Dal governo Renzi al governo Troika? di Eugenio Orso

La sera di martedì 28 aprile, tornato a casa dall’ufficio e costatato che il nipotino se ne stava tranquillo, già addormentato fra le braccia di suo padre (mio figlio, che teneva il bambino perché mia nuora era al lavoro), ho fatto una cosa che raramente oso fare, un po’ per “snobbismo” e molto di più per disgusto: ho guardato quasi per intero un talk-show alla tv. Cosa c’è di martedì? Di Martedì su LA7, appunto, del pessimo ma astuto Giovanni Floris, un ex della RAI a suo tempo soprannominato “il vespino della sinistra”.

Ciò che è accaduto nel mondo virtuale di Floris – parte integrante dello spettacolo sistemico – mi ha fatto riflettere, portandomi a trarre conclusioni piuttosto inquietanti. Voglio condividere, di seguito, le mie riflessioni con i lettori di Pauperclass, che so essere pochi ma buoni.

Mi sono visto il confronto fra Salvini, in collegamento esterno da Strasburgo, e una giornalista radical chic di repubblica (principale rotolo di carta igienica della sinistra euroserva, buonista e pro-troika), tale insignificante Annalisa Cuzzocrea, presente in studio. La querelle era sugli immigrati clandestini che stanno arrivando a frotte nel nostro paese. L’attacco a Matteo Salvini da parte di Cuzzocrea, per la verità scontato e piuttosto prevedibile, verteva proprio su questo tema. Il segretario leghista ha distinto, come fa ultimamente con un po’ di retorica, fra gli immigrati regolari, che lavorano, pagano le tasse, mandano i figli a scuola, eccetera, e quelli clandestini che rappresentano un problema, per i populisti ma soprattutto per il popolo. Cuzzocrea, non trovando di meglio, ha obbiettato che anche i regolari possono essere entrati come clandestini, prima di regolarizzarsi con difficoltà. Matteo Salvini si è smarcato abilmente, in perfetta linea con quello che è il “sentiment” popolare di questi tempi, vincendo il confronto (almeno a mio dire) davanti agli occhi della cosiddetta opinione pubblica. Forse un po’ banale, vagamente propagandistico, ma sicuramente efficace:

Possiamo ospitare qualche altro milione di clandestini, in attesa che si regolarizzino e trovino un lavoro che non hanno neanche gli italiani? Vada a spiegarlo … Vada a spiegarlo, signora, agli immigrati che sono qua regolarmente con i documenti a posto che stanno perdendo il lavoro, che non sanno come tirare a fine mese … Vada a spiegare a loro che l’Italia può ospitare altre migliaia … non so quante, decine, centinaia di migliaia – non so quante, mi dica lei un numero – di immigrati senza nessun tipo di titolo.

E’ intervenuto Floris, a quel punto, forse in soccorso alla debole Cuzzocrea dagli argomenti scontati, cianciando qualcosa a riguardo di quelli che fanno lavorare in nero i clandestini, subito rintuzzato da un Salvini in forma, che non si è lasciato confondere o attirare in tranelli. Del resto, un altro giornalista che ha fatto domande al segretario leghista era Sergio Rizzo del corsera, che però non sembrava intenzionato a mettere troppo in difficoltà Matteo Salvini, il quale ha fatto nel complesso una buona figura.

All’inizio dell’intervista, Giovanni Floris dialogando con Salvini non ha “calcato troppo la mano”, lasciando il Matteo anti-Matteo piuttosto libero di dire la sua e anzi concludendo che Salvini “ha fatto una sorta di indice dei temi che tratteremo” (nel lungo talk-show).

Bene Salvini, dunque, ma poi? Per farla breve, perché non voglio commentare tutto il lungo talk-show, le veline piddiote di Renzi, Alessandra Moretti, candidata alle regionali in Veneto, e Alessia Rotta della segreteria piddì (mi scappa una battuta, dato il cognome, ma mi trattengo per ragioni di stile), sono state letteralmente contraddette, sbugiardate e persino massacrate dai giornalisti presenti, come Mario Giordano direttore del TG4 che ha “curato” particolarmente la Moretti, e da altri ospiti, come ad esempio l’ agguerrito sindaco forzaitaliota di Ascoli Piceno, Guido Castelli, che stigmatizzava i drammatici tagli (renziano-piddini) alla spesa degli enti locali, o Massimiliano Fedriga capogruppo leghista alla camera, che non mancava di assestare i suoi colpetti. In particolare Alessia Rotta è stata ben maciullata da uno scatenato Andrea Scanzi, del fatto quotidiano, che l’ha persino definita una dei “droidi televisivi” di Renzi, senza che il furbo e controllato Floris s’inquietasse più di tanto. Tutti, o quasi, contro la Moretti e la Rotta, questa ultima anello più che debole della catena renziana, soprattutto davanti a un “professionista della polemica” come Andrea Scanzi. Tanto più che Scanzi, di certo non favorevole alla lega, ha detto che quelli di sinistra potrebbero riconoscersi nelle parole di Salvini, che ha accennato a problemi reali come quello degli esodati e della “legge Fornero”, della pressione fiscale insostenibile, degli studi di settore, eccetera. Massimiliano Fedriga, leghista, dichiarava di apprezzare le uscite di Scanzi, e Mario Giordano, in collegamento esterno, si inseriva per tirare qualche mazzata anche lui.

