Ci vuole il capestro (su Mafia Capitale e dintorni) [Alceste]

Mafia Capitale e trinariciuti di sinistra

Dall’Amaca di Michele Serra, 11 giugno 2015, Repubblica:

“Il neofascismo romano, quanto a illegalità fuori e dentro il palazzo, ha una storia lunga, densa e romanzesca. Tanto che la presenza in Mafia Capitale, di un nucleo nero che presiedeva il business non ha stupito nessuno: semmai, ha destato una giusta indignazione scoprire che a spartirsi il bottino c’erano anche pezzi consistenti di una sinistra corrotta e connivente, perfettamente postideologica nel suo ‘pappa e ciccia’ con la destra criminale … vedere in piazza, oggi, Forza Nuova, Casa Pound e Fratelli d’Italia che schiamazzano nel nome della ‘pulizia’ fa un ben triste impressione … la destra ‘nera’ manifesta orgogliosa, con i suoi slogan gaglioffi … la destra nera dei criminali politici riciclati non potrebbe prendersi almeno una breve pausa di riflessione? O davvero ritiene di avere qualcosa da rivendicare, in fatto di moralità della politica, e di moralità dei suoi politici?”.

Avete capito? Altro che trinariciuto! Michele Serra è solo un perfetto istigatore di trinariciuti all’ammasso. Un ingannatore seriale. Un vero paraculo, insomma, come dicono a Roma. Ricordiamo che il termine trinariciuto fu coniato da Giovannino Guareschi per indicare l’idiota di sinistra. Il trinariciuto vantava infatti tre narici: due per la normale respirazione e una per far colare via il cervello e regalare, perciò, spazio posto alle direttive conformiste di partito. Sono passati decenni che sembran secoli, ma siamo sempre lì.
L’ammaestratore di trinariciuti su Repubblica. Che spettacolo! E che splendidi sillogismi!

Egli dapprima insinua l’idea, nel lettore medio di Repubblica, che il nucleo corruttore di Mafia Capitale fosse nero, ovvero di destra, ovvero fascista. Fascista ovvero brutto brutto. Schifo. Cacca. Sillogismi inconsci, da fase anale, che il succitato lettore medio elabora spontaneamente, dopo lunghi periodi di mansuefazione, come la foca del circo elabora due fatti: il proprio naso e i palloni colorati lanciati dal domatore. In parole povere, secondo l’imbonitore Serra: la corruzione è di destra (anzi: è fascista) e la sinistra (che pure è colpevole, com’egli, pur malinconicamente, concede) si è lasciata trascinare da tali cattive compagnie. Capito? Il fatto che Buzzi e Carminati fossero degli  intermediari al servizio dei pezzi da novanta della politica di sinistra (ancora né indagata né arrestata) non sfiora nemmeno il nostro sociologo da tre palle-un soldo.
E poi insinua ancora: pezzi consistenti della sinistra … ma quali pezzi consistenti! Sono tutti coinvolti! Tutti! Tutti: quantificatore universale. Conosco due presidenti di Municipio (un Municipio romano gestisce più soldi di un piccolo comune) che, prima delle elezioni 2013, fecero da tappetino scendiletto per uno degli indagati più noti, già assessore. Sono e resteranno a piede libero, ovvio. L’intreccio fra mondo economico cooperativo, politica e finanziamento elettorale e personale è inestricabile. Sono tutti coinvolti, dal primo agli ultimi; se non penalmente, almeno moralmente, psicologicamente, umanamente. Parliamo di decine di miliardi di euro. E le file di zingari alle primarie del PD? Uno scandalo o una coincidenza? Caro Serra, te lo dico, anche se lo sai bene: la corruzione è geometrica, non lascia niente al caso … follow the money, altro che pezzi consistenti! Regione, Provincia e Comune sono fortezze inattaccabili da qualsivoglia anelito alla purezza … inutile girarsi tra le mani i santini di sinistra residui … spesso, alcuni di loro, sono peggiori dei peggiori Buzzi e Carminati.
Forse solo Ignazio Marino può dirsi fuori. In tal senso: è talmente fuori dal mondo da non capire assolutamente un tubo di ciò che gli capita intorno. Infantile, avulso dalla realtà; un candore da idiota.
Serra prosegue: “la destra nera dei criminali politici riciclati non potrebbe prendersi almeno una breve pausa di riflessione?”. Ancora con la destra nera! Ancora con i fascisti brutti sporchi e cattivi! La tipica reazione dolosa e puerile del sinistro che non ammette la realtà e la combatte con giudizi di valore che hanno come unico riferimento i propri stolidi preconcetti. Il primo che dovrebbe prendersi una pausa di riflessione (per vergognarsi) è proprio lui, il Serra, dopo che ogni suo endorsement politico si è risolto un fiasco colossale. Ma, si sa, il giornalismo di sinistra ama la riverginazione: morto un Vendola si fa un Landini, morto un Rutelli ecco bel Veltroni, morto un Bersani ecco l’Adenauer del Lungarno, morto un Buzzi ecco l’inutile e falso santino Gabrielli (come è inutile e falso l’altro santone dell’anticorruzione, Cantone). L’importante è non riconoscere mai i propri fallimenti, i propri reati, gli errori epocali, le disfatte civili. E il pubblico beve. Ah, quanto beve …
Michele, cosa ne dovremo fare di te? 

