Europa En Marche verso l’abisso di Eugenio Orso

Chiariamo subito un paio di cosette di una certa importanza:

1) Le elezioni presidenziali francesi di primavera non riguardano solo la Francia, ma l’intero continente europeo, ivi comprese le sorti dell’Italia.

2) Non basterà l’esito delle presidenziali per determinare la direzione che prenderà la Francia, perché in breve, entro giugno, ci saranno le elezioni legislative, che potrebbero rivelarsi una spina nel fianco per chi sarà eletto presidente.

Il primo turno delle presidenziali francesi si è chiuso con un risultato a dir poco orribile, per tutti noi. Il candidato dei soldi, della Ue e della Merkel, costruito mediaticamente, appoggiato da una lista personale fittizia, ha conquistato il primo posto, con oltre otto milioni e mezzo di voti. Pur avendo ottenuto il massimo storico dei voti, oltre sette milioni e mezzo, la Le Pen ha conseguito un risultato modesto, in termini di consenso, di poco superiore a un quinto dei votanti.

Il candidato Banca Rothschild Emmanuel Macron ha spopolato, sopravanzando la Le Pen, unico vero candidato (su dieci o undici!) del popolo francese. Da poco lanciato sul mercato elettorale grazie ai suoi potenti padroni, appoggiato da una lista evanescente – En Marche, per i coglioni un “movimento” – fatta di socialistoidi e liberaloidi lacchè della grande finanza, questo burattino che incarnerebbe “il nuovo”, è riuscito a incamerare quasi un quarto dei votanti e ad aggiudicarsi il primo posto (che psicologicamente e propagandisticamente conta …), in attesa di vincere/stravincere al ballottaggio.

La vittoria di Macron, fra due settimane, è abbastanza probabile, se non certa, perché altri importanti candidati sottomessi all’élite, ma esclusi dal ballottaggio (come Fillon, “amico della Russia”, e lo scornato socialista Hammon), si sono pronunciati immediatamente contro la Le Pen – e la parte sana della Francia – manifestando appoggio al compare Macron.

Mi chiedo se i popoli sono imbecilli, almeno in maggioranza e se è vero che negli ultimi decenni il quoziente intellettivo umano si è ridotto di alcuni punti. Quando si nota che tutti i candidati fanno fronte comune, nonostante il differente schieramento destra/sinistra e apparenti differenze programmatiche, contro l’unico candidato non omologato (Marine Le Pen), si dovrebbe comprendere, senza sforzo, che tutti costoro hanno un padrone remoto al quale rispondono, non rappresentando la gran parte della popolazione. I loro sono partiti di cartapesta, false opposizioni, comitati e cartelli elettorali dietro i quali si muovono Rothschild & C. Forse gli italiani non sono gli unici idioti, facili da manipolare e ingannare, perché una buona fetta dei francesi sembra essere caduta nella trappola elettorale elitista. Del resto, così è la democrazia e tutti gli ancora senzienti, ormai, dovrebbero averlo compreso …

Macron significherà non solo per la Francia e i francesi, ma anche per noi, ancora euro, ancora rigore contabile, ancor più povertà e lavoro rischiavizzato, ancora Nato e rischi di guerra, ancora dominio incontrastato dell’alta finanza saccheggiatrice. Macron salva Ue e euro, uccidendo tutti noi, anche se non siamo francesi. Chiaro come il sole, ma i francesi stanno dimostrando, sostenendo questo scalzacani delle banche (e della Merkel euronazista), di essere diventati un po’ troppo italiani, cioè imbecilli senza speranza. Infatti, qualche parallelo, non solo a riguardo dell’età anagrafica e della generica provenienza “sinistra”/”progressista”, si può fare fra l’elegante e fotogenica figuretta di Macron e quella di Matteo Renzi … Il nuovo che avanza fra le macerie d’Europa.

Solo un miracolo, a questo punto, potrebbe portare Marine Le Pen alla vittoria, ma se anche sorprendentemente vincesse, la candidata della Francia e dell’Europa libera dovrebbe fare i conti con le elezioni legislative di giugno e una nuova maggioranza, probabilmente non favorevole, eurista, mercatista, filo-Ue, in parlamento. Ostacolo non da poco, probabilmente insormontabile per liberare la Francia dalle catene dei trattati europei e della Nato, nonché per ridare anche a noi una speranza di redenzione futura. Certo che le parlamentari potrebbero creare qualche piccolo problema anche a Macron, ma costui, pur non disponendo di un vero partito alle spalle, avrebbe un’ampia possibilità di inciuci con il centro, la destra, la sinistra, tutti sottomessi più o meno esplicitamente a quella élite cui lui stesso riporta.