Ebbene, mi sono chiesto perché mai uno come Floris, apparatchik massmediatico al servizio del potere, ha graziato il “cattivo” Salvini, che nel complesso ne è uscito bene, e ha permesso che dei professionisti del talk-show, molto agguerriti come Scanzi e Giordano, assieme ad altri soggetti più o meno ostili alle veline renziane, facessero a fettine i “droidi televisivi” di Renzi (secondo l’indovinata espressione del giornalista del fatto quotidiano). Intuendo che uno come Floris difficilmente rischierebbe la sua brillante e remunerativa carriera se non avesse ricevuto qualche input dall’alto, posso concludere che l’aria, forse, sta cambiando e il futuro ci riserverà qualche sorpresa.

Anzitutto, ci sono sondaggi segreti – non diffusi mediaticamente, ma a uso e consumo delle sub-élite italiane – che avvertono di un vero e proprio collasso nei consensi per Renzi e per il piddì? E’ possibile che sia così e ciò non potrebbe essere ignorato dai manovratori sopranazionali e dai loro collaborazionisti locali, che dovrebbero correre ai ripari.

Non è che in questi sondaggi segreti, molto più aderenti alla realtà di quelli a uso e consumo della neoplebe, Salvini stia crescendo più di quello che mediaticamente i sondaggisti ammettono? Anche questo è possibile, nonostante oggi si sbandieri – sempre a “beneficio” del popolo bue – una certa ripresa di consensi per l’esausto Grillo.

Cosa ancor più importante, c’è un’incertezza che riguarda la sorte della martoriata Grecia. Nonostante Tsipras abbia abbassato la testa davanti alla troika (come avevo previsto), da bravo mentitore sinistroide addirittura sostituendo il fido Varoufakis, la Grecia potrebbe riservare nuove sorprese e innescare una violenta crisi in Europa. La crisi colpirebbe inevitabilmente con brutali impennate dello spread e degli interessi sul debito, anche la sottomessa Italia e le menzogne renziano-piddine non avrebbero più l’effetto imbonitore, sul volgo, che oggi osserviamo. Si diffonderebbe la paura, mista a un senso di totale impotenza politica che caratterizza i nostri anni, e il famigerato governo-troika commissariale, con la presenza di “tecnici”, stranieri e commissari europei potrebbe diventare, in poche settimane, una realtà. Con o senza il passaggio delle elezioni politiche.

Si sta avvicinando per Renzi – parliamo più ragionevolmente di mesi che di settimane – il momento di lasciare il governo, anticipatamente rispetto al 2018? Forse. Potrebbe essere “in cantiere”, per decisione degli occupatori dell’Italia, il passaggio dai governi-Quisling (gli ultimi tre) al governo-troika terminale. I segnali più potenti saranno quasi sicuramente, da un punto di vista economico-finanziario, l’innalzamento repentino dello spread con il bund (non necessariamente e non soltanto “per colpa” della Grecia), che potrà arrivare a quattro volte il livello attuale, e pesanti attacchi speculativi internazionali, accompagnati da una campagna terroristica dei media per impaurire la popolazione e farle accettare, senza reagire, il governo-troika deciso nelle capitali che contano.

