La sinistra schizoide ci porterà alla schiavitù (Alceste)

Forse non alla schiavitù.
La schiavitù presuppone vitto e alloggio, e una certa empatia nei riguardi di schiave e schiavi (sono pur sempre elementi di pregio ed esseri umani – immo homines – per citare Seneca), mentre l’andazzo odierno prevederà, di fatto, il lavoro senza retribuzione. Il lavoro gratuito è la vera meta del paradiso capitalista.
Lavorare gratis e col sorriso sulle labbra, come dimostrano le recenti vicende di giovani aspiranti lavoratori all’Expo di Milano: prima la promessa dei 1300 netti, poi di 1300 lordi, poi neanche 1300, sempre lordi però, quindi niente assicurazioni impaccio di sindacati rimborsi et cetera … ognuno, fatti i conti brutali della massaia, andava a intascare, netti, un bel nulla … seppur un nulla dignitoso, da far sghignazzare a doppia ganascia, perché il lavoro nobilita, e poi fa curriculum, e poi si è parte di un ingranaggio che fa crescere la produttività italiana, e quindi si è anche patrioti, con le pezze al culo, ma tanto patrioti … specie quando negli stand si vende per olio nazionale una poltiglia giallastra che arriva congelata dal Marocco, seppure (bando al disfattismo!) confezionata con nastrini tricolori tutti italiani e venduta ai gonzi italici dai predetti lavoratori patriottici, tutti in tiro per l’occasione, e tutti bellini con badge e divise azzurre e bianche esornate da nastrini tricolori …
Ancora loro, i nastrini … che il nastrino sia uno dei tratti salienti del nuovo capitalismo? Statistiche, previsioni, soli dell’avvenire … una truffa, per carità, incartata, però, coi nastrini … tricolori o azzurri dell’azzurro dell’euro, o dell’Unicef dell’Onu dell’Esercito della Salvezza, chi volete voi.
A ben considerare, insomma, la schiavitù è una categoria inesatta … nessun Catone a fine giornata lasciava fuori delle porte i suoi lavoratori ad arrangiarsi nella campagna romana … forse lo schiavo rurale faticava duro, ma quello di città non se la passava poi male … c’era del cibo, e un tetto, e forse il gruzzoletto della liquidazione una volta affrancati. Il personaggio immortale del Satyricon, Trimalcione, e la sua corte depravata, non sono forse dei liberti?
Sto esagerando? Sì e no. Certo, si farà notare, c’erano pur sempre gli schiavi sulle galere, nelle miniere, nei circhi … “Come può affermare una cosa del genere, la schiavitù in Italia … cos’è, uno scherzo? Ignorante, si informi, studi …” avrà a correggere sicuramente lo stuolo di dottorandi, professori, e insegnanti che appesta internet … e va bene, diciamo che il trend si dirige verso un asservimento lento, incruento e suadente delle nuove masse di lavoratori … così va meglio? Una trasformazione morbida resa possibile dagli stipendi e dalle pensioni di cui ancora godono (per quanto?) le generazioni precedenti … la generazione delle mamme e dei papà … in qualche caso la generazione dei nonni superstiti … perché, di grazia, cosa se ne fa, in una metropoli, un trentenne senza famiglia d’appoggio, con qualche spicciolo (al netto delle spese) e sei giorni su sette di lavoro? Il barbone?
E verso questo imbuto di povertà e disperazione future, come barchette di carta in preda a mulinelli vorticosi, chi ci sta portando con più convinzione? La sinistra, ovviamente. Quel generone vasto e perbenista che proviene dai vecchi partiti storici della sinistra, e ha inglobato, per convenienza e viltà, larghe fette neoliberiste sino a divenire tutto e niente, ovvero un perfetto partito nazione, leggero, asessuato, comodamente plasmabile dal potere. Fassino, D’Alema, Manconi, Vendola, Bertinotti va bene, e poi, a crescere, Ciampi Dini Padoa-Schioppa Monti Prodi sino alle Fornero ai Boeri ai Padoan, e sino, su per li rami del ridicolo, all’epitome Renzi, che è la trovata terminale di tale degenerazione: mai passato per elezioni politiche, giovanilista, efficientista, mentitore seriale, logorroico, polimorfo, amorale, e quindi buono per il gioco delle tre carte in cui vince sempre il banco, ma il gonzo continua a scommettere … una nullità, in ultima analisi, ma pompata giorno e notte dalle quadrate legioni di giornalisti venduti e dai cialtroni di rinforzo …
Non è un caso che uno di questi cialtroni, dalle colonne di un superperbenista giornale milanese, spari a palle incatenate contro gli aspiranti barboni dell’Expo, troppo bambocci e choosy per i suoi gusti; niente a che vedere con la sua tempra di lavoratore indefesso (a diecimila al mese?) o con la scorza lavoratrice di uno dei suoi padroni editoriali, un tizio che, neanche un anno fa, se ne usciva con toni simili e una prosa sbalorditiva: 

