Trump si rimangia tutto, ostaggio dell’élite di Eugenio Orso

Un paese occupato da poteri esterni global-finanziari come l’Italia, ormai inerte sulla scena internazionale, per poter aver una prospettiva di liberazione e di riconquista della sovranità deve solo sperare in importanti accadimenti geopolitici esterni, che favoriscano la sua liberazione.

L’approccio isolazionista che ha avuto Donald Trump nella lunga campagna elettorale per le presidenziali Usa, lo scorso anno, ha lasciato ben sperare gli europei degni di questo nome. “America first” è stato il suo motto, dal significato fin troppo esplicito. Non solo l’avversione nei confronti del Nafta, del TTIP e del TPP, in termini di trattati globalisti per il commercio, ma anche e soprattutto il riconoscimento della necessità di superamento della NATO, giudicata obsoleta e troppo costosa, nonché l’espressa volontà di migliorare le relazioni con la Russia, prima di giungere a un passo dalla guerra. Questi due aspetti, ben presenti nella kermesse elettorale di Donald Trump, erano sicuramente quelli cruciali per i veri europei, impazienti di liberarsi delle catene della globalizzazione, del neoliberismo, della Ue e dell’euro.

Per questo i media del vecchio continente, obbedienti come sempre alla Voce del Padrone elitista, gridavano “al lupo, al lupo” davanti a Trump, e i disgustosi burocrati unionisti europei, assieme ai governanti degli stati asserviti, si preoccupavano per la sorte dell’alleanza (in primo luogo militare) fra le due sponde dell’Atlantico, senza la quale costoro schiatterebbero tutti in breve tempo.

La NATO è il punto focale della sottomissione del vecchio continente – fatta eccezione, naturalmente, per la Santa Russia – al potere globalista, neoliberista e guerrafondaio. Tolta di mezzo quella che io definisco la più grande organizzazione criminale armata al mondo, a disposizione delle Aristocrazie del denaro e della finanza, i sistemi di sfruttamento dei popoli europei, chiamati Ue e euro, non potrebbero resistere a lungo e, alla fine, sarebbero destinati al collasso.

All’inizio è parso che l’amministrazione Trump lasciasse campo libero ai russi in Siria, mantenendo però un po’ di presa sull’Iraq. Dopo il recente attacco missilistico americano alla Siria, però, non solo si sono dissolte tutte le speranze dei patrioti e sovranisti in Europa, ma Trump è parso applicare al mondo quello che sarebbe stato il “programma” della psicotica guerrafondaia Hillary Clinton, pupilla delle élite nordamericane e … saudite. Andando ben oltre Obama, The Donald, con un voltafaccia degno dei peggiori mentitori e imbroglioni, ci è apparso come l’ennesimo pericolo per il mondo intero, intenzionato a cercare l’innesco di un conflitto inestinguibile, in Siria come in Corea del Nord.

Ciò che conta è che il rischio di guerra con la Russia permane immutato, grazie a un Trump ostaggio delle onnipotenti élite finanziarie, e la liberazione dell’Europa (e dell’Italia) diventa soltanto un debole miraggio. Sul fronte siriano, Assad è un animale e Putin sostiene il diavolo, come ha affermato lo stesso Trump, mentre Putin denuncia pubblicamente che vi saranno altri “attacchi chimici”, organizzati dalle bande jihadiste per provocare bombardamenti Usa a sud di Damasco. Sul fronte nordcoreano, la minaccia di guerra (con esiti nucleari?) contro Kim Jong-un è evidente nella presenza della portaerei nucleare Carl Vinson e nelle bellicose dichiarazioni del presidente USA. C’è da aspettarsi sorprese anche sul fronte del Donbass ucraino, dove i mercenari euronazisti di Kiev scalpitano, in attesa di riprendere il conflitto.

Quello che è certo è che Trump è ostaggio delle stesse élite che hanno manovrato la presidenza Obama. Forse c’è qualcosa di decisivo che non sappiamo. Ad esempio, che a Trump i veri governanti degli Usa abbiano dato l’alternativa fra un prossimo impeachment, se costui avesse velleitariamente insistito nel voler realizzare integralmente il suo programma politico (su NATO, Russia e lotta al terrorismo, passi per l’avversione al Tpp global-mercatista …), e la permanenza alla presidenza in cambio della continuazione della geopolitica della prepotenza, della destabilizzazione e del caos, tanto cara ai criminali globalisti e ai fanatici neocon. Trump ha scelto mostrando il suo vero spessore, che non è quello di uno statista, ma di un burattino, come lo sarebbe stata la Clinton. Improvvisamente la NATO non è più obsoleta, per sua stessa ammissione fuor di ogni logica e coerenza, ma sarà ancora uno strumento di morte e di oppressione, castrando ogni speranza di liberazione in Europa.

