Regionali di maggio: istruzioni per l’uso di Eugenio Orso

Partiamo dall’assunto che di elezioni politiche non si vede neanche l’ombra e le regionali dovrebbero compensarne la mancanza, illudendo le masse di aventi diritto (al voto) che nella democrazia liberale anche loro contano qualcosa. In pratica, le elezioni per il rinnovo dei consigli regionali dovrebbero riempire il vuoto lasciato dall’assenza di consultazioni politiche e, nel nostro caso, “incoronare” una volta di più il vincitore Matteo Renzi, com’è accaduto con le europee.

Si dà quasi per scontato, nei sondaggi che hanno lo scopo di orientare il consenso, che gran parte delle sette regioni interessate dalla consultazione se le papperà il piddì. Il fido Angelino agli interni ha fissato la data delle elezioni amministrative, con decreto firmato il 19 maggio, al 31 di questo mese. C’è anche un migliaio di comuni interessati al voto e il ballottaggio, se del caso, si farà il 14 di giugno. Le regioni delle quali il piddì renziano vorrebbe fare un sol boccone sono sette: Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana, Umbria, Veneto. Oltre venti milioni i chiamati al voto, ma si prevede un’astensione in crescita.

I pubblicisti del sistema liberaldemocratico – quelli che ripetevano sempre, con piglio anti-populista, “Siamo in democrazia!” – raccontano che le politiche sono diverse dalle amministrative e le europee son diverse da tutte le altre consultazioni. Non si tratterebbe di una mera narrazione neolibeale, perché teoricamente le amministrative hanno un senso nelle realtà locali in cui si articola il paese, le europee a livello sopranazionale (anche se il parlamento europeo decide poco nulla ed è al più “colegislatore”), mentre le politiche sono determinanti per la composizione del parlamento nazionale, la formazione di esecutivi e maggioranze e il contrappeso rappresentato dall’opposizione.

Nel nostro specifico caso non è proprio così, o meglio, non è più così. Le europee si sono rivelate utili solo per “incoronare” Renzi in assenza di elezioni politiche e sono la ragione prima della caritatevole erogazione degli ottanta euro. Le amministrative di maggio dovrebbero essere le più legate alle specifiche realtà locali, regionali e comunali, ma stiamo andando verso una drastica centralizzazione delle decisioni e una conseguente riduzione delle autonomie locali (titolo IV, privatizzazioni delle municipalizzate, taglio dei trasferimenti, eccetera) che le renderà sempre meno significative. In sintesi, guardando in faccia la realtà, le europee dello scorso anno, inutilissime per portare il dissenso anti-austerity in Europa, si sono trasformate nell’apoteosi del renzismo, mentre le prossime amministrative serviranno per consolidare la presa di Renzi e del piddì sul paese, per conto troika.

Venendo al sodo, la mia proposta è di usare le regionali del prossimo 31 di maggio come se fossero elezioni politiche. Fate anche voi come loro, cari elettori più volte presi per i fondelli, per sperare di poterli fregare sul loro stesso terreno. Dovete convincervi che il voto di fine maggio sarà squisitamente politico e non specificamente locale, in assenza di elezioni per il rinnovo del parlamento.

Di seguito, spiego meglio l’affermazione fatta poc’anzi.

Questa volta, avvicinandosi il momento del voto, non ho intenzione di fare l’apologia dell’astensione, ma una proposta concreta per far fallire la manovra renziano-piddina dell’”asso pigliatutto”, che prevede il trionfo alle regionali, compensative delle politiche, con una vittoria scontata in tutte o quasi le regioni interessate. Perciò, i moltissimi che subiscono le controriforme ordinate a Renzi e al piddì dalla troika, dovrebbero astrarre dalla dimensione regionale, dalle sue problematiche concrete, da una visione locale decisamente angusta – che farebbe prevalere i candidati, i nomi e i loro specifici programmi/promesse, sui simboli di partito e di lista – per trasformare la consultazione in un “pronunciamento popolare” contro Renzi e il suo partito collaborazionista.

Chi finora si è astenuto, questa volta non dovrebbe disertare le urne, ma andarci e seguire il mio consiglio. In tal modo, se l’operazione andrà in porto e milioni di elettori faranno il semplice ragionamento da me proposto, risolvendosi a votare contro Renzi come se fossero elezioni politiche determinanti, vi saranno speranze fondate di ribaltare gli attesi risultati delle regionali, evitando l’ennesimo, truffaldino trionfo di Matteo Renzi e della sua consorteria politica. Si riuscirà a metterlo finalmente in difficoltà, anche all’interno del suo partito? Senza sperare in esiti clamorosi ma improbabili – come le dimissioni dalla presidenza del consiglio e dalla segreteria piddina, dopo i risultati – io credo di sì.