I giovani hanno poca ambizione nel cercare lavoro … il lavoro c’è ma i giovani non sono così determinati a cercarlo … ci sono tantissimi lavori nel settore alberghiero, c’è tantissima domanda di lavoro ma c’è poca offerta perché i giovani o stanno bene a casa o non hanno ambizione …

Eh sì, perché lui di ambizione ne ha a bizzeffe e ha pure lavorato in fabbrica. E, a ben guardare, è pure di sinistra, o se la intende a sinistra, questo miliardario (in euro); quella sinistra che imbarca tutti (Soros, neonazisti ucraini, marchionnici, papa Francesco, Nanni Moretti, Draghi, Confindustria, Obama e neocon, terzomondisti, petrolieri, razziatori di Stato, militaristi, usurai europei, socialisti da multinazionale, fratacchioni, ladri assortiti) e la cui unica distinzione è il tratto schizoide.
Disturbo schizoide di personalità. Citiamo da Wikipedia che facciamo prima: 

La personalità schizoide manifesta chiusura in sé stessa o senso di lontananza, elusività o freddezza. La persona tende all’isolamento oppure ha relazioni comunicative formali o superficiali, non appare interessata a un legame profondo con altre persone, evita il coinvolgimento in relazioni intime con altri individui, con l’eccezione eventuale di parenti di primo grado“.

Basta sostituire “parenti di primo grado” con “appartenenti alla medesima casta”. 

In alcuni casi [lo schizoide] manifesta ‘freddezza’ all’esterno con atteggiamenti di rifiuto, disagio, indifferenza o disprezzo (rivolto magari a personalità non affini a sé), o comunque altre modalità di chiusura, elusività, blocco emotivo o distacco“. 

Cinismo, mancanza di empatia, rifiuto del reale, scissione dal quotidiano, creazione di mondi fantastici, superbia, fastidio … ecco sciolti gli enigmi del choosy forneriano, dei bamboccioni di Padoa-Schioppa … questa è gente malata, che disprezza e inganna, che ci odia – letteralmente – autistica, spietata, compiaciuta del degrado, ma sempre in maschera, e lucidissima nell’ostentare virtù provenienti da ideologie inesistenti e razzolare, invece, nel fango del liberismo d’assalto più devastante.
Solo così si spiegano certe indulgenze, certi comportamenti, certe cooptazioni, certi scatti d’ira; e così si spiegano le menzogne più formidabili, sempre contro il popolo, persino contro il proprio elettorato, recitate con volto impassibile o con la foga degli imbonitori itineranti, falsità dette sapendo di mentire, beninteso; dette da chi si compiace ormai in tale menzogna, nel vendere acqua piovana per elisir di lunga vita, in un rilancio continuo verso il degrado e l’inganno più abietti, sospesi tra il godimento e l’orrore, in un cupio dissolvi epocale. 

