UN HABITAT PERFETTO PER LO SFRUTTAMENTO del coordinamento per Trieste della CGIL CHE VOGLIAMO

Presento di seguito il testo di un volantino, del coordinamento triestino della CGIL CHE VOGLIAMO, non ancora diffuso ma che spiega molto bene, in modo sintetico e a tutti comprensibile, in che situazione si trova oggi il lavoro dipendente nella penisola, e di conseguenza la maggioranza della popolazione italiana.

L’habitat perfetto per lo sfruttamento non si crea da sé, non è una triste fatalità che nasce inevitabilmente dallo sviluppo storico e che gli uomini devono accettare senza ribellarsi, poiché questo habitat rientra perfettamente nelle logiche e nelle dinamiche del Capitalismo Transgenico Finanziarizzato del terzo millennio, ed è il frutto delle “politiche” imposte dalla nuova classe dominante ai popoli ed agli stati.

In Italia abbiamo certo una situazione politica e sociale peggiore, e più degenerata, che nel resto dell’Europa occidentale.

In Italia la legalità non esiste più, e ciò è palese, non soltanto perché a ricoprire la carica di presidente del consiglio c’è un individuo abbietto, sospettato ed inquisito per “prostituzione minorile” [riflettano bene su questo i suoi “sostenitori” e i suoi elettori], il quale si permette di restare in carica per sfuggire ai processi, ma soprattutto perché l’accordo imposto dalla Fiat per Mirafiori è illegittimo ed incostituzionale nella sua sostanza.

In Italia le resistenze sono più deboli di quanto accade in paesi come la Francia, ma comunque esistono, poiché esiste non soltanto la Fiom, che rappresenta il nucleo della resistenza e che per questo si cerca di emarginare, espellendola dai luoghi di lavoro e ponendo fine alla democrazia diretta per i lavoratori, ma perché esiste una certa CGIL, destinata come lo scrivente spera a diventare maggioritaria.

La CGIL, nella realtà, in tutte le federazioni che la compongono – pensionati, impiego pubblico e scuola, bancari, trasporti, eccetera – esprime le stesse posizioni assunte dai militanti Fiom.

E’ importante capire che i media di sistema mentono, quando cercano di ridurre queste vicende di portata storica ad un mero scontro fra i “ribelli” della Fiom ed il resto della CGIL, che sarebbe filo-liberista, “modernista” e quindi “recuperabile”, poiché le posizioni della Fiom sono sempre di più condivise all’interno dell’intera Confederazione.

Questa è la ragione per la quale esiste, all’interno della Confederazione, LA CGIL CHE VOGLIAMO, altrimenti detta l’Area Programmatica, costituitasi intorno alla mozione di minoranza dell’ultimo congresso CGIL.

Sta alla Fiom, ai suoi militanti ed a tutta l’Area della CGIL CHE VOGLIAMO, continuare senza tentennamenti la battaglia anticapitalista in Italia, estendendo la base del consenso e facendo comprendere a tutti la vera sostanza e tutta la gravità di questo storico momento.

 

 

 

 

UN HABITAT  PERFETTO PER LO SFRUTTAMENTO

 

In Italia si sta creando scientificamente un habitat perfetto

per lo sfruttamento dei lavoratori.

 

Gli imprenditori, anche quelli di aziende in attivo, se ne stanno andando tutti all’estero.

Lo Stato contribuisce a creare direttamente disoccupazione, bloccando le assunzioni nelle scuole e in tutti gli enti pubblici e lasciando a casa centinaia di migliaia di precari.

Le esternalizzazioni e privatizzazioni dei servizi creano povertà e sfruttamento per i lavoratori degli appalti.

Vengono ridotte le competenze e i finanziamenti di chi lavora ai controlli , Ispettori e Giudici del Lavoro, lavoratori che controllano l’evasione fiscale e contributiva, colpite Agenzie delle Entrate e Inps.

La scarsità di controlli e le leggi salva-furbi (come il condono fiscale per chi portava capitali all’estero) fanno dormire sonni tranquilli agli sfruttatori.

L’ assenza di occasioni di lavoro fa si che un giovane o un disoccupato accetti qualsiasi condizione pur di lavorare.

Le leggi razziali di questo paese fanno si che un lavoratore straniero, quando perde il lavoro può perdere anche il permesso di soggiorno e quindi “macchiarsi del reato di clandestinità”, con la conseguenza questi lavoratori vivono perennemente sotto ricatto e possono essere sfruttati al massimo.

Le donne che lavorano in questo habitat sanno che molto spesso, se restano incinte, perdono il posto di lavoro.

In questo habitat troppi perdono la salute e la vita sul posto di lavoro.

 

Esistevano due tipi di posti di lavoro dove i diritti faticosamente conquistati nel secolo scorso erano quasi sempre rispettati (malattia, maternità, ferie, riposi, turnazione regolare, diritto di assemblea e sciopero ecc…): la grande industria e gli enti pubblici.

Ma entrambe queste realtà stanno subendo un forte attacco. Nel pubblico impiego si blocca la contrattazione, il contratto nazionale di lavoro viene vanificato da leggi e decreti, il ruolo del sindacato viene ridotto quasi a zero.

Alcuni sindacati storici si sono ambientati molto bene in questo habitat, e sono disposti a svendere i diritti dei lavoratori pur di sopravvire nella nuova giungla.

 

E’ in questo habitat che ha potuto nascere, svilupparsi e crescere – con la potenza di un baobab – il ricatto di Marchionne nei confronti dei lavoratori della Fiat di Pomigliano e Mirafiori, costretti a scegliere tra disoccupazione o sfruttamento e perdita di alcuni diritti costituzionali.

 

LA CGIL CHE VOGLIAMO 

Coordinamento provinciale di Trieste

 

UN HABITAT PERFETTO PER LO SFRUTTAMENTO del coordinamento per Trieste della CGIL CHE VOGLIAMOultima modifica: 2011-01-17T11:50:00+01:00da derosse
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