Berlusconi vittima della società dello spettacolo di Eugenio Orso

Impietose le telecamere riprendono.

A Milano.

Riprendono un Berlusconi ferito, un “povero” vecchio ritinto con il volto sanguinante, mentre annaspa, assistito da gregari e camerieri …

Berlusconi sa che la sua immagine pubblica di “vincitore”, anzi, di invincibile, può uscirne male, e far male anche a lui personalmente, al suo share, ai suoi quozienti elettorali, alla sua “credibilità” mediatica, al suo smisurato ego, e questo ben di più di un paio di incisivi spezzati e del setto nasale rotto.

L’uomo che ha vinto contro il cancro e ha “salvato” l’Italia dal pericolo comunista, il “miracolo che cammina”, come si è lui stesso definito in passato, autocelebrandosi come suo solito, l’idolo degli ignoranti e degli obnubilati che hanno come unica fonte d’informazione la televisione generalista, degli evasori fiscali e dei “furbi”, non può accettare di veder compromessa la sua immagine, per cui – avendo ben compreso il rischio, da esperto venditore di se stesso e di fumo – ha cercato dopo l’evento di “sollevarsi sul predellino” [dal quale, in un recente passato, ha sbrigativamente annunciato la nascita del “suo” nuovo cartello elettorale: il PdL] per mostrare disperatamente la sua forza, per riconfermarsi come vincitore, come combattente eternamente giovane e non domo …

Non un vecchio ferito che annaspa, dunque, non questo … questo mai! Ma un gladiatore che non molla e saluta, ancora spavaldo e combattivo, il suo pubblico.

Sembra che dica: sono qui, ancora fra voi, saldo sulle gambe … ma, almeno per quanto mi riguarda, è un penoso giullare, un saltimbanco che cerca di recuperare pateticamente dopo una “caduta”, uno scivolone sulla pista causato da eventi imprevedibili.

Intanto il paese, abbandonato a se stesso dai nani della politica sistemica [fra i quali c’è anche lo stesso Berlusconi], rischia di infiammarsi, di degradare in un caos istituzionale e sociale.

Massimo Tartaglia come Antonio Pallante o peggio, pur avendo “fallito”, come Gaetano Bresci o, volendo esagerare e uscendo dal “seminato”, come Gavrilo Princip?

L’unica cosa certa è che, una volta di più, i meccanismi della società dello spettacolo hanno sfruttato impietosamente l’evento. The show must go on, qualsiasi cosa accada.

Forse Berlusconi sperava di poter controllare questi meccanismi – frutto di una suprema mercificazione e di una suprema astrazione del capitale, per usare vecchie ma rispettabili terminologie – non tendo conto che il mostro può divorare, per sostentarsi, anche le sue stesse creature – come lui in parte è – esponendole alla sofisticata gogna degli schermi.

Così un “vincitore”, un “leader” maximo o venduto come tale, un emulo di Napoleone o, indifferentemente, del sobrio Alcide De Gasperi, può sembrarci all’improvviso un [“povero”] uomo anziano aggredito, coperto di sangue, con una smorfia di dolore sul volto … miracolo delle immagini, dello spettacolo a tutti i costi, dell’irrealtà che diviene realtà, e della realtà che diviene irrealtà.

Ma tutto ciò non sarà neutrale, sul piano del consenso politico, su quello elettorare, e potrebbe avere effetti non positivi, alla lunga, per il cavaliere venduto da sempre come invicibile, come il più amato dagli italiani.

Dietro lo spettacolo, offertoci dai media, dalla televisione generalista, dai giornali che tutto enfatizzano e tutto sfruttano per vendere la loro merce, c’è però il mondo reale, il conflitto sociale sempre latente, ci sono i problemi concreti … e a volte tali problemi esplodono, ben oltre la mediazione della immagini.

Come scriveva Guy Debord, ai suoi tempi: Le spectacle n’est pas un ensemble d’images, mais un rapport social entre des personnes, médiatisé par des images [Lo spettacolo non è un insieme di immagini, ma una relazione sociale tra persone, mediata dalle immagini].

Ad un certo punto, però, questa mediazione può non funzionare più …

Vedremo gli effetti a catena che potrà scatenare, in questo paese in profonda crisi, il gesto di Massimo Tartaglia.

 

 

 

Berlusconi vittima della società dello spettacolo di Eugenio Orsoultima modifica: 2009-12-14T14:35:37+01:00da derosse
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