Nessuno mi venga a dire che anche in tal caso, come nelle presidenziali Usa dello scorso anno, c’è lo zampino di Putin e della Russia, perché solo dei coglioni totali avrebbero interferito pericolosamente per ottenere, alla fine, un risultato tanto negativo, favorevole soltanto al nemico Nato/Ue. Tanto favorevole al nemico elitista-globalista, che il portavoce della euronazikanzlerin Merkel ha twittato con giubilo: “Bene che Emmanuel Macron con il suo corso per una forte Europa e un’economia sociale di mercato abbia avuto successo. Auguri per le prossime due settimane”. Europa forte e economia sociale di mercato (che ha come adepti individui del calibro di Mario Monti …) saranno la nostra tomba, in comune con i francesi che da poco hanno votato.

Piccolo particolare: come nel referendum noto come Brexit la capitale Londra ha votato in maggioranza per il Remain, cioè per il sistema di sfruttamento dei popoli europei chiamato Ue, così Parigi alle presidenziali ha dato il 37% dei voti a Macron e solo il 5% alla Le Pen. Le capitali “cosmopolite”, globalizzate, attraversate dai flussi maligni della “società aperta di mercato”, dove degenerati, arrivisti e idiotizzati abbondano, in un clima di scollamento comunitario e darwinismo sociale sempre più spinto, sono una spina nel fianco per la parte sana e resistente della popolazione. Il loro controllo politico e culturale ferreo, ha consentito al nemico elitista di avere una testa di ponte importante e insidiosa, a scapito della dignità nazionale, della sovranità, dell’identità e della possibilità di vera autodeterminazione per i popoli. Queste paludi dovrebbero essere bonificate, per poter procedere all’integrale liberazione dei paesi, ma ciò è fuori dalle possibilità dei resistenti, isolati e demonizzati come sono.

Anche in Italia giungono gli echi della campagna elettorale e del voto francese per il primo turno delle presidenziali. Non potrebbe essere altrimenti, enfatizzando il significato di quelle elezioni, decisive per la sopravvivenza del “sogno europeo” così come, purtroppo, lo conosciamo. Il pattume massmediatico, a tale riguardo, imperversa, con un’onda di propaganda pro-elitista e euroserva tale da sommergere la verità. Ecco che leggo di sfuggita, su un quotidiano locale di infimo ordine (Friuli Venezia Giulia, Trieste), “L’Obama bianco”, riferito a Macron, e “I giovani impazziscono per Emmanuel”! Le solite paroline d’ordine neoliberiste, che fanno scattare i lobotomizzati: cambiamento, nuovo, giovani, eccetera. Talmente grottesco e ritrito che solo un imbecille potrebbe cascarci. Eppure ci cascano a milioni, ignari del fatto che non ci risolleveremo più.

Europa En Marche verso l’abisso di Eugenio Orsoultima modifica: 2017-04-24T12:48:44+00:00da derosse
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23 pensieri su “Europa En Marche verso l’abisso di Eugenio Orso

  1. Anni fa ero a Parigi. Presi la metropolitana. Non c’era un bianco. Tutti negri e islamici.
    La Francia ha già compiuto la piena sostituzione della popolazione indigena almeno nelle grandi città. Resistono gli ultimi francesi nelle campagne, e questi ultimi hanno tutti votato Le Pen. Purtroppo non bastano . La Francia è lo specchio dell’Europa decadente. Credo che sei finita. Il male ha vinto aprendo le porte della torre di Babele globale. Dio abbia pietà di noi!

    • Per Giovanni

      Credo anch’io che sia finita, in particolare per l’Italia e gli italiani, non solo per i francesi.
      Il nemico ha vinto, lo vediamo dal mezzo trionfo di Macron, che gode di un “sostegno” idiota da parte della popolazione.
      Qui entra in gioco la qualità umana, che è ormai sotto le suole delle scarpe, non solo in Italia …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

    • Per MDA

      Plausibile. Anche un mio conoscente, subito dopo l’ultimo attentato a Parigi e prima del voto, mi ha fatto presente che l’atto terroristico, subdolamente, avrebbe favorito più le marionette delle élite che il FN. Altrimenti perché il sistema globalista/europide giocherebbe con la paura?

