La crumira di Eugenio Orso

Mentre la scuola sciopera perché non è troppo buona come la vende Renzi, che promuove senza vergogna le sue riforme, ma è messa male, molto male, così male che deve scendere in piazza,  la consorte di Renzi, tale Agnese Landini, tirando il pacco ai colleghi fa lezione regolarmente e non solo, ma dedica anche un’oretta al ricevimento dei genitori.

Una vera crumira, la moglie di Matteo, ma lei, professoressa di lettere in un liceo scientifico, a Pontassieve, non ci sta a cincischiare. Avendo sposato il mago del fare, non le resta che insegnare anche quando gli altri scioperano. Tanto, mica tutte hanno il culo coperto da un marito presidente del consiglio come il suo, anzi (udite, udite!) può essere che le altre professoresse  – piccolo particolare, ma non trascurabile – devono portarsi a casa lo stipendio per vivere …

Sarebbe stato bello che questa tal Agnese avesse avuto un po’ di solidarietà nei confronti dei colleghi più sfortunati – cioè tutti gli altri – e avesse scioperato anche lei, in barba al piddì e a suo marito, che oggi sono la stessa identica cosa.

Sarebbe stato così bello che i giornali dell’opposizione ne avrebbero approfittato, insinuando con malizia che la riforma della scuola di Renzi non piace a nessuno, persino nella di lui famiglia. Ma no, la consorte del presidente del consiglio, fedele allo spot – pardon, allo sposo! – era là, in classe, a far lezione, con scrupolo e dedizione, anche più del solito. E dire che ha un misero contratto a termine! Ma è pur sempre la “first lady”, come ricordano i giornali, mica una cippa qualunque (per non dire cazzona)!

Sicuramente più tranquilla delle colleghe, il culo ben parato, Agnese può permettersi di fare quel cazzo che vuole, con il sorriso sulle labbra e il cuor leggero … anche la crumira!

La crumira di Eugenio Orsoultima modifica: 2015-05-05T18:16:53+00:00da derosse
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5 pensieri su “La crumira di Eugenio Orso

  1. Vabbè Orso, in questo caso era veramente troppo pretendere che la bella (bella?) Agnese si comportasse diversamente. Diciamo che è umano. So di dire una cosa poco popolare, ma francamente mi danno più fastidio tutti quegli insegnanti (e sono una marea) che hanno appoggiato ogni porcata fatta dal Pd e dai suoi predecessori, ogni sorta di macelleria sociale, gridando allo scandalo solo quando era Berlusconi a governare. Sempre muti e consenzienti di fronte a qualsiasi sconcio compiuto dal Pd, si svegliano adesso unicamente perché temono per il loro portafogli. E stiamo pur certi che, passata la bufera, se il Pd non attuerà altri provvedimenti contro di loro, i pecoroni (ma pecoroni interessati) continueranno a stare nell’ovile, proclamando di essere degli idealisti che vogliono formare gli uomini del futuro!

    • Per Valdo

      Preciso che questo post ha rappresentato, per me, una sorta di “disimpegno” e di divertimento.
      “Sempre muti e consenzienti di fronte a qualsiasi sconcio compiuto dal Pd”, scrivi giustamente.
      Ricordiamoci che nel 2002 insorsero contro l’allora esecutivo Berlusconi che voleva toccare l’art. 18. Milioni in piazza, con Cofferati e la sinistra. Il vero scopo – e questo gli organizzatori della manifestazione lo sapevano bene – non era difendere i diritti dei lavoratori dall’attacco del cav, ma cercare di provocare la caduta del governo, usando strumentalmente il tema e la mobilitazione di massa. Quelli che allora hanno manifestato l’hanno capito, almeno con il senno di poi? Avanzo in proposito un dubbio, per moltissimi.
      Tornando ad Agnese, che dire? Fedele allo spot … pardon! allo sposo, come ho scritto nel post.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

    • Per Giorgio Andretta

      Il dubbio potrebbe esistere per Razzi, poiché l’imitazione dell’abile e astuto Crozza ha oscurato il personaggio politico in carne ed ossa, sostituendolo con la macchietta televisiva. Crozza ha il compito di “umanizzare” i politici per farli “digerire” alle masse televisive, cercando di avvicianarli a loro, di renderli addirittura simpatici, frequentabili e … votabili!
      Tuttavia, la sua imitazione di Renzi non mi sembra efficace quanto quella di Razzi – anche uno bravo, furbo e ben pagato dal sistema come Crozza non può essere sempre al massimo dei massimi – perché il gioco, nei confronti di Renzi, è quello di farlo apparire come un povero giovane, un po’ “picchiatello” ma simpatico, che è in buona fede ma purtroppo fa qualche cazzata, con un po’ di leggerezza. Esattamente il contrario di quello che è Renzi, servitore lucido e senza scrupoli della troika e dei mercati. Ecco, non ci sarebbe intenzionalità nel fare il male nel personaggio televisivo di Crozza, mentre invece c’è in Renzi. Non ci sarebbero neppure malafede, cinismo, subordinazione a interessi anti-italiani, ma solo un po’ di superficialità, di errori, di cose fatte male senza avere l’intenzione del male. Esattamente il contrario di ciò che è. Per questo, l’abilissimo Crozza propone un Renzi con l’espressione svagata (e un po’ idiota), con una voce che ricorda il povero (e dimenticato) Jerry Lewis …
      Razzi gli è venuto molto meglio, a mio dire, perché il personaggio che Crozza propone – sempre per “umanizzare” la politica e avvicinarla alla gggente – caratterizzato da ignoranza e, talora, da una saggezza popolaresca alla Bertoldo – Caro amico, fatte li cazzi tuoi! – è più vicino a quello reale, cioè al senatore Antonio Razzi che se ne sta ancora, caparbiamente a Palazzo Madama, dopo qualche cambio di casacca per sopravvivere.
      Ciò non toglie, per come sono ridotte le masse televisive italiane, in parte rilevante analfabeti di ritorno, funzionali, etc., che qualcuno possa fare tale e tanta confusione da scambiare la bella(?) Agnese per la moglie di Crozza e, quel che è più grave (ma misurerebbe il buon successo dell’imbroglione Crozza), Crozza per Matteo Renzi.

      Naturalmente siamo ambedue ironici (questo post ha rappresentato per me, in un certo senso, un momento di “disimpegno”) ma spero ugualmente di essermi spiegato.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

      • La ringrazio, sig. Eugenio, per il suo ampio commento, ma, come più tardi lei sostiene, le nostre erano semplicemente esternazioni ironiche. Io, specialmente, volevo stigmatizzare “l’insegnante d’italiano” che avrebbe molto lavoro in casa da compiere, considerando le violenze verbali a cui il marito sottopone la lingua italiana, e non solo, facendo risultare Crozza, nell’imitazione renziana, come uno specialista della Crusca, d’altronde sono io che sbaglio pretendendo il rispetto della glottologia, l’uso parlato riflette semplicemente la preparazione media della classe insegnante.
        A rileggerla.

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