Un mio interlocutore, tale Maurizio, ha ipotizzato che i signori della finanza che manovrano Renzi e il piddì potrebbero seguire una strada ancor più tortuosa e subdola, per chiudere definitivamente nella morsa l’Italia. L’Italicum dovrebbe essere approvato in breve, a colpi di fiducia, senza nuovi passaggi al senato per modifiche indesiderate nel testo, ma anche questo non è certo, nonostante la viltà e la malafede delle “opposizioni” interne al piddì e visto il voto segreto. Comunque sia, niente è irreversibile e l’Italicum emana un forte tanfo d’incostituzionalità, cosa che potrebbe fargli fare la fine del Porcellum (ma più rapidamente), nonostante lo straordinario “allineamento astrale” di tutte le istituzioni sotto l’egida della troika. Il “percorso” potrebbe essere quello di permettere una vittoria elettorale – più che di Grillo, il quale ha già vinto senza ottenere risultati – dell’”astro nascente” dell’opposizione parlamentare a Renzi, cioè Matteo Salvini. Si tratterebbe, poi, di affondare il suo governo “populista” e “euroscettico” (e ovviamente il suo consenso) a colpi di spread e di speculazione finanziaria, imponendo a stretto giro di posta un governo-troika, con il paese scivolato nel panico e attraversato dalla paura, da commissariare definitivamente.

Le ipotesi che ho presentato fin qui sembrano inverosimili? Non credo, perché le élite finanziarie che tirano i fili del piddì si sono mostrate prive di scrupoli in molte occasioni, e lo saranno anche nei confronti dell’Italia. Se Renzi dovrà lasciare la presidenza del consiglio (e probabilmente la segreteria piddina) lo farà obbedendo agli ordini. Se Salvini dovrà essere utilizzato come “vittima sacrificale” per arrivare al governo-troika commissariale, non avrà modo di evitarlo, e così Grillo con il cinque stelle, nel caso in cui i maggiori consensi dovessero riversarsi su di lui e non sul segretario leghista. Oppure, in modo meno indiretto, se ci dovesse essere un brutto Grexit, Renzi potrebbe essere costretto a mollare la poltrona a causa dello spread alle stelle (ironia della sorte, lo stesso pretesto usato contro Berlusconi) e l’occasione sarebbe ghiotta per imporre all’Italia un governo di commissari della troika.

Dal governo Renzi al governo Troika? di Eugenio Orsoultima modifica: 2015-04-30T13:19:41+00:00da derosse
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16 pensieri su “Dal governo Renzi al governo Troika? di Eugenio Orso

  1. Scenario possibile, Orso, ma molto ipotetico, per il momento. Certo, il comportamento di Floris è sospetto. Anche se non ho visto il talk show, anzi non li vedo da anni per puro disgusto.

    • Per Valdo

      Anche Berlusconi sembrava imbattibile, a molti, soltanto qualche mese prima dell’arrivo di Monti … Poi, complici lo spread e i soliti mercati, l’hanno esautorato senza troppi complimenti e senza eccessivi sforzi. Questo perché “i tempi erano maturi” per portare a compimento la sporca operazione. Renzi è un servo della troika fra i più fedeli, quindi se ne andrebbe obbedendo agli ordini (ma nel suo caso, naturalmente, ricevendo qualcosa in cambio).

      Cari saluti

      Eugenio Orso

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  3. Eugenio caro, l’ipotesi di una vittoria elettorale di Salvini, tale da consentire al P.d.R. di conferirgli l’incarico di nuovo capo dell’esecutivo, mi appare alquanto inverosimile. E non lo dico solo perchè, in quanto meridionale, ho una chiusura preventiva nei confronti della Lega Nord. D’altra parte, molte delle istanze proposte da Salvini, possono -di certo- solleticare la sensibilità del popolo di sinistra e quella “pauper class” a cui dedicato il titolo del tuo blog. Quella stessa “pauper class” che ha sonoramente spernacchiato Salvini nel corso delle sue puntate (e relative fughe…) in suolo sudista. Nè credo, per giunta, che il popolo cattolico -ancora molto influente negli orientamenti elettorali- possa accogliere benevolmente la truce intransigenza leghista nei confronti dei tanti disperati che giungono sulle nostre coste (Papa Francesco ha parlato più volte al riguardo…). Per concludere, alcuni sondaggi presenti in rete, indicano per la Toscana una stravittoria di Rossi, con Borghi (di certo, l’elemento più interessante del movimento leghista) all’11,5%, in media con l’andamento nazionale. Un po’ poco per ambire alla guida del Paese….

