Stiamo affondando … e riecco le primarie piddì! di Eugenio Orso

Non so come finiranno le primarie piddì, oggi in corso per la segreteria nazionale e, sinceramente, me ne importa poco. Ho già avuto occasione di scrivere, in passato, su questo argomento, tirando in ballo persino l’”effetto notte” cinematografico di François Truffaut, in un film del 1973 – leggete qui, se proprio volete approfondire: http://pauperclass.myblog.it/2012/12/03/effetto-primarie-di-eugenio-orso/ – ma qualche parola è bene spenderla anche in questa occasione, anche se dovrebbe essere ormai chiaro che le primarie sono fumo negli occhi e il vincitore è predeterminato.

Questa volta, a differenza del 2012 e delle tornate precedenti, sembra che la “festa privata” dei collaborazionisti della troika si svolga in tono minore. Infatti, in meno partecipano e più è felice Matteo Renzi, che queste primarie dovranno consacrare ancora segretario, dopo lo spin-off dei vari Bersani, D’Alema, Rossi, Speranza, Gotor e compagnia. Infatti, a cosa servono quattro milioni di gonzi che potrebbero anche rovinare la festa al fiorentino, se si può star tranquilli con appena uno  o due milioni?

Non ancora una drink card discotecara per i non “abbonati”, pardon … tesserati, come auspicavo anni fa, ma sempre i due euro di contributo per i gonzi che ci cascano, credendo di eleggere il segretario a sorpresa. Del resto, se un meccanismo truffaldino funziona, perché cambiarlo? Il popolo bue di sinistra apprezza la festa così com’è e, comunque, partecipa, come un tacchino al pranzo di Natale.

Scommettiamo che vincerà Renzi? Sono pronto a gettare sul piatto centomila euro, sapendo, però, che nessuno sarà così pollastro da scommettere sui due “avversari” Orlando e Emiliano, comparse destinate a perdere (e lo sanno bene anche loro stessi).

Udite, udite! A mezzogiorno il piddì-discoteca ha già fatto più di settecentomila ingressi. Sapendo che i seggi/botteghini chiuderanno alle venti, la partecipazione potrebbe raggiungere o anche superare i due milioni, facendo un banale conto (orario) della serva. Se Renzi, mettendo le mani avanti, riteneva strepitoso un milione di partecipanti alla sua festa privata, lui e i suoi comparucci di merende, compresi Orlando e Emiliano, con un paio di milioni potranno cantare vittoria e dar fiato alle trombe della propaganda, come sempre aiutati dai media. A questo servono le primarie del piddì, dato che il vincitore è noto a priori.

In Campania, ad esempio, sono stati allestiti oltre cinquecento e cinquanta seggi. Presumo che anche lì la partecipazione sarà soddisfacente, perché ci penserà la camorra, che controlla voti e territorio, a votare e a far votare per Matteo Renzi, com’è accaduto nella tornata precedente.

Le primarie piddiote, anche se un po’ in sordina in questa fase, mantengono nel tempo il loro appeal e le loro funzioni, che consistono: 1) nell’alimentare il marketing elettorale, 2) porgere un supporto indiretto (mascherato da partecipazione popolare) alle politiche neoliberiste che i governi piddini stanno praticando in continuità con Monti, 3) nascondere le vere questioni sociali, economiche e ambientali, sostituendole con altre di minor portata, fuorvianti o completamente inventate, 4) contribuire a quel processo di trasformazione antropologica della popolazione italiana che favorisce l’accettazione passiva delle politiche neoliberiste e l’affermazione del potere dei Mercati & Investitori.

Dobbiamo forzatamente guardare la maratona televisiva di Mentana, su LA7 dalle 20:30 a notte fonda, per sapere chi ha vinto? Lo sappiamo fin d’ora, certi di non sbagliare non essendo micchi. Anche sulla partecipazione non dovete preoccuparvi. Ci pensano loro, facendo votare immigrati senza cittadinanza (però con il permesso di soggiorno in regola!), minorenni fra i sedici e i diciotto (però con iscrizione preventiva on-line per il voto!), e fidando sull’aiuto degli amici della camorra, dove ci sono. Se non dovesse bastare, i galoppini più fidati voteranno due, tre, quattro o cinque volte, ovviamente in maggioranza per Renzi.

Una domandina: se Orlando e Emiliano dovessero perdere, come è certo a priori, usciranno dal piddì? Ci sarà un altro spin-off, con un articolo 2 dopo articolo 1, oppure se ne andranno con Bersani e soci? Manco per sogno. Questi rimarranno dove si trovano, fingendo qualche blanda opposizione interna alla nuova segreteria post-primarie, sempre renziana.

