Gli italiani e la finta di Garrincha (Alceste)

Alle centinaia (migliaia, decine di migliaia) di analisi, a volte acute, talvolta profonde, che possiamo leggere sull’attuale crisi politica, economica e morale dell’Italia, manca sempre la coda: che fare?
Lo dissi anche a Eugenio Orso, in un commento a un suo post, perso nella notte dei tempi: dopo tutta la nostra sapienza, la nostra acribia, il sarcasmo, la rabbia … che fare? Allora, piuttosto ingenuamente, citavo l’omonimo romanzo antizarista di Nikolaj Gavrilovič Černyševskij: Che fare?
Ora la situazione è molto più chiara di qualche anno fa, ma la risposta rimane sostanzialmente inevasa.

Manoel Francisco dos Santos, in arte Garrincha, la più grande ala destra della storia. Basso, storto, con una gamba più corta dell’altra, tabagista e alcolista sin dall’età scolare, puttaniere, ingestibile, autodistruttivo.
Eppure vinse due Mondiali, nel 1958 (decisivi in finale i suoi assist), e nel 1962, stavolta da dominatore assoluto.
Il suo dribbling era semplice, ma irresistibile: puntava il terzino, si fermava, fingeva la penetrazione al centro e, invece, scattava bruciante sulla destra. Una due tre volte. Garrincha poteva dribblare, tornare indietro, e ridribblare il malcapitato, se gli andava, perché no. Lo fece pure in una amichevole con la Fiorentina: dribbling su Robotti, dribbling sul portiere: porta vuota. Tira? Macché, aspetta ancora Robotti, lo rimette col culo a terra, poi segna sghignazzando.
Il segreto del dribbling era vellicare l’istinto dell’avversario. Il difensore sapeva che Garrincha avrebbe fatto ciò che avrebbe fatto, ma il suo corpo, e i muscoli, in quelle frazioni infinitesime di secondo, obbedivano a impulsi ciechi, sedimentati nella massa del paleoncefalo, e sdegnavano la ragione, e tutti i buoni consigli che la ragione si porta appresso.
E l’istinto lo portava a sbagliare, catastroficamente.
L’istinto ha un doppio taglio.

Un doppio taglio. E il potere lo sa. Gioca da sempre sull’istinto, mai con toni razionali.
Inganna, ma l’inganno passa attraverso finte e controfinte a cui il corpo elettorale e democratico reagisce nella maniera che ci si aspetta: quella sbagliata.
Sbagliata per noi, non per il potere.
Una cosa credo di poter dire: possiamo squadernare grafici, diagrammi, analisi accuratissime, convincenti, inoppugnabili, richiamare il passato, le congiunture, ma all’italiano medio la razionalità non fa né caldo né freddo; non gli entra proprio in zucca – cuore fegato e ovaie decidono per lui. 

Il PD-DS-PDS è uno dei massimi esperti di finte.
Quando il gruppo dirigente del partito (stavo per dire: digerente) scontenta il proprio elettorato, e si teme un’emorragia di voti, scatta l’operazione Garrincha: finta a sinistra (Vendola, Cossutta, Bertinotti, Cofferati, Landini), per accalappiare i gonzi scontenti dell’andazzo, e poi, calmate le acque, arrivati al dunque, ecco lo scatto bruciante a destra.
Quante volte l’abbiamo visto?
Passata la buriana (l’elettore ha la memoria corta) il finto dissidente conferisce la propria sacca di voti al quartier generale; quindi passa, nell’indifferenza generale ormai, all’ignobile incasso (presidenza di regione, sindaco di grande città, presidenza d’una fondazione, presidenza d’una banca o di lucrose entità statali e parastatali et cetera).
Quando il gioco si fa duro la finta può operarsi addirittura all’interno dello stesso partito, onde vellicare l’istinto sinistroide dei minchioni orfani della sinistra: ed ecco gli attori in campo: Fassina, Civati, Puppato … Bersani … persino Enrico Letta! Il dibattito interno ferve … l’elettore lo segue appassionatamente, per mesi, sfiancandosi … l’impressione è quella di un organismo aperto alla discussione, democratico … poi, arrivati al dunque (scissione? Voto contrario?) la pattuglia di attori si assottiglia gradatamente … l’elettore medio si fa qualche domanda … nota qualche incongruenza, ma è talmente stremato da quel tira e molla inconcludente che gli va bene tutto, ormai … e poi, frastornato dal cicaleccio dei Ballarò e dalle Bianche Berlinguer, ha pure dimenticato qual era la posta iniziale della discussione … la finta a sinistra è riuscita … l’istinto ha sbagliato ancora, si fila veloci e imprendibili a destra, magari con qualche colpo di fiducia … presto non si parlerà più di nulla … la questione, che ha assordato l’audience per mesi, smiagola nel silenzio …