Ciò comporta, per noi patrioti e sovranisti in Europa, delle conseguenze negative evidenti:

  • L’unica speranza che ci resta è la resistenza della Federazione Russa e della sua piccola coalizione di stati liberi, fin tanto che riuscirà a tenere.
  • La NATO continuerà ad opprimerci e a rappresentare, con gli Usa, il primo rischio di guerra, nella quale saremo automaticamente coinvolti.
  • La persistenza della NATO e il peggioramento delle relazioni con la Russia, complice la folle russofobia indotta dai media in occidente., contribuiranno a mantenere in vita più a lungo la costruzione elistista dell’unione europide e dell’eurolager.
  • I collaborazionisti del Pentagono e della troika, al governo nei paesi europei, non correranno rischi nel breve e continueranno a godere del sostegno e della protezione dei loro padroni sopranazionali, il che vorrà dire la continuazione della macelleria sociale e il progredire dell’impoverimento di massa, nonché i devastanti effetti della politica “dell’accoglienza” indiscriminata dei migranti.

Con il senno di poi possiamo affermare che anche se fosse diventata presidente la temutissima Clinton, al posto del deludente Donald Trump, per noi non sarebbe cambiato granché, perché saremmo sempre nella merda come lo siamo ora.

Trump si rimangia tutto, ostaggio dell’élite di Eugenio Orsoultima modifica: 2017-04-13T16:35:13+00:00da derosse
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22 pensieri su “Trump si rimangia tutto, ostaggio dell’élite di Eugenio Orso

  1. Ribadisco un’osservazione che ho fatto già altrove: Trump e i suoi non sapevano che una volta preso il potere, sarebbero stati ricattati/minacciati? Quando noi invece arriviamo a capirlo dal nostro divano?

    Hanno strombazzato pulizie di paludi e tintinnato manette, per poi farsi cogliere di sorpresa dal primo di quei cattivacci che hanno denunciato a gran voce per tutta la campagna elettorale? Io non ci credo.

    O erano collusi fin da prima di cominciare, oppure qui stanno facendo un gioco diverso e più a lunga scadenza (con l’aiuto, spero, dei russi). Le continue dichiarazioni schizofreniche e contrastanti da entrambe le parti mi fanno propendere (per il momento) per questa seconda ipotesi.

    • Per Cris

      Mi è già nota la teoria secondo la quale si tratta di un gioco delle parti, d’intesa (segretamente) con Putin.
      Sono perplesso …
      Di certo, fin dall’inizio dell’anno si mormora di un impeachment di Trump, previsto per l’estate, da giugno in poi. Sicuramente per Trump sarebbe la fine e ne risentirebbe anche il suo cospicuo patrimonio.
      Credo che costui stia subendo un ricatto elitista: o applichi ancora la geopolitica del caos destabilizzante, continui con le provocazioni anti-russe, reiteri la richiesta di rimuovere Assad, eccetera – che in pratica è ciò che avrebbe fatto la Klinton – oppure arriverà l’impachement e sarai rovinato.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  2. dejà vu.
    riedizione di cespuglio II°: campagna elettorale all’insegna dell’isolazionismo, basta con le politiche clintoniane di guerre nei balcani, 8 mesi di tranquillità e poi twin towers….
    speravo meglio, lo spessore è ben diverso e trumpo è dal 1988 che si candida. Speravo che si fosse un minimo preparato. Ad ogni modo attenderei un attimino, in fondo la bomba in siria ha fatto pochi danni e magari non eran neppure veri militari siriani quelli colpiti. Può essere che questa escalation verbale serva solo a far tacere le accuse di aiuti da mosca in campagna elettorale e serva ad aumentare il gradimento nell’opinione pubblica americana che vede la russia come il fumo negli occhi (under zog tutti e due i Paesi, dovrebbero gemellarsi).
    In fondo non è ancora successo nulla e trumpo sa bene che gli europei non metteranno soldi e uomini x una invasione militare siria e quindi potrà dire se sono solo me ne lavo le mani.

