Verso l’apice della guerra. Brevi precisazioni di Eugenio Orso

Il genocidio con il contagocce dei palestinesi da “Piombo Fuso” a oggi, con accelerazioni belliche, è un episodio che deve essere valutato nel quadro della Quarta guerra mondiale in corso, così come l’ha chiamata Costanzo Preve. Non è da considerarsi un evento bellico “indipendente”. Gli altri episodi di scontro armato, alcuni dei quali ancora più drammatici del conflitto a Gaza, sono:

* L’Ucraina orientale (anche qui è in corso un genocidio, ma di russofoni, per spopolare i territori orientali dell’est Ucraina e attirare la Russia nel tranello che porta alla guerra non convenzionale con la nato)

* La Siria (il più sanguinoso in assoluto con quasi 200.000 morti e otto milioni di profughi interni ed esterni, destinato a continuare e a essere “esportato” in Libano)

* L’Iraq (paese da frantumare, ma preservando un certo controllo sulle risorse energetiche, con l’uso e l’abuso dei tagliagole dello stato islamico sunnita, episodio anche questo sanguinoso e importantissimo, quanto e più di Gaza)

* La Libia (con l’appoggio islamosaudita – e gli americani sempre sullo sfondo – ad ansar al-sharia e all’”emirato di Bengasi”)

* La Nigeria-Camerun (con boko haram che la fa da padrone, sconfina e destabilizza anche il Camerun)

La ferocia del conflitto, “affidato” a mercenari di organizzazioni terroristiche o ad armati di stati-canaglia compiacenti, provoca emergenze di ogni sorta per la popolazione civile. Sanitarie, alimentari, idriche, eccetera. Così a Gaza, in Ucraina orientale (Donbass), in Siria, in Libia (da Bengasi a Tripoli) e in Iraq (gli espulsi dallo stato islamico di Mosul). L’islam sunnita oscurantista e sanguinario è la “punta di lancia”, in Siria, Iraq, Libia e Nigeria, del grande capitale finanziario euroamericano e islamosaudita in piena offensiva.

Ci sono, poi, altri episodi non propriamente bellici, non gestiti direttamente con armi e mercenari. Ricordiamone due:

* Il default argentino provocato utilizzando il ricatto del debito, una falsa “legalità” e l’arma finanziaria statunitense dei fondi d’investimento (continua, comunque, la resistenza argentina per evitare un altro tragico 2001 di crisi e destabilizzazione)

* L’accerchiamento e la destabilizzazione interna del Venezuela di Nicolas Maduro per installare in quel paese un governo filo-usa (di cui mediaticamente non si parla più. Qui, per la verità, ci sono state infiltrazioni di provocatori e armi dalla Colombia)

Tutti questi episodi convergono verso il cuore della Quarta guerra mondiale, in linea con quanto ha scritto a suo tempo Costanzo Preve, e ci portano rapidamente all’apice di un conflitto strategico, culturale, socioeconomico e armato.

4 pensieri su “Verso l’apice della guerra. Brevi precisazioni di Eugenio Orso

  1. Purtroppo l’analisi è eaatta . Le forze che vi si possono opporre sono ancora troppi deboli e in oarte non coscienti della partita che si sta giocando. Domana per Eugenio, senza alcuna ironia, Che fare?

    • Abbiamo possibilità di aggregazione di forze antagoniste (sperabilmente determinate) qui, in Italia?
      Se ci sono “opposizioni”, o sono false (m5s, fiom, sel, rifondazione, eccetera), perché perfettamente inserite nel sistema di potere e oppressione liberaldemocratico, o sono embrionali e inconsistenti, o, più probabilmente, non esistono ancora.
      Non possiamo fare niente.
      Parlando per me, se ci fosse un robusto gruppo armato che oggi intraprendesse una lotta di liberazione, anche molto sanguinosa, mi unirei subito ai combattenti. So sparare, sono allenato fisicamente e, in ogni modo, imparo in fretta …
      Il primo obiettivo dovrebbe essere locale, cioè il pd. Intendo tutti i covi del pd, tutti gli iscritti a quella fogna collaborazionista e anche gli “elettori” …

      Cari saluti

      Eugenio Orso

  2. Sono d’accordo con Orso.
    L’unica arma, non convenzionale o “asimmetrica” è quella della de-dollarizzazione.
    Mi viene in mente curiosamente, quanto avvenne nel conflitto americano tra i suddisti e i nordisti, ovvero come il nord emisero moneta allo scoperto e con quella finanziarono la guerra.
    Ora si potrebbe estrapolare tale diciamo “indirizzo”, per demolire dal di dentro tale potere.
    Si sa le guerre costano, e se uno non aiuta l’avversario, ben venga.

  3. Bravo Eugenio, come sempre.
    Interessante il fatto che

    1) all’elezione a papa di Santo Carol, Solidarnosc da la spallata al “muro” e comincia ufficialmente la QGM (quarta guerra mondiale), regia occulta di Ratzinger e accordi EST-OVEST con Helmut Khol per sfruttamento paesi PECO e balcanizzazione delle condizioni di lavoro e salario della UE: l’equivalente tiranno dell’odierna “culona inchiavabile”.

    2) All’elezione di Ratzinger al soglio pontificio corrisponde l’accelerazione dell’attacco finanziario all’Europa ( leggi Italia), della Germania che soffoca nei debiti e cerca di salvarsi annegando i paesi del mediterraneo abbuffandosi al banchetto avvelenato offerto da Wall Street che trasforma in merda il dollaro e in moneta fortissima l’euro.

    3) All’elezione di Bergoglio, corrisponde un nuovo attacco al Sud America, regia occulta del “dimissionario” Ratzinger che è ancora papa per chi non lo sapesse. (Il potere peronista, dx o sx non importa, in Argentina ha in sè qualcosa di tedesco)

    Fermo restando il problema socioeconomico delle pauperizzate masse sudamericane che si dimenano contro l’avanzare del neocapitalismo e che in consolazioni magico-religiose filo protestanti non molto gradite alla Santa Sede, credono di superare senza conflitti armati (i gesuiti guerriglieri erano meglio), la loro condizione di nuovo proletariato sottopagato e marginalizzato nelle favelas e vari slums periferici alle simil megalopoli: Bogotà,Caracas, Rio, San Paolo, Lima, Buenos Aires, Mexico City, etc…

    La beatificazione di Romero è lo zuccherino per ingoiare la pillola amara del turbocapitalismo e arginare le derive confessionali in risposta al peggioramento delle condizioni economico-sociali di sempre più larghi strati di popolazione.

    Smantellate le FARC, conclusa l’ideologia di Marcos e sandinisti, deposto per sopraggiunti limiti di età il castrismo e chavezismo, terminato il modello Robin Hood toxico del narcotrafficante Pablo Escobar – vendo coca ai ricchi yankee e costruisco case popolari a Bogotà – cosa resta da fare, ad eccezione della lodevole ma poco efficace condotta politica e umana del Mujica?

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