Mafia Capitale e il capestro

Basta, rinunciamo infine.
Alla libertà, ai diritti.
In cambio d’un capestro.
No, non è uno scambio doloroso. Neanche un mercimonio. È puro guadagno.
E poi quale libertà? Quella di votare? Stiamo scherzando? Quale libertà? Quella di parola? Stiamo scherzando di nuovo? La libertà di scegliere cosa? Cosa scegliamo?
E quale diritto? Quello di essere sopravanzato nella vita reale da perfetti inetti e corrotti? Il diritto alla felicità? A essere lasciato in pace? A essere libero in casa propria? Il diritto alla proprietà? Ad avere un lavoro? I figli a scuola? La vacanzuola?
Basta, per carità.
La libertà in Occidente è solo un tratto superstizioso, un cascame di antiche età. Non ha più senso.
Dare indietro il simulacro del diritto e il fantasma della libertà in cambio d’un giusto capestro, ecco, questo è un buon affare.
L’unico inciampo è quell’aggettivo: giusto. Dipende da noi.
Necessita un dictator rei gerendae causa.
La Patria è ingovernabile. Tutti i meccanismi sono saltati, è in polvere quella delicata e necessaria gerarchia intermedia fra cittadino e Stato.
E lo Stato è ormai flatus vocis; di fatto rileva esclusivamente quale congrega di burocrati e aguzzini, di protervi contabili usurai. Cos’è questo Stato se non un groviglio di interessi privati che usa l’esoscheletro democratico (oh, quanto rispettabile!) per sostentarsi con avidità parassitaria?
Ai miei diritti-burla rinuncio volentieri, con una risata.
Di questa armatura inservibile, che solo opprime chi la porta e manda ridicoli clangori di ferraglia, come il cimiero e la cotta del pezzente Don Chisciotte, posso fare a meno.
I diritti!
Non voglio diritti, né democrazia, né libertà.
Me ne sbatto.
Se li prenda il mio nuovo signore.
Rinuncio per un Michele Kohlhaas o un Marco Furio Camillo; va bene anche un lurido Pugacev, un pugnace Ned Ludd o un rapace Ivan.
Bello morire per tali uomini.
Moriturus te salutat.
Ma esigo il capestro.
Li voglio vedere impiccati, dal primo all’ultimo. Mille, diecimila, centomila patiboli, lungo la via Appia. Mi voglio beare a tale vista, le facce scure di sangue cagliato, braccia e gambe appese come stracci, le palle degli occhi ciondolanti fuor dell’orbita, beccate dai corvi, a segnare traiettorie di sguardi allucinati. Voglio ridere forte a guardare chi piange ai piedi d’ogni minuscolo Golgota, voglio frustare le loro mogli e i loro mariti, le madri e i padri, e voglio prendere a calci nei denti pure i figli, dileggiarli mentre quei papponi oscillano lenti contro un sole tiepido e luminoso.
Ridete, ora?
E voglio ghignare mentre penzolano pure i sacerdoti della bontà, e le diafane pitonesse della correttezza, cogli arti disarticolati dalle slogature, le trippe schiantate, strette dai nodi mortali, le budella che se ne vogliono scappare per uno qualsiasi dei loro beneducati orifizi, per le scintillanti tubature dell’anima – un’autoclave di fratellanza.
Uno degli arrestati annunciava sul proprio sito: 

