Lo stato islamico non può essere sconfitto (rientro a Kobane) di Eugenio Orso

E’ probabilmente infondata la notizia che gli sgherri dello stato islamico hanno ripreso, a sorpresa e integralmente, la cittadina-simbolo di Kobane, nonostante le notizie strombazzate dalla Bbc. E’ vero, però, che passando attraverso il confine turco (dal valico Mashterkinar) con la complicità turca, hanno attaccato la guarnigione curda ivi stanziata, riportando la guerra nel centro abitato semidistrutto. Parrebbe che i terroristi sunniti sono riusciti a prendere il controllo di alcuni edifici in tre punti della città, dai quali sono entrati durante la notte, circondati però dalle unità di difesa del popolo curdo. Il contrattacco curdo, per fare pulizia completa, dovrebbe essere prossimo.

Lo stato islamico non è moribondo, nonostante l’avanzata dei liberatori curdi nel nord della Siria, e lo dimostra con attacchi a sorpresa, dove meno ci si aspetta. Il mostro è ancora vivo e aggressivo perché gode di grandi appoggi internazionali, evidenti anche se non dichiarati. Lo zampino della dittatura turca islamosunnita di Erdogan rischia di vanificare le vittorie dei curdi sul terreno e l’effetto dei bombardamenti dell’aviazione siriana. Gli stati uniti – l’altro satanasso che agevola i tagliagole – da parte loro sono maestri nel prolungare l’agonia della Siria e l’instabilità in Iraq, colpendo in modo non decisivo gli islamisti sunniti con i raid aerei (hanno protestato persino i piloti americani per la “farraginosità” delle procedure d’ingaggio). Gli stessi usa male addestrano, di proposito, le truppe irakene – preferibilmente sunnite, quindi scarse, perché molti sunniti flirtano con l’isis – mentre addestrano e armano molto bene, con la complicità della dittatura turco-islamista di Erdogan, “ribelli moderati” da spedire in Siria, che in futuro potranno alimentare le schiere di al-nusra o addirittura dello stato islamico.

L’azione isis di Kobane, ancora in corso, è un colpo propagandistico ben piazzato, il più importante e “spiazzante” dopo la presa di Palmira. Gli islamisti sunniti più feroci sono all’attacco anche in altre zone della Siria settentrionale, come la città di Hasaka, nel nord est, ma è chiaro che gli armati dello stato islamico potrebbero essere rapidamente sconfitti, senza l’appoggio turco e quello, più strisciante, un po’ meno evidente ma altrettanto importante, degli stati uniti. Fintanto che i tagliagole avranno questi grandi appoggi internazionali e potranno muoversi liberamente dalla Siria alla turchia e viceversa, spalleggiati da Erdogan e favoriti sottobanco dagli usa, non dovranno temere la sconfitta finale, nonostante la determinazione e l’efficienza dei combattenti curdi.

Lo stato islamico non può essere sconfitto (rientro a Kobane) di Eugenio Orsoultima modifica: 2015-06-25T11:52:25+00:00da derosse
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5 pensieri su “Lo stato islamico non può essere sconfitto (rientro a Kobane) di Eugenio Orso

    • Per Jean

      Non ho dimenticato la Francia retta dagli euroservi-filoatlantisti (non credo che l’accusa si possa estendere a tutti i francesi) e i giudeo-israelo-sionisti. Solo che in quest’ultimo episodio di guerra (Kobane e Hasaka) hanno pesato in modo determinante l’appoggio dell’infame governo turco islamo-sunnita e l'”acquiescenza” degli usa.

      I giudeo-israelo-sionisti hanno soprattutto la funzione di appoggiare al-nusra, nel sud della Siria, che così può estendere le conquiste territoriali. Vedi il recente caso dell’ambulanza militare israeliana con un criminale sunnita di al-nusra a bordo, trasportato in un ospedale israeliano per le cure(!), attaccata da elementi della minoranza drusa (israeliana) dopo le violenze contro i drusi in Siria. Un episodio che parla da solo, non c’è neppure bisogno di commentare. Anche nella striscia di Gaza ci sono infiltrazioni, contrastate da Hamas. Gli infiltrati sparano contro il territorio israeliano, dando così l’occasione agli israeliani di bombardare Hamas! Sembra un piano del terrore e della destabilizzazione preordinato, almeno nelle sue linee essenziali. I francesi di Hollande fingono di bombardare daesh come gli americani, visto che seguono le stesse “direttive” …

