L’accordo del 23 dicembre 2010 per Mirafiori. Pdf del testo dell’accordo in allegato e commento

Cliccare sull’allegato per leggere il testo dell’accordo:

Accordo per Mirafiori.pdf

Breve commento:

L’accordo separato del 23 dicembre 2010 per il “rilancio produttivo” dello stabilimento Fiat di Mirafiori, che qui si propone in allegato ed in formato pdf, non rappresenta, nella realtà, uno strumento normativo nato da una libera contrattazione, per il rilancio di uno specifico stabilimento e più in generaledella produzione di auto in Italia, ma esclusivamente il riflesso degli inviolabili interessi di Mercati Finanziari ed Investitori, cioè di quelle “entità” che nella nuova realtà sociale hanno concretezza e fanno riferimento alla classe dominante globalista, in nome e per conto dei quali si è attivato contro i lavoratori, contro lo stesso popolo italiano, il capo mercenario lautamente stipendiato Sergio Marchionne.

Gli investimenti previsti genericamente nei prossimi anni, in particolare per Mirafiori, come è già chiaro a molti e dovrebbe essere chiaro a tutti, non saranno realizzati e il capo mercenario-tagliagole dei Signori Neofeudali della Mondializzazione spremerà il più possibile, nel breve, lo stabilimento ed i lavoratori suoi prigionieri, creando valore finanziario, azionario e borsistico, rendendo “dinamico” in borsa il titolo Fiat, per poi buttare tutto alle ortiche ed andarsene.

Marchionne è soltanto un razziatore e mente sapendo di mentire anche quando ha degli abboccamenti con i governi e fa delle promesse d’investimenti e di futura espansione delle produzioni, ma quel che è peggio è che gli stessi governi, acquiescenti e corrotti, lo sanno bene, e lo lasciano libero di fare ciò che i suoi “referenti” – veri padroni dell’occidente – hanno ordinato di fare.

L’accordo in questione è un atto di guerra contro tutti i lavoratori italiani, nel privato e nel pubblico, e contro l’intero popolo italiano.

L’accordo in questione è fatto per distruggere e non per costruire, ed apre la strada non soltanto ad un cambiamento epocale nelle relazioni industriali, all’interno delle fabbriche, ma negli stessi rapporti sociali considerati nel loro complesso, al solo scopo di imporre una società liberal-liberista interamente “di mercato”, senza l’agibilità di veri spazi per la libertà e le dignità umane.

Se “la sfida della globalizzazione” richiederebbe ulteriori flessibilità da imporre al lavoro per “essere competitivi”, questa competitività nasconde semplicemente i Dividendi degli Investitori e le stock option concesse ai loro mercenari, e non potrà che produrre, per noi tutti, ulteriori perdite di diritti ed un impoverimento generale.

Importanti forze sindacali danno la loro totale solidarietà alla Fiom in questa battaglia – non certo ai sindacati gialli del duo Bonanni-Angeletti, che nessuna persona onesta dovrebbe chiamare più sindacalisti o rappresentanti dei lavoratori – a partire da CGT Mètallurgie, il cui esponente di vertice Patrik Correa annuncia l’adesione dell’organizzazione francese allo sciopero Fiom del 28 di gennaio ed interpreta l’accordo come un cattivo segnale a livello europeo, temendo che accordi simili possano prendere piede nel resto dell’Europa occidentale, e quindi anche in Francia.

Ricordiamoci, però, che se questo attacco si è concretizzato con tale inusitata violenza – fino a violare le leggi nazionali e la stessa costituzione – non è bastata l’azione di Marchionne, ma questa ha richiesto il necessario supporto, neturalmente concesso dietro compenso, dai servi locali dei globalisti.

Infatti, nell’accordo si fa riferimento alle “Parti”, poiché per addivenire ad un patto ce ne deve essere più d’una di parte, ed in tal caso una grossa mano è stata data a Marchionne, ma soprattutto ai Mercati Finanziari e Investitori che stanno devastando l’occidente, dal peggior sindacalismo degenerato e venduto espresso dalle quattro seguenti sigle firmatarie: FIM-CISL. UILM-UIL, Fismic e UGL Metalmeccanici.

Questi quattro reparti di ascari hanno ceduto alla direzione della Fiat – oltre che la pelle di tutti i lavoratori, i loro iscritti compresi – anche le stesse assemblee per “spiegare” l’accordo ai dipendenti e indurli/ costringerli a votare sì.

Ma è meglio leggere con attenzione l’accordo-diktat per comprendere la sua sostanza perversa e la sua gravità, tenendo ben presenti i seguenti punti principali che ciascuno potrà agevolmente verificare durante la lettura:

       Incostituzionalità/ illegalità dovute alla limitazione del diritto di sciopero e alla imposizione degli straordinari, esattamente come se si trattasse di lavoro coatto. E la favoletta del lavoro libero capitalistico? Non deve essere più raccontata ai gonzi?

       Riduzione dello stipendio a fronte di un netto peggioramento delle condizioni di lavoro, poiché riducendo le pause, imponendo turni di dieci ore, sottopagando a livello di indennità, i tanto sbandierati 360 euro, ovviamente lordi, di presunto aumento l’anno [che di per sé sono una miseria] non compenseranno i carichi di lavoro aggiuntivi. Per non parlare dei giorni di malattia non più pagati …

       Ritmi di lavoro sempre più forsennati ed insostenibili, in una situazione preaccordo in cui la Fiat ha già prodotto, nei suoi stabilimenti italiani e date le condizioni di lavoro, più di quattromila invalidi e colpiti da malattie professionali.

       Sparirà la democrazia diretta dalle fabbriche ed i lavoratori non potranno più respingere o approvare accordi, che dovranno sempre e soltanto subire in silenzio, pena il licenziamento. Ci saranno solo RSA nominate dai sindacati gialli firmatari o da quelli che costituirà la stessa azienda, e si coglierà l’occasione per estromettere dai posti di lavoro il vero ed il solo rappresentante dei lavoratori in Italia: la Fiom.

       La cosa più allarmante è l’”estensibilità” di questo accordo-diktat nella sostanza incostituzionale ed illegale ad altri stabilimenti, ad altre aziende, negli altri settori d’attività, innescando una spirale drammatica che coinvolgerà, nell’arco di un paio d’anni, tutti i lavoratori italiani, non soltanto quelli di Mirafiori, o al più quelli del settore metalmeccanico.

       Sanzioni a senso unico, previste unicamente contro i lavoratori [ed anche i sindacati gialli firmatari] ma non certo contro la Fiat/ Newco/ Joint Venture. Diritto di recesso, quindi, concesso al più forte che impone le condizioni e il testo dell’accordo e che deciderà se e quando non vi sarà il rispetto delle condizioni imposte.

Leggiamo bene questo accordo, stampiamocelo in mente, analizziamolo e parliamone, qualunque sia l’esito del voto a Mirafiori, perché è una prova che questo capitalismo, finanziario, borsistico e assassino, che regala un potere immenso ai suoi capi mercenari, ai suoi Marchionne plenipotenziari, procede attraverso la paura, i ricatti e gli espropri, appropriando lo stesso tempo di vita degli uomini e distruggendo il loro futuro.

Eugenio Orso [militante della Fiom di Trieste]

 

L’accordo del 23 dicembre 2010 per Mirafiori. Pdf del testo dell’accordo in allegato e commentoultima modifica: 2011-01-14T14:51:00+01:00da derosse
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