercanti di morte, come si diceva un tempo?] in cui sono transitati anche i Bush padre [autorevole] e figlio [scemo], nonché il fratello del recentemente defunto [ma è proprio vero?] Osama Bin Laden.

Quindi la giraffa berlusconiana del “me’ Milan”, sotto sotto non è propriamente un qualunque animale innocuo dello zoo di Berlusconi, una forma di vita “moderata” che popola la politica locale norditaliana, ma ha avuto qualche significativa esperienza da Global class dominatrice.

Di più, negli anni Novanta è in qualche modo dipesa per un breve periodo dal terribile globalista nel campo della comunicazione Rupert Murdoch [King Rupert], oggi nemico giurato di Berlusconi.

In qualità di mamma, ha fastidiosi problemi con i figli, cresciuti male perché la genitrice ha dedicato più tempo agli affari – brokeraggio e commercio di armi Carlyle ivi compresi – alla politica ed a Berlusconi che a loro, figli che sembrano adusi all’abuso della proprietà e dei soldi pubblici.

Una piccola prova di quanto lo scrivente afferma, in relazione ai comportamenti della prole della sindachessa meneghina, si può trovare qui:

http://freeforumzone.leonardo.it/lofi/Moratti-jr-nei-guai-per-abusivismo-4-capannoni-diventano-loft-stile-Batman/D9684295.html

Inoltre, saltando da palo in frasca, l’azienda Moratti, della famiglia del marito della giraffa-sindachessa, sembra che sia stata un generatore di incidenti sul lavoro e di morti bianche, e questo esclusivamente per il profitto della famiglia Moratti stessa.

La ThyssenKrupp è quindi in buona compagnia, non è sola nell’assassinare la merce-lavoro operaia [espressione infame che definisce bene questo capitalismo] ed una prova fra le tante di quanto si afferma è qui:

http://www.facebook.com/note.php?note_id=10150145888471981&comments

Infine, sono fioccate le accuse contro la Moratti, nel recente passato, per la sua scarsa presenza in consiglio comunale – rivelandocela come assenteista incallita – e per il fatto che non si degna di rispondere alle interpellanze [cattiva coscienza?].

In conclusione, la giraffa del cavaliere, che molti definiscono completamente “appiattita” su Berlusconi – il vero candidato sindaco a Milano – non ha un gran titolo per accusare e sputtanare il presunto ladro di automobili Pisapia, e dovrebbe occuparsi, prima di tutto, dei suoi molti e variegati scheletri nell’armadio, che la rendono ancor più attaccabile dell’ex “testa calda” di Prima Linea.

 

 

 

La giraffa del cavaliere e il ladro d’automobili di Eugenio Orsoultima modifica: 2011-05-12T12:15:00+02:00da derosse
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