Scrittori del fantastico, inquisitori e bufale politiche di Eugenio Orso

La questione più importante potrebbe ben essere, oggi, il licenziamento da parte della Fiat nello stabilimento di Melfi, a Potenza, di lavoratori sindacalizzati e di rappresentanti sindacali della Fiom, ormai il solo sindacato che difende sul campo dalle vessazioni criminali degli agenti di un capitalismo finanziarizzato, onnipotente e mutante un milione e settecentomila lavoratori metalmeccanici, e disposto a dare battaglia ai macellai sociali impugnando i licenziamenti.

Tuttavia, mi è capitato di leggere un articolo, cortesemente inviatomi in formato elettronico dai Comunisti Comunitari di Roma, in cui il premiatissimo scrittore del fantastico Valerio Evangelisti molto in voga negli anni novanta con il suo inquisitore trecentesco Eymerich, ci avverte del gravissimo “pericolo rosso-bruno” dilagante anche qui, in Italia, e questo dalle pagine dell’ultimo numero del mensile di RC/ Liberazione “Su la testa”.

Il titolo dell’articolo in questione è I “Rosso-Bruni”: vesti nuove per una vecchia storia, ed è caratterizzato da robuste dosi di malafede, superficialità, settarismo, volontà di mettere tutti quelli che per qualche motivo “stanno sul gozzo” al furente neoinquisitore rifondarolo Evangelisti/ Eymerich sullo stesso rogo, per bruciarli a suon di menzogne.

Posso capire che dopo l’era istituzional-governativa-salottiera-mediatica bertinottiana – in cui sono stati fatti letteralmente fuori nel partito gli operai con i loro problemi concreti, sostituiti da abbondanti dosi di travestiti [e cocaina?], dalle unioni gay e dai “diritti umani” neoliberali, in cui la lotta di classe novecentesca è stata mandata in soffitta assieme agli imbarazzanti ritratti del Giuseppe d’Acciaio che tanto disturbavano il social-liberale Bertinotti, in cui hanno imperversato Luxuria con tanto di boa e lustrini e il gauchiste à la page Sansonetti sempre in televisione – la perdita di tanti comodi seggi in parlamento, nonché di posizioni di potere e privilegio che si credevano acquisite, possa mandare fuori di testa la “crema” politica rifondarola, assieme ai suoi intellettuali ed ai suoi illustri e brillanti scrittori.

Posso capire la delusione che ha fatto seguito al settimo congresso di RC, il quale ha incoronato segretario Paolo Ferrero, ex ministro dell’ex premier ex democristiano Romano Prodi, ma non ha certo prodotto grandi cambiamenti e non ha portato gli sperabili risultati in termini di ripresa del consenso nei sondaggi, essendo Ferrero un Bertinotti senza Bertinotti, o un Vendola senza Vendola, come hanno sostenuto malevolmente alcuni.

Posso capire che i resti di RC, dopo il vistoso echec nelle elezioni politiche del 2008, cerchino di “segnare” le differenze ideologiche con quelli che erroneamente sentono come potenziali concorrenti per “la pagnotta” [vista anche la totale inesistenza della loro azione politica e sociale], onde delimitare un sia pur piccolo territorio, una loro “riserva di caccia”, come fanno in natura gli animali con l’urina.

Quello che non posso ammettere è che attacchino un nemico secondario, o addirittura un falso nemico, puntandogli contro l’indice, distogliendo l’attenzione dal nemico principale in grande avanzata: il Capitalismo Transgenico a scorrimento liquido dei capitali finanziari, i suoi agenti strategici e tutto il codazzo sistemico dei suoi sub-agenti politici locali.

E non posso ammettere che qualcuno, probabilmente obnubilato dalle ripetute [e meritate] sconfitte subite in questi ultimi anni, metta insieme in modo intellettualmente disonesto, del tutto cialtronesco e capzioso l’ex generale vallone della SS Jean-François Thiriart e il grande filosofo hegeliano, libero allievo di Marx, Costanzo Preve, in una sorta di immaginario, inesistente fil rouge-brun che andrebbe dal nazismo del crepuscolo al Comunismo Comunitario, da Das Kapital al Mein Kampf.