Come dovranno comportarsi coloro che andranno al voto di fine maggio? Semplice: nella regione di appartenenza dovranno individuare il candidato alternativo a quello piddino che ha le maggiori possibilità di farcela e votare per lui, se necessario turandosi il naso. Non si tratta di condividere i programmi di quel candidato, o apprezzare le sue origini politiche, ma soltanto di “tirare il pacco” a Matteo Renzi, a tutto il piddì e ai loro padroni sopranazionali.

Seguono alcuni esempi, molto semplici, per chiarire la mia proposta.

Se risiedo in Liguria e giudico che Giovanni Toti – creatura berlusconiana imposta alla Lega in quella regione – ha le maggiori probabilità di farcela contro la piddina Raffaella Paita, mentre la candidata grillina Alice Salvatore è improbabile che ce la faccia, voto senza problemi per Toti e … in culo alla balena piddiota! Se sono marchigiano e scopro che il candidato del cinque stelle Maggi ha le maggiori probabilità di farcela contro Ceriscioli del piddì, voto senza meno per il grillino. Lo faccio senza pormi il problema che il cinque stelle, nei due anni passati in parlamento, non ha ottenuto risultati apprezzabili, rivelando così la sua inconsistenza. Se invece sono un veneto, il mio consenso lo devo obbligatoriamente dare a Luca Zaia, sperando che qualche “mona” di troppo non voti per Flavio Tosi e la sua lista (civetta?), favorendo il piddì e la Moretti. In tal caso, non prendo in considerazione Jacopo Berti del cinque stelle, a prescindere dai suoi programmi, perché ha poche probabilità di vincere contro il piddì.

L’elettore chiamato alle regionali non deve pensare, questa volta, al trasporto pubblico locale, allo stato della sanità in regione, alle partecipate dall’ente locale, al dissesto idrogeologico del territorio e a simili questioni (pur rilevanti), oppure se Poli Bortone sia migliore di Schittulli nel caso che voti in Puglia, ma esclusivamente al quadro politico nazionale e all’”imperativo categorico”, che è sconfiggere il piddì e fermare Matteo Renzi.

Chiara la mia proposta? Nessuna apologia dell’astensionismo, questa volta, ma un voto utile – se necessario turandosi il naso – contro Renzi e il piddì in tutte le realtà regionali, per togliergli l’ebrezza della vittoria annunciata, creando qualche problemino ai servitori della troika e dei mercati.

A buon rendere, cari elettori di maggio!

Piuttosto che astenervi in massa, disertando le urne, questa volta avete un valido motivo per partecipare al rito del voto. E giunto il momento, anche per voi, di mostrare un po’ d’intelligenza politica e di necessario opportunismo. Oltretutto, provandoci non rischiate nulla …

#è la volta buona!

Regionali di maggio: istruzioni per l’uso di Eugenio Orsoultima modifica: 2015-05-10T14:10:26+00:00da derosse
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21 pensieri su “Regionali di maggio: istruzioni per l’uso di Eugenio Orso

  1. Giustissimo, condivido in toto, anche se ben pochi avranno l’intelligenza di fare questo tipo di ragionamento. Prevedo purtroppo un’altra facile vittoria del Pd, visto che il pecorume di idioti e farabutti che ne costituisce l’elettorato, sarà come sempre presente in massa, molti ex berluschini vireranno ancora su Renzi come lo scorso anno, non avendo ancora assolutamente compreso che il cialtrone toscano fa gli interessi della grande impresa e della grande finanza e non certo quello delle Pmi, dei negozianti e dei liberi professionisti, mentre l’astensione crescerà ancora, anche perché il M5S alle regionali è tradizionalmente debole. Forse qualche speranza si può nutrire in un exploit della Lega in Veneto.
    Purtroppo, Orso, senza un’arma di persuasione di massa (un canale televisivo generalista, per esempio) il sistema, che si regge sul Pd, rimane ben saldo.

