I PDDIOTI HANNO GIA’ FATTO IL PROCESSO ALL’INTEGRAZIONE E L’HANNO CONDANNATA A MORTE (ma non vogliono raccontarcelo perché Umberto Eco ci considera tutti imbecilli) [Il Poliscriba]

Il sospetto è che l’Italia non abbia mai elaborato un modello di integrazione culturale perché ha forti dubbi sulla propria identità, per cui si è limitata a una sorta di laisser faire anche in questo campo, lasciando che siano le interazioni societarie a produrre mutamento. Ma una simile via, presuppone tempi lunghissimi, che le esigenze sistemiche di governo delle società multiculturali non possono permettersi pena l’esplosione dei conflitti.(gennaio 2014) 

(Guido Monteldo che fu giornalista del Manifesto… ohibò

E che non si dica che le citazione dei “Grandi”, ormai classici, quindi defunti negli indici dell’enciclopedie che non consulta più nessuno, siano le uniche benvenute sul ring tesi-antitesi, sintesi hegelianamente menando del nostro blog. 

Il sinistro giornalista parla di identitarismo!!!
Parla del mostro dei mostri, dello spettro agitato dalle destre nazionaliste europee che salgano nei consensi elettorali, quando le elezioni si fanno, non nel nostro paesino sudista e sudicio secondo le visioni bancarie fondamentaliste di quei figli di Troika che ci hanno piazzato il manganello dell’austerity diritto nel buco delle urne elettorali della nostra analcrazia. 

Cazzo!!! E il turpiloquio è necessario e non può essere abbandonato al caso. 

Ma non era un discorso tabù, non è quel fantasma che circola nuovamente per l’Europa e che trova i suoi medium vomitanti cazzate ectoplasmatiche nelle sedute spiritiche, leggi talk-show politici, che ripropongono il nazismo magico e le castronerie runiche tanto demonizzate ad ogni alzata di scudo pddiota, dai Floris, i Lerner, l’Annunziata et similia, sostituendo, come le figurine panini, la faccia di Salvini con quella del Duce? 

Ma andate a ciapà i rat!!! (dal Vangelo secondo Matteo) 

Evidentemente non fanno sul serio, sono veramente schizofrenici, non credono affatto al processo di integrazione tra stranieri e italiani, anzi, hanno già da tempo iniziato e forse concluso a porte chiuse, loro, i cacciatori di fascisti in assenza di fascismo (Preve), un Processo all’integrazione

Volete un’altra citazione rossa come il sangue che sta iniziando a scorrere per le strade delle nostre città e che presto diverrà un fiume come scritto da Eugenio Orso in http://pauperclass.myblog.it/2015/06/07/rivoluzione-sanguinosa-eugenio-orso/

Eccovi serviti e questa la prendo da un sito “serio” che parla di educazione scolastica: 

Guardando alle Dimensioni dell’integrazione ci accorgiamo, per esempio, che concedere agli immigrati gli stessi diritti sociali degli autoctoni, per esempio, aumenta il benessere e l’integrità dei primi, ma rischia anche di favorire la concorrenza tra le due popolazioni rispetto al welfare, generando un’interazione conflittuale. Allo stesso modo, per aumentare l’impatto positivo dell’immigrazione sull’equilibrio demografico incrementando le classi di età più basse, bisognerebbe prevedere flussi di ingresso consistenti sul lungo periodo. Ma quanto questa soluzione sarebbe compatibile con interazioni sociali positive? (www.demochange.it) 

1) Premesso che il welfare se ne sta andando a rotoli perché il capitalismo dal “volto buono” che lo sosteneva per la sua riproduzione, non esiste più, assassinato dal neoliberismo di rapina ultrafinanziario e pure gli immigrati lo sanno, infatti usano l’Italia come ponte per transitare laddove, illusi, credono ce ne sia ancora un po’; 

