Indietro tutta, italioti popolo di merda! di Eugenio Orso

L’italica stirpe è ricordo sbiadito che si perde nella notte dei tempi. Santi, poeti e navigatori, vanto d’Italia, centrano come cavoli a merenda con l’attuale panorama umano … ammesso che tale ancora sia.

Oggi la penisola è dominata dagli italioti, con la memoria storica della zanzara e le capacità critiche dello scarafaggio (bacolo, a Trieste). Non hanno neppure l’utile radar che consente di volare e di sopravvivere ai pipistrelli, e sono indifesi come larve.

L’italiota contemporaneo, in tutta la sua insipienza, è l’ultima frontiera della manipolazione antropologica, della picchiata culturale, dell’azione involutiva di slot, talk-show e cibo-spazzatura. E’ il trionfo dell’eugenetica al contrario. La cosa più sorprendente è che non è stato necessario rompersi le balle come i nazisti, con il programma Aktion T4, le cavie, i laboratori. Un vero miracolo involutivo, realizzato utilizzando spregiudicatamente i media, il lavoro precario e i programmi televisivi per la massa, a dir poco generalisti. Un po’ di droga, di ludopatia, di pacifismo per pecorelle, di junk food a basso valore nutritivo e il gioco è fatto. Il semi-uomo nuovo di zecca, sotto-umano e incredibilmente docile, è pronto e scodellato. Persino il disturbatissimo Nietzsche, secondo il quale la schiavitù dei sotto-uomini era lecita al servizio dell’Übermensch (superuomo), ne sarebbe sbalordito.

Così, il piddì trova finalmente il suo elettorato ideale, senza la fastidiosa intrusione degli esseri umani evoluti, di stirpe italica, che appartengono a un passato remoto. Se ci fosse oggi un Antonio Gramsci, o un Pier Paolo Pasolini oppure – per essere equo – uno Julis Evola, come minimo lo terrebbero sotto osservazione in un centro di salute mentale. Per fortuna costoro non ci sono più e gli italioti, specie dominante, hanno ben altri riferimenti …

Si dirà che sono un po’ incazzato, che qualcosa mi ha contrariato, che ho passato il limite dell’insulto nei confronti di un intero popolo. Giusto, è proprio così.

Ho letto qualche rassegna degli ultimi sondaggi elettorali e ho scoperto che il piddì non solo gode di ottima salute, ma è in rimonta e si riavvicina al quaranta per cento, senza neanche bisogno di elargire al volgo altri ottanta euro (aumentando tasse e gabelle, tagliando il sociale). La scandalosa vicenda di Incalza, in cui è coinvolto Lupi alle infrastrutture, membro dimissionario del governo a guida piddì, corrobora il partito di Renzi. Chissenefrega del costo gonfiato delle grandi opere, in molti casi inutili! Anzi, come suggerisce la Gelmini, Lupi dimissionario sarebbe un ottimo sindaco per Milano (purché gli si regalino Rolex e vestiti). I ritardi nei lavori dell’Expo, “vetrina” renziana d’Italia buttasoldi, per il quale saranno necessari camuffamenti di cartone (dietro la facciata niente!), fanno addirittura bene al partito democratico. E se gli italioti sono con l’acqua alla gola, per tasse e bollette, costretti a contarsi l’ultimo centesimo in tasca, anche questo non importa. Il piddì spopola ed è saldo alla guida.

Delle due l’una: o i sondaggisti sono pezzi di merda che truccano spudoratamente le percentuali, oppure gli italioti sono ormai maggioranza assoluta (che più assoluta non si può) in tutta la penisola. Dove sta la verità? Ve lo dico io. I sondaggisti sono effettivamente degli imbroglioni, al servizio dell’illusionismo sistemico, ma in questo caso hanno buon gioco, perché sessanta milioni di italioti – idioti fatti e finiti da prendere sistematicamente per il culo – gli rendono la vita molto più facile …

Sic et simpliciter

Indietro tutta, italioti popolo di merda! di Eugenio Orsoultima modifica: 2015-03-20T21:16:54+00:00da derosse
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14 pensieri su “Indietro tutta, italioti popolo di merda! di Eugenio Orso

