Grandi Manovre di Eugenio Orso

 Avverto che in questo post, piuttosto diretto e rozzo, non modero le parole e chiamo le cose con il loro nome. Stiamo arrivando rapidamente al “punto di rottura”. La precipitazione verticale degli eventi è vicina. Purtroppo, non vi sono forze politiche degne di questo nome, per quanto minoritarie, che possono guidare una nuova opposizione sociale in Italia, totalmente estranea a questo sistema e al suo invasivo marciume. Nella penisola, siamo ormai molto oltre la crisi dello stato liberale, interminabile oggetto di discussione, negli ultimi anni, per politologi e filosofi. Intorno a noi c’è il vuoto, e lo avvertiamo ad ogni passo. Dietro di questo vuoto ci sono delle responsabilità ben precise, quelle del sistema berlusconiano-leghista e quelle del “centro-sinistra” in precedenza al governo. Vi sono anche segnali di un ulteriore scollamento futuro della società. Flessibilizzazione del lavoro e precarizzazione dell’uomo hanno già prodotto effetti nefasti. Centinaia di migliaia di giovani che non solo non si ribellano, ma né studiano né lavorano e se ne stanno muti ad aspettare, vivacchiando sospesi nel nulla, incuranti di ciò che sarà il loro futuro. Fra i subalterni non vi è la necessaria solidarietà, perché flessibilizzazione e frammentazione hanno agito in profondità nel tessuto sociale. Non mi è sembrato il caso, alle soglie del disastro, di ripiegare su metafore, dotte citazioni, mediazioni, frasi edulcorate, bon ton letterario …

Dichiarazione recente, di qualche giorno fa, di Tremonti, prima che inizino a precisarsi ulteriormente i termini della manovra che darà il colpo di grazia a questo paese: “Non metteremo le mani nelle tasche dei cittadini, e non aumenteremo le tasse”.

Infatti, non si sono mai permessi [e mai si permetteranno] di “mettere le mani in tasca” agli evasori, ai ladri e a molti assassini della criminalità organizzata, dei quali, anzi, fanno, in via diretta ed indiretta gli interessi.

E dopo la prima, un’altra menzogna, particolarmente disgustosa: “Dobbiamo ridurre la spesa pubblica ma le persone normali non avranno nulla da temere”.

Ma sappiamo che sono proprio “le persone normali”, quelle oneste, i lavoratori dipendenti, gli studenti, gli anziani pensionati, i disoccupati, quindi la parte ancora sana di questo paese marcescente a dover temere per il proprio futuro – in assenza di una reazione generalizzata, extraparlamentare, fuori dai narcotizzanti schemi sistemici, che non dovrà escludere l’abbondante uso della violenza – perché il popolume infetto di imbroglioni, mafiosi da cosca, speculatori, razzisti, evasori fiscali grandi e piccoli, impresari corrotti e corruttori, sopraffattori sociali vigliacchi, semplici imbroglioni e piccoli razziatori, ancora fortunatamente minoritario che costituisce, con brutta espressione, lo “zoccolo duro” del consenso berlusconiano leghista e contribuisce a tenere in piedi questo infame sistema di potere [il sistema infame, retto dal consenso degli infami, dunque], da questa manovra non ha nulla da temere e già se la ride sotto i baffi.

Scatteranno aumenti bestiali di tariffe e Irpef comunale e regionale, saranno i lavoratori dipendenti, i poveri e gli indifesi a subire “cartelle impazzite” e “attenzioni” del sadico esattore Equitalia, che ridurrà i tempi di riscossione, vessando vigliaccamente i più deboli, i lavoratori dipendenti, i disoccupati, i pensionati [la vigliaccheria berlusconiana sarà come sempre d’esempio] e minacciando i più deboli del sequestro di tutto.

Entro il 2011 si perderà ancora qualche centinaio di migliaia di posti di lavoro, ma solo se “andrà bene”, perché in altra ipotesi la distruzione del futuro riguarderà alcuni milioni di persone [naturalmente della parte sana e onesta del paese].

Ormai il vergognoso sistema di potere paramafisoso, fiancheggiatore della criminalità organizzata, della grande speculazione ed evasione fiscale, nonché macellaio sociale e servo di ogni potere forte, che possiamo definire, per comodità, semplicità e tanto per capirci, “berlusconiano”, non ha più alcun pudore e alcun freno.

Qualche giorno fa si parlava della stretta sulle pensioni di invalidità, che si presuppongono tutte false, sbandierando la bella cifra di 16 miliardi di euro annui [un punto di PIL!] e cercando di nascondere che gli amici e protetti evasori, elusori, fruitori dello scudo fiscale, listafalcianisti, trafficanti di droga, di organi umani, di armi, di schiavi, di prostituite [escort?], speculatori finanziario-borsistici, mafioso-camorristi, confindustrialini/ crematisti, fino agli infimi e “veniali”, quanto a importi pro-capite sottratti, quei piccoli evasori che di recente hanno costituito il patetico gruppo di pressione del Capranica [dal nome di un cine di Roma, credo], chiamato Rete Imprese Italia, rubano alle comunità italiche oltre 150 miliardi l’anno [altri stimano 120 miliardi, qualcuno addirittura 180, essendo le stime difficili da farsi], anno dopo anno in misura crescente, ben di più delle pensioni erogate agli invalidi, delle quali si presuppone con sadismo criminale la “falsità”.

Si toglie a dei veri poveri che in tanti casi sono veramente inabili al lavoro, per continuare a razziare, a rubare, a flessibilizzare criminalmente, oltre ogni limite di disgusto e, soprattutto, di tollerabilità sociale.