      Questa sorta di “alleanza” – credo non soltanto tattica – fra l’islam sunnita più sanguinario e il neocapitalismo privo di etica è ormai evidente. Le forze del male sembrano vincenti e in piena offensiva. I tre attentati in Kuwait, Tunisia e Francia ne sono un’ulteriore prova. Aspettiamo il riaccendersi degli scontri in Ucraina e un duro confronto nato-Russia (tirata per i capelli nelle ostilità) nell’est-europeo e nel Baltico.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  1. Pare che a tutti -parlo dei politici di professione – ma di sicuro nei vari Ministeri degli esteri lo sanno.
    Turchia – passaggio di qualsiasi schizzato od omicida seriale che vuole andare in Siria o dintorni – ossia la “Sporca dozzina” film americano amplificato a migliaia di psicopatici. La Turchia ? Mai avuto un attacco terrorista – che strano.
    Qatar – ma sicuramente anche gli Emirati danno soldi a sta gente, non e’ che le armi le compri al discount e poi tutto il resto. mangiare, bere, medicine, medici et cetera. Si parla di cifre colossali.
    Emirati e Qatar – dove meta’ dela popolazione e’ composta da schiavi musulmani provenienti dal PAK, BANGLA che pero’ stanno zitti e buoni.
    Israele – ma manco ci voglio sprecare commenti.
    L’indiziato numero 1 e’ la Turchia.

    • Per Ianzo

      E’ sicuramente così. Si può ampliare la rosa degli stati-canaglia con l’arabia saudita, che però ha interessi divergenti da quelli del qatar. Leadership nel Golfo, per interderci. Il vero “califfo” dello stato criminale islamosunnita è probabile che risieda in qatar e che quello di Mosul/ Raqqa sia una comparsa nella targedia in atto … E pensare che gli infami neocapitalsiti degli emirati e del qatar “investono” in Italia, impossessandosi delle aziende (Alitalia) … ma Renzi è contento se arrivano i “capitali esteri”.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  2. L’azione islamosunnita a Kobane era propagandistica, a sorpresa, limitata da un punto di vista militare. Il terrorismo nei confronti delle popolazioni e la propaganda hanno prevalso. Lo dimostrano gli sviluppi:

    http://www.lastampa.it/2015/06/27/esteri/isis-cacciato-i-curdi-riconquistano-kobane-TK7MVmm5qKRIw9ppQ4u7EK/pagina.html

    Riconquista curda, l’Isis cacciato da Kobane

    Un’altra notte di combattimenti. I jihadisti si ritirano dalla città al confine turco. Da giovedì oltre 150 civili hanno perso la vita negli scontri

    I combattenti curdi dell’Ypg, le unità di protezione del popolo curdo, hanno ripreso il pieno controllo di Kobane, nella Siria settentrionale al confine con la Turchia, nuovamente attaccata dall’Isis nei giorni scorsi. Lo rendono noto attivisti locali citati dall’emittente al-Arabiya. La conferma è arrivata dalle stesse milizie curde. Almeno 60 militanti del Califfato sono stati uccisi, ha detto Redur Xelil, portavoce della milizia curda Ypg, mentre almeno otto sono riusciti a fuggire, dirigendosi apparentemente verso il confine con la Turchia. «Sono ancora in corso operazioni alla ricerca di eventuali terroristi nascosti, ma la città ormai è tranquilla», ha detto Xelil in un messaggio online.

    Sono 174 i civili, compresi donne e bambini, che hanno perso la vita negli scontri tra i miliziani curdi e i jihadisti dello Stato Islamico, che giovedì avevano lanciato una nuova offensiva contro la città a maggioranza curda dalla quale erano stati espulsi cinque mesi fa. Oltre 200 i feriti, ma si teme che il bilancio possa aumentare per le condizioni critiche di alcuni di loro.

    Secondo attivisti curdi citati dall’agenzia di stampa Xinhua, i combattenti curdi hanno anche fatto saltare in aria la sede di Medici senza Frontiere occupata dai jihadisti.

    I criminali dello stato islamico hanno puntato sul terrore puro e sulla sorpresa, ma hanno resistito due o tre giorni. Probabilmente l’obbiettivo era anche di distogliere forze combattenti curde dall’avanzata su Raqqa, che però potrebbe soltanto rallentare senza fermarsi. Nel prossimo futuro, non possiamo escludere un intervento diretto degli sgherri del criminale turco Erdogan (legato alla nato!), per sostenere sul campo le orde dello stato islamosunnita e gli altri tagliagole (al-nusra). Contro i curdi e contro l’esercito siriano.

    Eugenio Orso

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