  1. Caro Orso,
    sono reduce da un interessantre incontro organizzato dal M5S di Parma sull’euroexit. I relatori erano due parlamentari bravissimi, preparatissimi, giovani (lei, Barbara Lezzi, spesso in tv, anche bella e carismatica) e molto più antieuro di quanto dicono sia parte della base e Grillo. Sul tema credo di essere molto informato, ho studiato e ne ho scritto tanto pure sui giornali, posso perciò dire a buona ragione che i due erano veramente consapevoli e informati. Al netto della bislacca strategia del referendum, che non mi convince (e non convince secondo me manco molti di loro) per una volta ho respirato un po’ di ossigeno. Anche la non affollata platea sembrava aver capito che la moneta unica non solo blocca la crescita, ma è uno strumento con cui la classe dominante schiaccia la gente comune. Quando ho espresso questo concetto – che per l’italiano lobotomizzato medio è molto arduo – a sorpresa sono scattati persino degli applausi.
    Peccato che questo movimento abbia giocato male le sue carte post-elezioni del 2013 e l’anno successivo. Però del buono secondo me lì dentro ce n’è e una classe politica degna sta crescendo. Purtroppo ci vuole qualche anno, e noi ne avevamo bisogno subito. Ma li seguirei ancora con attenzione… Forse non tutti i 60 milioni di italiani sono idioti rivoltanti.

    PS: Intanto in una vicina sezione del Pd (giuro) fanno gli incontri su Che Guevara o sul pericolo fascista (nel 2015), come se fossero un partito di sinistra. Ah, di recessione ed euro neanche si parla, naturalmente.

    • Per Valdo

      Com’è noto, Antonio Gramsci buonanima distingueva fra l’ottimismo della volontà e il pessimismo della ragione. Il grande poeta e visionario Pier Paolo Pasolini in Cinera Gramsci era con Gramsci in luce, addirittura nel cuore, ma contro di lui nelle buie viscere, irrazionalmente (lo scandalo del contraddirmi …). Poi, nel tardo dopoguerra, è comparso sulla scena politica Craxi, che ha utilizzato l'”ottimismo della volontà” per l’affermazione del suo “clan” di quarantenni rampanti e per portare il Psi su posizioni allora definite lib-lab, cioè liberiste, contrarie a quelle di Gramsci. Saltando alcuni passaggi, oggi c’è Renzi, campione dell’ottimismo del fare (e di una presunta, benefica volontà) con i suoi ipocriti “non ci fermeranno”, “cambieremo l’Italia”, “noi ci mettiamo il cuore”, eccetera. Nella lotta fra la ragione e l'”ottimismo”, propagandisticamente ha sempre prevalso il secondo, con le “buie viscere” a simboleggiare l’irrazionale, i desideri, l’emotività (che tutti scontiamo).

      Perché scrivo questo, caro Valdo? Perché speranza e volontà, anche se ci sono le capacità, non bastano e alla fine la ragione trionfa sempre, non di rado contro i nostri desideri, la nostra volontà (ammesso che sia buona, autentica, non come quella renziana), il nostro impegno. La ragione mi dice, in questo delicato passaggio storico, che le speranze di un vero cambiamento, e addirittura di salvezza, sono ridotte al lumicino, soprattutto nel breve periodo. Quindi sono meno ottimista di te. Per quanto riguarda il cinque stelle, il fatto che fino al voto politico del 2013 Casaleggio e Grillo non abbiano sbagliato una mossa, e poi, entrando in parlamento, il movimento si è perso, non è una triste fatalità, ma purtroppo (facile dirlo con il senno di poi!) la dimostrazione che i “dioscuri” – nati non da Zeus, ma nella Casaleggio Associati e nel blog di Beppe – avevano intenzioni e scopi diversi da quelli che Grillo dichiarava, arringando le folle nei comizi di piazza. La battaglia contro l’euro, partita confusamente e in ritardo, segnala che gli elementi costitutivi del movimento grillino sono diversi. Quali? Lotta contro la “casta” politica, da mandare a casa ma restando dentro gli steccati liberaldemocratici e le regole del sistema, simulazioni di democrazia diretta on-line (una sorta di illusione, abbastanza innocua come si è visto, nata nella rete), la solita tensione verso una “buona amministrazione”, a livello locale e poi centrale, che è impossibile rispettando le regole neoliberiste ed eurounioniste. Non credo che la cosa sortirà effetti di rilievo. Semmai, la tardiva e sospetta “battaglia” grillina anti-euro potrà trattanere qualche consenso e portare qualche voto in più. Punto.