Sia ben chiaro, in questo paese “Legalità l’è morta” e ladri, macellai, truffatori, puttanieri, assassini sono ben insediati al governo, anzi, “sono il governo”.

Anche queste disgustose dichiarazioni “governative” contribuiscono a chiarire quale putridume è il berlusconismo, quali ingiustizie e quali vigliaccherie malavitose nasconde [neanche troppo bene], e chi oggi lo “appoggia” e ne trae vantaggio, sulla pelle della parte buona, sana e onesta del paese, fondando il consenso sulla parte marcia e spregevole, sa bene ciò che sta facendo … quindi, non meriterà pietà alcuna, se un giorno vi sarà la Liberazione.

Le piazze in cui avvenivano le esecuzioni sommarie durante il Terrore francese, quel giorno, risulteranno sicuramente troppo anguste, addirittura microscopiche, rispetto alle grandi e impellenti esigenze di Pulizia Etica, Politica e Sociale che avvertiamo da troppo tempo in questo disgraziato paese.

Troppo misericordioso ci sembrerà, allora, il deputato francese rivoluzionario Joseph-Ignace Guillotin.

Ecco che si scopre – ma già lo sapevamo – chi dovrà dare a Tremonti, Letta e soci, all’ologramma Berlusconi che manda avanti Letta, nascondendosi dal quel sordido vigliacco e imbroglione-piazzista che è sempre stato, i 24 o in seguito 25 o 26 o 28 [o alla fine anche 30] miliardi di euro per “evitare di fare la fine della Grecia”.

Ecco che si chiarisce, assieme alla biennale menzogna dei ratti pidielli, forzaitalioti, leghisti [con tutto il rispetto per poveri, in tal caso incolpevoli ratti da fogna …] – “tutto va ben madama la puttana berlusconiana [più spesso definita escort, nelle orge del berlusca]” – la sostanza criminale, macellaia, assassina di questo potere.

Specchietti per le allodole come il “taglio” dei cachet a politici e magistrati, peraltro ridicolo, viste le retribuzioni e le indennità principesche di cui godono, si accompagnano all’eliminazione delle piccole province, ma se si toccherà qualche provincia tribale dei lumbard-padani, Bossi minaccia già guerra civile.

L’insopportabile capa degli evasori fiscali, crematisti e macellai sociali di confidustria, Marcegaglia, naturalmente approva la manovra – plaudendo soprattutto ai suoi lineamenti più criminali, che penalizzano l’impiego pubblico e tagliano la spesa sociale, minacciando innalzamenti arbitrari dell’età pensionabile – ma chiede “interventi struttali” decisi, magari sognando segretamente e incautamente che si traducano, alla fine della fiera di spoliazione del lavoro e delle comunità, in sgravi fiscali futuri e incrementi esponenziali dei profitti per le tasche sue e dei suoi complici.

Ma cosa si nasconde, in sintesi e in modo molto prosaico, dietro le espressioni “Mercati” e “Investitori” i quali impongono tali manovre e lo strangolamento dei paesi dell’Europa [per ora soltanto] mediterranea?

Il risultato finale, la sintesi ultima, sarà che questi 24 [e alla fine più] miliardi di euro, rubati alla sopravvivenza dei lavoratori e dei poveri – proteggendo le mafie, i criminali, gli evasori listafalcianisti/ confidustrialini ed altri – finiranno soprattutto nelle tasche dei grandi speculatori della finanza internazional-anglo-americana che nessun governo contrasta [od anche elimina, come sarebbe più opportuno, dalla faccia della terra] e che hanno artatamente “fatto esplodere la bolla” del debito pubblico in Europa con il fine non soltanto speculativo, ma geopolitico, della cannibalizzazione dell’euro per salvare il dollaro.

Tranquilli, però, perché sta già riemergendo a livello planetario l’ancora peggiore problema alimentare, in quanto “Mercati” e “Investitori”, come ogni buona organizzazione criminale che si rispetti, si occupano di tante cose e gestiscono tanti racket, dalla moneta al cibo, e presto anche l’acqua … a quando l’aria?

 

 

Grandi Manovre di Eugenio Orsoultima modifica: 2010-05-27T14:44:00+02:00da derosse
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4 pensieri su “Grandi Manovre di Eugenio Orso

  1. A meno che non si verifichi qualche grave evento, in grado di far precipitare la situazione …
    Ci sono vari livelli di discorso e di analisi.
    Invito a leggere il mio ultimo post [che è un saggio breve] dal titolo Il Capitalismo “speculativo”.

    Eugenio Orso

  2. sì dopo aver letto l’altro post il discorso è più chiaro.
    Semplicemente in questo post c’era un’atmosfera da fine dei giochi che lasciava presagire un collasso imminente.

  3. X Rafa:

    A volte mi inquieto. L’indignazione diventa troppa. La rabbia monta.
    Spero nel collasso imminente, nell’improvvisa nemesi.
    La mia ostilità nei confronti di questo sistema [e dei suoi “agenti”] cresce, e pur di vederne la fine, in certi momenti sarei disposto ad accettare anche situazioni da dopobomba.
    Ma poi la rabbia sbolle, e fortunatamente subentra la necessaria riflessione.
    Non ci sono ancora le condizioni storiche per poter sperare in un cambiamento concreto …
    Mi rendo conto che oggi non esiste, e non è neppure in fase d’abbozzo, una teoria di legittimazione ideologica di un nuovo movimento rivoluzionario, ed anzi, non esiste neanche il movimento …
    Il cammino sarà lungo e difficile. Speriamo solo che non richieda tempi storici, o peggio, biblici.

    Saluti

    Eugenio Orso

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