5 PASSI PER LA RIGENERAZIONE 

Rigenerazione: è questa l’azione principale che abbiamo scelto per caratterizzare la nostra politica guardando al futuro di Roma Capitale. Rigenerazione è cambiamento. Rigenerazione è crescita. Rigenerazione è nuova vita. 

Ben detto, vecchia talpa!
Questa è giusta. Rigenerazione, attraverso il sangue.

Ci vuole il capestro (su Mafia Capitale e dintorni) [Alceste]ultima modifica: 2015-06-14T11:31:47+00:00da derosse
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10 pensieri su “Ci vuole il capestro (su Mafia Capitale e dintorni) [Alceste]

  1. Apro subito con un commento che mi pare d’uopo.

    La sinistra neoliberista serva della troika – dal pd al sel, dai radical chic da salotto ai finti “arrabbiati” che starnazzano democrazia e diritti – ha due disgustose e insopprimibili caratteristiche di fondo:

    1) Mentire sempre e comunque – agli altri ma anche a se stessi – sapendo di mentire, o almeno presentendolo. Secondo il noto filosofo marxista francese del novecento Pierre Bourdieu “il ne faut pas se raconter d’histoires” – non bisogna, cioè, raccontare storie a se stessi e anche agli altri – cosa che questa sinistra degradata fa puntualmente e abitualmente.

    2) Scaricare sempre e comunque le colpe di tutto sugli altri – destra, centro-destra, generazioni precedenti, supposti reazionari, eccetera – senza mai riconoscere i propri errori (residuo dellla supposta infallibilità del partito?), oppure riconoscendoli solo marginalmente. Così, mafia-capitale è “di destra” e semmai a “sinistra” c’è qualche “mela marcia”, ben sapendo che ciò e falso. Le scimmie sinistroidi sono bene addestrate per negare anche l’evidenza e far ricadere il massimo della colpa sugli altri. La loro è niente altro che disgustosa propaganda e costoro non si fermano neanche davanti alla menzogna conclamata.

    In chiusura di commento, aggiungo una considerazione fin troppo ovvia: Michele Serra è una merda(!) che conferma ampiamente sia il punto 1 sia il punto 2.

    Cari saluti

    Eugenio Orso

    P.S. Ignazio Marino, quello che ha la faccia come il culo (indistinguibili), per “recuperare” una situazione irrecuperabile marcia con i gay a Roma, provocando e sbeffeggiando ancor di più i romani alle corde. Altro che mendicare nuove elezioni comunali, per toglierlo di mezzo! Per lui ci vuole il capestro proposto da Alceste.

  2. Grande!!! Così si parla, senza inutile, fiacca e idiota diplomazia verbale. Pane al pane e vino al vino. Occorre dare la giusta forza e la sacrosanta violenza alle parole!
    Molte volte mi infurio e urlo alle merde semicolte degli pseudo-sinistri beoti. Viviamo in un mondo di imbecilli totalmente incapaci di interpretare quello che succede intorno a loro senza leggere prima quello che credono di pensare in proprio ma che proviene da quel giornale per gabinetti pubblici, o dopo aver sentito il verbo di merda di qualche pagliaccio semicolto accreditato dalla propaganda di regime. Grazie!!!
    Francesco Gardini