    • Per Valdo

      Se la mia idea è buona e politicamente sensata, almeno per mettere i bastoni fra le ruote al “mattatore” neoliberista se non per farlo cadere, dovrebbe essere diffusa il più possibile, ma sono praticamente certo che così non sarà. Altri arriveranno alle mie conclusioni? Forse … C’è da sperare che siano in molti, disposti a “uscire dall’ombra” dell’astensione e a votare con opportunismo politico, in tutte le regioni interessate, contro Renzi, il piddì e i suoi candidati. Questo sarebbe un vero e proprio voto utile …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  2. Quando uno come me, sulla cinquantina, parla ai suoi nipoti, di 25/30 anni, che sono immersi dentro lo smartphone e nemmeno ti ascoltano, o per quel poco che ti ascoltano non gliene frega nulla dello stato o dove sta andando lo stato, vivono alla giornata finchè possibile, francamente viene voglia di scappare da questo paese, dove le nuove generazioni sono ormai assopite e morte ancor prima di nascere.
    Francamente quello che vado ad affermare è infelice, ma sinceramente per cambiare lo stato dei fatti ci vorrebbe una guerra, forse è diventata l’ultima speranza.
    Per il resto sono d’accordo con lei, è quello che faccio di solito, ma purtroppo siamo pochi, già siamo pochi ad andare a votare, in più la maggioranza viene ben addestrata….

    • Per Jean

      Come ho scritto in altra risposta a un commento, la mia è anche una provocazione …
      Per quanto riguarda la guerra – sola igiene del mondo, secondo i futuristi d’inizio novecento – questa ce la daranno gli usa e la nato, con buone probabilità, mettendo l’Europa contro la Russia. Dopo – se ci sarà un dopo – le nuove generazioni saranno più legate, per drammatiche necessità di vita, alla realtà sociale, politica, economica.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

      • Quanto ritiene probabile che il nuovo ordine mondiale multipolare che i BRICS stanno realizzando (AIIB, NDB, New Silk Road ecc.) possa portare con la sua sfida alla Dottrina Wolfowitz alla guerra mondiale?

        • Per Salvo

          La mia idea, molto più semplicemente, è che la la quarta guerra mondiale (come l’ha chiamata Costanzo Preve) sia già in corso da un po’ di tempo.
          C’è una guerra interna all’occidente e al nord del mondo, di natura economico-sociale, ma anche culturale, contro le classi dominate (in italia, riforme delle pensioni dal ’92, contratti di precarietà del ’97, il recente jobs act, le riforme della PA e quella nuova delle pensioni in arrivo, la stessa imposizione dell’euro, etc. etc.). Non è una guerra combattuta con armi tradizionali e mercenari, ma ha fatto e farà soprattutto in futuro i suoi morti (i suicidi per ragioni economiche, i dcecessi a causa della malasanità e del taglio della spesa sanitaria), i suoi profughi (dalla “fuga dei cervelli” alla fuga all’estero di semplici lavoratori manuali) e decine di milioni di prigionieri (la classe povera neocapitalista, depauperata e ri-schiavizzata).
          Ci sono le guerre esterne all’occidente e al nord del mondo, che rischiano di aumentare ancora di numero (in Europa, la Macedonia, investita dagli appetiti usa e dal terrore islamista sunnita). Parebbe che solo due o tre decine di paesi, nel mondo, oggi non sono in guerra – intesa in senso ampio – cioè non hanno eventi bellici o di guerriglia sul loro territorio, non partecipano a “missioni internazionali”, non inviano soldati e/o addestratori all’esterno vicino ai teatri di conflitto o in questi.
          La quarta guerra mondiale, che è una guerra noecapitalista globale, di natura culturale e di sterminio, non ha ancora raggiunto l’apice, e i teatri di conflitto ci paiono addirittura scollegati, lontani l’uno dall’altro. Si raggiungerà l’apice quando si arriverà allo scontro usa/nato/ue-Russia e/o comunque all’uso di armi nucleari e non convenzionali.

          Cari saluti

          Eugenio Orso

          • E’ possibile situare quest’apice?
            A breve, fra 1,2 10 anni?
            Consideriamo che l’uso massiccio di armi atomiche determinerebbe l’inverno nucleare e la sparizione probabile dell’umanità. E quindi lo sterminio totale, a meno forse di piccoli gruppi di sopravvissuti.

    • Per Maurizio

      In quel caso, si tratterà di voti tolti al piddì. Se il nuovo astensionismo colpirà Renzi e il partito collaborazionista, sarà un fenomeno da giudicare positivamente.
      La “conta” della Camusso serve per misurare la presa della burocrazia sindacalese sui lavoratori e per ricattare il piddì … Parenti-serpenti!