    • Caro Maurizio

      Comprendo le tue ragioni e valuto attentamente, in ciò, il fatto che sei meridionale, cioè uno che ha subito per anni veri e propri insulti dalla lega … e li ricorda.
      Non so se leggevi questo blog, o comunque cose mie alcuni anni fa – ai tempi del IV esecutivo Berlusconi con la lega dentro – ma se leggevi sai che io, settentrionale purissimo con origini in Veneto, ero avverso al feralismo che proponevano, per non dire, ancor prima, della secessione …
      Oggi le cose sono cambiate alquanto, perché Berlusconi è finito politicamente (e anche come grande imprenditore e patron, infatti sta vendendo), Bossi è un povero vecchio ridotto ancor peggio del cav e la lega – obbiettivamente – per alcuni versi non è più quella. Inoltre, abbiamo attraversato le Forche Caudine di ben tre governi-Quisling, di cui l’ultimo, che si rivelerà il peggiore, ancora saldamente in carica (almeno in apparenza!).
      In altri post ho sostenuto che Salvini, indipendentemente dalla sua “buona volontà” e dalla sua sincerità, incontra due grandi limiti:
      1) Le possibilità di espansione illimitata dei consensi a sud, ridotte almeno nel breve proprio a causa della storia della lega.
      2) La profonda e caotica crisi in cui versa il cosiddetto centro-destra, che è ancora in fase di scomposizione e ricomposizione (con tanto di zampino esterno, sopranazionale, dei soliti elitisti ignoti …). Nel centro-destra pescava la lega …
      Ciò non toglie che in una situazione sociale, economica, produttiva e di sicurezza vera e propria per gli italiani, che è destinata rapidamente a peggiore durante l’anno, con la sinistra che è sempre più scopertamente ostile, euroserva, neoliberista, collaborazionista della troika e il cinque stelle che si è rivelato inutile (dopo ben due annetti di presenza in parlamento!), ci potrebbe essere, fra non molto se non è già in corso, uno spostamento imprevisto di consensi verso la lega (e verso il suo più probabile alleato, fratelli d’Italia).
      Infine, è bene diffidare dei sondaggi diffusi mediaticamente (anche in rete!) a uso e consumo della massa che non conta, perché possono avere lo scopo di coprire (e non far comprendere al popolo bue) le reali dinamiche del consenso …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

    • Per Jean

      Non lo possiamo sapere. Comunque, finora non è scappata neppure l’infamissima Fornero – con tutto il male che ha fatto agli italiani (vedi il blocco della perequazione dei trattamenti pensinistici, per 5 miliardi in due anni, bocciato dalla consulta!) – e anzi, frequenta i talk-show televisivi, senza troppi imbarazzi e problemi di sicurezza!

      Cari saluti

      Eugenio Orso

      • Buonasera sig. Orso a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.La sua ipotesi potrebbe essere realistica ma mi permetto di farle notare che e’ troppo astuta ed macchinosa per i tempi che viviamo.La troika ha dalla sua parte la propaganda di regime e sopratutto i cordoni della borsa non teme un partito che ha il 15%.Salvini (che forse voterei contro Renzi e basta) di fatto sta veicolando l’opposizione come fece grillo 2 anni fa e sappiamo come e’ finita.Dentro la Lega come FDI ancora ci sono i Larussa,i Crosetto,i Calderoli,i Boso,i Formigoni non c’e’ bisogno di scomodare lo spread per screditarli.
        Cordiali saluti

        • Per myopinion

          Forse c’è un piccolo equivoco. Cerco di spiegarmi in breve e semplicemente. La troika non è ossessionata da Salvini e men che meno di Giorgia Meloni. Non è terrorizzata neppure da Grillo a da Di Battista. Potrebbe cogliere l’occasione, però, in caso Salvini minacci di vincere (probabilmente insieme alla Meloni, ai resti di forza Italia e qualcun altro), per far collassare un futuro governo ostile (lega in espansione massima, fdi, fi, etc.) usando le armi letali dello spread e della speculazione finanziaria che metterebbero in ginocchio il paese. La gggente terrorizzata accetterebbe, pur di salvare il salvabile e non perdere tutto, anche un governo commissariale europeo. Se la situazione sociale continuerà a deteriorarsi, la disoccupazione ad aumentare, la spesa sociale a ridursi e le imprese a morire durante quest’anno – com’è molto probabile – Renzi potrebbe avere una flessione rapida e devastante nei consensi (trascinando nel baratro il merdosissimo pd) e Salvini potrebbe beneficiarne. Se non ne beneficerà lui, la palla potrà toccare a Grillo e al cinque stelle, ma falliranno anche loro causa spread e furibondi attacchi speculativi. Terrore dallo spazio profondo!

