Eurounionismo e globalismo contro il populismo elettoralistico di Anatolio Anatoli (blog WATER CLOSED)

Propongo un post di ieri “rubato” al blog WATER CLOSED.

Il tema è il populismo d’operetta, il populismo facile ed elettoralistico contrapposto all’eurounionismo filoglobalizzante.

Il clima, in Italia, è quello di campagna elettorale, anche se nessuno, per ora, osa mettere in discussione seriamente il direttorio Monti-Napolitano (non certo Bersani e Casini, ma neppure, in verità, il PdL “ufficiale” di Alfano) e le elezioni politiche dipendono, in buona misura, dal placet dell’Aristocrazia finanziaria globale.

Tuttavia, possiamo supporre che dietro le quinte qualcosa si muove, e che forse in alto e all’esterno dell’Italia i dominanti abbiano deciso che il paese, fra alcuni mesi, può andare alle urne.

Questo spiegherebbe la mossa elettoralistica di Berlusconi, che dopo aver offerto anche le terga alle Aristocrazie globaliste pur di salvarsi, lasciando in un baleno il posto a Monti e appoggiandolo in parlamento, si erge fintamente a difensore della sovranità nazionale, lascia intendere al volgo massacrato da Monti-Napolitano-Merkel che è possibile uscire dalla prigione dell’euro e tornare alla lira, e quindi si mette in totale contrasto con i più fidati leccapiedi politici delle Aristocrazie finanziarie globaliste, Bersani e Casini.

L’analisi di Anatolio Anatoli (dietro questo nome si nasconde un mio fedele accolito) è buona, ancorché senza risparmio d’insulti e improperi, ed è come se fosse mia.

 

Buona lettura

 

Eugenio Orso

 

25/06/2012

Eurounionismo e globalismo contro il populismo elettoralistico

Populista_paulista.jpg 

Continua la rappresentazione teatrale di infimo ordine della politica italiana, mentre il direttorio di Monti procede sulla strada delle controriforme e del rastrellamento di risorse finanziarie per conto dei Mercati&Investitori.

Si avvicinano le elezioni politiche truffa, anticipate ma non troppo, perché dopo la distruzione del diritto del lavoro e una nuova finanziaria stroncante per il paese, ci si rimetterà finalmente alla fantomatica volontà popolare …

Forse già in ottobre.

Il primo e più devoto lacchè dei liberisti, Bersani, ha fissato proprio per ottobre le primarie della sua congrega politica, ben sapendo che probabilmente non si faranno, perché sventuratamente c’è un’elevata probabilità che si vada alle urne proprio in quel mese, naturalmente per colpa del pdl e non del suo pd, fedelissimo di Monti e del capitale finanziario internazionale.

Berlusconi, che alla fine dello scorso anno è scappato con la coda tra le gambe, dopo l’ultimatum dei globalisti e della BCE, sconfessa persino la sua “creatura” Alfano e inaugura una campagna (dal sapore mediatico-commerciale) contro l’euro, l’eurounionismo e l’odiatissima Germania.

Troppo comodo, perché il suddetto ha garantito l’appoggio a Monti e ha mandato avanti l’insipido Alfano, per non essere patrimonialmente e giudiziariamente distrutto.

Ora si propone come “paladino” di una sovranità nazionale da riconquistare, per risalire la china dei consensi, ma il gioco potrebbe non funzionare, essenzialmente per i seguenti motivi:

a)     Lui stesso si è reso complice dell’operazione che aperto le porte, in Italia, al direttorio globalista di Monti, e quindi è colpevole (quasi) quanto Napolitano e Monti stesso.

b)     L’operazione, che mette in discussione l’euro e l’appartenenza all’unione europoide monetaria è puramente elettoralistica, perché ciò che interessa Berlusconi è “restare a galla” (galleggiare, cioè, come uno stronzo nel liquame in cui è finito il paese), e se possibile recuperare consensi, “share”, gradimento anzitutto nei sondaggi, senza avere né l’intenzione né il coraggio per compiere i passi che millanta.

c)     La Santanchè, riemersa di recente nelle vesti di “suffragetta” antieuropeista berlusconiana, non è certo Marine Le Pen, anche se cerca di imitarla, quando la intervistano, e può non avere sufficiente “potere di convincimento” per ingannare gli italiani, dopo tutte le prove negative che ha dato negli anni precedenti.

Dal canto suo, il terzo compare di ABC, cioè Casini, che è il secondo (dopo Bersani) più devoto lacchè dei liberisti, stigmatizza la “svolta populista” di Berlusconi e proclama, sapendo che c’è aria di elezioni anticipate, di sentirsi più vicino a Bersani, che come fa lui da sempre lecca diligentemente i piedi degli euromostri e delle Aristocrazie globali, senza concessione alcuna alle tentazioni populistiche, “scandalosamente” antieuropeiste e antidemocratiche.

In questo quadro desolante si svolgeranno, con buona probabilità, le elezioni politiche di fine 2012, ma a cose fatte e a distruzione del produttivo e del sociale quasi completata.

Da un lato scenderà in campo un “populismo” elettoralistico (da operetta, da Bagaglino, da spot e da gag) che giocherà furbescamente con temi cruciali come l’uscita dall’euro e dall’unione europoide, il contrasto alla Germania che partecipa al saccheggio dell’Europa mediterranea, l’acquisizione della sovranità monetaria e politica effettive.

Dall’altro lato, ci sarà l’infame sinistra leccapiedi del grande capitale globalista supportata in qualche modo dalla palude liberaldemocratica di centro.

Sinistra e centro oggi uniti nell’appoggio incondizionato ed entusiastico ai boia Monti e Napolitano, a tutte quelle controriforme che stanno mettendo in ginocchio il paese per i prossimi anni.

Se questo è il quadro che si delineerà fra qualche mese – e probabilmente sarà proprio questo – è chiaro che non avrà senso andare alle urne, rendendosi corresponsabili di un simile gioco, truffaldino e perverso, ed è chiaro che si dovrà resistere, per quanto ancora al momento non è dato sapere, aspettando “tempi migliori”, in cui la risposta al sistema verrà dall’esterno e non potrà che essere violenta, o addirittura, si spera, rivoluzionaria.

 

Qui, dal Water Closed, vi saluta il vostro

 

Anatolio Anatoli

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