Verdini, piddini e partito della nazione di Eugenio Orso

Denis Verdini abbandona Silvio Berlusconi perché le posizioni “sono distanti”. E’ ufficiale, ormai. Ci sono i numeri per un nuovo gruppo parlamentare.

Così facendo Verdini accorcia ancora la distanza da Renzi e dal piddì. La marcia di avvicinamento sembra che stia per concludersi. Che connubio si prospetta! Fra una cariatide massonico-berlusconiana, buona (parrebbe) per tutte le stagioni, e la sinistra più euroserva e meno “rivendicazionista” del continente. Una buona base per costruire il partito della nazione, la piastra sulla quale dovrebbero fondersi (come i formaggi) tutte le peggiori iatture subpolitiche del belpaese … Se c’è una cosa che in Italia non manca – a differenza del lavoro e dei servizi pubblici sempre più devastati – questa è la merda, a tutti i livelli, dai più bassi ai più alti, fino ad arrivare a top, cioè alla prossima unione Verdini-Renzi che getterà le basi per il famigerato “partito della nazione”.

Non è un’unione contro natura, pensandoci bene. Un’unione che richiederebbe poi, a rapporto consumato, lo sbiancamento anale, esattamente come quello che il dottor Tutino praticava al culattone piddino Crocetta. Questa è semplicemente un’unione fra opportunisti, farabutti, servi della troika e vecchi squali della politica degenerata, che ci garantirà la governabilità – supremo valore e anticamera della Crescita! – per il decennio a venire …

Dopo l’efficace sparata sull’epocale riduzione dell’imposizione fiscale per i prossimi anni – a partire dal 2016, perché quest’anno il massacro deve continuare – Renzi constata che gli italiani ci sono cascati ancora (vedi i sondaggi) e si prepara a pescare una volta di più, magari con l’aiuto di Verdini, in quello che fu l’elettorato del “centro-destra”, oggi disperso o scivolato nell’astensione. Su altri fronti, ci sono i resti di sciolta civica, gli “apporti” del sel e, probabilmente, degli ex cinque stelle.

Poi c’è l’elettorato piddiota, che potrà friggere molto, ma continuerà a votare, in buon numero, per il partito sinistrese pro-troika. Molti di questi imbecilli sociopolitici voteranno il partito della nazione, così come gli ex comunisti con il cervello in pappa hanno votato dagli anni novanta per il pds e i ds.

“E la sinistra radicale?” si chiederà qualcuno. Ebbene, Vendola sotto processo è bel che finito, il sel è agli sgoccioli e parte di esso (vedrete) si unirà al piddì, come ha già fatto il transfuga Migliore. Landini con la fumosa coalizione sociale può congelare qualche consenso – anche se non è un partito! – da offrire in caso si prospetti il “pericolo” di vittoria dei populisti e/o della destra (la Lega e altri). La copia italiana di Podemos sarà l’ennesima buffonata sinistroide, come l’altra Europa con Tsipras. I vari Civati, Fassina, Cofferati contano quasi un cazzo e muoveranno poco più di una sega.

Nel percorso ancora da fare per arrivare al partito della nazione, partendo dal piddì euroservo e da altre componenti atlantiste e neoliberiste, l’ex del partito repubblicano, ex forzista, uomo di loggia propaganda 3 e propaganda 4 Denis Verdini, peserà non poco e darà una mano a Renzi. Solidarietà fra farabutti? Soprattutto interessi comuni inconfessabili che s’incontrano, naturalmente sotto l’egida della troika e del grande capitale finanziario internazionalizzato.

Attenzione italioti! E’ in arrivo per voi un’altra grande inculata, nel segno della democrazia liberale e avanzata!

Verdini, piddini e partito della nazione di Eugenio Orsoultima modifica: 2015-07-24T10:39:58+00:00da derosse
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10 pensieri su “Verdini, piddini e partito della nazione di Eugenio Orso

  1. Articolo lucido e incisivo. Purtroppo la mera realtà delle cose. Per altro non sapevo, ma temevo, che i sondaggi dessero nuovamente in rimonta il merdoso tamarro solo al comando, l’utile idiota manovrato che con il suo governicchio di burattini e femminelle da varietà gioca a “governare” l’Italia come un bamboccione idiota arrampicatore. Per l’idiota è molto più divertente della ruota della fortuna. Ora gioca alla grande, si pavoneggia grottesco e viaggia continuamente con gli aerei e gli elicotteri di Stato alla faccia nostra, con quella faccia da dereta.. che si ritrova. Ma quanto teste di ca..o sono gli italiani!!! Non hanno ancora voglia di prendere in mano le armi e andare aprenderli tutti questi pezzi di materia marrone?