      Non tutti i 60 milioni di italiani (con gli immigrati nel novero) sono ancora debitamente idiotizzati. Vero. Però questo fenomeno sociopolitico riguarda, ormai, la maggioranza e il numero cresce di giorno in giorno, nonostante i morsi della crisi. Se ci pensi, ai tempi di Monti – novembre 2011-aprlie 2013 – c’erano ancora manifestazioni di piazza (i taxisiti, ad esempio) e addirittura proteste semi-organizzate in intere regioni (la Sicilia dei Forconi e di Forza d’Urto), mentre oggi – in una situazione ancor più grave – c’è il vuoto totale, o quasi, con la passività sociale che domina incontrastata. Questo cosa ci suggerisce razionalmente? Che la manipolazione antropologico-culturale, da me evocata nell’articoletto, ha funzionato a dovere e sta dando i suoi frutti.

      Infine, il fatto che in alcuni covi piddini si discute ancora del Guevara e del pericolo fascista (non di Tony Blair e delle proprietà taumaturgiche delle privatizzazioni!), significa semplicemente che l’imbroglio continua con successo e che ci sono molti idioti – identitari di sinsitra – i quali credono ancora che il pd stia “a sinistra”, rispettoso della sua (presunta) storia e degli “antenati”!

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  2. Caro Orso,
    credo di non essermi spiegato bene. Concordo sostanzialmente con la tua analisi politica e so benissimo che nel breve periodo (che purtroppo è determinante perché il Paese perde pezzi ogni giorno) il quadro sia molto fosco. Il M5S non è nato per combattere il sistema neoliberista che risucchia la ricchezza dalle classi medio-basse per veicolarla nelle tasche dei rentiers, e quindi per uscire sul serio dall’euro, che di questo sistema è lo strumento principe. Casaleggio e Grillo non lo hanno mai chiaramente detto e il ricorso al referendum (che perderebbero, come ho detto ieri alla parlamentare, la quale ha dovuto annuire: lo sa benissimo) è uno specchietto per le allodole, un modo per catturare qualche consenso in più. Volessero uscire sul serio, lo direbbero senza se e senza ma e lo metterebbero nel loro programma.
    Ciò non toglie che sia rimasto sorpreso dalla preparazione tecnica, economica, dalla chiarezza e passione espositiva dei relatori, dalla loro visione esplicitamente antiliberista e centrata sulla sovranità popolare, di cui quella monetaria è una fondamentale ma non unica espressione, dalla capacità di fare un abbozzo di analisi di classe. E lo stesso devo dire per gran parte dell’uditorio. Questo significa che le istanze fondamentali di una vera sinistra (anche se solo riformista) che non esiste altrove, tantomeno nel Pd, in Sel o in Landini (avrai già capito che non mi piace per niente), nel M5S sono ospitate. Non costituiscono la linea portante? Lo so benissimo. Ma indicano che una parte – ripeto: una parte – del movimento non si istruisce in tv o basandosi sugli interventi a volte sconclusionati del blog di Grillo, ma su serie analisi economiche-sociali che poi vengono espresse nei meetup. In una parola: una parte del M5S, parlamentari e base, non è costituita da idiotizzati.
    La mia, insomma, era una piccola consolazione antropologica. Politicamente tutto questo, come ho detto, nel breve periodo non serve a nulla. Ma sono semi che un giorno (anche se probabilmente sarà tardi, troppo tardi), potranno dare frutto. Quando i diarchi molleranno la presa, i migliori tra i giovani parlamentari saranno cresciuti, il movimento potrà essersi diviso tra i fanatici del grillismo anticasta e coloro che portano avanti un disegno più esplicitamente di sinistra. Campa cavallo? Si, Orso, costoro difficilmente ci salveranno. Ma almeno qualche essere umano dotato di ragione con cui scambiare considerazioni e fare fronte lo avremo, anzi esiste già.
    Come vedi, sono tutt’altro che ottimista. Cerco solo di valorizzare gli esseri ancora umani e dotati di pensiero proprio che mi capita di incontrare.

