Minima immoralia di Eugenio Orso

Mi perdoni il grande Adorno per questo titolo, ma non si tratta certo di uno sberleffo nei confronti dell’autore degli aforismi raccolti in Minima moralia, o di un riferimento sbarazzino al Plutarco delle Opere Morali.

Si tratta soltanto della situazione italiana.

Distinguiamo i più recenti accadimenti in ordine di gravità.

L’evento più importante è e rimane l’affondo finale contro il lavoro dipendente ed i diritti dei subordinati – che vivono esclusivamente del loro lavoro – sferrato con l’accordo per Mirafiori dai Mercati ed Investitori che muovono Marchionne, accordo-capestro estorto con il ricatto della disoccupazione e della paura del futuro sul quale l’attenzione non deve calare, poiché la sua “estensibilità” ben oltre gli stabilimenti Fiat ed il settore metalmeccanico potrà modificare in modo irreversibile i panorami sociali e politici in Italia.

Il secondo accadimento è legato alla ben nota “prostituzione minorile”, che ci offre un desolante ed inquietante scorcio del Palazzo del [sotto]Potere locale, e chiarisce una volta e per tutte chi è e cosa rappresenta veramente Berlusconi.

A questo secondo problema nazionale, in ordine di importanza, si aggiungono le recenti rivelazioni di un pentito – quindi non di una puttana di lusso, questa volta – che coinvolge con le sue dichiarazioni lo stesso Berlusconi negli attentati del 1993 contro il patrimonio artistico italiano, da via dei Gergofili in Firenze ai monumenti romani.

Ci si chiede ancora se dietro ci fosse la veramente mafia, oppure ci siano i servizi segreti di qualche paese straniero, ma oggi fa nuovamente capolino il nome di Berlusconi, che per quanto protetto dal ruolo istituzionale ha le sue gatte da pelare con Ruby Rubacuori, Nicole Minetti, procace “igienista dentale”, l’harem privato di donnine allegre, i puttanieri di contorno [Emilio Fede e Lele Mora], le feste selvagge e soprattutto la concussione.

La cosa turpe è che mentre gli operai, i dipendenti della Fiat di Mirafiori e la Fiom si battevano con coraggio, contro forze enormemente superiori ben foraggiate e sponsorizzate dalla Grande Finanza Occidentale, onde impedire che passi l’accordo per Mirafiori Plant e la Joint Venture capitalista trionfi, il “vecchio porco” – chiamiamolo pure così, a questo punto senza tema di smentita – continuava a festeggiare ed a buttare il denaro per pagare le prostitute, le maîtresse ed i pappa, concedendo con frettolosa leggerezza tutto il suo appoggio a quel Agente del Kaos Finanziario Globalista che è il canadese Sergio Marchionne.

Chissenefrega se si smobilitano stabilimenti produttivi nel bel paese lasciando con il culo per terra migliaia di innocenti, ha detto il “vecchio porco” ricordandosi improvvisamente – fra uno strip di minorenni ed un paio di penose barzellette raccontate nell’harem – di essere anche lui liberista, perché Marchionne fa bene ad andarsene se non si accettano in toto, senza discutere, le sue condizioni.

In fondo, lo vuole il Libero Mercato.

Se Bel Alì è fuggito da una Tunisia sconvolta dai moti popolari, dopo ventitré anni ininterrotti di dittatura, e così la sua bella moglie Leila, portandosi dietro una tonnellata e mezzo di oro “per le piccole spese”, Berlusconi è determinato a resistere fino all’ultimo respiro e all’ultima minorenne “utile”, almeno fin tanto che Bossi non gli staccherà la spina per andare a nuove elezioni.

Ma date la condizioni in cui versa questo paese, si può ritenere che il “vecchio porco” abbia ancora qualche speranza di rielezione, di riconferma, o di restare comunque al suo posto, visto che la presidenza della repubblica non ha avuto e non avrà il coraggio di chiederne le dimissioni immediate.

Com’è possibile che accada tutto questo?

O meglio: l’idiotismo socialmente organizzato, in Italia, è così capillarmente diffuso da essere diventato una sindrome collettiva che distruggerà completamente questo paese?

L’idiotismo di matrice sociale, indotto e non determinatosi in natura, è certo diffuso in tutta la penisola, e a questa diffusione ha dato un contributo rilevante l’”industria televisiva delle menzogne” berlusconiana, ma ci sono altre ragioni, che vanno cercate nella composizione sociale dello “zoccolo duro” del consenso elettorale garantito a Berlusconi e alla Lega.

Ci sono dei gruppi sociali, spacciati per “produttivi”ed ai quali tutto si concede a scapito e detrimento del resto della società italiana, che hanno sostenuto e sosterranno fino all’ultimo istante, con il voto, Berlusconi e Bossi in cambio della “licenza di evadere” … il fisco, naturalmente.

La sostanza del consenso dello zoccolo duro berluscones-leghista sta appunto in ciò, nell’illegalità manifesta che sottende il mercimonio elettorale “voti in cambio della possibilità di evasione” fiscale e contributiva, dando per scontata l’intangibilità dei Grandi Evasori, a loro volta protetti dallo scudo tremontiano.

Nessuna sorpresa, perciò, se Berlusconi, Sacconi e le bande leghiste fanno apertamente il tifo per Marchionne, per i Mercati e gli Investitori, che hanno imposto ai lavoratori un accordo illegale ed incostituzionale, poiché la legalità in questo paese, dipende ormai completamente dalla forza, dall’arbitrio e dal ricatto.

Nessuna sorpresa se questi gruppi sociali, le cui fortune e la cui sopravvivenza nonostante la crisi sono legate indissolubilmente ad evasione e privilegio, continueranno a sostenere ad oltranza un Berlusconi totalmente screditato, incapace e “schiavo dei piaceri sessuali”.

Così, il “vecchio porco” chiuso nei suoi palazzi privati, costretto in un crepuscolo fatto di feste, di sesso mercenario all’ombra dei ruffiani, di minorenni e penose barzellette, potrà forse estinguersi come il trentacinquesimo sultano dell’impero ottomano, Mehmet V, che morì nel 1918 nel palazzo di Istambul in cui era sempre vissuto, prigioniero dei fantasmi del passato in un paese prossimo alla sconfitta e alla dissoluzione.

Minima immoralia di Eugenio Orsoultima modifica: 2011-01-18T17:59:29+01:00da derosse
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