Il paziente schizoide si distingue nettamente dallo schizofrenico per il fatto che il disturbo schizoide non intacca le capacità logico-cognitive: il soggetto è pienamente consapevole della realtà benché non vi partecipi emotivamente“.

Solo così si spiega il rivoltante cinismo nello sfruttare un armamentario ideologico defunto (pace, libertà, lavoro, progresso) al fine d’inverare il suo esatto contrario; quel cinismo che li porta a infischiarsi del passato e degli uomini per godere dei piaceri che il potere regala in cambio del tradimento; come accadeva a un dirigente di primissimo piano di Rifondazione Comunista il quale, dopo un comizio antiberlusconiano e filopauperista (Maledetto Silvio! Non si arriva a fine mese!) si accomodò al tavolo di uno dei più famosi ristoranti trasteverini trattando con nonchalance l’acquisto di un casale in Toscana: uno dei tanti minuscoli aneddoti di cui siamo forniti noi romani, ospiti, nostro malgrado, di tale ciurma di doppiogiochisti pervertiti. 

Mentre scrivo altri schizoidi sinistri danno, dopo mesi di insulsa pantomima, il loro assenso all’Italicum. 

Chissà, magari fra di loro ci sarà pure Fassina, quello che assomiglia alla figlia di Fantozzi, uno su cui hanno puntato gli ultimi spiccioli i contestatori – da sinistra! – dell’euro. “È il nostro cavallo di Troia nel PD …”. Certo, come no … un insider terribile per Renzi … o forse non ci sarà Fassina, tanto per i numeri non serve più … meglio tenerselo come oppositore interno di tutto riposo, buono per calamitare i fessi …

Nelle stesse ore leggo dell’altro cavallo di Troia, stavolta dell’Euro, Tsipras (cavallo col muso da ronzino però, e una allure fassinesca pure lui) che, pare, abbia intenzione di licenziare il proprio ministro cool alle Finanze e spalancare le porte Scee agli Achei junckeriani …  

Ma sì, via, a tutta velocità … destination nowhere …

La sinistra schizoide ci porterà alla schiavitù (Alceste)ultima modifica: 2015-04-29T10:14:45+00:00da derosse
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4 pensieri su “La sinistra schizoide ci porterà alla schiavitù (Alceste)

  1. “Nelle stesse ore torna a parlare anche Pier Luigi Bersani, uno dei leader che hanno annunciato che non voteranno la fiducia al governo. “Io non esco dal Pd, bisogna tornare al Pd. Il gesto improprio di mettere la fiducia lo ha fatto Renzi, non io. E’ lui che ha fatto lo strappo“. Bersani – che sui giornali ha detto che il Pd “non è più il mio partito” – smentisce qualsiasi rischio di scissione.”

    Il balletto della infame minoranza Pd continua.

    • Per Valdo

      Io l’ho sempre scritto, certo che quella della “minoranza dem” è una recita per trattenere consensi. Ribadisco che in tutta la storia d’Italia, dall’unità ad oggi per oltre cento e cinquant’anni, non c’è mai stata una camarilla subpolitica così disgustosa come il piddì a sporcare le strade di questo paese (“E’ brutta gente che cammina/ e va sporcando la terra”, Brutta gente, Enzo Jannacci, ed anche “Vestire troppe divise/ servire troppi padroni”).
      Giusto il discorso sulla sinistra di Alceste, che condivido in pieno.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  2. Mi consenta… Ma quello che assomiglia (assolutamente vero) alla “figlia” – lo metto tra virgolette in quanto e’ in realta’ un uomo – di Fantozzi, e’ LUPI !
    Sempre con stima e affetto.
    Lanzo

    • Per Ianzo

      Orpo! … Probabilmente hai ragione, Lupi ha lineamenti più simili all’orripilante Mariangela (nei film, l’attore Plinio Fernando). Però è anche questione di punti di vista, di sensibilità diverse. Alceste non ha poi tutti i torti … Anche l’insignificante Fassina Chi? non sarebbe così male, come figlia del rag. Ugo Fantozzi.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

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