    PS: Gli altri esseri ancora umani li ritrovo nei meno acculturati. Costoro non capiscono le cause della crisi, ma quando gliele spiego mi ascoltano spesso ad orecchie spalancate. Muratori, donne di servizio, piccoli artigiani, sono capaci, quando mi capita, di tempestarmi di domande pure per due ore di fila. Sono in un certo senso “vergini” e concepiscono l’idea che il sistema mediatico sia solo un menzognero megafono delle classi dominanti. E non è poca gente. La tragedia è quando parlo con chi ha una cultura da media in su (e in genere vota Pd, guarda un po’). Loro sì sono totalmente chiusi al ragionamento, copmpletamente idiotizzati dai media, di cui si fidano anche se basterebbe vedere chi li possiede per capire di chi curano gli interessi, e sono ignoranti come capre di economia e analisi sociale ma arroganti. Per queste persone ho solo fastidio fisico.

    • Per Valdo

      Nel PS al tuo commento hai colto un elemento importante, sul quale vale la pena di soffermarsi brevemente.
      Quelli che sono semi-colti e sostengono il pd – e son tanti! – sono “affetti” da ignoranza socio-politica endemica. Infatti, come ho già avuto occasione di chiarire, si tratta di una nuova, subdola forma di analfabetismo, che non dipende dal ciclo di scolarizzazione del soggetto, ma da altri fattori (noti ad ambedue, inutile dilungarsi). Accanto all’analfabetismo totale, forma “primigenia” e oggi minoritaria, e al cosiddetto analafabetismo di ritorno (incapacità di comprendere il contenuto di semplici articoli di giornale, sui temi consueti, nessuna lettura di libri, eccetera) che è abbastanza diffuso, c’è l’analfabetismo sociopolitico dell’idiota acculturato di sinistra – lo definisco così – incapace di valutare criticamente la realtà in cui vive, nel microcosmo sociale, e di riconoscere il vero nemico sociale e politico. Questi soggetti, ben distinti dall’analfabeta totale e da quello “di ritorno”, hanno un peso sempre più rilevante nella società!

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  3. Inutile andarci per il sottile, ha ragione da vendere. E, visto che ha anche citato l’Expo, ho notato che è sponsorizzato da McDonald e cocacola… Peggio di così…

    • Per Eleonora m

      Benvenuta.
      In effetti qualche volta sono collerico e quando ho letto le rassegne degli ultimi sondaggi elettorali ho sbottato, con espressioni irriferibili (l’articolo è di tono gentile, al confronto), tanto che mia nuora ha portato via il nipotino, perchè non ascolti.
      E Farinetti Oscar, il piccolo faccendiere amico e consigliere di Renzi, c’è anche lui, all’Expo? Credo proprio di sì …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  4. “Ho letto qualche rassegna degli ultimi sondaggi elettorali e ho scoperto che il piddì non solo gode di ottima salute, ma è in rimonta e si riavvicina al quaranta per cento …”

    I sondaggi diranno anche così, ma a fine settembre 2014 si svolsero le primarie per scegliere il candidato del Pd alle regionali dell’Emilia-Romagna e furono un flop, visto che “gli elettori sono stati 58.119, decisamente pochi se si considera che in Emilia-Romagna alle primarie nazionali hanno votato circa 400mila persone e che, nella regione, gli iscritti al Pd sono 75mila”. Successivamente, alle elezioni regionali in Emilia Romagna ha votato il 37.67%, ossia 1.310.061 persone su 3.477.732 aventi diritto. Il candidato del Pd, Bonaccini, ha preso 615.725 voti, pari al 49.05%, che si riduce al 17.7% se raffrontato al totale degli aventi diritto. Quindi in calo rispetto al 22,6% (sempre raffrontato al totale degli aventi diritto) delle precedenti europee. Si noti che nel 2010 Vasco Errani aveva preso 1.197.789 voti, il che significa che Renzi ha perso 582.064 voti. Rispetto al 2010 il Pd scende da 857.613 a 535.109 voti, perdendone quindi 322.504, circa il 37.5%. In Calabria su 1.900.215 aventi diritto ha votato il 44.07%, ovvero 837.424 persone. Il Pd ha preso appena 156.685 voti e il suo candidato, Oliverio, ha preso 408.276 voti, pari al 61.54%, ma pari al 21.5% degli aventi diritto. Altro che il 40% che Renzi ricorda ad ogni piè sospinto. E da qui in avanti andrà sempre peggio per il Pd finché ci sarà Renzi alla guida.