    • Per MDA

      Secondo me sta subendo un ricatto, come ho già scritto: o applichi ancora la geopolitica destabilizzante del caos, provocando la Russia, oppure l’impeachment prossimo venturo …
      E’ certo, comunque, che non abbiamo davanti uno come Putin, cioè uno statista degno di questo nome.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  3. Ci sono anche altre possibilità: Trump è un business man ed uno showman istintivo, i suoi atti finora, mother of all bombs compresa, assomigliano più ad un varietà che ad effettivi atti di guerra. Ogni suo atto cosi urlato ha profonde ripercussioni in borsa, sorvolando sui benefici economici affaristici collettivi e di fierezza americota, non è da escludere che qualcuno del suo enturage stia speculando con derivati e futures su merci assortite. Tutti si sono già dimenticati il Putingate, i militari stanno già gongolando. Il tutto è ancora inquadrabile in un America Fisting, dominio e fiducia nella propria potenza. Il primate si batte il petto, spaventa gli sfidanti, si tiene il bananeto, il tutto al semplice costo di conferimento a discarica di rifiuti speciali.

    • Per Puskin

      Se fosse come la descrivi tu, avremmo la certezza che Trump non è all’altezza del suo compito (ma una sorta di Berlusconi con con atomiche, tomahawk e MOAB) …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

      • Perchè Eugenio cosa pensavi fosse ? Un benefattore dell’umanità ? Pensi che si possa emergere affaristicamente a New York, diventare billionaires sconfiggendo jene, squali, nematodi, virus e prioni, rimanendo puri, filantropi e buoni di cuore ?

        Puskin

        • (Occhio eh ! La guerra in Corea, invece, si fa davvero, Jappi e Sudisti sono troppo preoccupati. Gli esportatori di merci, sornioni, hanno confezionato il pacco, mandando avanti il cretino, per vedere di cosa son capaci realmente gli esportatori di democrazia. Lo schematismo cieco dei consulenti militari invoca la chiusura dell’accerchiamento e, non fa schifo la possibilità di destabilizzare l’area dei propri competitor alleati (Kor Sud e Jap intendo). Eh si, la guerra è davvero la regina della menzogna).

          Puskin

  4. Siamo dunque al Trump-l’oeil. Per poter vincere la campagna elettorale i suoi stregoni della notizia hanno diffuso tutti i topics del sovranismo, per poi farglieli rimangiare una volta eletto. Un colpo basso!