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  3. Arrivano notizie sulla restituzione del maltolto ai pensionati. Sarà parziale, non per tutti e fin troppo diluita nel tempo, penalizzati soprattutto ex dirigenti e donne ex lavoratrici …
    Quello che conta è il vincolo del 3% – anzi, 2,6 o 2,7 – la sola cosa che interessa ai kapò dell’eurolager. Dei pensionati italiani non gliene frega un cazzo, così come non frega un cazzo di loro a Renzi e al piddì di merda …
    I soldi, in buona misura, resteranno al governo collaborazionista della troika (Renzi-Padoan e Mattarella, l’inutile, sullo sfondo) che li darà al padrone, cioè ai detentori del grande capitale finanziario.

    Italiani teste di cazzo, minorati socio-politici al punto tale da diventare piddioti-europoidi! Il 31 di maggio ci saranno le regionali in ben sette regioni e a molti di voi – compresi, come ricordato, centinaia di migliaia di pensionati non al minimo – stanno togliendo anche le mutande! Non sarebbe il caso di votare in massa, sempre e comunque quale che sia la regione, contro la fogna piddina e il boia Renzi?

    Pensateci bene, se non volete finire come dei sacchi di merda dimenticati in un angolo!

    Eugenio Orso

    P.S.: non mi scuso per la violenza e la volgarità del commento.

  4. “Non si tratta di condividere i programmi di quel candidato, o apprezzare le sue origini politiche, ma soltanto di “tirare il pacco” a Matteo Renzi, a tutto il piddì e ai loro padroni sopranazionali”

    Sono d’accordo. Del resto, è quello che ho fatto alle europee e alle regionali dall’anno scorso.
    Poi, non so, ma nella vasta cerchia di amici, conoscenti e familiari che votano Pd da anni ho notato che l’avvento di Renzi gli ha aperto gli occhi d’improvviso al punto da dichiarare che non voteranno né Renzi né il Pd. Una cosa mai vista negli ultimi 20 anni.
    Del resto, se in una regione come l’Emilia Romagna alle regionali dell’anno scorso il 62,33% non è andato votare qualcosa vorrà pur dire.

    • Aperto gli occhi? Ma non credo proprio. Questi elettori del Pd adesso fanno finta di ribellarsi al partito non certo perché abbiano compreso il meccanismo neoliberista ed eurista che sostiene il Pd da anni, ma solo perché “Renzi assomiglia a Berlusconi” e mette in ombra i loro eroi, che sono i Bersani, i Letta, i Prodi,, cioè altri camerieri dei banchieri ma con la faccia da uomini di sinistra, e solo quella.
      Costoro al massimo non voteranno a questo giro, riservandosi di tornare all’ovile “per senso di responsabilità” al prossimo o attendendo la formazione di una specie di Sel 2 (Landini, Civati, Vendola e compagnia, che avrà l’aspetto formale di una sinistra ma poi appoggerà sempre e comunque il Pd, sempre per senso di responsabilità e per evitare che vincano Grillo o Salvini, i nuovi cattivi. Basti pensare che ho letto che uno di questi poveri imbecilli socio-politici degli elettori Pd ha definito il M5S “la nuova estrema destra”. Ora, il M5S è stato molto deludente, ma definirlo estrema destra o movimento cinque spranghe (mai un atto di violenza, per fortuna o purtroppo, in anni di attività) la dice lunga sulla stupidità di questo elettorato. Sperare che da costoro venga una reazione significativa a questo governo, mi sembra totalmente irrealistico.

      • Sottoscrivo fino all’ultima virgola;quello descritto è esattamente ciò che percepisce l’elettore medio piddino,un mix insopportabile di fideismo al cubo,condito da una irrefrenabile coazione a ripetere tanto che,vedrete,alla prossima tornata elettorale faranno nuovamente l’ammucchiata per l’ennesima volta sotto le ali “protettrici”(sic)del partitone erede di Togliatti e Berlinguer perchè,si sa,loro sono la “parte migliore del paese”(sic),quella che ci difenderà dai nuovi barbari “populisti”,basterà agitare un poco la bandiera della possibile implosione, con connesso default della tanto osannata UE,et voilà,il gioco sarà fatto:torneranno con la coda fra le gambe ad elemosinare,come sempre,clemenza verso i loro sovrani.Fa parte del loro corredo ideologico(ideologico si fa per dire,naturalmente).