Infine la percentuale di voti del vincitore (Renzi). Cosa cambia se sarà 55%, piuttosto che 60% o 65%? Assolutamente nulla, a meno che non superi il 90%, ricordandoci un po’ troppo le strabilianti performance dell’inossidabile Todor Zhivkov, nella compianta Bulgaria comunista … ma i capoccia piddini non sono così stupidi!

I giochi erano già fatti prima delle otto del mattino di oggi, domenica 30 aprile, ora dell’apertura dei seggi, ma fingete comunque di stupirvi se vincerà Matteo Renzi e se la partecipazione – straordinaria, popolare, democratica (minori, immigrati e camorra compresi)! – arriverà a circa due milioni …

Stiamo affondando come paese e come popolo ed ecco, un’altra volta, le primarie del piddì!

Stiamo affondando … e riecco le primarie piddì! di Eugenio Orsoultima modifica: 2017-04-30T19:18:14+00:00da derosse
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5 pensieri su “Stiamo affondando … e riecco le primarie piddì! di Eugenio Orso

  1. Dai non siate così cattivi, è pur sempre democrazia, il meno peggio dei sistemi possibili, il fatto che non vi siano avversari non è un problema da opporre al sistema democratico, è un problema da opporre a tutte le persone di pregio che pur avendo la possibilità di sfidare, nei vari partiti, i leader scamorza affumicata, neanche ci provano, perchè la politica non è un gioco per persone di pregio, la politica attira lo spregio come i polifosfati organici le mosche. L’altra faccia della medaglia è rappresentato da un altro grave problema del sistema democratico, molto ben conosciuto e splendidamente trattato su questo blog: l’insipienza degli elettori itadioti. L’altro giorno, non so che programma fosse, il solito sondaggio televisivo, fra i giovani benvestiti di … Milano …, mostrava risultati di questo tipo:
    Anno dell’unità d’Italia ? – 1985!
    Anno dell’unità d’Italia ? – 1995!
    Il 25 Aprile cosa si festeggia? Milano!
    Il 25 Aprile festa della liberazione da cosa? – Dagli ebrei!
    Il 25 Aprile festa della liberazione da cosa? – Dal comunismo!
    Chi è il capo del governo italiano? – Mattarella!
    Chi è il capo del governo italiano? – Berlusca!
    Come si chiama l’inno italiano? – Boh! – Ti aiuto: inno di Ma … Mam ? – Mammeta (pur essendo milanese dall’accento).
    Quante sono le regioni italiane? – 36!

    @Puskin

    • C’è anche qualcuno (giornalista prezzolato, ovviamente) che ha chiamato Monti (il distruttore) “Aristocrazia democratica”!
      Quanto all’ignoranza, come sappiamo questa non può che rafforzare la splendida democrazia …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  2. 🙂 Dai non siate così cattivi, in fondo si tratta pur sempre di democrazia, il meno peggio dei sistemi possibili, le colpe non sono da ascrivere ad essa ma a tutte le persone di pregio che pur avendo la possibilità di giocare tale gioco lo snobbano, certo, sapendo che essa non si attaglia alle persone di pregio, la politica attira lo spregio come i polifosfati organici le mosche.
    L’altra faccia della medaglia democratica è molto ben conosciuta e magnificamente trattata nelle pagine di questo Blog, da Eugenio ed Alceste: la totale, tragica, insipienza degli itadioti! L’altro giorno, in TV, non so che programma fosse, il solito sondaggio per la strada, fra i giovani benvestiti di … ! Milano ! dava responsi di questo tipo:
    Anno dell’unità d’Italia ? – 1985!
    Anno dell’unità d’Italia ? – 1995!
    Il 25 Aprile cosa si festeggia? Milano!
    Il 25 Aprile festa della liberazione da cosa? – Dagli ebrei!
    Il 25 Aprile festa della liberazione da cosa? – Dal comunismo!
    Chi è il capo del governo italiano? – Mattarella!
    Chi è il capo del governo italiano? – Berlusca!
    Come si chiama l’inno italiano? – Boh! – Ti aiuto: inno di Ma … Mam ? – Mammeta (pur essendo milanese dall’accento).
    Quante sono le regioni italiane? – 36!

    Che correttivi apportare alle due facce ? C’è un sistema un microgrammo migliore della democrazia ? Togliere il suffragio universale ? Far votare solo chi supera un test di minime conoscenze storicoeconomicosociopolitiche? Chi stila il test, la Fedeli ? Un’approfondita conoscenza della storia, compresi i vari meccanismi di travisamenti, delle dinamiche sociali, dei massimi sistemi, della macroeconomia, della politica, supera, sempre e comunque, il giudizio sintetico, istintivo di un analfabeta che vota a simpatia ?

    Puskin

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