Che uno di questi attori si chiami D’Attorre è un caso, ovvio … se mi dicessero che è una beffa massonica ci crederei, però. 

All’Expo 2015 la finta a sinistra è quella solita, dai Sessanta in poi. I diritti civili.
Qual è il tema dei sei mesi di orgia milanese? Nutrire il mondo.
Chi non è d’accordo alzi la mano! Nessuno? Bene …
E come possiamo nutrire il mondo? Come possiamo se lacci e lacciuoli ostacolano la via al progresso? Se legislazioni nazionali, coltivatori locali, ostinati e antiquati contadini tradizionalisti impacciano la via del progresso? Non si può. Per il bene (il bene!) di noi tutti e per il bene dell’umanità (nutrire il mondo!) si deve intervenire: gli Stati cedano il passo a una pianificazione avanzata, globale; le realtà minori si adattino, quindi, a tale impetuosa avanzata che sfamerà sette, nove, dodici o addirittura quindici miliardi di esseri umani di qui al 2100! Occorre pensare in grande, slanciati verso il futuro, meccanizzando produzioni, diluendo i confini e gli egoismi, altro che questi piccoli terroni ancora con il falcetto in mano! Concimi futuribili, OGM, sementi da laboratorio resistenti ai parassiti, colture intensive di milioni di ettari, razionalizzazioni degli allevamenti, sfruttamenti oceanici profondi … 
Finta a sinistra (La fame! La fame nel mondo! Bimbi denutriti! Scheletrici! Coperti di mosche! Gli occhi mangiati dal tracoma!) e scatto a destra, con le multinazionali della carità, le dame di San Vincenzo del TTIP …
L’osceno Marco Pannella prima maniera … la fame, la fame nel mondo! Ve lo ricordate? 