    • Per Francesco Gardini

      Fin dall’inzio Pauperclass rifugge dal politicamente corretto e da un “moderatismo” che confina con l’ipocrisa, con il “vorrei ma non posso” dire tutta la verità, soltanto la verità senza giri di parole. E’ questa, per così dire, la linea editoriale del blog.
      Per quanto concerne le “merde semicolte degli pseudo-sinistri beoti”, si tratta di una forma di idiotizzazione massiva peculiare dell’Italia, che lo scrivente ha definito come “l’idiota acculturato di sinistra”, perniciosissima spina dorsale del consenso a questo sistema, nonché nuova e più subdola forma di analfabetismo, che si estrinseca pienamente sul piano socio-politico (oltre l’analfabetisto totale e quello “di ritorno”).
      La propaganda di regime, tuttavia, è fortissima e purtroppo ancora vincente. Infatti, riesce abbastanza agevolmente a ingannare le masse affinchè non concludano – con Alceste – che ci vuole il capestro! Sola cosa utile e risolutrice, giunti a questo estremo limite di degrado.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  3. Recupero dal blog di ComeDonChisciotte il seguente post riguardante Roma, perché la cosa ha attinenza con il degrado di Roma-Capitale, la mafia e la sinistra marcia (piddina e non). Dobbiamo sempre ricordare che a Roma c’è il piddì (Marino), alla regione Lazio pure (Zingaretti) e il governo centrale è piddino a larga maggioranza (Renzi) e a beneficio troika.

    Se i turisti considerano Roma una latrina a cielo aperto

    Nei giorni scorsi la rom pizzicata mentre defeca in strada a Firenze. Oggi una turista beccata a urinare in centro a Roma. Siamo diventati la latrina d’Europa?
    Franco Grilli – Dom, 14/06/2015 – 10:48

    Ricordate la rom che defecava a Firenze? Non è un caso isolato.

    Il degrado ormai è all’ordine del giorno, come documentano i filmati e le foto che ormai riempiono i social network e YouTube.
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    Degrado a Firenze: una donna defeca in strada

    A Roma, per esempio, capita lo stesso scempio. E per di più in pieno centro. L’ultimo caso è stato segnalato da Libero.

    L’ultimo episodio di degrado capitolino si è consumato in via Trinità dei Pellegrini, nel centro storico di Roma. Come documenta anche la fotografia, una turista si china credendo di essere coperta da una macchina, si abbassa i leggings e fa pipì in mezzo alla strada. Dall’altro, però, è tutto ben visibile. E in breve tempo il video fa il giro del web. Non è il primo caso e non sarà nemmeno l’ultimo. Nei giorni scorsi, a Firenze, una rom era stata pizzicata proprio mentre si abbassava i pantaloni e defecava per strada. È allarmante constatare come i turisti, al pari dei rom, considerano Roma – e più in generale l’Italia – una latrina a cielo aperto dove uno arriva, piscia (o, peggio, caga) e se ne va.

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/se-ora-i-turisti-considerano-roma-wc-cielo-aperto-1140465.html

  4. Il capestro è lontanissimo ma registriamo la nuova enciclica di un papa (Bergoglio) che sembrava fatto su misura del Pd e di Sel per il suo buonismo politicamente corretto e modernista e che invece stavolta ha stilato un documento che così antiliberista era da tempo che la Chiesa non ne redigeva: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/16/enciclica-laudato-si-papa-francesco-diritto-alla-proprieta-privata-non-e-intoccabile/1782891/.
    Si notino la precisazione sulla proprietà privata, l’affermazione che il popolo non deve pagare i debiti delle banche e la definizione di “patologia” data al concetto della “mano invisibile del mercato” (vera stoccata al neoliberismo e alla Ue!). Deve esserci qualche segno di cedimento nel sistema se Bergoglio arriva a dire queste cose. Può essere in qualche modo un alleato?