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  2. Insomma pare che la strada verso il nuovo ordine mondiale, il moderno totalitarismo, sia spianata. A meno che la Russia rifiuti di sottomettersi, nel qual caso forse moriremo a mucchi chi per le detonazioni atomiche chi per l’inverno nucleare. C’è da essere allegri. Speranze?

  3. Solo un miracolo potrebbe salvarci, ovvero una guerra civile definitiva negli USA. Utopia pura, questo ultimo ciclo delle civiltà devastate dal moderno sta volgendo al termine nei termini fissati al suo inizio.

    • Precisamente: devastate dal moderno. Come ho scritto altrove, la civiltà è già morta da almeno un secolo. Ciò a cui stiamo assistendo è solo l’inevitabile decomposizione del cadavere.

    • Per Gio

      Il neocapitalismo finanziario e globale è giovane. La trasformazione è iniziata nella metà dei settanta, particolarmente in Usa e Uk, poi è continuata negli ottanta (anche da noi, economicamente, socialmente e culturalmente), l’affermazione è degli anni novanta/primo decennio dei duemila (implosione dell’Urss, nascita Ue) e oggi il neocapitalismo è modo di produzione dominante che tende a riprodursi velocemente, consolidarsi ed espandersi.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  4. Un articolo più chiaro di così non si potrebbe.
    Una sconfitta nei numeri (78 a 22) e soprattutto nelle anime.
    I ricaschi sul resto dell’Europa saranno presto evidenti.
    La ferita populista, ammesso che ci sia stata, si è già richiusa e cicatrizzata.
    L’opposizione vive nella provincia profonda e basta.
    Stiamo perdendo alla grande, è ovvio.
    Solo una guerra interna ci risolleverebbe, ma chi te la regala?
    E chi la combatte?

    • Per Alceste

      Concordo in pieno.
      Stiamo perdendo alla grande nonostante l’eroica resistenza della Federazione Russa e della sua coalizione. In Francia potrà ancora vincere la Le Pen nel ballottaggio dei primi di maggio, ma se vincerà – cosa che ritengo improbabile – lo farà con un margine risicato e le successive elezioni legislative francesi produrranno un parlamento a lei ostile …
      Per quanto riguarda la guerra, è già parecchi anni che i globalisti la stanno facendo, con diverse armi: disoccupazione, fine dello stato sociale, immigrazione selvaggia e terrorismo contro di noi, stragi di massa, bande jihadiste, massacri, distruzione delle infrastrutture e della storia in altre aree del mondo.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  5. Una volta, il politico era come un signore giapponese della guerra,
    bastava uno schiocco di dita ed ecco che le masse a lui devote,
    apparivano.
    Oggi il mondo virtuale ha rimpiazzato politici e masse.
    Questi politici non hanno piu’ contatti con gli elettori.
    A parte che secondo me, al ministero dell’interno,
    ci deve essere qualche forza che decide come deve
    andare l’elezione.
    I candidati lo sanno e fanno la loro parte, chi gioisce della
    vittoria e di chi fa finta di aver perso.
    In italia questo metodo esiste dal 1945.

    • Per SEPP

      Non credo che il metodo da te descritto esista e funzioni infallibilmente, in Italia, fin dal 1945/1946 …
      Vero che nel 1946 ci sono stati i brogli (due milioni di voti) in occasione del plebiscito monarchia/repubblica. Vero che ha agito il cosiddetto “fattore K” (Alberto Ronchey) per cui il PCI non poteva arrivare la governo, ma allora esisteva una vera militanza politica e un partecipazione massiva alle elezioni, diffuse nella popolazione, oltre i brogli e la “supervisione” interessata del Viminale.

      Cari saluti

      Eugenio orso

  6. In fondo c’è ancora qualche speranza, basta un Carolus Tudes en France.
    Un Ferdinando e un’ Isabella in Ciermania (questa volta).
    Per i principi Vlad a oriente, nessun problema, ne nascono ogni giorno …
    Serve solo un 92 da qualche parte….

    @ Puskin

  7. E’ confortante leggere queste parole, perchè esprimono il mio/nostro stesso pensiero, e ci fanno sentire meno soli. Pur nella tremenda frustrazione di vedere questa nostra civiltà, questo nostro paese, questo nostro popolo, morire così miseramente.
    *il servizio di registrazione di “Virgilio” non funziona mai.

    • Per Marco Z.