Magari qualcuno è diffidente … oppone resistenza … la Monsanto come centro per la carità non appare perspicua ai più … bene, attiviamo altre finte: i black bloc.
Vestiti come Dart Fener in Guerre stellari le guardie nere seminano lo scompiglio nella civile Milano … macchine bruciate, addirittura! Cassonetti rovesciati! Poliziotti contusi! Guerriglia urbana! A una nonnina alla finestra è venuto uno scompenso! Una vigilessa con l’unghia rotta! Un disastro!
Terribili, imprendibili black bloc!
Televisione e giornali si attivano subito; anzi, s’erano, con fare sospetto, attivati giorni prima (cari telespettatori, cosa succederà il 1° maggio? Gli Unni sono alle porte!); coi fuochi alle spalle, però, i leccapiedi perbenisti si lanciano sul sicuro: guardate, guardate come hanno ridotto la nostra bella città! E questi sarebbero gli oppositori della TAV e dell’Expo? Sono solo delinquenti! Da una parte si riuniscono politici, diplomatici e scienziati per trovare una soluzione alla fame nel mondo, l’Italia si sforza per organizzare tutto e portare alto il nome nella nazione di fronte a una platea di miliardi di spettatori e questi che fanno? Sporcano la nostra bella città? Ingrati! Gufi! Disfattisti! Delinquenti! Assassini!
A ruota segue il corollario dello sciocchezzaio della propaganda: il black bloc pentito, il black bloc che, dopo le distruzioni, si mischia ai manifestanti sfuggendo alla polizia manco fosse Fantomas, la polizia eroica, il black bloc con il Rolex … ci rendiamo conto? Il black bloc col Rolex … tutto buono per rinverdire il famoso detto: è comunista e va a sciare …
Ancora una finta … il corpo elettorale sbanda … il potere-Garrincha sfila sghignazzando … il corpo elettorale ha deciso: se questa è l’opposizione (nera cattiva distruttiva composta da figli di papà viziati) i grandi della Terra e dell’Expo, e i demiurghi del TTIP, non possono essere che bianchi e lindi … operosi, calmi, costruttivi, fiduciosi … chini sui loro figli come il buon padre di famiglia del Codice Civile …
Sì, la gente ha deciso: una nuova marcia dei Quarantamila in piazza a Milano: armati di scope spazzole e panni da spolvero al grido di: no alla violenza! viva Milano e l’Expo! la borghesia ripulisce i Navigli dal terribile assalto … Pisapia: siamo in 20.000 per ribellarci a soprusi e violenze! I nuovi borghesucci prendono di petto una esponente dei No Expo: adesso prendi la scopa e pulisci! … prendi la scopa e pulisci: il video è già approntato, potete gustarlo su youtube, unitamente a quello della mamma nera che prende a sganassoni il figlio ribelle … pure lui debitamente pentito. 

Ma sì, il potere può rinunciare alla violenza ormai … l’istinto, vellicato dalla propaganda, lavora per lui … basta qualche attore e qualche slogan e il popolo, inteso come somma di individui, lo porti dove vuoi.

La propaganda del potere non razionalizza, mai. Essa controlla gli istinti, sempre. 

La stessa tecnica potete ritrovarla nei più svariati ambiti: questione migranti, Siria, Ucraina, diritti di genere … 

Che fare? Tirando le somme: la razionalità non muoverà mai nessuno all’azione.
Garantito.
Recentemente uno degli studiosi antieuro più in vista si è raccolto assieme ai più fedeli sodali: erano una dozzina. Il professore – acuto, sarcastico, insultante – sforna grafici, statistiche, prolusioni, preamboli, relazioni accademiche in inglese francese tedesco e calmucco; sillogizza, cita, s’infervora, cicala poliglotta: ma alla gente di queste cose non gliene frega nulla.
Certo, su Internet si trova sempre qualcuno pronto darti il like, ma quando si tratta di trascinare il deretano sulla piazza e rischiare la manganellata (quella vera) i patrioti latitano assai … 
No, la razionalità i ragionamenti i sillogismi non servono a nulla.
Occorre l’emozione, l’irrazionale, il non detto (pensieri senza parole), il sentimento profondo che muove i corpi a dispetto delle menti, come fanno i dominanti – come faceva Garrincha con le sue movenze ataviche da indio.
E in quale pozzo oscuro possiamo trovare le energie da incanalare contro il nemico? Fuoco contro fuoco? Nella millenaria stratificazione patriarcale dell’Italia, nel genio della nazione, nella provincia, nelle ridotte pievane, nella Vandea meridionale, nell’Italia di don Camillo e Peppone.
Sarà quella a reagire quando, invece di grafici, faremo vedere “1 milione e dico, 1 MILIONE! di neonati italiani e sottolineo italiani, non hanno di che sfamarsi e vestirsi regolarmente”, o “i padri di famiglia italiani [che] defenestrati dal mercato del lavoro sono costretti a vivere dentro un’automobile” come scrive Il Poliscriba.
Diceva Céline: 

“Le nazioni non moriranno perché i loro uomini di stato sono nullità, i loro governi troppo cupidi, troppo ubriachi o troppo pederasti … i loro ambasciatori troppo chiacchieroni, o perché esse stesse … son diventate troppo arroganti, soprassaturate di ricchezze, schiacciate dalla loro industria, troppo lussuose o troppo agricole, troppo sempliciotte, o troppo complicate. Tutto questo è senza rilievo, bazzecole passeggere, semplice cronaca della storia … una nazione si rialza … solo a una condizione, questa condizione assolutamente essenziale, mistica, quella di essere rimasta fedele attraverso vittorie e rovesci agli stessi gruppi, alla stessa etnia, allo stesso sangue …”. 

