La distorsione geopolitica e i corsi ed i ricorsi capitalistici di Eugenio Orso

Riporto di seguito l’incipit di un mio saggio pubblicato da Comunismo e Comunità

– link: http://www.comunismoecomunita.org/?p=2020

riguardante le distorsioni geopolitiche ed i corsi e i ricorsi capitalistici.

Chi vorrà leggere per intero questo breve scritto potrà farlo su Comunismo e Comunità all’indirizzo indicato.

 

 

 

 

La distorsione geopolitica e i corsi ed i ricorsi capitalistici

 

 

 

di Eugenio Orso

Sembra che si stia arrivando “alla frutta”, ed anche oltre, al caffè e al conto, in certi ambienti teorici in cui si dichiara di analizzare le dinamiche capitalistiche in modo rigorosamente scientifico, senza nulla concedere a quisquilie quali la socialità, la complessità antropologica, l’etica e la giustizia distributiva, la difesa dell’ambiente naturale, e chi più ne ha più ne metta, fino ad arrivare all’umanesimo o ancora oltre, alla stessa ricerca di un senso da dare vita, che consentisse di uscire dalle “gabbie d’acciaio “ in cui il modo di produzione dominante tende a rinchiuderci.

L’uomo, in queste analisi, non conta assolutamente niente, è come se in queste vicende avesse una parte esclusivamente nella veste di “agente strategico capitalistico” o di “funzionario del capitale”, diventando un puro ruolo.

Ciò comporta, quindi, l’esclusione di gran parte dell’umanità dalle analisi stesse, analisi che pur dovrebbero riguardare le società umane e la storia universale, non trattandosi certo di osservazioni naturalistiche, come quelle dell’ornitologo che studia le abitudini dei volatili, o di studi scientifici relativi alle particelle di Planck in fisica subatomica.

 

 

La distorsione geopolitica e i corsi ed i ricorsi capitalistici di Eugenio Orsoultima modifica: 2011-01-07T16:45:00+01:00da derosse
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3 pensieri su “La distorsione geopolitica e i corsi ed i ricorsi capitalistici di Eugenio Orso

  1. Venti minuti di piacevole, salutare ed istruttiva lettura. Se ne consiglia la somministrazione quale vaccino per prevenire malattie neurodegenarative conflittualstrategiche!

    Ludovico

  2. Per Ludovico

    Ringrazio sentitamente.
    Ultimamente ho ricevuto in prevalenza insulti. Infatti, quando gli argomenti scarseggiano e si è nel torto si alza la voce [per mascherare la paura] e si insulta abbondantemente [alcuni lo fanno praticamente ogni giorno]. Anch’io attacco e talora insulto, ma lo faccio soltanto quando la misura è colma, e non perché sono a corto di argomenti, ma perché certi figuri se lo meritano in pieno, e con loro non ha senso discutere, trattandosi di patologie o di individui in aperta malafede. Per quanto riguarda questo scritto, ho preparato una versione estesa, approfondendo alcuni punti essenziali del discorso. Pubblicherò la versione estesa, fra breve, in questo blog.

    Per Vsevolod

    Bella richiesta … forse un po’ maliziosa?
    Comunque cercherò di farlo, sia pure in estrema sintesi.
    Il soggetto rivoluzionario futuro, qui in Italia, non è certo rappresentato da quelli che alcuni “teorici” in aperta malafede vendono come “ceti produttivi” che tengono in piedi questo paese. Ad esempio, bottegai leghisti padani, impresari, piccoli speculatori, evasori fiscali “di categoria”, patrimonializzati vari, eccetera.
    Più in generale, è necessario chiarire un paio di punti.
    Come conseguenza di quella che io chiamo la mistificazione a-classista, oltre alla presunta affermazione di una “società senza classi” sul modello nordamericano, in cui la posizione dei singoli sarebbe diversa soltanto per i differenziali in termini di ricchezza, si proclama la fine della lotta classe, da qui alla fine dei tempi.
    La mistificazione a-classista e la proclamazione della fine della lotta di classe [intendendo semplicisticamente quella novecentesca-ottocentesca fra borghesia e proletariato] aprono la strada ad una capziosa visione sociologica neoliberale, in cui, in realtà la posizione di ciascuno nell’ordine sociale è determinata esclusivamente dal Libero Mercato ormai sovrano.
    Non è così, poiché ci troviamo in un interregno fra il vecchio ordine sociale, caratterizzato sostanzialmente dalla tripartizione borghesia, ceti medi figli del welfare e classe operaia, salariata e proletaria, e il nuovo ordine, che sarà caratterizzato dalla dicotomia fra classe globale e nuova classe povera, pur con la presenza di gruppi sociali residui novecenteschi, i quali saranno gradatamente assorbiti [attratti] nel tempo dalle due classi principali [quali “attrattori magnetici”, come ha scritto il filosofo Costanzo Preve].
    Avendo la “fortuna” di vivere in un periodo interessante, di trapasso dal vecchio ordine al nuovo e di passaggio ad un nuovo modo di produzione strutturalmente diverso da quello che ha caratterizzato il capitalismo nel secondo millennio, osserviamo questa trasformazione mentre si compie, e la nuova classe subalterna, che è in via di formazione, non può ancora avere coscienza di sé stessa e quindi non è ancora elemento di contraddizione, per il nuovo capitalismo, nonché soggetto antagonista e rivoluzionario.
    Lo diventerà, a meno di eventi eccezionali e di “singolarità” al momento imprevedibili, entro la prima metà del ventunesimo secolo.
    Potrei andare avanti ed approfondire ulteriormente il discorso, ma questa è solo la risposta ad un commento che pone, come ho già scritto, una bella domanda, non da poco.
    Del resto, sono certo che ti rendi pienamente conto che un nuovo Evo della storia umana è appena iniziato e la nottola di Minerva è ben lontana dall’alzarsi in volo.

    Saluti

    Eugenio Orso

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