    Purtroppo, stante che “L’italiota contemporaneo, in tutta la sua insipienza, è l’ultima frontiera della manipolazione antropologica, della picchiata culturale, dell’azione involutiva di slot, talk-show e cibo-spazzatura”, c’è poco da stare allegri: Renzi o non Renzi il degrado continuerà.

    • Per kthrcds

      In effetti, i risultati dei sondaggi sono almeno in parte imputabili alla manipolazione dei sondaggisti per c/o committente, come ho scritto nel post, ma certi risultati, pur gonfiati ad arte, danno una misura del degrado, della debolezza intellettuale e dell’assenza di capacità critiche che caratterizza l’italiota contemporaneo.

      A Renzi, come del resto ai suoi padroni, basta vincere, anche con un’astensione al cinquanta o più per cento. Vincere con qualsiasi mezzo perché il fine giustifica i mezzi, anche i più sporchi e truffaldini. Questa è la sostanza della “nostra” democrazia, occidentale e naturalmente liberale. Per cui in Emilia-Romagna il piddì ha comunque vinto. Forse vincerà anche in Campania con De Luca, anche se la Severino incombe … Intanto, “cosa fatta capo ha!”

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  5. egregio Orso gli italioti sono sempre esistiti e rappresentano la parte mediocre di ogni paese al mondo.La propaganda e’ servita solo a dargli il potere con l’evoluzione del divide et impera di cesarea memoria.Oggi per controllare le masse il modello partito unico e’evoluto nella non-persona unica che lei chiama l’altra specie in un suo art. precedente.Leggo spesso i suoi art. e concordo in pieno sulla massa italiota ma ho riserve nel dare la colpa solo ai media e propaganda che lei adduce.Senza uno shock esterno(Le Pen?)non ci libereremo di questa gente, il modello prescinde dalle persone che siano italioti o italiani e mi sembra di capire che le masse piace la sicurezza non la liberta’.La storia dei popoli dimostra che tutto arriva alla fine ma si rischia il daccapo. saluti

    • Per myopinion

      Gli italioti/idioti sono sempre esistiti. Giusto. Come mi ha insegnato Costanzo Preve, l’imbecillità naturale è sempre esistita nella specie, riguardando una minoranza – abbastanza ristretta – di soggetti sfortunati e incolpevoli che la collettività dovrebbe aiutare. Solo che di questi tempi il numero di imbecilli è cresciuto esponenzialmente, e qui l'”azione antropica” è evidente. Non ho dato la colpa solo ai media e alla propaganda, naturalmente, avendo citato, ad esempio, l’azione involutiva del lavoro flessibile e precario, la riduzione dei redditi popolari, la diffusione della droga (e degli psicofarmaci), eccetera. Ci sono fattori economici e non economici che hanno agito congiuntamente, nella diffusione massiva dell’italiota/idiotizzato (in numeri anomali rispetto al passato) che sostituisce il cittadino mediamente responsabile. Per quanto riguarda l’incapacità, in tali condizioni, di liberarsi da soli e l’attesa di eventi esterni di eccezionale importanza, in Europa e nel mondo, in grado di influenzare la situazione interna e rimettere in moto la storia anche qui, devo dire che questo è un argomento che ho già trattato in passato. Vittoria del Front National in Francia alle presidenziali 2017, vittoria politica – speriamo non militare in una guerra in Europa – della Russia sugli usa, dissoluzione dell’eurozona che libera i popoli, eccetera. Purtroppo, finora gli shock sono stati sempre negativi, a vantaggio delle élite neocapitaliste, sulla stregua della “shock economy” di Naomi Klein.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  6. Anche questa volta condivido appieno ogni parola del suo articolo. Il fatto che ci siano persone come lei, di vera sinistra, che hanno il coraggio di dire certe cose, tira un po’ su il morale, per quello che serve.
    Ho apprezzato molto la essenziale osservazione del commentatore Valdo, il quale fa notare, come io personalmente avevo anche notato, che la vera tragedia è quando si parla con chi ha una cultura da media in su (e in genere vota Pd appunto). Sono quelli totalmente chiusi al ragionamento. Ciò credo dipenda dalla sicumera che deriva dal sentirsi acculturati, il che rafforza i loro arroccamenti e le loro chiusure mentali, che fondano sulla loro presunta superiorità intellettuale, che è invece una penosa sterilità.