2) premesso che le dimensioni dell’integrazione sono in palese asimmetria con le dimensioni dell’immigrazione

3) premesso che non esiste un’interazione conflittuale, ma un inevitabile scontro di classe su base razziale/reddituale del quale il neoliberismo si pasce e usa per una disintegrazione strumentale dell’eventuale integrazione, ponendo come meta funzionale della falsa integrazione  l’abbassamento dei salari/stipendi, la concorrenza sleale tra neoservi della gleba, tra portatori di scabbia e altre “amenità” virali/veneree, tra schiavisti che prolificano e prolificheranno in ogni dove (vedi aumento vertiginoso del sistema del caporalato in meridione, soprattutto nella magnifica Puglia dell’intoccabile Emiliano) 

come si possono promettere uguali diritti sociali agli immigrati quando non si è in grado di offrire la stessa uguaglianza agli e tra gli italiani? 

Si badi bene che, anche l’ipotesi di una integrazione su base burocratica, indispensabile prima, durante e dopo il crollo del capitalismo industriale (Durkheim) – e aggiungo anche quella fondata sul consumismo quale promessa mediatica propinata all’opinione pubblica (Habermas) diffusa a livello globale, che alimenta le suicide partenze di flottiglie di barconi strapiene di giovani in cerca di soddisfazione del sogno/bisogno erotico di una masturbazione compulsiva digitalizzata e touchscreen -, non possono neanche creare interazione tecno-culturale. 

La prima non può garantire integrazione  a causa della sua natura burocratica, è lentissima ed iniqua.

Ecco spiegato perché le neo-mafie di stampo multietnico, sudamericane (La Mara Salvatrucha, quella che stacca braccia a capotreni a colpi di machete), quanto africane o slave importate dopo la franco-amerikana decapitazione di Gheddafi, le prime, e tristemente volute dai dalemiani della guerra giusta (ma ve lo ricordate?), le seconde, si sono adeguate al sistema di malaffare imperante in Italia, quello sì, perfettamente condiviso su tutto il territorio e ben espresso nelle trattative Stato-Mafia che King George ha negato  a suon di spostamenti processuali a suo carico.(vi ricordate anche questo?) 

La seconda non può garantire integrazione perché permetterebbe soltanto un’indeterminata massiccia quantità squalificante d’immissione di nuovi imbecilli fruitori del cyberspazio, passati dalle capanne di fango all’I-Pad senza assorbire la nostra cultura (Gli eritrei, sudanesi e i subsahariani tutti, che urlano incazzati: “Dateci la connessione wi-fi!!!”). 

Un ulteriore imbarbarimento del fluido magmatico regno del mezzo (social-media), già ampiamente colonizzato dal capitalismo dell’informazione tutto banner e pubblicità, advertising in neolingua che, con la scusa della Legge sui cookies, che dovrebbe difendere la nostra privacy, ma vaffanculo và, ha fatto dei nostri blog, profili, siti il mezzo  che arricchisce la Silicon Valley e i signorotti locali del cartello Tim-Vodafone-Tre-Wind, lasciandoci come briciole del loro Pasto nudo(Burroughs) il contentino di esprimere la sacrosanta saggia o imbecille libertà di pensiero e parola. 

Libertà secondo l’articolo 19 della nostra Costituzione che, i saccenti professor de’ ri bboni comunisti libertari alla Umberto Eco, vorrebbero gestire secondo la loro Costituzione, quella dei parametri intellettuali de’ lor signori protetti e aderenti alla Nomenklatura, magari propinandoci un modello chinaweb o islamweb

Caro Eco, Gran Maestro di Semiologia, se dici agli imbecilli o ai presuntuosi quello che sono, stai sprecando il tuo fiato per motivi probabilmente inerenti la logica di Odifreddi, perché, – come recita l’incipit pddissonante di questo mio sfogo non circonstanziato dalla transustanziazione (secondo l’illogica di Bagnasco dell’accoglienza, a casa nostra e non sua, per il bene della CEI) dell’ ideologia della buona immigrazione (interazioni sociali positive) – è lo stesso motivo per cui non puoi dire agli italiani di essere italiani.