    • Per kthrcds

      Io non sarei così ottimista, perché se cresce l’astensione – e magari anche di quelli che hai evocato: “non voto più il piddì” – dobbiamo ricordarci che il piddì ha ancora certi “legami con il territorio”, ma principalmente sporchi, cioè voto idiota-identiario patologico, clientele diffuse, voto di scambio, voto comprato a pacchetti, buona parte del voto della criminalità organizzata, etc. etc.
      Mi avvertono con commento che in Veneto la Camusso ha invitato, in pratica, a votare scheda bianca e non il piddì. Questo per “contare” i suoi e ovviamente “ricattare” i renziani (parenti-serpenti!).
      Saviano attacca De Luca in Campania rompendo un po’ le scatole al piddì, che vuole vincere a qualsiasi costo, anche con un condannato come candidato.
      Il mozzarellone berlusconiano Toti – probabilmente grazie alla Lega – sarebbe in testa nei sondaggi in Liguria.
      A molti pensionati non al minimo resituiranno meno del dovuto o anche niente e questo è un paese di vecchi, che spesso votano!
      Purtroppo credo che non basterà, per come sono ridotti gli italiani e per come il piddì riesce a truffare-controllare-ricattare la popolazione.
      Infine, sappiamo bene che a Renzi e al piddì basta vincere, con qualsiasi mezzo e in ogni situazione … anche con il 30% dei votanti e il 70% di astenuti.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

    • Per Valdo

      Affluenza alta, molto sopra il 60%, piddì che vince, la Lega aumenta i voti ma non arriva al 20%, il 5 stelle dov’è? Lo scenario è a dir poco fosco. Non ci sono opposizioni legali liberaldemocratiche in grado di vincere. Non ci sono forze extralegali di liberazione. Non c’è niente, e il piddì continua a imperversare. Andando avanti così non ci libereremo del piddì se non quando moriremo …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  5. @ Valdo (11 maggio 2015 alle 13:0) e derosse (11 maggio 2015 alle 13:04)

    Fermo restando che non si può certo valutare la situazione basandosi sulle mie impressioni, resta comunque il fatto che per quelli che conosco io Renzi non è irresistibile come raccontano i media.
    Per ciò che riguarda comprendere “il meccanismo neoliberista ed eurista che sostiene il Pd” è chiedere troppo. È già molto che si siano accorti che Renzi è un commediante inaffidabile.
    Quanto ai Bersani, Letta e Prodi sono uno più bollito dell’altro e non se li fila più nessuno.
    Detto questo, è vero che a “Renzi e al piddì basta vincere […] anche con il 30% dei votanti e il 70% di astenuti”, però in tal caso riesce difficile continuare a strillare “facciamo le riforme che gli italiani ci hanno chiesto”. E non è mica detto che vinca lui.
    Poi, sul fatto che il dopo Renzi sarà anche peggio non ci piove.

    • Per kthrcds

      Il mio post è un auspicio … Cioè che almeno qualcuno (con la mente non ancora del tutto colonizzata) si svegli e voti contro Renzi e il piddì, trasformando nei fatti le regionali in una sorta di politiche, o meglio, in un “pronunciamento” (pro o) contro Renzi. So bene, però, che è molto improbabile che ciò accada … diciamo … almeno a due milioni di elettori su oltre venti interessati. Nella situazione attuale – in cui il “potere manipolativo” sembra aver trionfato – è già tanto se saranno duecentomila.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  6. Tanti buoni motivi per trasformare le regionali in arrivo in un plebiscito contro Renzi, il piddì e la troika.
    Un motivo fra i tanti è quello delle pensioni e l’interesse dei pensionati, presenti e futuri.
    Contro la sentenza della corte costituzionale, la criminale Fornero ha detto che risarcire i pensionati “penalizza i giovani”. Ora ci si mette l’economista renziano Boeri, che parla di “equità” (la nuova trovata propagandistica e slogan di questi bastardi collaborazionisti) fra le generazioni, in apparente difesa dei giovani, futuri pensionati che avranno di meno …
    Sempre quella la tecnica – da Monti/Fornero a Renzi/Boeri – cioè scatenare le guerre fra poveri (quelli che loro stessi contribuiscono a impoverire) e il conflitto generazionale fra padri e figli per fare l’interesse del padrone sopranazionale!

    Andate a votare in ogni regione interessata, votando sempre e comunque contro Renzi è il piddì! Si deve votare, questa volta, contro qualcosa e non a favore di qualcosa …

    Eugenio Orso

  7. Pingback: Battere Renzi e il piddì alle regionali di maggio! Ultimo appello di Eugenio Orso | PAUPER CLASS

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