    • Per Marco Zorzi

      L’idiota acculturato di sinistra è la vera ossatura del pd/renzismo. Anche se non va alle Leopolde e alle cene da mille euro a botta, vetrina riservata alle miserabili subelite tributarie della troika, sostiene qualsiasi nefandezza del governo-Quisling in carica, garantisce consenso aprioristico, difende in modo preconcetto le “riforme” anti-popolari. Questo idiota esprime una nuova forma di analfabetismo, peculiare dei nostri tempi, come ho già scritto rispondendo a Valdo: l’analfabetismo sociopolitico, che nasce, fra l’altro, dalla perdita della coscienza sociale e dell’autonomia di critica.

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  7. Sull’idiota acculturato di sinistra, caro Orso, hai detto tutto. Però io trovo qualcosa in più dell’idiozia indotta dal “sistema”. Parliamo di soggetti comunque con una discreta se non buona cultura generale, che a volta hanno anche una più che discreta abilità professionale. Come non possono accorgersi di sostenere ragionamenti indegni di una capra? Secondo me, c’è un punto: l’incapacità di mettere in discussione le loro convinzioni, i loro feticci, i miserabili scribacchini alla Zucconi, alla Severgnini, alla Michele Serra, alla Scalfari (e ne potrei citare decine) ai quali hanno dato da anni il ruolo di guru del pensiero di sinistra, come se costoro avessero qualcosa da spartire con la sinistra. Mettere in discussione i loro eroi, per questa gente abituata a leggere ma non a pensare; dover ammettere di esser stati turlupinati dal vero potere, di aver perso tempo ed energie per anni e anni dietro a ridicole manifestazioni di piazza su temi irrilevanti, tipo Ruby, i girotondi, il Gay Pride; dover dire, oggi, “quanto sono stato coglione a infervorarmi per queste piccolezze mentre i ricchi distruggevano il mio benessere e i miei diritti, o almeno quelli dei più deboli”, deve essere per questi arrogantelli davvero troppo difficile. Preferiscono difendere le loro pensioni o i loro stipendi pubblici garantiti dal Pd, anche se tali soldi li devono poi usare per pagare le spese al figlio precario, piuttosto che ammettere di non aver capito una beata fava.
    Mi scuso, Orso, ma il piddino-tipo, l’ex piciista poi Pds-Ds-Pd antiberlusconiano, semicolto e da Repubblica è un tipo umano (umano?!) che proprio non digerisco… Ma forse dovrei averne pena?

    • Per Valdo

      György Lukács diceva che l’uomo oscilla fra specializzazione (necessità capitalistica) e stravaganza (innocua per il sistema, naturalmente). La specializzazione, se spinta all’estremo, limita la conoscenza e la possibilità di gettare uno sguardo dall’altro cogliendo la totalità sociale. Questo accade al semi-colto idiotizzato di sinistra. I citati “gionalisti” e intellettuali – non dimentichiamolo! – fanno parte di quello che io chiamo l'”apparato ideologico, massmediatico e accademico” al servizio del neocapitalismo e, quindi, sanno ciò che fanno e perchè lo fanno (vantaggi personali, il culo al sicuro, onori, agi e lussi, eccetera). Sono perciò dioppiamente colpevoli, in quanto coscienti del male che fanno, per conto del padrone, alla popolazione e soprattutto ai più poveri e indifesi. Così i piddini, “quadri” del partito collaborazionista. Nessuna pietà per loro. Quando e se si verificherà il “miracolo” rivoluzionario, spero che abbiano ciò che meritano, con la massima ferocia!

      Cari saluti

      Eugenio Orso

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