I PDDIOTI HANNO GIA’ FATTO IL PROCESSO ALL’INTEGRAZIONE E L’HANNO CONDANNATA A MORTE (ma non vogliono raccontarcelo perché Umberto Eco ci considera tutti imbecilli) [Il Poliscriba]ultima modifica: 2015-06-15T19:00:46+00:00da derosse
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4 pensieri su “I PDDIOTI HANNO GIA’ FATTO IL PROCESSO ALL’INTEGRAZIONE E L’HANNO CONDANNATA A MORTE (ma non vogliono raccontarcelo perché Umberto Eco ci considera tutti imbecilli) [Il Poliscriba]

    • Per Marco Zorzi

      Aspettiamo la risposta del Poliscriba al tuo commento. In ogni caso, i vari modelli di integrazione tanto sbandierati in passato – quello inglese centrato sulle comunità, quello francese centrato sull’individuo – sappiamo che non hanno funzionato (vedi adesioni all’isis e foreign fighters) in particolare nei confronti degli islamici. In italia il fenomeno si è manifestato più tardi, in grandi numeri, rispetto a Inghilterra e Francia, ma è stato lasciato “galoppare” senza alcun tentativo di intervento serio, razionale, di governo.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

    • Per Marco Zorzi

      Io ho soltanto rilevato la schizofrenia piddina che nutre da tempo dubbi sull’integrazione. Ho preso due esempi di analisi fatte da loro sul fenomeno ed, evidentemente, è confusionario (voluto?) il loro approccio, non il mio. Fra l’altro, sulla questione della territorialità di stampo etologico, ci sono volumi che attestano incontrovertibilmente la natura protezionistica e non certo social-inclusiva del mammifero homo sapiens. Ritengo attuali saggi come L’aggressività di Lorentz o il Capro espiatorio e La violenza e il sacro di Girard. E, come definito dal De Bellis, sono d’accordo nell’affermare che per territorialità, premessa del territorialismo, occorra intendere in sostanza l’allusione al concetto-principio di non-aggressione che è relativo all’individuo, al suo spazio personale (che non ha nulla a che fare con un vasto territorio popolato da molte persone) e ai frutti del suo lavoro.

      Saluti Cari

  1. Rilevo che l’Italia, considerata assieme alla Grecia una cloaca negli ambienti neocapitalisti-unionisti, deve farsi carico di tutti i profughi e tacere. L’atteggiamento del governo social-euroservo francese, in proposito, è più che eloquente. Il buffone della troika Renzi ha chiaramento mentito, quando ha annunciato l’ennesima, sua vittoria in Europa sulla questione dei flussi migratori verso l’Italia. La realtà dei fatti lo sbugiarda e i commenti non servono.

    I campi profughi per fermare le ondate di migranti disperati – in fuga dalle guerre e/o dal bisogno economico – non si faranno perciò in Libia, sulla costa, ma in Italia e in Grecia, cloache senza futuro dell’unione europide globalista. Ciò significa che l’Italia è considerata, dai padroni sopranazionali di Renzi e dalla troika che vigila sui popoli, allo stesso livello della Libia, ancorchè, almeno per ora, un po’ più tranquilla …

    Ecco il destino dell’Italia con l’infame piddì al governo per conto terzi: tagliare la spesa sociale, le pensioni, i trasferimenti agli enti locali, innalzare la fiscalità oltre ogni limite, precarizzare il lavoro e privatizzare, ottenendo in cambio dall'”europa” l’imposizione di campi profughi – permanenti? – sul proprio territorio, per evitare che questi se ne vadano verso il nord-Europa.

    Sic et simpliciter!

    Eugenio Orso

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