Fra Piazzale Loreto e il Bunga-Bunga di Eugenio Orso

Avrei cose più costruttive ed interessanti da fare, nell’immediato, se solo non sentissi un forte stimolo a scrivere qualche riga sulla vicenda Berlusconi – Bunga-Bunga, con il grottesco contorno degli Emilio Fede, dei Lele Mora, e la meno anti-estetica presenza delle solite Lolitas Calientes.

Come sappiamo, Berlusconi è già finito da tempo e forse se ne è accorto anche lui.

La sua ostinata resistenza è dovuta al fatto che questo venditore di fumo sa bene che quando metterà il piede fuori del Palazzo rischierà di essere “impallinato” ad ogni passo.

Per tale motivo resiste nelle cosiddette stanze del potere, a volte nascondendosi, a volte apparendo, ed intorno a lui, mentre impazzano le ultime feste, le orge finali, aleggiano ricordi inconfessabili, invisibili scheletri usciti dagli armadi danzano tutti insieme in un’atmosfera crepuscolare.

Non so dire esattamente perché, ma tutto ciò mi ricorda un vecchio film di Liliana Cavani, Il portiere di notte, con le sue atmosfere cupe, decadenti ed ambigue,

Solo che qui non siamo nella Vienna degli anni cinquanta e non ci sono il grande Dirk Bogarde e l’affascinante Charlotte Rampling, ma soltanto degli attori mediocri nel tardo meriggio di un basso impero, ed alcune adolescenti, rovinate dalla brama di successo, sullo sfondo.

Forse il re delle feste, il capataz della scalcagnata banda che è al governo del paese, il grande venditore di fumo che si fa trait d’union fra la spazzatura mediatica che ingombra le menti e quella reale che a Napoli ingombra le strade, sta trattando con i “Poteri Forti d’Oltre Atlantico” le garanzie per una sua uscita di scena.

Sa bene i rischi che sta correndo, ma forse ha deciso di vivere gli ultimi giorni da signorotto gaudente, e non da Führer costretto a suicidarsi dentro il bunker.

Del resto, Berlusconi non è in alcun modo grande, né nel male né nel bene, e di certo il quasi ottantenne Emilio Fede, che in queste ore cerca di “sganciarsi” in tutti modi dalla triste vicenda dell’adolescente marocchina Ruby, non è certo Joseph Goebbels …

Con il caso della disadattata Ruby o senza questo ulteriore scandalo a sfondo sessuale, Berlusconi possiamo già considerarlo idealmente e simbolicamente morto, ed essendo tutto sommato un istrione abituato a mentire – anche a se stesso – prima di dover “vendere cara la pelle” cercherà un compromesso, con chi veramente conta, per una sua uscita “morbida” dalla scena.

Fra i due estremi, Piazzale Loreto e il Bunga-Bunga, c’è sempre la comoda scappatoia di qualche isolotto da sogno, rigorosamente offshore, nel Pacifico o ai Carabi.

Lasciamo quindi che si diverta, tanto ha le ore contate.

 

 

Come sempre, Ad infima!

Fra Piazzale Loreto e il Bunga-Bunga di Eugenio Orsoultima modifica: 2010-10-29T17:49:00+02:00da derosse
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