    • Per Frair-tuck

      Il governicchio di burattini e femminelle – versione ancor più degenerata dei “nani e ballerine” di craxiana memoria – è inamovibile fintanto che la sua fine non la decidono i poteri esterni. Le elezioni e la presunta volontà popolare non contano un cazzo. Questa è l’unica democrazia esistente e possibile e per questo mi dichiaro apertamente anti-democratico. Un popolo infiacchito e reso ancor più bue del “popolo bue” di Alberto Sordi (che faceva il gesto delle corna …) cade regolarmente in ogni trappola e crede a qualsivoglia annuncio. Intanto, continua a pagare le tasse per la troika e i suoi collaborazionisti.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  2. Apprezzo sempre i suoi interventi. Questo incluso. Però “culattone” no, però, santiddio! Poichè sono omosessuale anche io, so per certo che, pur se usato solo al nord, è un termine dispregiativo ed offensivo, che infastidisce alquanto

    • Per Saverio

      Prima o poi sarebbe successo … Mi aspettavo questo tipo di critiche dalla minoranza. Non nego, personalmente, di essere leggermente omofobico (sarei ipocrita se lo facessi), ma non è questo il motivo per cui uso simili espressioni. D’altra parte, ho sempre avuto grande considerazione e rispetto per uno come Pier Paolo Pasolini, che era notoriamente “culattone”.

      Cerco di spiegarmi, in breve. Un mio scopo è quello di scioccare chi legge, contrastando il dominio del politicamente corretto, che impone l’uso della paroletta esotica gay inibendo le altre espressioni. Il sistema punta molto su una particolare minoranza per distrarre l’attenzione dalla questione sociale e dai veri problemi della maggioranza. E’ necessario contrastare il sistema (media+politica liberal-sinistroide) su questo terreno.

      Il sistema usa la questione omosessuale per scardinare la famiglia tradizionale e imporre il suo ordine sociale. Parliamoci chiaro: alla grande finanza non gliene frega niente dei diritti degli omosessuali, che utilizza per i suoi scopi, addirittura finanziando le campagne propagandistiche per le “nozze gay”. Finanziamenti che sono briciole di pane, rispetto a ciò che dovrebbe rinunciare per ripristinare un minimo di giustizia sociale nelle divisione delle risorse.

      Rilevo, però, che le organizzazioni omosessuali ci marciano e, per convenienza, si schierano con il sistema stesso, quindi contro gli interessi vitali delle popolazioni. In parole più semplici, per ragioni di convenienza “reggono il sacco”. I cosiddetti gay pride, poi, sono spettacoli di cattivo gusto, con venature di inutile oscenità e non di rado rappresentono sia una sorta di provocazione nei confronti degli altri, che un offesa alla stessa dignità personale degli omosessuali. Se il sistema dovesse collassare, anche gli omosessuali potrebbero farne le spese …

      Gli omosessuali avrebbero come unici scopi nozze e adozioni se fossero tutti “patrimonializzati”, membri della classe dominante, sottratti alla dura questione sociale che caratterizza questi anni. Un po’ come la borghesia ottocentesca che ignorava le sofferenze del proletariato, poichè non erano le sue, e si dedicava alla “liberté de la presse”, appassionandosi al tema. Così, però, non è e anche gli omosessuali si scontrano con la de-emancipazione, le insufficienze di reddito e la scarsità di lavoro, proprio come la maggioranza etero. Ciò dovrebbe farli riflettere e tutti dovrebbero comprendere che anche nella loro condizione gli aspetti sociali sono determinanti, tali da far passare in secondo piano la questione delle unioni civili, o addirittura delle nozze, ed eventualmente quella delle adozioni … Infatti, la prima libertà è quella dal bisogno economico. Certo, costoro in politica sono mal rappresentati dai Crocetta e dagli Scalfarotto, ma anche la maggioranza etero è mal rappresentata o non è rappresentata per niente.