    • Per Valdo

      Difficilmente Bergoglio potrà essere un alleato di ferro in un’ipotetica rivoluzione anti-neocapitalista. Benedetto è stato dimissionato e sostituito proprio dal gesuita per due, anzi tre validi motivi:
      1) Rifare il look a Santa Romana Chiesa (cattolica e apostolica), dopo la perdita d’immagine dovuta agli scandali e alle vicende giudiziarie – come quelli legati alla pedofilia – amplificati dai media neoliberisti per contrastare la “dottrina sociale” a la critica al capitalismo del papa tedesco. Bergoglio, in merito all’assenza di lavoro drammatica nel nostro paese, ha detto in modo molto diplomatico che si è creata scarsità di lavoro. Frase ipocrita che non chiarisce le responsabilità (nomi e cognomi) di questa “scarsità” …
      2) Criticare il capitalismo finanziario, sempre più feroce, ma senza eccedere certi limiti, facendo leva sulla carità privata a coprire i vuoti lasciati dall’assistenza con danaro pubblico (dirottato altrove).
      3) Infine il terzo motivo, molto importante, ultimo ma non ultimo. Mentre Benedetto – tedesco, culattone, filosofo e erudito – credeva veramente in dio, il gesuita Francesco (de Xavier) non ci crede. Crede nella relazione e non nell’assoluto. Meglio, molto meglio se il papa non crede veramente in dio, perché deve gestire “sistemi complessi”, essere cinico quanto basta, sporcandosi le mani con la politica e la finanza (Ior). Anzi, è quasi necessario che il papa non creda in dio padre e creatore, mentre invece ci devono obbligatoriamente credere le vecchie in pellegrinaggio a Monte Rotondo, o a Loreto, che cantano in pullman e pregano, così come l’anonimo pretino di campagna (altrimenti si chiude bottega!).

      Ecco in estrema sintesi, caro Valdo, il mio pensiero in proposito …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

    • Per Valdo

      Il neoliberismo è una fede, non altro.
      Se dici di no, se hai il coraggio di continuare a dire di no, crolla il castello di carte. Magari Bergoglio (uomo secolarizzato, di cui non mi fido affatto, in fondo un affarista) registra un’incrinatura in questa fede metafisica che – lui lo sa – ha svuotato e depotenziato il cristianesimo stesso.
      Vedremo … ormai credo solo ai fatti, le parole se le porta via il vento …
      Come per Tsipras. Non ci credevo neanche un po’ … ora, invece, sembra che le cose stiano precipitando per il peggio, ovvero per il meglio. Anche qui, vedremo. Stiamo ai fatti.

      • Infatti, stiamo a vedere i fatti. Intanto però non sarei così pessimista sulle parole: che un modernista. sostanzialmente non cattolico come Bergoglio (l’analisi di Orso è inappuntabile quando lo contrappone al culattone – ma ne siamo sicuri? – ma credente Ratzinger) attacchi la fede neoliberista è un primo, piccolo passo che da questo papa del politicamente corretto non mi aspettavo, così come non mi aspettavo tanta resistenza da Tsipras. Questione Grecia, austerità ormai non più tollerata, questione immigrazione: i padroni in questa fase stanno facendo più fatica del solito, mi pare…

        • Per Valdo e Alceste

          Ci sono indubbiamente alcuni segnali (“negoziato” con la Grecia, il caos dell’immigrazione, persino qualche dichiarazione di Bergoglio, lo ammetto …) di cedimento, o almeno di scollamento, nell’eurozona e nel cosiddetto occidente. Le politiche neoliberiste sono particolarmente distruttive ma irrinunciabili per l’espansione neocapitalista. In merito all’impari confronto Grecia-troika che rischia di non andare “a buon fine”, intervengono pubblicamente quelli del governo federale usa, facendo pressioni sulla Grecia. Ma guarda che caso … Chissà perché?
          La questione che mi pongo è però la seguente: Per ovviare ai problemi che sorgono e continuare con il loro dominio stanno preparando qualche bruttissima sorpresa per tutti noi? Certo che le manovre miltari usa-nato-mercenari nell’est europeo e nel Baltico costiuiscono una provocazione scoperta nei confronti della Santa Russia, speranza d’Europa! L’intento è quello di provocare a tutti i costi una reazione militare russa – chiaramente difensiva! – per far scoppiare la guerra in Europa, mentre nel Medio Oriente e nell’Africa settentrionale la guerra è già a buon punto … Si vuole elevare il livello dello scontro coinvolgendo anche il vecchio continente, con il rischio di andare oltre il “semplice uso” delle armi convenzionali. La guerra che raggiunge il suo apice (ricordate un mio post dal titolo “Verso l’apice della guerra”?) potrà forse salvare il sistema di potere neocapitalista e le sue élite assassine (euro-americani, islamo-sunniti dell’Arabia, israelo-giudei-sionisti). O addirittura espanderlo …

          Cari saluti

          Eugenio Orso

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