    • L’anno scorso il Sole24ore pubblicò uno studio dal quale si evinceva che le famiglie ricche della Firenze del ‘400 sono esattamente le stesse di oggi, sostanzialmente con la stessa classifica. Eppure ne è passata di acqua sotto Ponte Vecchio: padroni italici, padroni stranieri, governi, governicchi, governanti, sistemi sociali, riforme, ideologie, sei secoli e nulla è cambiato, altro che Gattopardi siciliani. Questo potrebbe significare che il passaggio dalle monarchie, alle dittature, alle democrazie sia una sorta di slittamento delle apparenze, la sostanza rimane immutabile, chi parte da situazioni di vantaggio ed ha nel suo DNA il sacro fuoco dell’accumulazione, della prevaricazione, dell’inganno, della lotta indomita per la conquista e il mantenimento del potere, mantiene i suoi privilegi, sia che governi Adolfo, Peppone o Don Camillo. La democrazia è un’illusione, un paravento, la democrazia nasce nella Polis greca, nasce elitaria, parità fra cittadini sfaccendati, gli oneri materiali ricadevano su schiavi privi di diritti politici, come oggi insomma. Rifulge, con moderna bellezza, nell’Inghilterra imperiale, gestita da 4 nobili gentiluomini nell’abbondanza di un impero planetario. Entusiasma con lo staffettista della seconda frazione, gli Ju es ei (Jiseeus!?) vincitore delle grandi guerre, gestito da 7 non nobili e non gentiluomini nell’opulenza dell’impero spaziale. Piange il cuore e sanguinano gli occhi al solo pensiero che forse la democrazia non sia churchillianamente il meno peggio dei sistemi di governo, le osservazioni: non viene semplicemente applicata, non lo è stato neanche il comunismo, in Svizzera funziona, in Svizzera funziona la ricchezza derivata dall’essere il forziere privilegiato di ladretti, ladri e ladroni di tutto il mondo. Paradossalmente è il sistema di oppressione perfetto, la prima regola di ogni schiavitù è che lo schiavo sia felice della sua posizione. La democrazia illude lo schiavo di avere il potere è lo blandisce continuamente con il rimescolamento delle carte. Quanti sono d’accordo con l’immigrazione oceanica finanziata a suon di miliardi? Non ne conosco nessuno (Coop a parte). Quanti sono d’accordo con guerre e guerricole, 4 stronzi? Quanti son d’accordo che Antonellina Clerici, Fabio Fazio, Max Giusti, Flavio Insinna, guadagnino milioni di soldi pubblici ? Da poco tutti hanno potuto assaporare l’avvento del Messia, l’uomo nuovo che si opponeva alle opprimenti elites mondialiste, la prova provata che la democrazia dal basso … dal basso !? Funziona ! non faccio nomi. Ancora bolle, invece, in pentola la nuova, nuovissima, che lava più bianco, con ammorbidente, democrazia tecnologica orizzontale che ci permetterà di scegliere le sorti del pianeta con un click, idea talmente peregrina che neanche hollywood, con le sue capacità “premonitrici” ha ancora osato farci su un movie, con Mark Wahlberg nella parte dell’ensifero. Tutto questo non per dire che la dittatura sia meglio, si badi. La base di ogni potere è la menzogna, liberarsene è impossibile, la verità è rara ovunque, fra le elites e fra i dozzinali, fra i gombloddisdi e fra i debunkers, come ben diceva Stanley Kubrick: “nel cinema la realtà è una bella cosa ma è noiosa”. Dichiarare la sostanziale irrisolvibilità, l’impotenza oggettiva, in generale non è accettato dagli organismi ancora ormonati, svariate soluzioni verranno proposte, lotta armata, lotta politica, lotta pacifica, rivoluzioni colorate, rivoluzioni individuali (Alceste), boicottaggi, rinascite spirituali. Un potere si può sostituire solo con un altro potere. Le probabilità di un potere illuminato, sincero e buono sono pari a quelle “de ‘ abbacchio che se magna ‘e tigri”.

      Puskin

    • Per Nessie

      potrebbe essere così, ma è altrettanto possibile che un gruppo di potere debole e isolato, come quello che si è raccolto intorno a Trump, abbia tentato la scalata e sia stato “castrato” una volta raggiunto, apparentemente, l’obbiettivo. I casi macroscopici di Michael Flynn e Steve Bannon, silurati nel breve, lo dimostrano. La simpatia (spontanea?) mostrata da Trump nei confronti di Israele, con Gerusalemme capitale, potrebbe essere un altra prova. E’ il bombardamento in Siria, però, l’indizio più concreto, assieme alle provocazioni nei confronti della Corea del Nord, incurante della possibilità di un conflitto nucleare che coinvolgerà, con i suoi effetti, gli stati dell’estremo oriente e la stessa Cina …
      Questa è una geopolitica gradita alle élite neocapitaliste e ai pericolosissimi neocon, che evidentemente sono ancora in sella dopo la “castrazione” di Trump e le epurazioni nella sua squadra di governo.

      Cari saluti a Nessie

  5. Bisognerebbe essere la Pizia per saperlo. Il dato di fatto è che se le istituzioni non corrispondono, il dissenso interno cresce ancora di più. Quindi la partita è solo rimandata. L’unica variabile in grado di disciplinare un pò la popolazione è appunto una guerra di grandi proporzioni. Perciò temo che lo faranno, come ai tempi della IIa GM e per le stesse identiche ragioni. Ma il grado di coesione interna non potrà comunque mai tornare al livello precedente, perciò credo che potrebbe essere anche peggio. Il caso della periferia di cui facciamo parte potrebbe essere particolarmente drammatico proprio in ragione dell’immenso afflusso migratorio. Allora si capirà a che davvero serviva: non solo per ragioni economiche, ma strategiche in vista di un conflitto.
    La tesi opposta riguarda il disturbo che qualunque grande conflitto darebbe ai commerci globali. C’è quindi chi pensa che il tutto verrà confinato ad un bassissimo livello. Ma i pezzi disposti sulla scacchiera non lasciano adito ad illusioni. Il mantenimento del usd come moneta di riferimento globale è da sola una ragione più che sufficiente. Poi c’è tutto un intreccio di altre ragioni ideologico-politiche che sono già state sufficientemente analizzate. Sono le doglie del NWO: partorirai nel dolore dice la Bibbia.