Un caro saluto.

Gli italiani e la finta di Garrincha (Alceste)ultima modifica: 2015-05-05T09:50:40+00:00da derosse
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12 pensieri su “Gli italiani e la finta di Garrincha (Alceste)

  1. Sig. Alceste,
    credo, da alcune sue affermazioni, che lei abbia conoscenze mediche, quindi mi sento di porle una domanda: fino a che età si può considerare un individuo neonato aldilà dell’intrinseco significato dell’etimo?
    Le sarò grato della risposta in considerazione che l’ISTAT ha pubblicato i dati circa le nuove nascite in Italia nell’anno del Signore 2014 dichiarandole più o meno pari a 562.000.
    Ammettendo che tutti i nuovi nati siano denutriti ne mancano altrettanti per arrivare al numero srotolato nel suo post. A meno che tra i “neonati” in Italia non siano contemplati anche i bambini in età scolastica.
    Grazie per quanto riterrà rispondermi.

  2. Caro Alceste, vorrei completare la tua ottima disamina sui fatti di Milano con un elemento che viene sempre trascurato quando durante le manifestazioni hanno luogo scontri.
    La classe politica dell’ultimo ventennio non solo ha sistematicamente fatto orecchie da mercante nei confronti delle istanze che qualunque manifestazione ha portato all’evidenza, ma ha anche assunto un atteggiamento sprezzante nel confronti dei loro partecipanti, definendoli in gita premio, scansafatiche, mestatori, disfattisti ecc. Comportandosi insomma in modo da dimostrare la volontà esplicita di alzare vieppiù il livello dello scontro, in maniera che definirei incosciente prima ancora che ademocratica.
    Allora, dopo fatti del genere, la sola, vera cosa da dire a chi si lamenta dell’accaduto è proprio questa: ma come, prima fatte tutto quanto in vostro potere per delegittimare il solo modo che hanno le masse di farsi sentire e poi vi lamentate se si asseconda ciò che voi avete in pratica imposto e implicitamente sfidato a fare?
    Siete voi e soltanto voi i veri responsabili. E doppiamente, prima con le misure sociopatiche che state avallando da ormai troppo tempo, coi risultati che vediamo, e poi con il vostro atteggiamento improntato a sufficienza, arroganza e smaccato disinteresse nei confronti delle richieste e delle doglianze mai così legittime che voi stessi avete indotto.
    Capisco che dai media mainstream attendersi discorsi del genere sia fantascientifico ma vedo però, pauperclass a parte, che anche dalle fonti diciamo così alternative, avviene molto di rado sentire considerazioni simili, che a mio modo di vedere dovrebbero essere le prime a venir sollevate..
    .

    • Per Max: ti ringrazio

      Per Clack: la situazione è ancora peggiore di come la descrivi. Oltre al menefreghismo, ostentato e addirittura istituzionale, si è proceduto con arroganza senza pari alla chiusura di qualsiasi spazio di relazione fra cittadino e sistema: le leggi d’iniziativa popolare e i referendum sono stati, di fatto, aboliti; le elezioni, le mitiche elezioni democratiche, atte a sancire i rapporti di forza del consenso, sono state depotenziate dalle ultime due riforme (Calderoli-Renzi), oltre ad essere falsificate da un sistema d’informazione su cui è inutile dilungarci.
      Il livello di compressione, censura e menzogna è, quindi, altissimo; gli esiti possibili sono due: crollo dell’attuale governo (sulla spinta di maggiori sacrifici, aumento disoccupazione etc) o stretta ancor più ferrea da parte di organismi extranazionali.