      Ti ringrazio per avermi “ripreso” perché così ho potuto trattare brevemente delle questioni che non sono secondarie.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

      • Perfetto! Mi rimette quasi di buon umore leggerti.
        A volte, vedendo la non reazione degli idioti amorfi verso tutto, mi sfiora il dubbio di essere in errore io o di essere troppo incazzato, oppure di semplificare troppo le cose. Ma vedo che la pensiamo esattamente allo stesso modo su tutto. Sottoscrivo ogni sillaba di quanto dici.
        Io credo che dovremmo essere tutti incazzati. Incazzati anche con gli idioti che permettono tutto questo. La situazione sarebbe da guerra civile, ma per questa manca la materia prima, un popolo cosciente.
        La gente idiota mi sta portando via la vita, il futuro e la dignità. I nostri figli non hanno la più pallida idea di come dovrebbe essere il mondo, non conoscono più i principi naturali che dovrebbero illuminare una civiltà umana. Non riconoscono le nostre radici culturali e morali, l’indottrinamento continuo verso lo sfacelo li ha plasmati. Tutto viene rinnegato e invertito. Loro purtroppo conoscono solo questo merdaio, si adattano a tutto e pensano che vada bene così. Si adattano a supplicare un lavoro da schiavi sottopagati e senza diritti. Non si lamentano, è questo che mi sconvolge, NON SI LAMENTANO! Sono stati educati a non pensare, qualcun altro lo fa per loro. Loro non si sentono all’altezza.
        A loro è riservato tutt’al più di elucubrare su partite di calcio o moto gp e trastullarsi con la play station. Sempre con gli occhi rivolti alla punta dei loro piedi. Mai alzerebbero lo sguardo alle stelle. Mai un sussulto di dignità.
        E allora certo, per un popolo come questo la democrazia è un male, …i giovani non hanno “istruzioni per l’uso”. Un popolo come questo merita la sottomissione.

        • Per Frair-tuck

          Gli idioti amorfi sono il prodotto (di scarto) di trent’anni di manipolazione antropologica e di disintegrazione culturale e costituiscono la miglior stampella per il sistema. I più colpevoli sono, però, i cosiddetti intellettuali, che servono il sistema come degli eunuchi nella corte del sultano. Costanzo Preve, infatti, li chiama eunuchi e si riferiva, in modo particolare, ai cosiddetti intellettuali di sinistra, passati armi e bagagli dall’ortodossia o dalle “eresie” marxiste al neocapitalismo.

          Cari saluti

          Eugenio Orso

          • Per Myblog

            Ad esempio Lucia Annunziata (ex manifesto), o Giuliano Ferrara o Adriano Sofri (ex Lotta Continua), tanto per fare nomi (tristemente) noti. Ancor più noto – almeno fino alla morte nel 2004, perché oggi nessuno ne parla più – Norberto Bobbio, che ha firmato in appoggio ai bombardamenti americano-nato in Serbia e Kossovo. Ce ne sono tanti di esempi, non c’è che l’imbarazzo della scelta.

            Cari saluti

            Eugenio Orso

  3. Ok, capisco la provocazione e la accetto.
    Ho litigato con molti (ex) amici gay perchè mi ero rotto i coglioni di sentirli parlare solo di matrimonio ed adozioni, quasi che il mondo dovesse ruotare attorno a queste due cose.
    Per non parlare del loro entusiasmo per le elezioni di Vendola e Crocetta, quasi che l’essere gay desse la certezza di onestà e capacità. Quanti sghignazzi quando hanno dimostrato di essere quel che erano da sempre, bassi politicanti.
    Avendo una certa età, le mazzate (quelle vere) le ho prese ma ne ho anche date (qualcuno è dovuto ricorrere alla dentiera, per dire). Lo dico solo perchè mi fanno girare le palle queste checchine che si scalmanano quando qualcuno “osa” dirgli che l’omofobia spesso ce l’hanno in testa. Stendo un velo pietoso su Arci Gay.
    Come vede, condivido pressochè tutto quello che ha scritto. Avrebbe dovuto vedere le facce dei miei (ex) amici quando, al termine di animate discussioni, dicevo loro: “Una volta che ti sei sposato e ti licenziano, del matrimonio che cazzo te ne fai?”!
    Grazie comunque per il chiarimento

    • Per Saverio

      Concludo affermando che qualsiasi sia la condizione umana (in generale), sociale e anche … di preferenze sessuali di ciascuno, il primo problema per tutti, nessuno escluso, è la libertà dal bisogno economico.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

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