Krugman, Stiglitz, Attali, ovvero L’economia politica critica prende per i fondelli le masse depauperizzate e idiotizzate

Non avendo voglia di scrivere, a causa dell’afa opprimente, presento un post comparso ieri su un nuovo blog che ho scoperto navigando a caso: Postletteratura. Si tratta di un blog apparentemente folle [ma solo apparentemente folle] e il suo creatore è probabilmente un geniale pazzoide. Consiglio a tutti di visitarlo.

Che dire, infine, di Stiglitz, Krugman e Attali che Postletteratura chiama in causa come economisti “officianti” di sistema/ grandi sacerdoti dell’Economia Autofondata su sé stessa?

Indubbiamente l’economia politica critica interna al Liberalcapitalismo e alla società di mercato che tali sponsorizzatissimi e premiatissimi soggetti esprimono è l’antitesi della vera Critica integrale dell’Economia Politica, che vale la critica complessiva al Capitalismo ed anima un irriducibile antagonismo. Indubbiamente Marx, quello dei Grundrisse, docet ancora!

http://postletteratura.blogspot.com/

Krugman, Stiglitz, Attali, ovvero L’economia politica critica prende per i fondelli le masse depauperizzate e idiotizzate

 


Cari postproletari, cari ceti medi depauperizzati, cari pauper tutti,

dovete sapere che esiste una subdola e falsa critica al capitalismo ultimo mutante finanziario, più che tollerata dai sistemi di potere e di controllo e ben inserita nell’establishment accademico, che postula timide misure “per affrontare la crisi” senza rinunciare a Finanza-Mercato-Globalizzazione, per mantenere in piedi strutture di potere e di espropriazione che della crisi si alimentano per promuovere altri saccheggi di risorse e maggior de-emancipazione, per supportare con piglio ipocritamente riformatore il Liberalcapitalismo assassino.

Krugman, Attali e Stiglitz – quali nuovi Ricardo, Say e Malthus – saranno forse i nuovi “classici” dell’inganno dell’economia liberale per il ventunesimo secolo, impegnati come sono nel propagandare il messaggio che … il capitalismo è buono, la globalizzazione pure, bastano dei correttivi, che ne sò … un poca di spesa pubblica in più, investimenti sulla conoscenza, qualche controllo sugli squali-banca.

Krugman, ad esempio, premio Nobel 2008 e molto attivo sulle pagine del giornale globalista/ oligarchico New York Times, ci propina la Terza Depressione mondiale, quella in atto, dopo la Lunga Depressione di fine Ottocento [1873-1896 circa] e la Grande Depressione novecentesca del 1929. Non ci dice chiaramente Krugman – il nuovo Ricardo? – che se dopo la Lunga Depressione è scoppiata la Grande Guerra e dopo il Crollo del 1929 è scoppiata la Seconda Guerra Mondiale, siamo ora a rischio di un conflitto Globale Generalizzato – da guerra dei mondi in un solo pianeta – e non ci dice, il grande economista interno alle logiche di questo capitalismo mutante, che l’unico modo per evitare l’Armageddon sarebbe una definitiva Fuoriuscita dal Capitalismo ed il superamento delle sue logiche aberranti.

Che se li tengano, Krugman, Attali e Stiglitz! Noi vogliamo non un’economia politica critica che comunque resta sotto il controllo oligarchico ed interna al sistema, ma una Nuova Critica Globale dell’Economia Politica! Marx docet!

Eugenio Avati Ostilio, critico dell’economia politica
6 luglio 2010

Krugman, Stiglitz, Attali, ovvero L’economia politica critica prende per i fondelli le masse depauperizzate e idiotizzateultima modifica: 2010-07-07T12:24:00+02:00da derosse
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