  3. Per il sig. Giorgio Andretta.

    Il massimo dell’ultimo triennio, secondo la relazione sul ‘Piano di distribuzione degli alimenti agli indigenti 2013’, realizzata dall’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea). Per effetto della crisi economica e della perdita di lavoro si sta registrando, secondo la Coldiretti, un aumento esponenziale degli italiani senza risorse sufficienti neanche a sfamarsi: erano 2,7 milioni nel 2010, sono saliti a 3,3 milioni nel 2011 ed hanno raggiunto i 3,7 milioni nel 2012. Dal dossier su ‘le nuove povertà emerge anche un altro dato significativo e cioè che in Italia ci sono 428.587 bambini con meno di 5 anni che nel 2013 hanno avuto bisogno di aiuto per poter semplicemente bere il latte o mangiare, con un aumento record del 13% rispetto allo scorso anno; ma ad aumentare con un tasso superiore alla media è stato anche il numero di anziani, 578.583 over 65 (+14% rispetto al 2012), che sono dovuti ricorrere ad aiuti alimentari.

    Neonati in senso di nuovi nati da estendere alle stime che si riferivano al 2013 ma sono incrementate notevolmente. (dati UNICEF e Caritas reperibili in rete)
    Le ho risposto io perchè Alceste ha usato uno stralcio del mio articolo “Lo Stato se ne fotte, tanto sono i nonni l’ammortizzatore sociale.”

    Buonasera.

    • Per il sig. Andretta e il Poliscriba

      Mi risulta che qualcuno abbia stimato il numero dei minori indigenti in Italia – parliamo di minori d’età, in gran parte soggetti deboli e indifesi quasi quanto i veri e propri neonati – in oltre quattro milioni: > 4.000.000! Credo che sia abbastanza, anche troppo, per poter affermare che questo paese sta andando, in massa, verso la povertà vera. Teniamo conto che in prossimità della soglia di povertà si trovano oltre dieci milioni di italiani …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

    • Ringrazio lei ed il sig. Eugenio Orso ma ritengo che non abbiate risposto alla domanda che originariamente avevo posto ad il sig. Alceste.
      Avevo letto il suo articolo di riferimento ma non sono intervenuto, sebbene avessi notato la vistosa incongruenza, certo è che se riporto citazioni minimo le condivido, diversamente sottolineo i punti di dissenso, perciò ho inserito un commento per valutare lo scritto del sig. Alceste.
      Sono un contadino ed avanti con l’età e di un fatto ho acquisito contezza, avendo partecipato alla rete fin dai suoi esordi, cioè i numeri vengono trattati come fossero di caucciù e pensare che fino ad allora ero quasi certo che la matematica e tutte le sue desinenze fossero una scienza perfetta. Evidentemente mi sbagliavo, come purtroppo ed a mio danno mi sbaglio sui numeri pubblicati da AGEA, organo giocoforza di mio riferimento.

  4. Per Derosse

    Grazie della precisazione: ho sottostimato il numero volutamente.

    Per Alceste

    Ti offro questa citazione di Giuseppe Rensi da L’irrazionale, il lavoro e l’amore.

    Bisogna, per vero, che le mie idee siano sconfitte, e permanentemente sconfitte, perchè io senta d’aver ragione: perchè, cioè, mi risulti dimostrato che soccombe la ragione e trionfa l’errore, che il successo deriva da casi o artifici o ciarlatanerie, che la stoltezza e l’illogismo sono gli irrovesciabili dominatori del mondo, che quindi l’unico pensiero fondato (s’intende, condiviso solo da pochi solitari appunto perchè è fondato) è il pensiero scettico. – Posso proprio, insomma, ripetere con Epicuro:
    «Numquam volui populo placere; nam quae ego
    scio, non probat populus; quae probat populus ego ne scio»
    traduzione

    “Non ho mai voluto piacere al popolo: il popolo non apprezza le cose che io so e io non so le cose che apprezza il popolo.”

    Saluti cari

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