Sono sciocchezze che hanno come scopo quello di sviare l’attenzione dalle rilevanti questioni culturali, politiche e sociali dell’epoca – alle quali sia Preve sia il sottoscritto, sia i comunisti comunitari prestano grande attenzione – , questioni che i rifondaroli non sono stati capaci di affrontare, o non hanno voluto farlo ritenendo più “pagante” ripiegare su un comodo ruolo di “ascari” sistemici, disinteressandosi della sorte dei subalterni.

Queste sciocchezze hanno anche lo scopo di diffamare gratuitamente e personalmente grandi pensatori come Costanzo Preve, ed un intellettuale e scrittore di mestiere come Valerio Evangelisti, che fra l’altro è l’autore dell’articolo, non può non saperlo.

Evangelisti ha fatto lo sforzo di leggere qualche opera di Costanzo Preve – che ha pubblicato fino ad ora oltre cinquanta libri – prima di “condannarlo al rogo” senza appello?

Ha letto i molti libri critici ed innovativi che Preve ha scritto sul pensiero originale di Marx e sul marxismo, quali ad esempio Marx inattuale e Storia critica del marxismo?

Conosce quella che è la concezione personale e originale di Preve del comunitarismo, non certo “reazionaria” e organicistica [Elogio del comunitarismo, il suo manifesto comunitarista, eccetera]?

Ha letto l’importante trilogia filosofica del pensatore di Torino dedicata all’Etica, alla Dialettica e al Materialismo?

Ha letto, infine, Il Popolo al Potere in cui Preve ci offre un’originale visione della democrazia, non certo di tipo statico-burocratico-istituzionale bobbiano, ma essenzialmente dinamica e da intendersi come un lungo e difficoltoso percorso storico di emancipazione?

E’ certo, infine, che si tratti di meri “opuscoli” di propaganda nazimaoista mascherata, che non merita neppure leggere, come evidentemente ha fatto il pregiato scrittore del fantastico?

E’ sufficiente leggere i molti documenti di Preve presenti in rete e consultabili gratuitamente per capire l’inconsistenza del “teorema” di Evangelisti, il quale, per altro, si rifà a quanto scritto da altri in documenti a loro volta disponibili in rete.

Per quanto riguarda il fatto che la questione sociale, da intendersi principalmente come lotta di classe fra dominanti e dominati, è stata eliminata dall’agenda di questi presunti “rosso-bruni”, posso confermare che Costanzo Preve ha firmato assieme al sottoscritto un libro che presenta un’ipotesi sulla nuova struttura di classe del capitalismo contemporaneo [C. Preve – E. Orso, Nuovi signori e nuovi sudditi, Petite Plaisance Editrice, Pistoia, anno 2010] … altro che disinteresse per il dato sociale, le condizioni di vita dei subalterni e la lotta di classe anticapitalistica!

Posso assicurare che Costanzo, infine, non ha mai smesso di essere libero allievo di Marx, il cui pensiero studia ed interpreta con grande lucidità ed onestà intellettuale da almeno trent’anni, mentre non mi risulta che citi spesso il Mein Kampf di Hitler o Il mito del XX secolo di Rosenberg, o ancora il Dughin euroasiatista …

Mi sembra evidente che Evangelisti, a differenza di quanto faceva la sua creatura letteraria Eymerich nei romanzi [che lo scrivente ha apprezzato, fra l’altro], non si prende neppure la briga di leggere ciò che scrivono quelli che con tanta leggerezza diffama, condannandoli al rogo, e neppure gli importa se sono veramente “colpevoli”, perché tanto lo ha già stabilito a priori, prima del processo.

Noi non siamo certo “Rosso-Bruni”, non ci riconosciamo in questa definizione superficiale, delegittimante e “inquisitoria”, e meno di tutti lo è Costanzo Preve, all’estero conosciuto come il maggior interprete italiano vivente del pensiero di Karl Marx, assieme a Domenico Losurdo, cioè proprio di quel pensiero che gli intellettuali e pregevoli scrittori rifondaroli sembrano avere da tempo letteralmente gettato nel cesso.

Ma se è certo che noi non siamo “Rosso-Bruni”, è altrettanto certo che Evangelisti è rosso … però di vergogna.

Ad infima, Eymerich!

 

 

Scrittori del fantastico, inquisitori e bufale politiche di Eugenio Orsoultima modifica: 2010-07-15T18:50:00+02:00da derosse
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