          Cari saluti

          Eugenio Orso

          • Egregio Orso ho capito benissimo cosa voleva dire ma l’Italia e’ dal 2011 commissariata dalla BCE attraverso il mario monti solo che non lo dice nessuno a voce alta.Lo spread non e’ un parametro economico ma l’arma decisiva per distruggere gli Stati Nazionali superiore persino all’euro.
            L’unica paura della troika sono gli ss400 russi.
            Cordiali saluti

          • Per myopinion

            Io distinguo fra il governo-Quisling e il governo-troika in cui calano gli stranieri e i commissari direttamente. Siamo oltre i semplici nominati, come ad esempio un Renzi non eletto …
            So bene che lo spread è prima di tutto un’arma non convenzionale per tenere sotto tiro i popoli, diffondere la paura del collasso, impedire le “secessioni” e le ribellioni. L’ho scritto molte volte.

            Cari saluti

            Eugenio Orso

  4. Quello che trionfa oggi è il “partito del golpe” che dalla strage di Portella della Ginestra ha tramato contro la democrazia. E allora insieme a Renzi credo sia giusto riconoscere la vittoria “presidenzialista” anche ad altri personaggi del passato come fra gli altri il generale De Lorenzo, Junio Valerio Borghese, Edgardo Sogno, e poi Segni, Cossiga, Andreotti, Craxi e Berlusconi, la mafia dei corleonesi, la camorra, le BR di Mario Moretti e così via. Fino agli ultimi soldatini atlantici Salvini, Landini, Grillo…

    • Per Salvo

      Devo dire, a onor del vero, che Craxi non è stato un soldatino atlantico troppo disciplinato (qualche screzio con gli americani l’ha avuto) e Salvini si è spostato con la lega verso la Le Pen, che è anti-atlantista, e Russia Unita di Putin …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

      P.S. Il golpe Borghese è stato ridicolo … con le guardie forestali! Più che altro un’operazione da colonnello Buttiglione della caserma Zanzibar.

      • Craxi, escludendo Sigonella, mostro’ di essere parte organica della strategia piduista, ergo dell’eversione atlantica in Italia. Sul carattere macchiettistico del golpe Borghese ci andrei piano, quello fu ciò che ci vollero far credere per nascondere pedine e trame ben più gravi ed importanti. Infine concordo che Salvini parrebbe contro i nostri protettori di Londra e Washington ma troppa esposizione mediatica mi puzza, perciò non mi stupirei se fra qualche tempo sospettassimo che sia un’altro asset della Cia. Felice di sbagliarmi, ovviamente. La saluto

        • Per Salvo

          Lasciando perdere il passato (e Bettino Craxi e Junio Valerio), che consegnamo alla storia pur senza ignorarlo(!), stiamo ancora aspettando Matteo Salvini alla prova dei fatti. Per ora son solo parole, anzi, slogan in campagna elettorale molto “indovinati”. Notiamo che passate le europee, con le regionali in arrivo, “Basta euro!” è praticamente scomparso – ma nella realtà non è scomparsa miracolosamente la questione della moneta unica straniera e dei trattati europei, che è “la questione”! – e il suddetto parla soprattutto d’immigrazione clandestina e rom, accanto ai temi (per altro sacrosanti) della “legge Fornero”, degli studi di settore, della pressione fiscale sui piccoli e medi. Quello che (ancora) manca in Salvini, per come la vedo io, è una necessaria “visione d’insieme”, che metta insieme i pezzi della sua politica con coerenza, rivelando un progetto complessivo e alternativo di società ed economia, della stessa politica, delle alleanze internazionali, etc. etc.

          Ciò detto e scritto, la grande esposizione mediatica di Salvini in questi ultimi tempi, con conseguente “costruzione” del personaggio, in parte (attenzione!) indipendente dalla volontà di Salvini e dei suoi, è funzionale a simulare il gioco democratico, in liberaldemocrazia e dentro le sue regole, perché Renzi deve (sottolineo deve) avere almeno un oppositore. Così si simula il pluralismo e si “stimola” la partecipazione al rito liberaldemocratico del voto, pur in assenza di elezioni politiche (rinviate opportunamente, se non sine die, al 2018 di fine legislatura, accada quel che accada!). Inoltre, il segretario leghista è un concorrente che sconta alcuni handicap (meridione, dissoluzione del cosiddetto centro-destra), il che dovrebbe renderlo meno pericoloso per Renzi e per il partito unico collaborazionista della troika, cioè il piddì.

          Devo fermarmi qui, nella risposta al tuo commento, caro Salvo, ma spero di essermi spiegato abbastanza bene …

          Cari saluti

          Eugenio Orso

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