      Il servizio di registrazione di Virgilio è un’incognita, fuori controllo …
      Noi assistiamo in diretta, giorno dopo giorno, alla fine pianificata dell’Italia, senza alcuna possibilità di intervenire efficacemente.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  8. “ma anche se sorprendentemente vincesse”…

    Eh, dimentichi che poi c’è lo spread sul debito, che è un po’ come un sistema di allarme.
    In caso di disobbedienza, si attiva (in congiunzione con letterine diverse dalla “A” e segni “meno” dalla agenzie di rating).

    🙂

    [suvvia. Perdono il posto anche i ministri della Sanità non sufficientemente spediti nell’acquisto di tonnellate di vaccini inutili]

    • Per passante

      In effetti, certe cose “in democrazia” occidentale, liberale, rappresentativa, ormai le diamo per scontate. Ciò che è accaduto all’Europa mediterranea, partendo dalla Grecia e tenendo conto dello spread (nel caso, Btp decennale/Bund) usato come arma contro l’Italia, inizia a manifestarsi anche contro la Francia, sotto “osservazione”. Poi, in futuro, sarà il turno anche dell’odiata Germania, che fino ad ora ha retto il sacco ai poteri elitisti.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  9. “Zbigniew Brzezinski, then President Carter’s National Security Adviser and a Rockefeller adviser, who stated that “international banks and multi-national corporations are acting and planning in terms that are far in advance of the political concepts of the nation-state.”

    Dopodiché, voglio menzionare una canzone di Battiato, Caliti Junku. E una citazione da un altro testo che sempre egli canta: “Degna è la vita di colui che sveglio, ma ancor di più di chi diventa saggio, e alla sua gioia poi si ricongiunge”.

    Quindi: sia il vedere la verità che cercare di far vederla al prossimo sono altamente degni (quantunque la seconda delle due cose sia ingenua).
    Ma perché prendersela con i “vincenti” del giorno, o del decennio, o della metà di secolo?
    Mentre è evidente che le regole sono state sempre eguali, perché lo è sempre stata la natura dei giocatori e anche dei giocanti (nonché dei giocati, che però giocano, tutti, nei limiti delle loro capacità).

    Capisco che considerare l’immutabile un accidente controvertibile dia sollievo. Ma ne faccio a meno.
    Leopardi, col suo coraggio, fece il nome del colpevole: la Natura.

    Quanto al quoziente intellettivo, sì, quello genotipico è declinato. Quello fenotipico, con i miglioramenti nutrizinionali e sanitari ovviamente è salito. Ma, ricordi cosa disse il Grande Inquisitore a un saggiamente silenzioso Gesú? Libero ce ne è uno su diecimila, al piú.
    Il resto sono algoritmi bipedi, col cervello programmato per seguire vincitori e domini, che siano “idee”, “valori”, personaggi, “movimenti”, non conta.

    Nelle centinaia di migliaia di anni, se non milioni, in cui il cervello umano si è evoluto, le massime possibilità di sopravvivere e non vivere troppo male erano di essere, in ogni momento e modo, d’accordissimo col più potente.
    Scontato che se riesci ad ingannare anche te stesso, reciti meglio. Sicché all’inganno si aggiunse l’auto-inganno: l’evoluzione premiò esso.
    Obbedisci felice se non sai che obbedisci. Sopporti le iniquità al meglio se ti auto-allucini che tutto è equo.

    E poi ci sono, ci siamo, i malati. Quelli che vedono la nudità dell’imperatore, benché non siano più bambini anagraficamente.
    È vano illudersi che i cresciuti possano sentirci; parlano lingue diverse.

    P.S.: per Alceste. E’ il corale 639 di Bach, in Solaris. Whilelm Kempff lo suona al piano, … ci puoi passare insieme un’ora ogni sera, come con i tramonti.

    • Il quoziente intellettivo al massimo ti serve per essere uno dei renziani del PD che non passa giorno che non twitti che “L’Italia ha bisogno del TTIP: prima è meglio è”.

      E’ a questo che serve… e qualcuno su siti e blog in inglese parla di lie-detection quotient e cose simili.
      Ma, ripeto, l’autonomia mentale per gli umani è dannosa quanto lo sarebbe per altre specie che vivono in branco o gruppo… o almeno lo è stata per centinaia di migliaia di anni.
      Per questo è un tratto presente con frequenza da malattia rara.

    • Per passante

      “Obbedisci felice se non sai che obbedisci” – che è una verità, tutto sommato – mi ricorda un po’ la sostanza manipolatoria, fin da prima della nascita degli individui, del Mondo nuovo di Aldous L. Huxley …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

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