    • Per Rudi

      La guerra non è più, come ad esempio ai tempi di Luigi XIV, “ultima ratio regum”. Il modo di produzione neocapitalista a vocazione finanziaria e anti-sociale, per sostenersi, ha necessità di continue crisi e … della guerra. Questo è un elemento strutturale ereditato da un passato in cui il capitalismo del secondo millennio, a vocazione produttiva, ha indossato gli abiti dell’imperialismo (ricordiamoci delle analisi di Lenin), ma avrebbe potuto anche imboccare una strada non imperialista, limitando i rischi (e la necessità) di guerra. Oggi la guerra, assieme alle crisi, è diventata elemento strutturale neocapitalista e altrimenti non potrebbe essere. Finora, però, ha assunto le forme striscianti della destabilizzazione violenta di singoli stati (Siria, Libia) e di intere aeree del mondo (compresi i Balcani profondi in Europa), senza giungere alla guerra nucleare con effetti planetari. Oggi stiamo arrivando al dunque e la guerra più temuta, con conseguenze imprevedibili per tutti, potrà diventare in breve realtà, a meno che Trump non si fermi o che Kim Jong-un bleffi …

      Cari saluti

      • non è possibile che Noi si stia a “ricasco” di simili personaggi. E’ questione di DIGNITA’ Animale ! Tutti evitano di parlare della terza via all’€. Uscire dalla UE, uscire dall’€…ma uscire dalla UE mantenendo l’€? Non è che la merdel ha il monopolio. L’abb iamo pagata questa Moneta. E’ nostra e la PRETENDIAMO in NOSTRO POSSESSO. Ricordiamoci di DAVID ICKE in SVEGLIA!! Nessuno domina se nessuno obbedisce-Wembley Arena, Ottobre 2014. Posso non credere ai rettiliani ma CREDO a quest’affermazione. E’ anche Mia, Nostra.

        • Per M.d.M.

          L’euro è maligno in ogni senso. Si paga per entrare, si paga per restare e si pagherà, salatissimo, anche per uscire, per quanto credo che si uscirà solo quando le élite, che controllano euro e Ue, lo decideranno.
          La disobbedienza, poi, soprattutto se pacifica e mite, non porta ad alcun risultato e riguarderà sempre una minoranza, piccola o piccolissima … Abbiamo notato tutti i risultati praticamente nulli che hanno avuto i “disobbedienti” (Casarini!) in Italia. Si è trattato di un ennesimo movimentucolo di falsa opposizione.

          Cari saluti

          Eugenio Orso

          • Mah! … è innegabile che l’Euro abbia letteralmente dimezzato i redditi degli italiani, è innegabile che esso sia “misteriosamente”, visto che tecnicamente non hanno il peso e i numeri per farlo, pilotato dai Goti, straordinario popolo, che perde le guerre e vince regolarmente le paci. Ma siamo sicuri che il giochino monetario della liretta, delle continue svalutazioni, dell’insegumento scalomobileo, possa ancora funzionare in mondo come quello odierno? I problemi italiani di: inefficienza burocrazia, spaventosa corruzione, insipienza politica, abbruttimento imprenditoriale, dipendenza imperiale, decadentismo, concorrenza di nuove realtà … verranno magicamente risolti da una nuova liretta sovrana ? … Come ben dice il sommo Senatore Razzi: “Io questo non creto”.

          • Per Puskin

            Nella cassetta degli attrezzi keynesiana, vi sono attrezzi che rischiano definitivamente di arrugginire, ma che potrebbero essere usati ancora, nel breve-medio periodo (dopo sarà troppo tardi), in un’ottica nuova per spezzare le catene neoliberiste e globalizzanti. Ad esempio il deficit spending (funzione propulsiva del deficit) e l’interventismo statale in economia a sostegno di investimenti e occupazione …
            Detto questo, è fondamentale che la sovversione dell’ordine neoliberista-finanziario-globale, avvenga in un paese importante – come ad esempio la Francia, in cui tutti i servi, non a caso, sono contro la Le Pen – o in un’area significativa del mondo. Se dovesse accadere – per miracolo, ovviamente, oggi non essendo neppure ipotizzabile – solo in un paese occupato e volutamente indebolito come l’Italia, lo stato-nazione risorgente in termini di sovranità sarebbe circondato, infiltrato e destabilizzato (Siria e Ucraina come esempi sanguinosi), con poche probabilità di resistere e di portare a compimento la liberazione/rivoluzione.

