Per colpire Berlusconi bisogna colpire la Lega di Eugenio Orso

Che il pericolo maggiore, in prospettiva, sia la Lega e non Berlusconi dovrebbe essere per tutti un’evidenza.

La forza eversiva e dissolutiva leghista dorme costantemente sotto le ceneri pronta ad attivarsi in ogni momento, ed è arrivata fino ai ministeri romani, occupati da esponenti della burocrazia politica leghista.

Mentre il vecchio porco si “rilassava” ad Arcore o nella villa in Sardegna, circondato da belle mercenarie in un improbabile riposo del guerriero, la Lega lavorava senza risparmio per estendere il suo potere, nelle istituzioni centrali e locali e in tutta la società del nord.

La Lega sa bene che più il vecchio porco è in difficoltà, assediato dai gruppi editoriali avversi e dalla stampa straniera, attaccato dai magistrati “rossi”, colpito dalle defezioni nel suo stesso cartello elettorale e costretto a ricorrere alla compra dei parlamentari, più il potere politico bossiano all’interno della maggioranza cresce, ma soprattutto cresce il suo potere di ricatto, nei confronti della presidenza del consiglio ed indirettamente dell’intero paese.

Lo scandalo della “prostituzione minorile”, nonostante tutto ciò che di negativo e dissolutivo ha comportato e sta comportando per l’intero paese, ha rappresentato la ciliegina sulla torta per la Lega – i cui interessi, non dimentichiamolo, sono opposti a quelli della maggioranza degli italiani – perché gli ha consentito di estendere ulteriormente la sua malsana influenza sull’esecutivo, imponendo il ben noto aut-aut “approvazione del decreto relativo al federalismo o scioglimento delle camere ed elezioni politiche anticipate”.

Qualcuno ha definito la battaglia leghista per il federalismo come una battaglia per la vita, quella della Lega bossiana naturalmente, e giunti a questo punto l’approvazione del decreto riveste un indubbio valore simbolico, che non sarà privo di riflessi elettorali.

Se il decreto passerà, ci saranno ulteriori problemi per il paese, e soprattutto per coloro che non essendo evasori fiscali impuniti si vedranno aumentare le imposte e le tasse a livello locale, ma la Lega,fregandosene bellamente di questi dettagli, otterrà una vittoria simbolica da sbandierare davanti alle sue orde di sostenitori.

La cosa sembra talmente importante, per la stessa sopravvivenza politica del cartello elettorale bossiano, che La Padania, il suo quotidiano, è stato uno dei pochissimi a ignorare, in prima pagina, lo scandalo con risvolti penali delle puttane e dei ruffiani del presidente Berlusconi, come per esorcizzarlo, sperando che il vizioso di Arcore resti al suo posto, almeno quel tanto che basta per far passare il fatidico decreto.

La settimana di ritardo per recepire le obiezioni dell’Anci si è già riflessa negativamente – almeno dal punto di vista delle burocrazie politiche leghiste – sulla tabella di marcia e Bossi ha risposto con una pernacchia, come sempre elegante ad uso e consumo dei bruti padani, ai centristi che proponevano un rinvio di sei mesi.

Se alcuni esponenti di quel partito dei “morti viventi” che è il Pd, fra i quali il pessimo Chiamparino, sostenitore della distruzione dei diritti dei lavoratori e di Marchionne, hanno cercato di lusingare la Lega, proponendo l’approvazione del federalismo e la sua attivazione in cambio della fine dell’appoggio padano al governo, i più astuti, primo fra tutti Casini con il suo neocostituito terzo polo, hanno compreso come ha compreso lo scrivente che sparando sempre e soltanto sul “bersaglio grosso”, cioè su Berlusconi, si possono ottenere in questa situazione effetti limitati.

Il consenso al Puttaniere-Tycoon di Arcore non sembra decrescere con la dovuta rapidità, e questo perché chi lo vota per idiotismo resta un socialmente idiotizzato nonostante le orge a base di escort ormai di pubblico dominio, malgrado le 389 pagine prodotte dalla Procura di Milano, e soprattutto in difetto di un’azione governativa anticrisi, e chi beneficia dell’evasione fiscale grazie a Berlusca e alla Lega continuerà ad appoggiarlo, anche se ammazzerà qualche prostituta nel suo palazzo, facendone sciogliere il cadavere nell’acido per occultare le tracce.

E’ necessario, quindi, individuare il vero “tallone d’Achille” della maggioranza di governo, colpendo il quale si può far fuori Berlusconi, e non soltanto lui.

Se è proprio la Lega che tiene in piedi Berlusconi, ben di più dei vari parlamentari comprati a partire da Scilipoti, e se per la Lega è essenziale – politicamente – l’approvazione del federalismo, a qualsiasi costo e in tempi brevi, ecco individuato il “tallone d’Achille”, centrando il quale si può innescare un salutare “effetto domino”.

In estrema sintesi, due sono le possibilità.

Ritardando l’approvazione del federalismo leghista, rinviandola sine die – soluzione ancor migliore della più drastica bocciatura del decreto – si potrà inchiodare la lega al governo e all’appoggio ad oltranza concesso ad un Berlusconi sempre più debole e in emorragia di consensi, che non è ancora evidente, ma che dovrà verificarsi se l’attuale situazione continuerà a degenerare e alla fine si arriverà alla cancrena.

Così, la lega nei fatti non ottempererà alla sua promessa/ aut-aut federalismo o elezioni subito, e potrà essere trascinata con sé da Berlusconi, nella sua possibile caduta.

Due piccioni con una fava.

Se il decreto federal-leghista sarà respinto, si andrà ad elezioni politiche perché Bossi difficilmente potrà rimangiarsi le sue promesse, e qui Berlusconi, presentandosi con la Lega, potrebbe effettivamente avere qualche chance in più … ma a quel punto sarà più probabile una sconfitta, nonostante il persistere del voto a suo favore degli idiotizzati e degli evasori fiscali.

Anche in tal caso, obbiettivo raggiunto.

Ma le cose, nel medio-lungo periodo, potrebbero non andare come sperano i terzopolisti, a partire dall’astuto Casini che pregusta il momento in cui entrerà nel nuovo governo, senza Berlusconi e senza la Lega …

Un futuro movimento antagonista e anticapitalista rinvigorito dalle durezze sociali della crisi e della ristrutturazione liberalcapitalistica, si troverebbe di fronte governi ancor più deboli dell’attuale, terzopolisti e pidiini, ancorché maggiormente asserviti di quanto lo è Berlusconi alla grande finanza globalista, ed avrebbe a disposizione, di conseguenza, un maggior spazio nella società per svilupparsi, per acquisire il consenso di fasce sempre più ampie della popolazione e per preparare una vera alternativa politica.

Gli idiotizzati e quei gruppi sociali spregevoli, venduti come “produttivi”, che esprimono l’evasione fiscale, continueranno ad esistere, naturalmente, ma non saranno così determinanti come lo sono oggi con il satrapo Berlusconi, e ci sarà più spazio per un auspicabile e generale ritorno al “principio di realtà”, per la diffusione di una nuova consapevolezza politica e per la nascita di una nuova coscienza di classe.

Per colpire Berlusconi bisogna colpire la Lega di Eugenio Orsoultima modifica: 2011-01-26T17:51:00+01:00da derosse
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