            Cari saluti

            Eugenio Orso

  6. Temo siamo al patto faustiano tra Trump e il complesso militare-industriale. Lui lascia loro il controllo dell’apparato militare e della politica estera e in cambio questi lasciano perdere il Russia-Gate e lasciano passare i dazi e le nomine di Trump. Per una curiosa coincidenza, proprio poche ore dopo il blitz in Siria, la corrente del guerrafondaio isterico McCain approvava la nomina del giudice Gorsuch alla Corte Suprema e la modifica del regolamento sull’ostruzionismo. Il patto col demonio McCain sta quindi dando i suoi frutti tra Siria e Corea del Nord. Per fortuna Putin sembra aver intuito il gioco e sta mantenendo il suo proverbiale sangue freddo, che il Cielo lo preservi

    • Per JF

      Temo che non sarà facile, per Putin, mantenere il sangue freddo se dovesse accendersi la scintilla nucleare in Corea del Nord. Non solo la Cina, ma anche la Federazione Russa confina con quel paese. Pensiamo al fallout nucleare e ai suoi effetti …
      Interverranno i russi, cercando di abbattere i missili americani con testata atomica, oppure anche soltanto i Tomahawk (BGM 109), diretti su obbiettivi nucleari nordcoreani? Peggio delle provocazioni in Siria …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  7. @Eugenio Orso

    Credo che ormai neanche la Gallia sia un paese sufficientemente importante.
    Con i sistemi di pressione da te indicati anche i franchi, soprattutto gli attuali “franchi”, salterebbero come un tappo di champagne su un panetto di C4.
    🙂 Trovo amaramente umoristico che un uomo come te Eugenio sia “costretto” a “confidare” in una Le Pen. Siamo a questo punto di disperazione.
    Il salvataggio credo possa provenire solo da Santa Madre Russia (e non sarebbe una novità), anche indirettamente, recentemente un alto funzionario, o un militare non ricordo, russo, ci ha ricordato che tutto il benessere, tutto il welfare, del quale ha goduto l’Europa Occidentale del dopoguerra, è stato sostanzialmente un regalo dell’Unione Sovietica. I nostri capitalisti pur di vincere la pace hanno concesso ed elargito a piene mani, venuto meno il contest …
    Non si sfugge alla legge: “Un potere può essere bilanciato solo da un altro potere” , nei secoli dei secoli Amen.

    Puskin

    • Per Puskin

      Sicuramente il “concorrente” sovietico, qualificandosi come potenza mondiale completa e alternativa di sistema, ha favorito, in Europa occidentale e negli Usa, il patto ultradecennale stato/mercato e il contenimento dei profitti, a vantaggio della socialità e dei redditi delle classi dominate. Pensiamo alla caduta del tasso di profitto fra gli anni sessanta e gli ottanta del novecento e al consumismo di massa. E’ una cosa che ho sempre sostenuto, analizzando i “trenta gloriosi anni” postbellici, la nascita del ceto medio figlio del welfare e la “reazione” che ha portato all’avvento del neocapitalismo global-finanziario.
      Per quanto riguarda le presidenziali francesi, non dico che potranno essere – se vincerà in modo chiaro la Le Pen – l’unica e sola occasione di salvezza per l’Europa e per il mondo, ma è possibile che si inneschi un cambiamento imprevisto, che potrà preludere a una svolta della storia. Fondamentale potrebbe essere, per l’Europa, la nascita di un asse Putin/Le Pen, cioè Russia/Francia, piuttosto che Trump/Le Pen …
      Per quanto riguarda il “sinistro” Jean-Luc Mélenchon, ebbene, oggi quando sento parlare di sinistra tirerei fuori la pistola, se l’avessi con me (Tsipras, l’altra Europa con lo stesso, Hollande, Renzi, Bersani, Sanders, eccetera).
      Mélenchon recita la parte del “socialista radicale”, mentre Emmanuel Macron, quella del “socialista moderato” e europoide. Mélenchon potrebbe essere una riserva per le élite, fronteggiando l’unica candidata del popolo francese, Marine Le Pen.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

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